Johnson fu confermato presidente alle presidenziali del 1964, quando sconfisse il senatore dell'Arizona Barry Goldwater, ottenendo un clamoroso 61,05% nel voto popolare: promosse un ampio piano di riforme sociali e di avanzamento dei diritti civili della popolazione nera, fino ad allora segregata. I programmi, nominati sommariamente Great Society, migliorarono le condizioni di vita di milioni di americani poveri. Si tradussero in una nuova legislazione federale - approvata grazie a una schiacciante maggioranza democratica al Congresso e alle doti di persuasione e pressione di Johnson - che si proponeva di azzerare l'ingiustizia razziale, ampliare la radiodiffusione pubblica, estendere Medicare e Medicaid, investimenti nell'istruzione, nelle arti, nello sviluppo urbano e rurale, nei servizi pubblici. In materia di immigrazione, egli promosse una più grande ondata migratoria da Paesi fuori dall'Europa.

In politica estera, Johnson patrocinò un'intensificazione della guerra del Vietnam. Dopo la Risoluzione del Golfo del Tonchino, passata al Congresso nel 1964, egli ottenne il potere di usare le forze militari nell'Asia sudorientale senza dover chiedere una dichiarazione di guerra ufficiale. Il crescente coinvolgimento nella lotta al Vietnam comunista del nord occupò e consumò la sua Amministrazione e la sua autorità politica: timoroso di un'estensione del potere comunista in Asia - la cosiddetta teoria del domino - Johnson reagì, schierando massicciamente le truppe americane. Dal dispiegamento di 16 000 consiglieri militari, in teoria senza impiego diretto, in combattimento nel 1963, si arrivò all'impiego di oltre 500 000 soldati nel 1968, impiegati costantemente nelle cruente missioni di ricerca e distruzione. Le perdite statunitensi crebbero, senza che si profilasse all'orizzonte una vittoria militare o una pace favorevole. Come reazione, negli USA nacque un potente ed aggressivo movimento anti-guerra, principalmente tra i giovani studenti maschi dei campus americani, allora coscritti nella leva obbligatoria.

Inoltre, a partire dall'estate 1965, iniziarono gravi tumulti urbani nelle principali città USA, aumentando il tasso dei crimini, mentre gli oppositori di Johnson invocavano politiche "legge e ordine" per contrastare i fenomeni violenti. All'inizio del 1968, la popolarità di Johnson era crollata: il pubblico era ormai frustrato e furente sia per la guerra in Indocina sia per la crescente violenza nelle strade. Le crescenti divisioni all'interno della sua Amministrazione e l'inquietante situazione di stallo della nazione avevano profondamente lacerato il Partito Democratico, all'interno del quale oramai elementi dell'ala anti-guerra denunciavano apertamente Johnson. Dopo il risultato deludente delle primarie in New Hampshire - nel quale Eugene McCarthy, esponente dell'ala contro la guerra, ottenne un sorprendente 42% contro il presidente in carica - Johnson rinunciò il 31 marzo a ricandidarsi per un nuovo mandato e annunciò il proprio ritiro dalla vita politica.

Con l'elezione di Richard Nixon si ruppe la "New Deal Coalition", quel formidabile aggregato di blocchi politici e sociali che dall'elezione di F.D. Roosevelt aveva dominato la politica americana dal 1932 alla fine degli anni sessanta, con la parentesi della presidenza di Dwight D. Eisenhower.

Biografia Gioventù

Johnson nacque il 27 agosto 1908 a Stonewall, Texas, nei pressi di Johnson City, piccola cittadina che portava il nome di suo nonno, Samuel Ealy Johnson Sr. (1838-1915), cowboy che aveva guidato le mandrie attraverso lo Stato. Il padre, Samuel Ealy Johnson Jr. (1877-1937), era un contadino, cugino di uno dei banditi che facevano parte della banda criminale dei "Cochise County Cowboys", Zwing Hunt. Prima di darsi alla politica, lavorò in un cantiere, lavò i pavimenti e fece il custode.. Johnson ebbe un contatto diretto con la povertà e la depressione economica delle zone in cui crebbe, rendendolo estremamente sensibile circa i problemi sociali e la discriminazione, elementi che influenzeranno buona parte della sua futura azione politica. La madre, Rebekah Baines (1881-1958), era la nipote di George Washington Baines (1807-1882), pastore ecclesiastico, direttore di otto chiese nel Texas, nonché co-fondatore della Baylor University.

