Il duomo di Cremona, noto pure come cattedrale di Santa Maria Assunta, è il principale luogo di culto cattolico della città di Cremona, in Lombardia, sede vescovile della diocesi omonima.

La cattedrale è un tempio romanico continuamente riadattato con elementi gotici, rinascimentali e barocchi. All'interno conserva notevoli capolavori di scultura e di pittura, tra cui l'avello dei SS. Mario e Marta e dei loro figli Audiface e Abaco, originari della Persia e martirizzati a Roma, detta "Arca dei martiri persiani". Dal 1940 è monumento nazionale italiano.

Storia La cattedrale di Cremona fu eretta nel XII secolo, periodo di grande prestigio della città, collegato a una serie di successi in campo militare e a condizioni di benessere economico. Il luogo scelto per la costruzione era il punto più alto della città medioevale, non lontano dal centro dell'originario castrum romano, al riparo dalle alluvioni del Po, che all'epoca scorreva molto più vicino al centro storico rispetto ad oggi. In questo luogo, all'epoca, sorgevano due chiese, l'una dedicata a Santo Stefano e l'altra a Santa Maria, che furono demolite per dare inizio ai lavori di costruzione del tempio principale. La data di posa della prima pietra è nota: 26 agosto 1107Pietro Bonometti, Cremona, una città segreta, edizioni Italcards, Bologna 1988, pag. 6.

Durante la reggenza del vescovo Oberto da Dovara, il devastante terremoto del 3 gennaio 1117 sconvolse il Nord Italia e danneggiò gravemente anche la nuova cattedrale cremonese, che venne pertanto ricostruita, praticamente in toto, nei decenni successivi. Un documento redatto dal vescovo Sicardo attesta la ripresa dei lavori di costruzione nell'anno 1129, quando furono ritrovate, sotto le macerie, le reliquie di sant'Imerio. Nel 1190 avvenne la consacrazione, presieduta dal vescovo Sicardo.

La cattedrale eretta nel XII secolo si presentava molto diversa dall'attuale. Innanzitutto già aveva una facciata a salienti, come dimostrano alcune raffigurazioni (tra cui un sigillo comunale, ora conservato presso l'Archivio di Stato), e la pianta era basilicale, senza transetto. Il progetto originario prevedeva inoltre che la facciata venisse affiancata da due torri laterali, sul modello delle grandi cattedrali delle città imperiali d'oltralpe (westwerk). Tale idea non fu però messa in pratica, forse anche a causa dell'erezione, a lato della facciata, di una ben più alta torre campanaria (il Torrazzo).

Fra la fine del XIII secolo e la metà del XIV furono aggiunti i due bracci del transetto"Lombardia", Guida TCI, pag. 151., conferendo alla chiesa una planimetria cruciforme (quasi a croce greca, in quanto la lunghezza del transetto supera appena quella del corpo longitudinale).

Ulteriori interventi si susseguirono nei secoli successivi, concentrati soprattutto all'interno della chiesa. Tra le modifiche operate all'esterno, vi sono soprattutto quelle riguardanti la vecchia facciata di mattoni romanica. Infatti quest'ultima a partire dal 1274 venne rivestita in marmo e dotata del rosone da Giacomo Porrata. Nella fine del secolo i Maestri campionesi realizzarono i due ordini di logge e il protiro. Nel 1491 l'architetto Alberto Maffiolo da Carrara è chiamato per ritoccare la parte superiore della facciata, conferendogli l'aspetto attuale con le nicchie dei santi, il timpano, le volute e la guglia centralePietro Bonometti, Cremona, una città segreta, edizioni Italcards, Bologna 1988, pag. 14. Nel medesimo periodo, l'architetto Lorenzo de Trotti realizzò parte del portico (di forme bramantesche) che collega il Duomo al Torrazzo, completandolo all'inizio del secolo successivo con la costruzione della loggetta rinascimentale denominata Bertazzola.

Nel XX secolo l'intervento più significativo riguardò la sistemazione, in termini urbanistici, dell'area attorno alla cattedrale, al Torrazzo e al Battistero. Nel 1931 furono demolite le case che si addossavano al lato settentrionale del duomo, creando l'odierno Largo Boccaccino.

