La prima battaglia di El Alamein fu uno scontro combattuto durante la seconda guerra mondiale, nello scacchiere del Nordafrica, che vide contrapposte le forze italo-tedesche, guidate da Erwin Rommel, e l'8ª Armata britannica al comando di Claude Auchinleck.

Prologo

Dopo la penetrazione in Egitto delle forze dell'Asse e la imminente conquista di Marsa Matruh che avverrà il 27 giugno, le forze alleate comandate dal tenente generale Neil Ritchie si erano ritirate fino alla Linea di El Alamein, un fronte di 65 chilometri dove il deserto si restringe a formare un collo che va dal mare alla Depressione di Bab el Qattara. Tra El Qattara ed il mare vi sono due costoni che si ergono offrendo posizioni dominanti, e che Auchinleck decise si sfruttare per la difesa: Miteiriya (o Miteriya) e Ruweisat. Il primo è leggermente più ad ovest di El Alamein, il secondo direttamente a sud a circa . Poi si trovano vari piccoli rilievi, detti in arabo Tell, come Tell el Eisa, collinette che possono essere sfruttate per controllare il terreno e che in un deserto piatto possono essere utilizzati come riferimenti per la navigazione e l'artiglieria.

Dal lato italo-tedesco, Rommel da parte tedesca e Navarini da parte italiana in ottimi rapporti reciproci, il secondo a capo di Delease (l'emanazione del Comando Supremo Italiano in Africa Settentrionale) mentre stava per subentrargli Barbasetti, stavano organizzando il prosieguo dell'offensiva con obbiettivo il delta del Nilo. Il 25 giugno le avanguardie delle forze italo-tedesche avevano raggiunto Marsa Matruh, dove il comandante inglese Claude Auchinleck — Comandante in Capo del Middle East Command — aveva predisposto un blocco con unità del X e XIII Corpo d'armata. Una seconda postazione per rallentare la marcia dell'Asse era stata predisposta a Fuka. Le unità britanniche, anche per problemi di coordinamento, si ritirarono senza effettivamente riuscire a rallentare la marcia delle unità italo-tedesche. Le forze italo-tedesche erano logorate dalla veloce avanzata e dagli incessanti combattimenti, tanto che il XX corpo motocorazzato contava tremila uomini in tutto tra le tre divisioni, Ariete, Littorio e Trieste, che dovevano averne 7500 in organico, mentre i mezzi erano ridotti a "34 carri, 50 cannoni, 100 autocarri e 20 autoblindo".; la RAF effettuava incessanti attacchi non solo su autocolonne e bersagli di rilievo ma su tutto ciò che si muovesse, e la mattina del 26 giugno una squadra di cacciabombardieri colpisce due auto su cui viaggiavano il generale Baldassarre, comandante del XX corpo, e il suo stato maggiore, mentre dirigevano la caccia alla 7ª divisione corazzata britannica; Baldassarre, che ferito aveva subito affidato il comando al generale De Stefanis, e quattro dei suoi ufficiali muoiono..

Il 26 giugno Auchinleck sollevò dal comando Ritchie ed assunse direttamente il comando anche dell'Ottava ArmataPlayfair, Vol. III, p. 285. Le fanterie britanniche e del Commonwealth prepararono delle postazioni di difesa costituite da zone trincerate e circondate da campi minati, senza poter occupare estensivamente tutta la linea del fronte; queste postazioni vennero denominate boxesMaughan, cap. 12, pag. 542, scatole, e i loro campi minati successivamente integrati dai genieri italiani e tedeschi saranno la base della cintura minata denominata giardini del diavolo che assumerà una notevole importanza nelle fasi successive. I tre box così creati presidiavano ognuno una delle direttrici di accesso verso Alessandria, ma le forze a disposizione dei britannici il 1 luglio erano molto ridotte rispetto a quelle con cui avevano affrontato Rommel a Tobruk e Gazala. Le uniche divisioni a ranghi completi erano la 2ª di fanteria Neozelandese e la 1ª divisione corazzata britannica. Poi vi era la 1ª divisione di fanteria sudafricana del generale Pienaar, molto provata e ridotta negli effettivi, due gruppi di combattimento a livello brigata, la 9ª e la 18ª indiane, ed altri gruppi da combattimento formati partendo da divisioni in quel momento incomplete, la 7ª divisione corazzata (Desert rats, i topi del deserto), la 50ª di fanteria britannica ancora in addestramento nella zona del Delta e che arriverà nelle parti finali della battaglia e la 5ª divisione di fanteria indiana; la 9ª divisione di fanteria australiana si stava avvicinando al fronteMaughan, cap. 12, pag. 543.