Università e ingresso in politica La sua carriera politica iniziò quando un deputato texano, Richard M. Kleberg, gli offrì un posto come segretario. Johnson approfittò dell'occasione per studiare giurisprudenza alla Georgetown University. Era un seguace di Roosevelt e collaborò al suo programma del New Deal.

Più tardi ripudiò la matrice progressista liberal rooseveltiana, assumendo posizioni schiettamente conservatrici, in stretta correlazione coi profondi cambiamenti che avvenivano nel corpo elettorale texano, e si espresse in modo decisamente ostile nei confronti dei diritti civili delle minoranze nere. Questa fu una manovra eminentemente politica, tanto che non si può certamente stabilire quanto fosse in sintonia con gli intimi convincimenti di Johnson, che successivamente avrebbe fatto dei diritti civili uno dei cavalli di battaglia della sua presidenza. Il 17 novembre 1934 Johnson sposò Claudia Alta Taylor, detta Lady Bird.

Servizio militare ed elezione al Congresso

Nel 1937 fu eletto alla Camera dei Rappresentanti. Il 30 ottobre dello stesso anno Johnson entrò nella Massoneria nella loggia n. 561, a Johnson City. Molti, compresi la maggioranza degli affiliati e delle logge, non lo annoverano tra i presidenti massoni poiché si allontanò quasi subito dall'associazione e completò solo l'iniziazione come Apprendista, non divenendo quindi mai né Muratore né Maestro. Partecipò come ufficiale di marina alla seconda guerra mondiale e nel 1949, al suo secondo tentativo, fu eletto al Senato.

Il suo primo tentativo, nel 1941, era stato accompagnato da insistenti voci circa gli illeciti perpetrati dal senatore uscente, W. Lee "Pappy" O'Daniel, e da Johnson stesso, che non contestò il risultato che lo vedeva uscire sconfitto. Non mancarono d'altronde, per tutto il corso della sua vita, allusioni alla maniera poco limpida con cui si sarebbe affermato - di strettissima misura - sull'ex-governatore del Texas, il popolarissimo e razzista Coke Stevenson, ben noto per i suoi atteggiamenti filo-segregazionisti nei confronti della minoranza di colore.

Al Senato Johnson puntò a tessere buoni rapporti con i senatori più potenti e influenti del tempo, cosa che gli permise di scalare rapidamente posizioni di potere. In breve tempo Johnson riuscì a ottenere la posizione di Majority Whip e ben presto, nel 1954, divenne leader della maggioranza. Il suo successo in questa carica fu immediato, riuscendo a mantenere il suo partito compatto: ben presto divenne nota la sua tattica del "trattamento" nei confronti dei suoi colleghi di partito, rendendoli vicini alle sue posizioni e mantenendoli fedeli alla linea di partito.

Candidatura alla Casa Bianca e nomina alla vicepresidenza

Nel 1960 si candidò alle primarie democratiche, venendo però sconfitto da John Fitzgerald Kennedy. Mantenne l'incarico di leader dei Democratici al Senato finché lo stesso Kennedy lo scelse come candidato vicepresidente per le elezioni di quell'anno. Secondo molti, la sua presenza fu determinante per attirare su John Fitzgerald Kennedy molti voti del Sud. Nonostante l'avversione di Robert Kennedy e, in generale, i rapporti non ottimali di tutta la famiglia Kennedy nei suoi confronti, JFK decise comunque di portare Johnson nel governo per poter avere i suoi cospicui voti, soprattutto quelli del Texas.

