Il plebiscito della Prussia OrientaleKeynes, Google Print, p.11 (testo completo in PD)Tooley, Google Print, p.176 (in tedesco: Volksabstimmung in Ostpreußen), anche conosciuto come plebiscito di Allenstein e MarienwerderButler, pps: 720 - 828Williamson, pps: 93-101Wambaugh o plebiscito di Varmia, Masuria e PowiśleTopolski, p. 31 (in polacco: Plebiscyt na Warmii, Mazurach i Powiślu), fu un plebiscito per l'autodeterminazione delle regioni della Varmia (Ermland), della Masuria (Mazury, Masuren) e di Powiśle, che erano situate in parti della Prussia Orientale e della Prussia Occidentale, secondo gli Articoli da 94 a 97 del Trattato di Versailles. Preparato all'inizio degli anni venti, si svolse l'11 luglio 1920. La maggioranza dei votanti scelse la Prussia Orientale in luogo della Seconda Repubblica di Polonia (più del 97% in Allenstein e il 92% a MarienwerderRisultati del plebiscito in tre distretti polacchi condotti tra il luglio 1920 e il marzo 1921. Rocznik statystyki Rzeczypospolitej Polskiej link (pdf, 623 KB). Główny Urząd Statystyczny Rzeczypospolitej Polskiej GUS, Annuale (Ufficio di Statistica della Repubblica di Polonia) (1920/1922, parte II). 23 gennaio 2008.); gran parte dei territori in questione rimasero pertanto nello Stato libero di Prussia, e, quindi, nella Repubblica di Weimar.
Premessa storica I distretti in questione avevano cambiato appartenenza nazionale diverse volte nei secoli precedenti, passando dai prussiani, allo Stato Monastico dei Cavalieri Teutonici, alla Germania e alla Polonia. L'area della Varmia era parte del Regno di Prussia sin dalla prima spartizione della Polonia del 1772 e la regione della Masuria era governata dalla famiglia tedesca degli Hohenzollern sin dal "Tributo prussiano" del 1525 (feudo polacco fino al 1660). Molti abitanti della regione avevano radici polacche ed erano pertanto influenzati dalla cultura della Polonia; l'ultimo censimento tedesco del 1910 li classificò come polacchi o masuriani.Mayer, vol.8, p. 3357-8 La delegazione polacca alla Conferenza di Parigi del 1919, condotta da Roman Dmowski, effettuò un gran numero di richieste riguardo alle aree che erano state parte della Confederazione polacco-lituana fino al 1772 e, nonostante le loro proteste, sostenuto dai francesi, il Presidente Woodrow Wilson e gli altri alleati acconsentirono allo svolgimento dei plebisciti.Mayer, vol.8, p. 3357
Le regioni del plebiscito Le aree del plebiscito furono poste sotto l'autorità delle due Commissioni Inter-Alleate di cinque membri nominate dagli Alleati in rappresentanza della Società delle Nazioni. Le truppe italiane e britanniche, sotto il comando di tali commissioni, arrivarono dal 12 febbraio 1920. Il Reichswehr regolare aveva invece già lasciato l'area il giorno precedente. L'amministrazione civile e municipale continuò con le autorità tedesche, che furono responsabili davanti alle Commissioni durante il mandato.Butler, p. 722
Secondo gli articoli da 94 a 97 del Trattato di Versailles (sezione intitolata "Prussia Orientale") il territorio del plebiscito era formato dal distretto di Marienwerder (Kwidzyn) (Landkreis Marienwerder), che comprendeva le contee di Stuhm (Sztum), Rosenberg in Westpreußen (Susz) e parti delle contee di Marienburg (Malbork, ad est del fiume Nogat) e Marienwerder (ad est della Vistola).Cartina delle contee di Marienburg e Marienwerder con i risultati del plebiscito con discussione Il trattato definì l'area come "Confine occidentale e settentrionale del distretto governativo di Allenstein fino al suo congiungimento al confine tra il circondario di Oletzko (Olecko) e Angerburg (Węgorzewo); inoltre vi era il confine settentrionale del circondario di Oletzko fino al congiungimento con la vecchia frontiera della Prussia Orientale."
H. D. Beaumont, il rappresentante britannico della Commissione del Plebiscito di Marienwerder, fece rapporto al Conte Curzon il 25 febbraio 1920; nel rapporto figurò che la popolazione totale dell'area del plebiscito era di circa 158.300 persone, delle quali 134.500 ritenevano di essere di etnia germanica, 23.800 (il 15%) polacca.
Regione di Allenstein (Olsztyn) Il Presidente del Comitato Britannico dell'Amministrazione Inter-Alleata e della Commissione Plebiscitaria per Allenstein fu Mr. Ernest Rennie; il Commissario francese fu M. Couget, mentre quello italiano fu il Marchese Fracassi, Senatore del Regno; il Commissario giapponese fu Marumo. Il governo tedesco fu autorizzato ad inviare un delegato, pertanto si recò anche il Barone von Gayl, in passato in servizio presso il Ministero dell'Interno e in seguito nel Comitato per la colonizzazione. Le forze di polizia locale furono poste sotto il controllo degli ufficiali inglesi, il luogotenente-colonnello Bennet e il maggiore David Deevis. Bennet riportò in seguito che essi erano "ben disciplinati e amichevoli"; vi era anche un battaglione del Reggimento Reale Irlandese e un reggimento italiano che stazionavano presso Lyck (Ełk).Butler, p. 721-2 and 731
Questa commissione aveva poteri generali di amministrazione e, in particolare, era "incaricata di provvedere ai preparativi per il voto e prendere le misure necessarie per il suo esercizio in completa libertà e segretezza". La commissione ebbe anche l'autorità di decidere riguardo alle questioni riguardo alle esecuzioni di tali ordini; dovette assistere nell'esercizio delle loro funzioni i funzionari scelti tra la popolazione locale. Le decisioni della commissione dovevano essere prese a maggioranza.
