Tursi (Turse in dialetto tursitanoAlbino Pierro, Nd'u piccicarelle di Turse, Editori Laterza, Bari 1967) è un comune italiano di abitanti della provincia di Matera in Basilicata, elevato a città con decreto del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 4 maggio 2006D.P.R. 4 maggio 2006 - Delibera n. 2, prot. 1778, per il “Riconoscimento del Titolo di Città al Comune di Tursi, richiesta ai sensi dell'art. 18 del D.L.vo n. 18/08/2000 n. 267 TUEL”.. Nel comune ha sede la comunità montana Basso Sinni.
Il centro urbano si è sviluppato a cominciare dal V secolo nell'intorno del castello. Nel 968, in epoca bizantina, Tursi divenne capoluogo del thema di Lucania., e sede vescovile di rito greco..
Nel 1561 era tra i più popolosi. e nel 1601 era la città della provincia del regno di Napoli con il maggior numero di fuochi, ne contava 1799, prima di Melfi 1772, Venosa 1095, Potenza 1082 e Tricarico 1073.. Dall'inizio del XVIII secolo e fino alla riforma borbonica del 1816 (eccetto che nel 1799, quando fu annesso al dipartimento del Crati, ossia alla Calabria cosentina), Tursi è stato il primo dei quattro ripartimenti dell'allora provincia di Basilicata., vi aveva sede il regio percettore di Basilicata. e i suoi confini, estesi fino al mar Ionio, comprendevano la torre di Trisaja, a sud della foce del fiume Sinni, una delle sette torri costiere del Regno di Napoli a protezione della costa jonica lucana..
Geografia fisica
Territorio
Il territorio tursitano, di prevalenza collinare, confina a nord col fiume Agri e con il comune di Montalbano Jonico, a est con il comune di Policoro, a sud con il fiume Sinni e i territori di Rotondella, mentre a ovest con i territori di Sant'Arcangelo, Colobraro e Stigliano. Il settore urbano presenta un'altitudine che varia dai del vecchio centro storico che gravita attorno al castello, ai della moderna piazza Maria SS di Anglona, ai dei rioni più in basso..
Il nucleo abitativo del centro storico (Rabatana) è difeso naturalmente da tre voragini, di oltre cento metri, di origine franosa; il "fosso della Palmara" (a Iaramma) a nord, il "fosso di San Francesco" (u fòss d'San Francisch) a est e il "fosso della Cattedrale" (u fòss da Catr'dé) a ovest. Il borgo, nel corso dei secoli, si è sviluppato nella vallata sottostante alla Rabatana assumendo una forma allungata. Il centro abitato dista poco meno di dalla costa jonica lucana, ma la frazione Panevino verso il confine est del territorio, ne dista poco più di . In base alla composizione del terreno, l'abitato ha un rischio sismico di zona 2 relativa a una sismicità medio-alta dell'attuale indice di classificazioneOrdinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003, aggiornata con la Deliberazione del Consiglio Regionale della Basilicata n. 731 del 19.11.2003..
Idrologia
La città è situata al centro di due dei quattro fiumi della Basilicata, l'Agri e il Sinni, originariamente navigabili.. In età contemporanea i corsi dei rispettivi fiumi sono stati interrotti da due bacini artificiali, la diga di Gannano con una capacità di invaso complessiva di 2,6 milioni di m³, nei pressi della frazione Caprarico, interrompe il corso del fiume Agri e la diga di Monte Cotugno, il più grande bacino artificiale in terra battuta d'Europa, nei pressi del comune di Senise, interrompe il corso del fiume Sinni.
Da una sorgente posta sulla collina a est di Tursi scende il torrente Pescogrosso, quest'ultimo prende il nome dagli enormi massi ritrovati lungo il suo corso. Il torrente taglia in senso longitudinale la città a un'altitudine di e continuando il suo percorso verso est per una decina di chilometri sfocia, come affluente, nel fiume Sinni.
Geologia e morfologia Il territorio appartiene al Cenozoico antico ed è formato da rocce marnose, massa sedimentaria friabilissima costituita da argilla e calcare, di aspetto terroso e di colore giallo ocra.. Le continue frane, determinate dall'estrema plasticità di tali rocce a ogni pioggia, hanno modificato costantemente nel tempo la morfologia del territorio stesso. La natura mutevole del terreno, piena di calanchi, ha donato al territorio un curioso impatto paesaggistico.
