Figlio di Peroz I (regnante dal 459 al 484), fu incoronato dai nobili per sostituire il deposto e impopolare zio Balash (r. 484-488).

Consapevole di ereditare un impero in declino, in cui l'autorità e lo status dei sovrani sasanidi erano in gran parte decaduti, Kavad cercò di riorganizzare i suoi domini introducendo molte riforme, la cui attuazione fu completata da suo figlio e successore Cosroe I. La promulgazione delle stesse fu resa possibile dal coinvolgimento del predicatore mazdakita Mazdak, fautore di una rivoluzione sociale che indebolì l'autorità della nobiltà e del clero. Per via di questa politica, unita all'uccisione del potente Sukhra, il quale fu di fatto l'autorità dominante dell'impero sasanide dal 484 al 493, Kavad fu imprigionato nella «prigione dell'Oblio», nel Khūzestān, e lo sostituì al potere suo fratello Jāmāsp. Tuttavia, con l'aiuto di sua sorella e di un ufficiale di nome Seose, Kavad e alcuni dei suoi seguaci fuggirono a est, nelle terre del monarca eftalita, il quale gli concesse un esercito da comandare. Ciò permise a Kavad di ritornare sul trono nel 498 o 499.

Privato di qualsiasi ricchezza durante gli anni in esilio, Kavad intimò all'imperatore bizantino Anastasio I di versare alcuni tributi da lui ritenuti non saldati. In passato, i Bizantini avevano retribuito consapevolmente i Sasanidi perché sorvegliassero il Caucaso contro gli attacchi di tribù nomadi dal nord, ma tale prassi era stata accantonata. Anastasio rifiutò di pagare la somma richiesta, circostanza che spinse Kavad a invadere i suoi domini, scatenando così la guerra di Anastasio.

Il sovrano sasanide conquistò dapprima Teodosiopoli, poi Martiropoli e infine Amida, assediata per tre mesi. I due imperi giunsero a una pace nel 506, con i Bizantini che accettarono di pagare i sussidi a Kavad per mantenere attive le fortificazioni sul Caucaso in cambio della restituzione di Amida. In questo frangente, Kavad si impegnò in una lunga guerra contro i suoi vecchi alleati, gli Eftaliti; nel 513 riuscì a riconquistare la regione del Khorasan.

Nel 528 scoppiò la guerra iberica tra Costantinopoli e Ctesifonte, a causa del rifiuto della prima di riconoscere Cosroe quale erede di Kavad e dell'irrisolta disputa sul possesso della Lazica. Sebbene le forze di Kavad avessero riportato due gravi sconfitte nella battaglia di Dara e in quella di Satala, l'andamento del conflitto rimase in gran parte equilibrato, con entrambe le fazioni che soffrirono pesanti perdite. Nel 531, mentre l'esercito persiano eseguiva l'assedio di Martiropoli, Kavad si ammalò e morì. Gli succedette Cosroe I, che ereditò un impero rinvigorito e, in termini di compattezza, potente come quello bizantino.

In virtù della sua capacità di superare con successo le numerose sfide e problematiche che doveva affrontare, Kavad è considerato uno dei sovrani più carismatici e competenti dell'Impero sasanide. Nelle parole dell'iranologo Nikolaus Schindel, era «un genio a tutti gli effetti, anche se del genere un po' machiavellico».

Nome Il crescente interesse per le vicende della dinastia dei Kayan spinse i Sasanidi ad adottare dei nomi che facessero riferimento ai membri di quella discendenza; Kavad non sfuggì a tale prassi, in quanto il suo nome derivava dal mitologico re Kaykubad.. La traslitterazione in greco è Kabates, reso come Chü-he-to in cinese e Qubādh in arabo...

