Montegrotto Terme (Montegroto in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Padova in Veneto.

Montegrotto è conosciuta per le sue cure termali; infatti, da millenni, in questo territorio affiorano dalle profondità acque termali, che hanno portato Montegrotto e, più in generale, le Terme Euganee ad una prosperità economica e culturale in formato. pdf a cura di Turismo Padova Terme Euganee. La città è sede del museo del vetro d'arte, della Butterfly Arc - Casa delle farfalle e di scavi romani.

Geografia fisica Territorio Montegrotto Terme è collocata all'estremità orientale della Pianura Padana ed è ai piedi dei Colli Euganei e circa 30 km da Venezia. Il territorio comunale si sviluppa su 15,25 km², attraversati da diversi canali e corsi d'acqua.

Montegrotto Terme confina: a nord con Abano Terme, a sud con Battaglia Terme, a est con Due Carrare, a ovest con Galzignano Terme e Torreglia.

Clima Montegrotto Terme ha un clima continentale caratterizzato da inverni rigidi ed estati molto calde e afose, con un'elevata percentuale di umidità che favorisce la formazione di fitte nebbie durante la stagione invernale ed autunnale caratterizzando anche la forte presenza di afa durante l'estate. Le precipitazioni sono distribuite uniformemente durante tutto l'anno. Durante l'estate le precipitazioni sono spesso di carattere temporalesco e accompagnate da grandinate.

Origini del nome Tradizionalmente si pensa che il nome di Montegrotto derivi dal latino "Mons Aegrotorum" che tradotto in lingua corrente significa "monte degli ammalati", infatti bisogna considerare che nel centro di Montegrotto c'è un colle dove gli ammalati si andavano a curare beneficiando degli effetti terapeutici del fango e dell'acqua termale. In età medievale la città prese il nome di "San Pietro Montagnone". Questo nome deriva molto probabilmente dalla famiglia che regnava in quel periodo, la casata dei Montagnone. San Pietro Montagnone era frazione del comune di Battaglia, dal quale fu distaccata e costituita in comune autonomo il 30 giugno 1921. Nel 1934 cambia denominazione in Montegrotto Terme.

Storia

Epoca pre-romana Non si hanno tracce certe di popolazioni che abbiano vissuto in epoca preistorica nel territorio. Alcuni ritrovamenti possono far pensare alla popolazione degli Euganei durante il Neolitico e nell'Età del bronzo.

I primi importanti documenti attestano con esattezza che lo sfruttamento dell'acqua termale si ha nell'Età del ferro quando alcuni gruppi si stabiliscono lungo le rive di un bacino lacustre fra il Colle Montagnone e il Monte Castello. Si presume che questo stabilimento avesse pressoché funzioni religiose, infatti gli antichi Veneti conoscevano con esattezza le importanti proprietà curative dell'acqua euganea e attribuivano questo alla bontà degli dei. Testimonianze dell'epoca sono i numerosi ex voto rinvenuti nelle sponde del lago sacro che riconoscono quest'area come meta importante a livello religioso. Il lago fu interrato nel III secolo a.C.

Epoca romana

Il popolo Veneto accolse con favore l'arrivo dei Romani nel territorio, infatti la popolazione si sentiva esposta alle scorribande dei Galli.

Nel 49 a.C. con il decreto di Giulio Cesare gli abitanti veneti divennero a tutti gli effetti cittadini romani grazie anche alla forte alleanza che si era stabilita tra i due popoli. Grazie a questo accordo per il territorio euganeo ma soprattutto per Montegrotto Terme si aprì in grande periodo di splendore con la creazione delle terme, delle quali importanti testimonianze si possono trovare visitando gli scavi romani di via scavi e della Villa romana di via Neroniana, e con lo sfruttamento graduale e coscienzioso delle acque termali.

Grazie a questo sviluppo l'antico comune di Montegrotto, insieme all'agglomerato urbano di Abano che era utilizzato con funzione residenziale, visse un importante periodo di sviluppo. Ad Abano aveva sede un antico centro religioso dedicato ad "Aponus" che era ritenuta un'importante divinità delle acque. Sempre ad Abano si collocava, secondo la tradizione, la presenza di un culto oracolare del mostro triforme "Gerione".

