Il Badakhshan (in dari ولایت بدخشان, Velāyat-e Badaḵšān; in pashtu د بدخشان ولایت, Da Badakhshān Wilāyat) è una delle 34 province dell'Afghanistan, situata all'estremità nord-orientale del paese. Ha per capoluogo Feyzabad e si estende su circa 44.835 km².

Confina a nord e nord-est con il Tagikistan, a est con la regione cinese dello Xinjiang, a sud-est con il Pakistan, a sud con la provincia del Nurestan, a sud-ovest con quella del Panjshir e a ovest con la provincia di Takhar.

La provincia comprende il corridoio del Wakhan, una lunga e stretta appendice montuosa che separa il Tagikistan dal Pakistan e termina al confine cinese. Grazie a esso l'Afghanistan possiede una breve frontiera terrestre con la Cina.

Il territorio è quasi interamente montuoso e comprende settori dell'Hindu Kush e del Pamir. Nel sud della provincia si innalza il Noshaq, la montagna più elevata dell'Afghanistan, con una quota prossima ai 7.500 m. I principali corsi d'acqua sono il Panj, il Kokcha, il Wakhan e il Pamir, tutti appartenenti al bacino dell'Amu Darya.

Il Badakhshan contemporaneo costituisce soltanto una parte della più vasta regione storica omonima, oggi divisa soprattutto tra Afghanistan e Tagikistan. Fin dall'antichità la regione è nota per i giacimenti di lapislazzuli di Sar-e Sang, una delle più celebri fonti mondiali della pietra blu utilizzata nelle civiltà dell'Asia occidentale.

Secondo la stima della National Statistics and Information Authority utilizzata dalle autorità afghane, la provincia contava 1.054.087 abitanti nel 2022-2023. Non esiste tuttavia un censimento moderno completo dell'Afghanistan e le valutazioni demografiche possono differire sensibilmente a seconda della fonte e del metodo utilizzato.

Etimologia L'origine del nome Badakhshan non è del tutto certa. La spiegazione generalmente accolta lo collega al titolo medio-persiano o partico badaxš o bidaxš, utilizzato in epoca sasanide per un alto dignitario o governatore. Il suffisso iranico -ān può indicare appartenenza o territorio. L'interpretazione esatta del titolo è discussa. È stata proposta, fra le altre, una derivazione da una forma iranica con il significato di «secondo sovrano» o alto funzionario immediatamente subordinato al re. Il nome della pietra detta in inglese balas ruby, uno spinello rosso storicamente proveniente dalla regione, deriva a sua volta da una forma medievale del toponimo Badakhshan e non viceversa.

Geografia

Il Badakhshan occupa l'estremità nord-orientale dell'Afghanistan e costituisce una delle regioni morfologicamente più complesse e isolate del paese. Le grandi catene montuose dividono il territorio in una successione di vallate profonde, altopiani, gole e bacini glaciali. Le differenze altimetriche sono enormi: dalle valli relativamente basse del settore occidentale si sale fino alle montagne dell'Hindu Kush e del Pamir, dove numerose cime superano i 6.000 m. La morfologia condiziona profondamente insediamento, agricoltura, trasporti e distribuzione linguistica. Molte comunità sono concentrate nelle strette vallate fluviali e possono rimanere isolate durante l'inverno.

Rilievi

Il settore meridionale della provincia appartiene all'Hindu Kush, che forma anche parte dello spartiacque con il Nurestan, il Panjshir e il Pakistan. Il Noshaq, situato presso il confine afghano-pakistano, raggiunge circa 7.490 m e costituisce la vetta più elevata dell'Afghanistan. Più a est il territorio passa nel sistema del Pamir, grande nodo orografico dell'Asia centrale nel quale convergono Hindu Kush, Pamir, Karakorum e Kunlun. I fondovalle possono trovarsi a quote comprese tra 1.000 e 3.000 m, mentre gran parte del Wakhan supera i 3.000 m e vaste superfici del Piccolo e Grande Pamir si trovano sopra il limite degli alberi. Tra i principali passi montani figurano l'Anjuman, che collega il Badakhshan al Panjshir, e il passo di Wakhjir, all'estremità orientale del Wakhan, presso il confine cinese.