Contesto storico

La dinastia sasanide si affermò in Persia dal 224, anno in cui lo scià Ardashir I (r. 224-242) prevalse sugli Arsacidi e sostituì il suo a quello partico.. Sebbene la società dell'odierno Iran fosse fortemente militarizzata e la sua élite si auto-considerasse alla stregua di una «nobiltà guerriera» (arteshtaran), i livelli demografici, la ricchezza e la gestione dell'amministrazione non risultavano paragonabili a quelli dell'impero bizantino. Di conseguenza, gli scià sasanidi potevano reclutare meno combattenti dalla popolazione comune, dipendendo perciò da quello che l'addestrata nobiltà metteva a disposizione. Alcune eccezioni erano costituite dalla guardia del corpo della cavalleria reale, dalle sentinelle dislocate nei vari presidi dell'impero e dai guerrieri reclutati al di fuori della Persia.

La maggior parte dell'alta aristocrazia discendeva da potenti famiglie influenti sin dai tempi dell'Impero partico (conosciute come wuzurgan) che si concentravano sull'altopiano iranico.. È corretto affermare che funsero da spina dorsale dell'esercito sasanide e che instaurarono con il sovrano un rapporto di tipo simile al feudalesimo di epoca medievale, preservando al contempo un'ampia autonomia. Gli scià sasanidi avevano invero uno scarso controllo sui wuzurgan; di solito, i tentativi di arginare le proprie prerogative conducevano all'assassinio del sovrano.. In estrema sintesi, la nobiltà dei Parti prestò servizio per lo scià sasanide allo scopo di ottenere benefici personali, perché vincolati da un giuramento formale e, in modo verosimile, per una comune consapevolezza del legame "ariano" (iranico) che condividevano con i loro sovrani persiani.

Un'altra componente essenziale dell'esercito era costituita dalla cavalleria armena, reclutata al di fuori dei ranghi dei wuzurgan partici.. Tuttavia, la rivolta dell'Armenia nel 451 e la perdita della sua cavalleria aveva indebolito i tentativi dei Sasanidi di preservare il dominio sulle tribù unne (cioè Eftaliti, Kidariti, Chioniti e Unni Alcioni), localizzate presso il confine nord-orientale....I soldati armeni, tuttavia, avrebbero servito di nuovo i sasanidi nel VI e VII secolo: . Già il nonno di Kavad Yazdgard II (r. 438-457) era stato costretto a interfacciarsi con i Kidariti, ma riuscì a tenervi testa nonostante le campagne militari lo impegnarono per gran parte del suo mandato... Da allora, tuttavia, la supremazia sasanide in Asia centrale iniziò a farsi più sfumata.

Biografia Origini e primi anni

Figlio dello scià sasanide Peroz I (regnante dal 459 al 484), Kavad nacque nel 473.Secondo il cronista greco Giovanni Malalas, Kavad morì all'età di 82 anni, mentre il poeta persiano medievale Firdusi afferma che si spense a 80 anni, circostanza che collocherebbe il suo anno di nascita tra 449-451: . Lo storico greco Procopio di Cesarea ritiene che Kavad non era abbastanza adulto da poter prendere parte alla guerra eftalita di Peroz I nel 484, ritenendolo all'epoca avente tra i 14 e i 16 anni. Una simile ricostruzione trova riscontro nel resoconto dello storico musulmano del IX secolo Abu Hanifa al-Dinawari, il quale ritiene che Kavad aveva 15 anni quando divenne scià: . Le monete rinvenute dagli archeologi ritraggono Kavad da giovane durante il suo primo regno, con barba corta e senza baffi: . Si tratta di un qualcosa di inusuale, considerando che gli scià sasanidi vengono ritratti generalmente con la barba sui dinar emessi durante il loro mandato. Oltre a Kavad, gli unici scià sasanidi a non presentare barba sulle monete sono due sovrani che esercitarono il potere in tenera età Ardashir III (r. 628-630) e Cosroe III (r. 630-630): . Ciò implica che, molto probabilmente, Kavad accedette anch'egli al trono da giovane, circostanza che colloca la sua nascita nel 473: . Al momento della sua nascita, l'Impero viveva condizioni difficili; nel 474, alla fine degli anni 470 e all'inizio degli anni 480, Peroz fu sconfitto e catturato due volte dagli Eftaliti... In occasione della sua seconda disfatta, accettò di consegnare trenta muli carichi di dracme d'argento a titolo di riscatto, malgrado potesse pagarne soltanto venti. Incapace di saldare gli altri dieci, mandò Kavad nel 482 come ostaggio alla corte eftalita finché non avesse potuto versare il resto... Alla fine riuscì ad assicurarsi la somma necessaria imponendo una tassa ai suoi sudditi, cosicché il rilascio di Kavad divenne possibile prima che organizzasse la sua terza campagna nel 484. Comunque sia, le ostilità non si placarono e la battaglia decisiva si svolse nei pressi di Herat, la quale si concluse con la sconfitta e con la morte dello stesso Peroz per mano dei guerrieri eftaliti.. I sasanidi finirono completamente sbaragliati e il corpo del sovrano non fu mai ritrovato.. Anche quattro dei suoi figli e fratelli morirono nel corso della stessa occasione. Le principali città sasanidi della regione orientale del Khorasan e di Nishapur, ovvero Herat e Marw, divennero da allora parte del dominio eftalita.