Epoca medievale Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476 d.C. il territorio termale euganeo attraversò un periodo di forte crisi e cadde in decadenza. La zona fu invasa più volte dai Barbari e colpita da fenomeni bradisismici. Nell'anno Mille l'antico comune di Montegrotto entrò sotto il dominio della famiglia Da Montagnone di origine arimanna.

Secondo la tradizione locale nel 1084, durante la visita dell'Imperatore Enrico IV e della consorte Bertha di Savoia, fu teatro dell'episodio da cui deriva l'espressione "Ai tempi che Berta filava".

Dalla metà del Duecento il territorio euganeo fu posto sotto il controllo del comune di Padova che impose delle leggi a tutti gli abitanti della zona. Queste leggi stabilivano che era compito del proprietario del terreno tenere in ordine le strade a fondo naturale e la pulizia dei fossi.

Padova in questo periodo attraversava una lunga decadenza, infatti la città era in ginocchio dopo le diverse occupazioni e devastazioni che dovette subire. Per ristabilire benessere, pace e giustizia si proclamò signore unico della città Giacomo da Carrara. Inizia ora il lungo dominio carrarese che si protrarrà a Padova e nelle terre circostanti per ben 87 anni.

Epoca della Repubblica veneziana

A partire dai primi anni del XV secolo, Padova passò sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia. Sotto la guida repubblicana, il territorio euganeo iniziò a risollevarsi, infatti, la Serenissima di Venezia iniziò una progressiva e graduale opera di ricostruzione. Grazie anche a questo importante sviluppo dell'area, il bacino termale divenne conosciuto in gran parte d'Europa e i visitatori crebbero a dismisura. Sempre in questo periodo nei Colli sorgevano imponenti ed eleganti ville patrizie che possiamo ammirare ancora oggi.

La fine della Repubblica e la storia contemporanea Nel 1797 la Serenissima Repubblica di Venezia cadde e i due comuni di Montegrotto e Montagnone furono uniti a quello di Battaglia. Con il trattato di Campoformio il Veneto con Padova passò agli austriaci e Montegrotto ritornò un comune a sé stante. Durante l'Ottocento gli austriaci svilupparono e sistemarono la zona termale di Montegrotto emanando molte leggi per la conservazione dell'acqua termale. Nel 1864 a San Pietro Montagnon spirò Luigi Configliachi, professore dell'Università di Padova e benefattore.

Durante la prima guerra mondiale, la zona termale diventò con Padova il quartier generale delle forze militari italiane. A Battaglia, nel castello di Lispida, ci fu la residenza del re Vittorio Emanuele III di Savoia.

Nel 1921 l'allora frazione di San Pietro Montagnone (San Pietro Montagnon in veneto, noto anche come San Pietro di Monte-Groto, San Pietro del Bagno o Monte del Prete) fu distaccata dal comune di Battaglia e costituita in comune autonomo. Nel 1934 cambia denominazione in "Montegrotto Terme".

Nella seconda guerra mondiale la zona euganea fu un importante centro della resistenza al nazifascismo. Dopo la fine della guerra le Terme Euganee vissero un importante periodo di sviluppo e nel 1950 al nome di Montegrotto Terme si aggiunse la dicitura "stazione di cura, soggiorno e turismo".

Simboli Lo stemma del comune di Montegrotto Terme nasce con delibera del 23 novembre 1933 quando il Podestà di Montegrotto chiese l'autorizzazione a cambiare la vecchia denominazione del Comune termale da "San Pietro Montagnon" a "Montegrotto" e ad aggiungere l'appellativo "Terme". L'approvazione fu concessa con Regio Decreto del 27 luglio 1934, n. 1436. Lo stemma civico riporta le caratteristiche chiavi, simbolo del patrono san Pietro, con le sigle S.P.M. (cioè San Pietro Montagnon). Nella parte inferiore dello stemma il monte stilizzato farebbe riferimento alla posizione geografica di Montegrotto (infatti la città si trova ai piedi dei Colli Euganei) e richiamerebbe lo scudo della famiglia locale dei Da Montagnone, presumibilmente di origine longobarda, l'antica famiglia governante della Montegrotto medievale. Il progetto dello stemma comunale attuale risale al 1920, mentre nel 1926 fu richiesta, invano, l'assunzione dello stemma dei Da Montagnone costituito da tre monti azzurri inseriti in un campo d'oro.