Precisamente, il primo box nell'area del XXX corpo d'armata era posto vicino alla stazione di El Alamein, e presidiato dalla 1ª divisione sudafricana con la 18ª brigata indiana posta a Deir El Sheyn, tra il costone di Miteriya e quello di Ruweisat; la 1ª divisione corazzata fulcro del X corpo era subito dietro vicino alle propaggini est di Ruweisat; il secondo box di competenza del XIII corpo d'armata era ad est di Bab el Qattara, presidiato dalla 6ª brigata neozelandese in posizione avanzata rispetto al resto della divisione che era scaglionato a una quindicina di km ad est; la 9ª brigata della 5ª divisione indiana era nel terzo box a Naqb Abu Dweis, all'estremità nord della depressione di Qattara, e la 5ª brigata motorizzata pattugliava lo spazio tra secondo e terzo box.

La 9ª divisione australiana era ben fornita in uomini ma sotto organico in mezzi: carri vecchi e in numero insufficiente, pezzi anticarro solo da 2 libbre, ma nessuno da 6 libbre, pochi camion; la divisione faceva parte dapprima delle forze di difesa del Cairo, poi della Delta Force, le unità a difesa del Delta, che i britannici ritenevano in pericolo tanto da iniziare a predisporre la partenza delle unità della Mediterranean Fleet verso porti più sicuri mentre al Cairo come raccontato dal generale De Guingand si bruciavano documenti e il 30 giugno secondo il generale australiano Morshead si predisponeva lo spostamento del Middle East Headquarters verso luoghi più sicuri. Arrivata al Delta, la 24ª brigata e la 26ª brigata si disponevano a cavallo del lago Maryut a pochi km da Alessandria tra la costa e la località di El Amiriya, preparando postazioni difensive nel caso che la linea di El Alamein venisse superata e predisponendo anche piani di inondazione selettiva per ridurre l'area da difendereMaughan, cap. 12, pag. 546. I pareri dei comandanti britannici erano variegati ed andavano da quello del generale Norrie del XXX corpo che riteneva El Alamein l'ultima spiaggia ("Do or Die" letteralmente) anche se in seguito scrisse al generale Pienaar che avrebbe preferito trincerarsi dietro il Canale di Suez a quello di altri come quello del generale Gott che avrebbe preferito salvare l'Ottava Armata a scapito di Suez e dell'Egitto.Maughan, cap. 12, pag. 547.

In Marsa Matruh entrarono i battaglioni X e XI del 7º Reggimento bersaglieri del colonnello Ugo Scirocco, e una compagnia del XXXII Battaglione genio guastatori, facendo prigionieri."Le grand rêve africain semble se réaliser: le 29 juin 1942, le 7e régiment de bersaglieri enfonce les défenses de Mersa Matruh et capture Britanniques." Les Guerres de Mussolini, De la campagne d'Ethiopie à la République de Salo, Dominique Lormier, J. Grancher, 1989, pag. 202"Il mattino successivo, in seguito a un attacco concentrico, il 7º reggimento bersaglieri (colonnello Scirocco) con una compagnia del XXXII battaglione guastatori fece irruzione nel campo trincerato alle ore 9,30." Igino Gravina, Le Tre Battaglie di Alamein, Longanesi, 1971, pag. 51 Il 1º luglio l'Afrika Korps attaccò: la linea alleata nei pressi di El Alamein non venne travolta fino a sera, e questa resistenza mise in stallo l'avanzata delle forze dell'Asse.

Il quartier generale di Rommel era in una grotta naturale a Marsa Matruh. Il 2 luglio Rommel concentrò le sue forze a nord, intendendo sfondare nei pressi di El Alamein. Auchinleck ordinò un contrattacco al centro delle linee dell'Asse, ma l'attacco fallì. Gli Alleati attaccarono con più successo anche a sud, contro le truppe italiane. Come risultato della resistenza Alleata, Rommel decise di riorganizzarsi e di difendere la linea conquistata.