Regione di Marienwerder (Kwidzyn) Beaumont e gli altri membri della Commissione raggiunsero Marienwerder il 17 febbraio 1920. Al loro arrivo, trovarono il battaglione italiano dei bersaglieri di guardia. Questa Commissione aveva sotto la propria autorità circa 1.400 poliziotti tedeschi in uniforme.Butler p. 728
Le difficoltà Beaumont riferì che, con l'eccezione del Kreis di Stuhm (Sztum), dove i polacchi erano 15.500 su una popolazione di 36.500 (il 42%), le simpatie tedesche degli abitanti erano chiaramente evidenti. Aggiunse che "sono state spese nel passato ingenti somme per le ferrovie, le strade, i ponti e gli edifici pubblici". Beaumont continuò: "La frontiera è strettamente sorvegliata dai polacchi e alle persone che devono svolgere affari dall'altro lato viene impedito di transitare senza passare attraverso formalità vessatorie. I treni sono deliberatamente trattenuti per ore in ingresso e in uscita dal territorio polacco o il servizio è addirittura sospeso. La comunicazione postale, telegrafica e telefonica è costantemente interrotta. Per passare nel territorio della Città Libera di Danzica è necessario attraversare una stretta striscia di territorio polacco su un grande ponte sulla Vistola, presso Tczew (Dirschau). Qui la strada è sbarrata da sentinelle (in uniforme francese), che rifiutano di parlare in lingue diverse dal polacco, e una barriera simile è stata eretta al piccolo villaggio di Muhlhaus, prima di entrare di nuovo nel territorio di Danzica. Il risultato è che quest'area è tagliata fuori dal commercio e dal porto. Nonostante probabilmente non servirà a cambiare il risultato del plebiscito, sarebbe a mio parere desiderabile comunicare al governo di Varsavia che la loro attuale politica potrà difficilmente portarli a guadagnare voti."Butler, p. 723-4
Sir Horace Rumbold, ministro britannico a Varsavia, scrisse a Curzon il 5 marzo 1920, affermando che le Commissioni Plebiscitarie in Allenstein e Marienwerder "si sentivano isolate sia dalla Polonia che dalla Germania" e che le autorità polacche stavano detenendo le scorte di carbone e petrolio per quei distretti. Sir Horace ebbe un incontro con il Ministro polacco degli Affari Esteri, M. Patek, che dichiarò la sua contrarietà al comportamento dei suoi concittadini e "si dichiarò contro la rigidità delle autorità militari polacche."Butler, p.725
Il 10 marzo 1920, Beaumont scrisse delle numerose e continue difficoltà poste dagli ufficiali polacchi e aggiunse che "le malignità tra polacchi e tedeschi e l'irritazione dovuta all'intolleranza polacca verso gli abitanti tedeschi del Corridoio (ora sotto il loro dominio), di gran lunga peggiore di ogni intolleranza tedesca verso i polacchi, stanno crescendo al punto che è impossibile credere che l'attuale configurazione dei confini possa essere permanente... Si può affermare, in via confidenziale, che neanche le più rosee aspettative economiche potrebbero spingere i tedeschi a votare i polacchi. Se la frontiera non è soddisfacente oggi, lo sarà ancora di meno quando dovrà essere spostata da questo lato (del fiume), senza linee naturali da seguire, tagliando fuori la Germania dalle rive del fiume ed entro un miglio da Marienwerder, che voterà di per certo tedesco. Non conosco alcuna frontiera simile creata da alcun trattato."
I polacchi iniziarono a rafforzare le proprie posizioni e Rumbold riferì a Curzon il 22 marzo 1920 che il Conte Przezdziecki, ufficiale del Ministero degli Esteri polacco, aveva detto a Sir Percy Loraine (1° Segretario della Delegazione di Sua Maestà a Varsavia) che i polacchi contestavano l'imparzialità delle Commissioni Inter-alleate e affermavano che il governo polacco avrebbe potuto rifiutarsi di riconoscere i risultati dei Plebisciti.Butler, p.734-5
Propaganda
Entrambe le parti iniziarono una campagna di propaganda. I tedeschi fondarono diverse associazioni regionali sotto il nome di "Ostdeutsche Heimatdienst", che contavano circa 220.000 membri. Portarono l'attenzione sulla storia della Prussia e sulla lealtà allo Stato prussiano, ed utilizzarono anche pregiudizi contro la cultura polacca e sull'arretratezza economica della Polonia.Kossert, p.249 Rennie, il Commissario britannico in Allenstein, fece rapporto l'11 marzo 1920, affermando che "in quelle parti che toccano la frontiera polacca è in corso una forte propaganda tedesca" e che "la Commissione sta facendo tutto ciò che può per impedire agli ufficiali tedeschi del distretto di prendere parte alla propaganda nazionale collegata al plebiscito. Sono state pertanto emesse ordinanze e istruzioni in tal senso."Butler, p.732 and 743
Rennie riferì a Curzon al Ministero degli Esteri britannico, il 18 febbraio 1920, che i polacchi, che avevano preso il controllo del Corridoio fino al Mar Baltico, avevano completamente "distrutto la ferrovia, il telegrafo e le linee telefoniche. Il Colonnello Lomas, capo del Ministero delle Comunicazioni, è partito per Varsavia per negoziare con le autorità polacche e per cercare di rimediare a questi fatti."Butler, p.723