Esordì nel mondo della musica a 18 anni, ottenendo un successo immediato con la canzone Tous les garçons et les filles. Icona pop fondamentale della musica francese nel corso del tempo, è stato scritto su Vogue Italia che la Hardy «ha sempre trovato le parole giuste per cantare i nostri dolori, i nostri sogni e le nostre disillusioni, le nostre gioie e tutti i nostri dolori». Ispiratrice e musa nell'ambiente del rock mondiale e nel mondo dell'arte, celebri le immagini che la ritraggono con Mick Jagger e Bob Dylan, note le poesie che quest'ultimo le dedica citandola direttamente. Famose le immagini umoristiche che la raffigurano con Salvador Dalí.

Françoise Hardy è anche patrimonio culturale, le sue canzoni in Francia rivivono nei festival popolari insieme a quelle di altri cantanti francesi quali Barbara , Georges Brassens, Jacques Brel e altri.

Degli anni in Italia la cantante parla diffusamente in uno dei suoi libri, il romanzo autobiografico Le désespoir des singes... et autres bagatelles. Nota la sua passione per l'astrologia intorno alla quale ha avuto modo di scrivere e pubblicare nonché di esprimersi in varie interviste.

Biografia 1944-1960 Al momento della sua nascita, c'era un'allerta aerea in atto, con le finestre della clinica che "esplodevano". Raccontò di essere nata in questo contesto violento con il "temperamento anormalmente ansioso" che poi sviluppò da adulta. Sua madre Madeleine Jeanne Hardy (1920-1991), proveniente da un ambiente normale, crebbe Françoise e sua sorella minore Michèle, nata diciotto mesi dopo di lei, come madre single. Suo padre Pierre Marie Etienne Dillard (1899-1981), un uomo sposato proveniente da una famiglia molto più ricca, fece poco per aiutarle finanziariamente e fu in gran parte una figura assente nella loro educazione, visitando le bambine solo un paio di volte l'anno. Madeleine Hardy crebbe le sue figlie in modo rigoroso, in un modesto appartamento in Rue d'Aumale.

Hardy ebbe un'infanzia infelice e travagliata, dedicandosi principalmente ad attività solitarie, come leggere, giocare con le bambole o ascoltare la radio. Su insistenza del padre, le ragazze frequentarono una scuola cattolica chiamata Institution La Bruyère, sotto la guida delle suore trinitarie.

Tra il 1952 e il 1960, Hardy e sua sorella furono mandate ogni estate in Austria per imparare il tedesco, incoraggiate dal nuovo amante di sua madre, un barone austriaco. Dato che suo padre suonava il piano, Hardy fu incoraggiata a ricevere lezioni di pianoforte da bambina, che abbandonò rapidamente dopo aver provato paura del palcoscenico quando avrebbe dovuto mostrare i suoi talenti sul palco della Salle Gaveau.

Françoise fu una studentessa disciplinata, saltò due anni di istruzione secondaria e conseguì il diploma di maturità nel 1960 all'età di sedici anni.

1961-1969 Françoise Hardy esordì nel 1962 con il singolo Tous les garçons et les filles, che interpretò il 21 settembre nel programma Le Petit Conservatoire de la chanson di Mireille Hartuch e successivamente ritrasmessa domenica 28 ottobre alla televisione francese in serata, in uno degli intermezzi musicali nel corso di una diretta elettorale di grandissimo ascolto. La canzone divenne la bandiera del disagio adolescenziale arrivando a vendere più di due milioni di copie in tutto il mondo (nella versione italiana il titolo fu adattato in Quelli della mia età e nei Paesi Bassi arrivò al quarto posto). Françoise, suo malgrado, divenne così uno dei simboli della generazione yéyé iniziando a mietere successi a 45 giri.

Nel 1963 partecipò all'Eurovision Song Contest con L'amour s'en va classificandosi al quinto posto. Nella sua carriera cantò spesso in inglese, italiano, spagnolo e tedesco. In Italia ebbe un grande successo nel 1963 con le canzoni È all'amore che penso e L'età dell'amore, che giunse prima in classifica, e con le cover delle sue canzoni francesi Quelli della mia età, che raggiunse la prima posizione per tre settimane, e L'amore va. Nel 1966 partecipò anche al Festival di Sanremo con Parlami di te cantata in coppia con Edoardo Vianello. Fra le sue canzoni vi fu poi La Maison où j'ai grandi, cover di Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano.