Clima La stazione meteorologica più vicina è quella di Montalbano Jonico. Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a , mentre quella del mese più caldo, agosto, è di .
Classificazione climatica di Tursi: Zona climatica D; Gradi giorno .
Origini del nome
Molti storici concordano che il toponimo Tursi derivi da "Turcico", un uomo d'armi di origini bizantine, comandante della zona, il quale ampliò verso valle l'antico borgo saraceno, "Rabatana", donando alla nuova zona il nome di Toursicon,Tursikon o Tursicon, Τουρσικόν in greco.. Di certo però è la prima menzione documentata che risale al 968 nella Relatio de legatione Constantinopolitana del vescovo Liutprando da Cremona, quando la città viene citata proprio con i nomi di "Turcico" e "Torre di Turcico"Liutprando, vescovo di Cremona, Relatio de legatione Constantinopolitana..
Successivamente, con la pronuncia francese sotto il dominio normanno, divenne dapprima Tursico, poi Tursio e infine Tursi. Difatti, nella bolla papale redatta da papa Alessandro II nel 1068 la città viene menzionata sotto il toponimo "Torre di Tursio"..
Un secolo più tardi, nel 1154, il geografo arabo Muhammad al-Idrisi durante la realizzazione della Tabula Rogeriana per conto di Ruggero II di Sicilia, nel testo Kitab nuzhat al-mushtaq fi'khtiraq al-'afaq, conosciuto come il libro del re Ruggero, indica la città sotto il toponimo di Tursah..
Storia
Origini
Scavi archeologici eseguiti nel territorio comunale, più precisamente nei siti di Valle Soriano e di Anglona, hanno accertato l'esistenza di insediamenti risalenti alla prima età del ferro. e della preistorica Pandosia. Gli abitanti di queste zone erano denominati Enotri, in particolare però gli abitanti stanziati nell'intorno dei fiumi Agri e Sinni, venivano chiamati Coni o Choni.. Successivamente, durante la colonizzazione ellenica dello stivale, la città degli Enotri, Pandosia, venne colonizzata da parte degli Ioni..
Pandosia, è considerata la più antica città della Siritide, difatti, l'Antonini. basandosi su passi della Genealogie di Ferecide di Atene e su passi della Storia antica di Roma di Dionigi di Alicarnasso, ipotizza che fu fondata da Enotro, uno dei 23 figli di Licaone, molti secoli prima di Roma, e che lo stesso signoreggiò su tutta l'orientale parte della Lucania. Il Romanelli, basandosi su quanto emerso dalle tavole di Eraclea e dal Naturalis Historia di Plinio il VecchioPlinio il Vecchio, nel suo Naturalis Historia, III, 98,: «et Pandosiam Lucanorum urbem fuisse Theopompus, in qua Alexander Epirotes occubuerit»., afferma che la Pandosia di Lucania sia il luogo in cui perse la vita Alessandro il Molosso, re d'Epiro e zio materno di Alessandro Magno, avvenuta nel 330 a.C., in una battaglia contro il popolo dei lucani..
Nel 281 a.C. l'area nella quale sorgerà Tursi, fu campo di battaglia tra i Romani e Pirro re d'Epiro, che corso in aiuto dei tarentini si accampò tra Heraclea e Pandosia. Questa battaglia passò alla storia principalmente per l'utilizzo di elefanti da guerra, ancora sconosciuti ai soldati della repubblica romana. Nel 214 a.C. fu teatro di un'ennesima battaglia nel corso della seconda guerra punica tra i Romani e Annibale, re dei Cartaginesi, per conquistare il dominio sul mediterraneoEutropio, Breviarium ab Urbe condita, III, 13.