Descrizione

Esterno Il complesso costituito dal duomo, dal battistero e dal Torrazzo risulta completamente staccato dal resto del tessuto urbano, essendo circoscritto da vie e piazze (dopo una serie di demolizioni effettuate nella prima metà del XX secolo).

L'intero edificio è sormontato da numerose guglie, di ispirazione nordica che trovano dei parallelismi nell'architettura romanica tedescacome ad sesmpio la chiesa di San Michele (Hildesheim), la chiesa abbaziale di Santa Maria Laach, la chiesa di San Pantaleone (Colonia). Tre sovrastano la facciata settentrionale, tre la facciata meridionale, due il complesso absidale e due la facciata principale, per un totale di dieci. La facciata principale ne possedeva in origine tre: le modifiche apportate in epoca rinascimentale hanno comportato l'abbattimento della guglia centrale, e la costruzione dell'attuale torretta.

Sul fianco destro è collocata la statua di Giovanni Baldesio, leggendario personaggio della città.

Facciata principale

La facciata principale, affiancata dal Torrazzo, guarda su Piazza del Comune (antica Platea Maior della città medievale), esattamente di fronte al palazzo Comunale. Della primitiva cattedrale conserva i quattro rilievi con i Profeti Geremia, Isaia, Daniele, Ezechiele posti sugli stipiti del portale e realizzati dal Maestro dei Profeti, in uno stile bizantino-ottoniano con influenze borgognona e di Wiligelmo. Dello stesso artista anche i rilievi del Leone e del Toro, nella base della lunetta. Pregevole anche il marmoreo Fregio dei Mesi, sopra l'arcone del protiro, intervallato dal rilievo del Vescovo Sicardo, realizzati fra il 1220 e il 1230.

Rivestita, a partire dal 1274, di marmo bianco di Carrara e rosso di Verona dai maestri campionesi, è caratterizzata da un grande rosone centrale, opera di Giacomo Porrata da Como. Il fronte è alleggerito da una loggetta a due piani, interrotta nel mezzo dall'elegante protiro sormontato da una loggetta a tre arcate, che accolgono le statue di Sant'Imerio, la Madonna col Bambino, e Sant'Omobono realizzate intorno al 1320 da Marco Romano. I due leoni che reggono le colonne del protiro scolpiti da Giovanni Bono da Bissone nel 1285.

Gli interventi rinascimentali riguardano soprattutto la parte superiore della facciata; Alberto Maffiolo da Carrara, nel 1491 vi innalza un attico con quattro nicchie, ospitanti le quattro statue dei Santi Pietro, Paolo, Pietro Esorcista e Marcellino, scolpite da Giovanni Pietro da Rho nel 1507. I medaglioni laterali raffiguranti Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza risalgono al XV secolo.

Facciate dei Transetti I due bracci (settentrionale e meridionale) del transetto terminano anch'essi con delle facciate, entrambe a capanna irte di tre guglie, alleggerite da gallerie nel sottotetto e aperte da rosoni e polifore. Quella del braccio settentrionale fu eretta nel 1288 da Giacomo Camperio e Bartolino Bragerio, ma ripresa nel 1319 per riparare i danni di un terremoto. Precede il portale d'ingresso un protiro della fine del XIII secolo, sostenuto da due leoni di Giambono da Bissone e decorato da i rilievi dellArcangelo e dellAnnunziata, attribuiti a Wiligelmo. Sull'architrave del portale è un fregio proveniente dalla vecchia chiesa.

La facciata del transetto meridionale realizzata da Franceschino e Canino Toselli fra il 1342 e il 1374, su impronta di quella nord, ma con minor enfasi.

Interno

L'interno della cattedrale è a tre navate separate da due serie di massicci pilastri alternatamente cruciformi e circolari, i quali sostengono severe volte gotiche a sesto acuto. Al di sopra delle navate laterali, si aprono i matronei, che guardano sulla navata principale attraverso ampie bifore. Le campate della navata maggiore sono coperte da volte a crociera, a sesto acuto, impostate nel secolo XIV al posto delle originarie volte romaniche.

