L'impermeabilizzazione in edilizia è l'insieme delle soluzioni impiegate per impedire o limitare il passaggio dell'acqua liquida attraverso elementi di un'opera, come coperture, fondazioni e strutture interrate. La tenuta può essere affidata a teli prefabbricati oppure a prodotti applicati sul posto che formano uno strato continuo dopo la posa. Nelle coperture lo strato impermeabile fa parte di un sistema che comprende, secondo il progetto, supporto, cioè la superficie su cui viene posato il manto, isolamento termico, strati di separazione e protezione, e drenaggio. La sua funzione di tenuta all'acqua è distinta dal controllo del passaggio del vapore.
Materiali e sistemi La parola «guaina» è usata spesso per prodotti diversi. Per distinguerli è utile considerare il materiale che forma lo strato impermeabile, la forma in cui viene fornito e il modo in cui si realizzano giunzioni e raccordi. Le principali famiglie usate sulle coperture sono le membrane bituminose, quelle di materiale plastico o gomma e i sistemi applicati allo stato liquido.
Membrane bituminose Le membrane bituminose sono teli fabbricati industrialmente. Nelle membrane bitume-polimero il bitume è modificato con polimeri. Al loro interno può essere presente un rinforzo, detto armatura, per esempio di poliestere o fibra di vetro, che contribuisce alla resistenza del telo. Il manto si ottiene accostando e unendo le membrane, spesso in più strati; secondo il prodotto e il supporto, la posa può avvenire con saldatura a caldo, adesivi o membrane autoadesive. Per le membrane bituminose armate destinate alle coperture, le caratteristiche di prodotto sono trattate dalla UNI EN 13707.
Membrane sintetiche: plastica e gomma Questa famiglia comprende teli di PVC, poliolefine termoplastiche (TPO) e EPDM, fra altri materiali. PVC e TPO sono termoplastici: le sovrapposizioni possono essere saldate ad aria calda. L'EPDM è una gomma elastomerica e le sue giunzioni richiedono tecniche specifiche, come nastri di giunzione e adesivi. La scelta del dettaglio di posa dipende dal sistema e non soltanto dal nome del polimero. Le specifiche ASTM distinguono, per esempio, i teli per coperture in PVC, TPO ed EPDM; in ambito europeo la famiglia delle membrane di plastica e gomma per coperture è trattata dalla UNI EN 13956.
Sistemi applicati allo stato liquido I prodotti liquidi vengono applicati direttamente sulla superficie da proteggere e, dopo l’indurimento, formano un manto continuo. Possono essere impiegati insieme a prodotti di preparazione del fondo (primer), rinforzi e finiture: per questo la prestazione va considerata sul sistema completo, soprattutto nei raccordi, negli angoli e attorno agli scarichi. La UNI 11928-1 riguarda terminologia, caratteristiche e metodi di prova dei prodotti impermeabilizzanti applicati liquidi destinati alle coperture continue.
Strutture controterra e sotterranee Le fondazioni e le pareti interrate sono a contatto con il terreno e possono essere esposte all’umidità e all’acqua del sottosuolo. Per proteggerle si impiegano membrane bituminose, teli di plastica o gomma e barriere geosintetiche, cioè materiali destinati a separare la struttura dal terreno e dall’acqua. Le norme di prodotto distinguono le membrane bituminose destinate a impedire la risalita dell'umidità dal suolo da quelle di plastica e gomma usate per l'impermeabilizzazione degli edifici. Fra i geosintetici con funzione di barriera figurano i geocompositi bentonitici; per gallerie e strutture sotterranee associate esiste una specifica norma di prodotto per i geosintetici impermeabilizzanti.
Progettazione, posa e controlli La scelta del manto dipende dal luogo in cui sarà usato, dal supporto, dalle sollecitazioni e dagli strati che lo copriranno. La classificazione per materiali non coincide con quella per modalità di posa: secondo il sistema, il manto può essere aderente al supporto, fissato meccanicamente o trattenuto dal peso di uno strato sovrastante, detto zavorra. La serie tedesca DIN 18531, relativa alle coperture, distingue proprio materiali, criteri di scelta, dettagli di esecuzione e manutenzione; le indicazioni per un singolo progetto devono comunque essere riferite al contesto e alle norme applicabili.
Le giunzioni fra teli, i raccordi con pareti e parapetti e i punti attraversati da tubi o altri elementi sono punti in cui va assicurata la continuità della tenuta. La resistenza delle giunzioni può essere verificata con prove di distacco e di taglio, diverse per membrane bituminose e sintetiche. Il controllo non termina con la scelta del prodotto: riguarda anche progettazione, esecuzione e gestione della copertura.
Prestazioni Per confrontare membrane destinate allo stesso uso non basta leggerne lo spessore. La tenuta all'acqua viene provata sul materiale, mentre la resistenza alla perforazione, detta punzonamento, viene valutata sia per gli urti sia per i carichi mantenuti nel tempo: sono sollecitazioni differenti, entrambe rilevanti quando il manto è esposto al passaggio o coperto da altri strati. Fra le altre proprietà misurabili figurano la flessibilità a freddo delle membrane bituminose, il comportamento delle membrane sintetiche a contatto con agenti chimici liquidi e le variazioni dovute all'invecchiamento termico. Le prove sui prodotti non sostituiscono le verifiche del sistema effettivamente posato.
Coperture a verde e resistenza alle radici Nelle coperture a verde, l'impermeabilizzazione mantiene la funzione di tenuta all'acqua al di sotto degli strati destinati alla vegetazione. La UNI 11235 disciplina criteri di progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione delle coperture continue a verde e ne descrive gli strati funzionali. La protezione dalle radici è una funzione distinta dalla sola impermeabilità: può essere fornita da una membrana impermeabilizzante resistente alle radici oppure da una barriera separata posta a protezione del manto.
La UNI EN 13948 specifica un metodo per determinare la resistenza delle membrane per coperture alla penetrazione delle radici; riguarda la prestazione della membrana esaminata, non la tenuta all'acqua dell'intero tetto. La specifica CEN/TS 17986 tratta l'estensione dei risultati di queste prove a membrane con caratteristiche diverse e richiama l'attenzione sulle giunzioni come punti critici per la penetrazione delle radici. La dicitura «antiradice» indica quindi una caratteristica di resistenza, non una famiglia di materiali: va riferita alla prestazione verificata del prodotto e alla continuità del sistema posato, non attribuita indiscriminatamente a tutte le guaine impermeabilizzanti.
Manutenzione La durabilità dell'impermeabilizzazione dipende anche dalle ispezioni e dalla manutenzione della copertura, in particolare nei punti di raccordo e presso gli scarichi. La UNI 11540 fornisce indicazioni per il piano di manutenzione ordinaria delle coperture continue realizzate con membrane flessibili.
Note
Voci correlate Impermeabilità Impermeabilizzante Tetto verde
Categoria:Tecnologia delle costruzioni