Presidenza

Lyndon Johnson salì inaspettatamente e improvvisamente alla massima carica in quel drammatico 22 novembre 1963, subito dopo l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Avendo una notevole abilità nelle grandi manovre parlamentari e conoscendo i meccanismi della democrazia, ci si aspettava riuscisse a superare molti problemi economici e legislativi che avevano frenato il predecessore, e fu così. Johnson giurò fedeltà alla Costituzione degli Stati Uniti, secondo la cerimonia prevista, cioè con la mano sinistra sulla Bibbia e la mano destra alzata, ma in maniera dimessa, sull'aereo presidenziale che lo avrebbe riportato a Washington con il corpo di John Kennedy, alla presenza della vedova Jackie Kennedy e del giudice federale Sarah T. Hughes.

Anni dopo si scoprì poi che Johnson non aveva utilizzato una Bibbia, ma un messale cattolico, unico libro disponibile ritenuto adatto alla circostanza, trovato nella scrivania di Kennedy. La cerimonia avvenne all'interno dell'ufficio di bordo dell'aereo due ore e otto minuti dopo la morte del presidente Kennedy. Il giudice federale Sarah Hughes fu scelta come ufficiale civile, in quanto vicina a Dallas e amica di famiglia di Johnson, facendo di lui il primo presidente che giurò nelle mani di una donna. Egli è anche l'unico presidente ad aver giurato sul suolo del Texas, il suo stato natale.

Johnson tenne il discorso al Congresso ricordando il Presidente scomparso: "Nessuna orazione commemorativa o più eloquente elogio potrebbe onorare la memoria del presidente Kennedy che il passaggio, prima possibile, della proposta di legge per i diritti civili per i quali ha combattuto così a lungo". L'ondata di lutto nazionale dopo l'assassinio dette un enorme impulso alla promessa di Johnson di portare a compimento i programmi di Kennedy.

Volendo approfondire i risultati dell'inchiesta dell'FBI sull'assassinio Kennedy e a causa dell'impossibilità di celebrare un processo contro il presunto omicida, ucciso due giorni dopo da Jack Ruby, nella settimana successiva all'assassinio del presidente Johnson creò un gruppo guidato dal presidente della Corte Suprema Earl Warren, conosciuto per questo come la Commissione Warren, per indagare sul delitto. La Commissione concluse che l'unico sospettato, l'ex marine Lee Harvey Oswald, attivista filo-castrista e squilibrato, aveva assassinato il Kennedy da solo.

Non tutti erano d'accordo con la Commissione Warren e numerose indagini sulla vicenda, pubbliche e private, sono continuate per decenni. Il fratello del presidente defunto, il procuratore generale Robert F. Kennedy, con il quale Johnson aveva un rapporto notoriamente difficile, rimase in carica per pochi mesi, fino a lasciare nel 1964, partecipando alle elezioni per il Senato. Johnson era ritenuto dagli analisti e dai giornalisti politici un semplice funzionario di transizione, anche se avrebbe presto smentito queste voci.

La politica interna: i diritti civili e la Great Society

Johnson compì il resto del mandato presidenziale di Kennedy muovendosi con cautela. Nel 1964, scaduto il mandato, si ricandidò, battendo nettamente il candidato repubblicano Barry Goldwater alle elezioni di quell'anno. Vinse col 61,1% dei voti, conquistando 44 stati su 50, una delle vittorie più schiaccianti della storia americana. La campagna elettorale a effetto – raffigurante una bambina che sfoglia una margherita per decidere, contrapposta al pericolo di una guerra nucleare nel caso di vittoria repubblicana – fu curata dall'agenzia pubblicitaria DDB di Bill Bernbach. Legittimato dall'ampia vittoria personale, Johnson cominciò la sua politica, varando ambiziose spese sociali, in parte completando e superando quello che Kennedy aveva cominciato.