Nel 1967 uscì la compilation Antoine & Françoise (Vogue/Jolly LPJ 5077) con 6 canzoni di Antoine (sul lato A) e 6 canzoni di Françoise (sul lato B) mentre nel 1969 uscì Il pretesto (CGD FGS 5052), versione italiana dell'album Comment te dire adieu. Nel 1970 comparve nel video musicale Il Pretesto anche un giovane Renato Balestra, noto stilista italiano, già famoso all'epoca. Nel 1967 la Hardy creò la propria casa di produzione, la "Asparagus" rinnovando il contratto con la Disques Vogue. Uscirono quindi 3 album: Ma jeunesse fout le camp... (1967), En anglais (1968, cantato in inglese) e Comment te dire adieu (1968).

In quest'ultimo album fu inserita anche la canzone Comment te dire adieu, traduzione di Serge Gainsbourg della canzone "It Hurts to Say Goodbye", che fu uno dei grandi successi del 1969; la Hardy interpretò questa canzone anche in italiano, col titolo Il pretesto (nel 1968), e in tedesco, col titolo Was mach' ich ohne dich (nel 1970).

Nel 1968, dopo un'ultima tournée in Sudafrica e a Kinshasa, la Hardy abbandonò le tournée e i concerti; da quel momento le sue apparizioni in pubblico furono sul palco di emissioni televisive e radiofoniche. Negli anni seguenti la Hardy iniziò ad appassionarsi dapprima di psicologia e poi di astrologia, pubblicando su quest'argomento alcuni libri (da sola e in collaborazione con altri autori) e partecipando ad emissioni radiofoniche.

1970-1988

Nel 1970, dopo la rottura con Disques Vogue, pubblicò tre compilation in Sudafrica con la sua nuova società di produzione "Hypopotam", distribuite da World Record Co. : Françoise in German (ORC 6071), Françoise in Italian (ORC 6072) e Françoise in French (ORC 6073).

Nel 1970 con la nuova etichetta discografica Sonopresse e la "Hypopotam", la Hardy pubblicò una raccolta dal titolo Françoise e il decimo album dal titolo Soleil. L'anno seguente (1971) uscì La Question e un altro album in inglese, dal titolo If you listen (quest'ultimo prodotto da Edition Kundalini, società creata dalla Hardy), che uscì dapprima in Sudafrica e poi in Francia. Nel 1972 uscì Et si je m'en vais avant toi, sempre con Hypopotam/Sonopresse.

Nel 1973 pubblicò Message personnel, prodotto da Michel Berger, Serge Gainsbourg e Jean-Claude Vannier, con i testi scritti oltre che dalla Hardy, da Berger, Jean-Noël Dupré, Gainsbourg, Christian Ravasco e Georges Moustaki (con il quale cantò in duetto una canzone dell'album).

Nel 1974 uscì il "concept album" "Entr'acte"' mentre nel 1976 uscirono tre 45 giri contenenti la canzone Femme parmi les femmes, colonna sonora del film Chissà se lo farei ancora. Tra il 1977 e il 1980, la Hardy pubblicò tre album – Star, "Musique saoule" e Gin tonic – tutti prodotti da Gabriel Yared e pubblicati da Pathé Marconi/EMI.

Nel 1978, sull'"onda" della disco music, la Hardy pubblicò l'album "Musique saoule", scritto da Michel Jonasz su musiche di Alain Goldstein e Gabriel Yared, dalle tonalità jazz e funk; benché questi generi non fossero quelli privilegiati della Hardy, il singolo J'écoute de la musique saoule fu un successo di vendite e rimase in classifica quasi un anno.

Nel 1981 e nel 1982 uscirono rispettivamente À suivre... e Quelqu'un qui s'en va, entrambi prodotti da Gabriel Yared e pubblicati da WEA/Flarenasch. Nel 1988, dopo 26 anni di carriera musicale, la Hardy pubblicò il suo 21º album, Décalages, dichiarando che questo sarebbe stato l'ultimo della sua carriera; contemporaneamente il contratto con la Flarenasch si concluse con questo album.

Ultimi anni

Nel dicembre 1994, spinta a ritornare a incidere da Fabrice Nataf e da Étienne Daho, la Hardy firmò con la Virgin Records e nell'aprile 1996, dopo 8 anni di assenza, pubblicò un nuovo album, Le Danger, prodotto da Rodolphe Burger e Alain Lubrano.