Sukhra, un membro della nobile discendenza dei Karen, uno dei sette grandi casati dell'Iran, radunò in tutta fretta una nuova armata e impedì agli Eftaliti di riportare ulteriori successi.. Il fratello di Peroz, Balash, fu nominato scià con l'approvazione dell'élite persiana, in particolare Sukhra e il generale mehranide Sapore Mihran.. Tuttavia, le politiche di Balash non soddisfecero né la nobiltà né il clero, che lo fecero accecare e deporre dopo soli quattro anni, nel 488... Sukhra, che aveva giocato un ruolo chiave nella deposizione di Balash e che secondo lo storico Miskawayh (morto nel 1030) era lo zio materno di Kavad, nominò suo nipote nuovo scià dell'Iran..

Primo regno Ascesa e condizioni dell'impero

Kavad salì al trono nel 488 quando era quindicenne. La sua giovane età si intuisce se si analizzano le sue monete, che lo mostrano con baffi corti. Egli ereditò un impero che continuava a soffrire di numerosi problemi, alcuni dei quali si pensava fossero insormontabili. In primis, la nobiltà e il clero esercitavano un'innegabile influenza e ingerenza sulla politica statale, con la nomina e la destituzione di nuovi sovrani che avveniva per loro iniziativa, come dimostra il caso della deposizione di Balash.. A livello economico, l'Impero sasanide stava soffrendo in maniera acuta le continue guerre che avevano dissanguato l'erario, ma la motivazione della crisi va ricercata anche nei periodi di siccità e nelle frequenti carestie. Lo Stato eftalita aveva inoltre non solo sottomesso molte delle province orientali sasanidi, ma aveva altresì costretto i suoi rivali a pagare ingenti somme a titolo di tributo, accentuando la fragilità della situazione finanziaria delle casse dello scià.... Frattanto, erano scoppiate insurrezioni nelle province occidentali, compresa l'Armenia e l'Iberia.. Allo stesso tempo, la classe contadina del paese si sentiva sempre più a disagio e schiacciata dalle prerogative concesse esclusivamente alle élites.

Lotta di potere con Sukhra

Il giovane e inesperto Kavad fu guidato da Sukhra durante i suoi primi cinque anni come scià. Durante questa fase, Kavad funse praticamente da sovrano de iure, mentre de facto era Sukhra ad amministrare l'impero. Questo dualismo è sottolineato da Ṭabarī, il quale afferma che Sukhra «era incaricato del governo del regno e della gestione delle questioni politiche [...] [Il] popolo si rivolgeva a Sukhra e curava con lui ogni rapporto, trattando Kavad come una persona priva di importanza e ascoltando i suoi ordini con riluttanza». Furono numerosi gli aristocratici e le province che preferirono rendere omaggio a Sukhra anziché a Kavad.. Inoltre, il nobile controllava sotto la propria ala sia il tesoro reale sia l'esercito persiano. Nel 493, Kavad raggiunse la maggiore età e, desideroso di porre fine al dominio del rivale, lo fece esiliare nella sua città natale Shiraz, nell'Iran sudoccidentale. Malgrado l'esilio, Sukhra controllava comunque ogni cosa, pur senza indossare la corona regale. Infine, non nascondeva il fatto che soltanto per sua volontà Kavad aveva potuto sedersi sul trono.