La navata maggiore termina in una grande abside semicircolare, nel cui catino fu realizzato un notevole affresco raffigurante il Redentore. Anche le due navate laterali terminano in absidi semicircolari, di dimensioni più ristrette, entro le quali sono ricavate due cappelle riccamente decorate: la cappella del SS. Sacramento, al termine della navata destra, e la cappella della Madonna del Popolo, al termine della navata sinistra. Di lato alla cappella della Madonna è ubicata la statua di San Giuseppe con Bambino in maiolica policroma realizzata dallo scultore Marco Silecchia.

Il coro ligneo venne disegnato da Antonio delle Corna,Antonio Cicognara e Bernardino di Lera, e intagliati e intarsiati da Giovanni Maria Platina fra il 1482 e il 1490.

La Grande Croce da altare in argento e rifinita in oro fu fabbricata dal 1470 al 1478 dagli orafi Ambrogio Pozzi e Agostino Sacchi cremonese, «colli ori che tolsero i Cremonesi ai Milanesi nella vittoria del 1213 a Castelleone». Il capolavoro, alto tre metri, si trova nel museo diocesano di Cremona a fianco della cattedrale. La croce è composta dall'assemblaggio di oltre mille pezzi, con una folla di ben 160 statue tra piccole e grandi, con 50 busti di Santi. La nuova base in argento è del '700, disegnata da Giovanni B. Manfredi e eseguita dall'argentiere Giuseppe Berselli, due cremonesi. Il restauro della Grande Croce dal 1991 fino al 1994 fu eseguito dal Gruppo Orafi e Orologiai di Cremona e dall'Opificio delle pietre dure di Firenze.a curi di Loretta Dolcini: La GRANDE CROCE del Duomo di Cremona. Storia e restauro. 1994.

La cripta e lArca dei santi Marcellino e Pietro Sotto il presbiterio si apre l'ampia cripta, scavata in epoca romanica ma rinnovata nel 1606 da Francesco Laurenzi, al quale subentrarono Giuseppe Dattaro e Giovanni Battista Maiolo dopo il rovinoso crollo della volta. La cripta è a tre navate, e conserva lArca dei santi Marcellino e Pietro, del 1506Pietro Bonometti, Cremona, una città segreta, edizioni Italcards, Bologna 1988, pag. 24. L'arca fu scolpita dallo scultore rinascimentale Benedetto Briosco, allievo dell'Amadeo e autore del portale principale della Certosa di Pavia, all'inizio del XVI secolo, per la chiesa di San Tommaso a Cremona. In epoca barocca, all'inizio del Seicento, il sarcofago fu traslato in duomo nella sua sede attuale e ricostruito dallo scultore Matteo Galletti utilizzando le formelle originali del Briosco, oltre alla formella centrale con Cristo Risorto proviene dallarca di S. Arealdo dell'Amadeo. I sei episodi della vita dei santi Marcellino e Pietro rappresentati sono i seguenti: Sul fronte, a destra, Pietro che, arrestato nello sfondo e uscito miracolosamente di prigione, esorcizza Paolina, figlia ossessa del carceriere Artemio. Sul lato destro della cassa, il battesimo della famiglia di Artemio sul retro, l'interrogatorio dinanzi al giudice Sereno sempre sul retro, la decollazione dei santi, mentre gli angeli nello sfondo ne raccolgono in cielo le anime Sul fronte, a sinistra, la Leggenda delle colombe: secondo quanto narra Antonio Campi, durante la battaglia di Castelleone le donne di Cremona si raccolsero in San Tommaso a pregare; la lotta con i milanesi volgeva al peggio quando «si viddero miracolosamente uscire due candidissime colombe dall'arca di quei due santi, che per la porta di detta chiesa se ne volarono verso l'essercito de' cremonesi» lato sinistro dell'arca, il trasporto dei due corpi e la loro sepolturaDall'arca alle esequie. Aspetti della scultura a Cremona nel XVI secolo, Alessandro Nova, In: I Campi e la cultura artistica cremonese del Cinquecento, Milano, 1985, pp. 409-430.

Le sculture rinascimentali dell'Amadeo e del Piatti: lArca dei martiri persiani e larca di S. Arealdo