L'anno seguente (il 4 ottobre 1997), fu invitata a salire sul palco da Julien Clerc, con il quale cantò in duetto Mon ange, una canzone scritta dalla Hardy per Clerc (uscita nell'album Les Aventures à l'eau del 1987). Nel 2000, uscì Clair-obscur, che le valse il "Grand Prix" della SACEM e due nominations alle Victoires de la musique.

Nel 2004 pubblicò Tant de belles choses, grazie al quale l'anno seguente ottenne la Victoire de l'artiste interprète féminine.

Nel 2006 uscì l'album (Parenthèses...), con canzoni quasi tutte cover interpretate dalla Hardy in duetto con altri artisti: Alain Bashung, Alain Delon, Jacques Dutronc, Julio Iglesias, Ben Christophers, Alain Souchon, Rodolphe Burger, Henri Salvador, Arthur H, Maurane, Hélène Grimaud (al piano) e Benjamin Biolay.

Nell'ottobre 2008 l'artista pubblicò la sua autobiografia, Le désespoir des singes... et autres bagatelles (Éditions Robert Laffont, Paris 2008). Nel 2010 uscì l'album La Pluie sans parapluie e l'anno seguente fu nominata alle "Victoires de la musique" come "artiste interprète féminine".

Nel novembre 2012 compì 50 anni di carriera musicale, dalla pubblicazione del primo album, nel novembre 1962. Per celebrare questo anniversario uscirono in contemporanea il nuovo album studio L'Amour fou e il romanzo L'Amour fou (Éditions Albin Michel). Con questo album la Hardy ottenne due nominations alle Victoires de la musique del 2013.

Il 5 marzo 2015 uscì il saggio Avis non autorisés..., nel quale si esprisse sulla società contemporanea, sulle sue passioni e le sue opinioni, e il 3 novembre 2016 uscì Un cadeau du ciel..., dove raccontò della sua ospedalizzazione dell'anno precedente.

Il 9 febbraio 2018 fu annunciato il suo nuovo (e 28º) album: Personne d'Autre, uscito poi il 6 aprile. Il primo singolo Le Large – parole e musica di La Grande Sophie – fu reso disponibile dal 16 febbraio e il video del singolo – realizzato da François Ozon – fu pubblicato il 20 marzo su YouTube. Nell'album – prodotto da Erick Benzi – furono raccolte 11 canzoni, di cui 8 scritte dalla Hardy, più un riadattamento in francese (Dors mon ange) della canzone Sleep del gruppo finlandese Poets of the Fall; le altre tre canzoni furono scritte da Yael Naim (Your're My Home), Michel Berger (una reinterpretazione della canzone Seras-tu là ? del 1975) e da La Grande Sophie (Le Large).

Malattia e morte Nel gennaio 2004 le fu diagnosticato un linfoma; da allora lottò contro la malattia e nella primavera del 2015 venne ricoverata per diverse settimane in gravi condizioni (tre settimane in stato di incoscienza con otto giorni di coma).

Morì a Neuilly-sur-Seine l'11 giugno 2024 all'età di 80 anni a causa della malattia.. La notizia venne annunciata dal figlio Thomas Dutronc sui social media, con queste semplici parole: "Maman est partie..." ("Mia mamma se ne è andata...)".Addio Francoise Hardy, musa francese che ha ispirato anche Bob Dylan, TG LA7, 12 giugno 2024

Il 20 giugno 2024 si svolse la cerimonia di addio al cimitero di Père-Lachaise.Les obsèques de Françoise Hardy se tiendront jeudi à Paris, Le Figaro, 15 giugno 2024

Vita privata Françoise Hardy si sposò il 30 marzo 1981 a Monticello in Corsica con il cantante e attore Jacques Dutronc, con cui iniziò una relazione nel 1967. La coppia ebbe un figlio, Thomas Dutronc, nato il 16 giugno 1973. Si separarono nel 1988. Dopo la loro separazione, tuttavia, rimasero in buoni rapporti e non divorziarono, vivendo lei a Parigi e lui a Monticello con una nuova compagna dal 1997.

Suo figlio Thomas, divenuto anch'egli un noto chitarrista jazz e cantante francese, collaborò con lei in alcuni album: Clair-obscur, Tant de belles choses e Parenthèses, e con il padre Jacques nell'album Brèves Rencontres.

Influenze e omaggi 1964: La Hardy venne citata in una poesia di Bob Dylan, For Françoise Hardy at the Seine's Edge, riportata sulla cover dell'LP Another Side of Bob Dylan.