Il gonfalone del comune di Montegrotto ha la particolarità di essere a foggia di bandiera, inoltre la miniatura vistata del drappo riporta all'interno uno stemma di forma appuntata con ornamenti esteriori, discostandosi dal bozzetto ufficiale dello stemma del 1927 costituito dallo scudo sannitico sormontato dalla corona del comune e completamente sprovvisto di rami fogliati. In sede di concessione del titolo di "città" e "stazione di cura, soggiorno e turismo" e conseguente necessità di modificare la foggia della corona murale, l'Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio predispose un nuovo bozzetto provvisto anche dei consueti rami di alloro e quercia legati inferiormente da un nastro tricolore.

La blasonatura dello stemma del Comune è:

Il gonfalone è un drappo interzato in fascia d'azzurro, di giallo e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse Musei ed esposizioni Butterfly Arc - Casa delle Farfalle: la casa delle farfalle o Butterfly Arc di Montegrotto Terme è la prima mostra di farfalle vive realizzata in Italia. La mostra-museo è stata inaugurata nel 1988, nasce da un'idea dell'entomologo naturalista Enzo Moretto. Il museo permette di seguire gli stadi di sviluppo della farfalla e dà la possibilità di ammirare e osservare i comportamenti di diversi esemplari vivi. Le farfalle sono distribuite in tre grandi giardini in base alla zona di provenienza: amazzonico, africano e indo-australiano. Da segnalare la presenza del Bosco delle Fate con un itinerario mitologico ecologico, in cui si rivivono antiche leggende celtiche e paleo venete. In inverno la mostra è chiusa dal primo lunedì di novembre fino a fine febbraio. Scavi romani: in epoca romana Montegrotto Terme ha rivestito un ruolo di rilievo come stazione termale. L'importanza che la cittadina rivestì in quest'ambito è attestata ancora oggi dalla presenza degli Scavi Romani lungo la via principale del paese. Antichi scavi, avvenuti nel Settecento ed altri più recenti (Novecento) hanno riportato alla luce numerose parti di un ampio complesso termale (accompagnato da luoghi di svago e di riposo) risalente alla seconda metà del I secolo a.C. Gli scavi hanno riportato alla luce un innovativo sistema di canalizzazione dell'acqua attraverso l'utilizzo di mulini di sollevamento che fornivano acqua a tre vasche usate per le immersioni. Sono stati ritrovati anche numerosi resti di altre strutture, come un ninfeo ed un odeo (un teatro). Palazzo del turismo: il Palazzo del turismo e dei congressi si trova in Via Scavi. Di proprietà della Provincia di Padova, attualmente è inagibile. Villa Draghi: restaurato ed inaugurato il 14 maggio 2021 con l'allestimento del primo e unico museo del termalismo al mondo. Ha inoltre ospitato il Museo Internazionale del Vetro d'Arte e delle Terme, prima del suo trasferimento nella vicina Abano Terme. Sala d'attesa della Stazione Terme Euganee: punto informativo del progetto Aquae Patavinae, la sala d'aspetto è arredata come una villa di rappresentanza di 2000 anni fa. Sulle pareti, dei pannelli riportano ricostruzioni di scene di vita quotidiana di allora. Biblioteca civica "Alda Merini": ha un patrimonio librario di circa 21.000 unità. Comprende anche un'emeroteca dove, oltre ai quotidiani ed alcuni periodici, si possono consultare la Gazzetta Ufficiale e il Bollettino Ufficiale della Regione Veneto. Periodicamente vengono organizzati incontri ed altre iniziative culturali. L'intitolazione ad Alda Merini è avvenuta nel 2018. Attualmente la biblioteca è chiusa al pubblico per importanti opere di restyling, la riapertura è prevista per il mese di dicembre 2021.