Pandosia venne distrutta tra l'81 a.C. e il 72 a.C. durante le guerre sociali condotte dal generale romano Lucio Cornelio Silla. Dalle rovine di Pandosia sorse, poco prima dell'era cristiana, Anglona (Anglonum).. Lo storico Placido Troyli, esaminando le antiche fabbriche presenti nel territorio, fa derivare l'origine della città di Tursi, come filo diretto, dal decadimento di Pandosia., difatti, i ritrovamenti di zona "Murata", nel sito archeologico di contrada castello, indicano la preesistenza di un Oppidum..
Nel 410 i Visigoti di Alarico I invadono l'Italia, dal nord-est e saccheggiando città dopo città si dirigono verso la Calabria per poi risalire e saccheggiare Roma. Durante il loro corso, nel metapontino, costruirono una torre sulla collina a metà strada tra i fiumi Agri e Sinni, per meglio controllare le vallate circostanti.. Nei loro saccheggi, semidistrussero Anglona., originando una piccola migrazione degli abitanti sopravvissuti ai saccheggi, verso rifugi rupestri. presenti attorno alla torre, dando così inizio a un primordiale insediamento della città.
Medioevo
Attorno all'826, durante le campagne belliche degli islamici, in tutto il territorio meridionale dell'Italia ci furono numerose e violente incursioni arabe. I loro eserciti provenienti dal nordafrica erano in prevalenza di origine saracena.
Inizialmente queste incursioni erano destinate a depredare i villaggi e a fare prigionieri da utilizzare come schiavi nei centri dell'impero islamico. In seguito, superata l'iniziale differenza religiosa e culturale con le popolazioni autoctone, gli invasori attorno all'850 conquistarono gran parte della pianura metapontina e decisero di acquartierarsi, in zone dominanti e strategiche, per meglio controllare gli scambi commerciali all'interno del territorio.
Da esperti agricoltori di colture aride e abili artigiani, quali erano, i saraceni riuscirono in breve tempo a intrecciare pacifici rapporti con gli abitanti locali. Il fiorente scambio rese possibile lo sviluppo dei piccoli presidi militari ribāṭ in veri e propri quartieri residenziali attualmente denominate rabatane, tra i più importanti ci sono ancora oggi quello di Tursi, di Tricarico e di Pietrapertosa.
Nei successivi anni, i saraceni, abitarono il borgo, lo ingrandirono e furono proprio loro a dargli il nome, a ricordo del loro borgo arabo Rabhàdi. L'impronta saracena è ancora oggi presente nelle costruzioni, negli usi, nei costumi, nel cibo e nel dialetto della Rabatana..
Nell'890 i Bizantini sotto il comando di Niceforo Foca il vecchio riconquistarono i territori che una volta appartenevano all'Impero Romano d'Occidente e riuscirono, durante le guerre arabo-bizantine, a scacciare definitivamente l'impronta araba dalle terre lucane. Negli anni di dominio bizantino, il castello venne ingrandito e fortificato e il centro ebbe uno sviluppo sia demografico sia edilizio..
Il borgo cominciò a estendersi verso la valle sottostante. L'intero centro prese il nome di Toursikon, dal suo fondatore Turcico. Verso la fine del X secolo l'imperatore Basilio I costituì prima il thema di Langobardia e il thema di Calabria e successivamente, nel 968 il thema di Lucania con capoluogo Toursikon, completando così il piano di ellenizzazione della chiesa del Catepanato. Infatti, nella Relatio de legatione Constantinopolitana, scritta lo stesso anno, Liutprando da Cremona riferisce che in quel tempo il patriarca Polieucte di Costantinopoli ricevette dall'imperatore Niceforo II Foca l'autorizzazione a erigere la sede metropolita di Otranto, dando al metropolita Pietro la facoltà di consacrare i vescovi suffraganei di Acerenza, di Tursi (Turcico), di Gravina, di Matera e di Tricarico. Non è chiaro però se queste disposizioni abbiano avuto reale effetto, in quanto le Notitiae Episcopatuum del patriarcato ecumenico di Costantinopoli menzionano una sola sede suffraganea di Otranto, quella di Tursi... Tursi divenne così sede della diocesi di rito greco con cattedra vescovile presso la chiesa di san Michele Arcangelo dove nel 1060 si svolse il sinodo dei vescovi.. Il primo vescovo noto di Tursi è il greco Michele, documentato in un atto testamentario del 1050...