Paràclito, o paraclèto () è il termine con cui nel Vangelo secondo Giovanni si indica lo Spirito Santo.
Etimologia Si tratta in origine di un termine del linguaggio giuridico: il verbo παρακαλέω significava letteralmente "chiamare vicino", ed il participio passato aveva come equivalente latino l'ad-vocatus, cioè "avvocato", inteso come "difensore" o "soccorritore", per estensione "consolatore". Il contesto in cui si usa questo termine nei testi profani è quello del processo, e indica "colui che sta al lato dell'accusato" per difenderlo. Semantica biblica Gesù, nel suo discorso di addio pronunciato durante l'Ultima Cena e riportato nel Vangelo di Giovanni, promette ai suoi discepoli di non lasciarli soli, ma di mandar loro un consolatore (Gv , Gv , Gv , Gv ). In Gv lo Spirito è chiamato "altro paraclito", a significare che il primo paraclito è lo stesso Gesù: infatti in 1Gv è Gesù stesso ad essere definito paraclito.
I due paracleti e la SS. Trinità I protestanti pervengono a conclusioni diametralmente opposte, a favore dell'esistenza di due paracleti: il primo paracleto, identificato con Gesù Cristo in , tradotto con "avvocato"; il secondo paracleto, identificato con lo Spirito Santo Dio in , tradotto con "consolatore". In entrambi i versi citati, la parola greca paraclito compare con l'iniziale maiuscola, che è utilizzata per i nomi propri di persona.
La dottrina dei due paracleti sarebbe una prova biblica della dottrina trinitaria, in quanto afferma che lo Spirito Santo Dio procede da Gesù Cristo ed è da questi inviato come pastore vicario della Sua Chiesa. La differente traduzione della parola paracleto come "avvocato" e come "consolatore" richiama due funzioni divine che possono essere relative a due persone distinte della Trinità.
Nell'Islam L'opinione comune della teologia islamica è che il paraclito nel senso di «consolatore» non sia altro che il profeta Maometto.
Note
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