Ordini di battaglia

Di seguito sono elencati gli ordini di battaglia dell'Armata corazzata italo-tedesca e dell'Ottava armata britannica:

Asse Panzerarmee Afrika.: comandante: generale Erwin Rommel; capo di stato maggiore: tenente colonnello Siegfried Westphal

Deutsches Afrikakorps (generale Walther Nehring) 15. Panzer-Division (generale Gustav von Vaerst) 21. Panzer-Division (generale Georg von Bismarck) 90. leichte Afrika-Division (generale Ulrich Kleemann) 164. leichte Infanterie-Division (generale Carl Hans Lungershausen) Fallschirmjägerbrigade Ramcke – Luftwaffe (dal nome del suo comandante, generale Hermann-Bernhard Ramcke. La denominazione ufficiale dovrebbe essere 1ª Fallschirmjägerbrigade ma le fonti non sono univoche) X Corpo d'armata italiano (generale Federico Ferrari-Orsi) 17ª Divisione fanteria "Pavia" (generale Arturo Torriano) 60ª Divisione fanteria "Sabratha" (generale Mario Soldarelli) 27ª Divisione fanteria "Brescia" (generale Brunetto Brunetti) 185ª Divisione paracadutisti "Folgore" (generale Enrico Frattini) 7º Reggimento bersaglieri (sui XXVIII e LVII battaglioni autotrasportati) XLIX Gruppo di artiglieria pesante campale da 105/28 CXLVII Gruppo di artiglieria pesante campale da 149/28 X Battaglione genio artieri X Battaglione collegamenti XX Corpo d'armata motocorazzato italiano (generale Giuseppe De Stefanis) 132ª Divisione corazzata "Ariete" (generale Adolfo Infante) 133ª Divisione corazzata "Littorio" (generale Carlo Ceriana-Mayneri) 101ª Divisione motorizzata "Trieste" (generale Francesco La Ferla) XXI Corpo d'armata italiano (generale Enea Navarini) 25ª Divisione fanteria "Bologna" (generale Alessandro Gloria) 102ª Divisione motorizzata "Trento" (generale Giorgio Masina) XXXI Battaglione guastatori d'Africa (maggiore Paolo Caccia Dominioni) Supporti d'armata tra cui: 19. Flak-Division (generale Burckhardt) Comando artiglieria 104 288. Panzergrenadier-Regiment 580º Gruppo esplorante 136ª Divisione corazzata "Giovani Fascisti" (generale Ismaele Di Nisio); in realtà questa unità, divisione solo di nome e formata da due reggimenti armati alla leggera e priva di artiglieria divisionale, rimase a presidiare l'oasi di Siwa e non partecipò ai combattimenti.. Il XXXI battaglione guastatori d'Africa era in quel momento in forza al X corpo in appoggio alla Trento; dopo la battaglia verrà spostato a sud con il XXI corpo.

Tra queste unità, la 164. leichte Infanterie-Division (164ª Divisione di fanteria leggera) era arrivata in Africa nel marzo 1942, formata a partire dalla Festungs-Division Kreta. Venne impiegata per la prima volta proprio a El Alamein.

Alleati

Ottava armata britannica: comandante: generale Claude Auchinleck; capo di stato maggiore: brigadier generale Francis Wilfred de Guingand X Corpo d'armata britannico (generale Herbert Lumsden) 1ª Divisione corazzata britannica (generale Raymond Briggs) II Brigata corazzata VII Brigata motorizzata 44th Reggimento Royal Tank Regiment 7ª Divisione corazzata britannica IV Brigata corazzata VII Brigata corazzata XIII Corpo d'armata britannico (generale Brian Horrocks) 1ª Divisione fanteria sudafricana (generale Dan Pienaar) I Brigata fanteria sudafricana II Brigata fanteria sudafricana III Brigata fanteria sudafricana 2ª Divisione fanteria neozelandese (generale Bernard Freyberg) V Brigata fanteria neozelandese VI Brigata fanteria neozelandese IX Brigata corazzata inglese 50ª Divisione fanteria britannica (generale John S. Nichols) 150th Brigata fanteria inglese 151th Brigata fanteria inglese I Brigata Francia libera I Brigata di fanteria greca XXX Corpo d'Armata britannico (generale Oliver Leese) 23rd Armoured Brigade Group, composto dalla XXIII Brigata corazzata arrivata l'8 luglio e dal 5th Regiment, Royal Horse Artillery 4ª Divisione fanteria indiana (generale Francis Tuker) V Brigata fanteria indiana VII Brigata fanteria indiana CLI Brigata fanteria indiana