Idrografia

Quasi tutta la provincia appartiene al bacino dell'Amu Darya. Il Panj costituisce per centinaia di chilometri il confine tra Afghanistan e Tagikistan. Le sue sorgenti superiori si trovano nel Wakhan, dove il sistema dei fiumi Wakhan e Pamir forma uno dei principali rami sorgentizi dell'Amu Darya. Il Kokcha attraversa la parte centrale della provincia e raccoglie le acque di numerose vallate dell'Hindu Kush prima di confluire nel Panj. Nel settore montuoso si trovano inoltre laghi naturali di origine glaciale o franosa. Tra i più noti figura il lago Shewa, situato a oltre 3.000 m di quota. L'alimentazione dei corsi d'acqua dipende in gran parte da neve e ghiacciai. Le portate aumentano in primavera ed estate, mentre durante l'inverno molti torrenti minori gelano o si riducono fortemente.

Corridoio del Wakhan

Il Wakhan costituisce la parte orientale della provincia ed è uno dei territori più caratteristici dell'Afghanistan. Il corridoio si sviluppa per diverse centinaia di chilometri fra il Tagikistan a nord e il Pakistan a sud, restringendosi progressivamente verso il confine cinese. La sua configurazione politica moderna deriva in gran parte dalla delimitazione delle sfere d'influenza britannica e russa alla fine del XIX secolo. Il territorio venne mantenuto sotto sovranità afghana affinché l'Impero britannico e l'Impero russo non condividessero una frontiera diretta. L'estremità orientale raggiunge la Cina attraverso la regione del passo di Wakhjir. La frontiera sino-afghana è lunga meno di 100 km. Nel 2023-2026 le autorità afghane hanno promosso la costruzione di una strada lungo il corridoio fino alla frontiera cinese. Nel 2026 i lavori di base risultavano in fase avanzata, ma non esisteva ancora un normale valico doganale aperto al traffico commerciale internazionale.

Clima Il clima è fortemente continentale e varia soprattutto in funzione della quota. Le vallate occidentali presentano estati relativamente calde e secche e inverni freddi, mentre le regioni elevate del Pamir e del Wakhan hanno condizioni subartiche o alpine, con estati brevissime e inverni estremamente rigidi. Alle quote maggiori le temperature invernali possono scendere ampiamente sotto −20 °C e la neve può persistere per molti mesi. Le precipitazioni sono generalmente modeste e presentano una forte componente nivale. I versanti montani più esposti possono ricevere quantità relativamente elevate di neve, mentre le vallate interne e il Pamir orientale sono molto più aridi. Valanghe, frane, piene improvvise e colate detritiche costituiscono importanti rischi naturali. Questi fenomeni possono interrompere le vie di comunicazione e isolare interi villaggi.

Ambiente naturale La provincia comprende un notevole gradiente ecologico, dalle formazioni arbustive e dai boschi aperti delle quote inferiori alle steppe alpine, ai prati montani e alle tundre del Pamir. Gran parte del Wakhan si trova sopra il limite degli alberi ed è dominata da praterie d'alta quota, arbusti nani, pendii rocciosi e ambienti nivali. Nelle vallate inferiori si incontrano invece ginepri, pistacchi, mandorli selvatici e vegetazione ripariale; nelle zone coltivate sono diffusi noci, albicocchi, gelsi e meli.

Fauna

Le montagne orientali costituiscono uno dei principali rifugi faunistici dell'Afghanistan. Nel Wakhan sono presenti il leopardo delle nevi (Panthera uncia), l'argali di Marco Polo (Ovis ammon polii), lo stambecco siberiano (Capra sibirica), il lupo (Canis lupus), la lince eurasiatica (Lynx lynx), il gatto di Pallas (Otocolobus manul), la volpe rossa e popolazioni di orso bruno. Studi condotti dopo decenni di conflitto hanno confermato la sopravvivenza di numerosi grandi mammiferi, ma hanno anche documentato minacce dovute alla caccia, al commercio di pellicce e ai conflitti fra predatori e allevatori.

Parco nazionale del Wakhan

Nel 2014 l'intero distretto del Wakhan venne dichiarato parco nazionale, il secondo dell'Afghanistan. L'area protetta comprende vallate fluviali, ghiacciai, prati alpini, il Grande Pamir e il Piccolo Pamir e costituisce uno dei più vasti complessi montani protetti dell'Asia centrale. La creazione del parco fu preceduta da anni di ricerca e programmi di conservazione condotti dalla Wildlife Conservation Society insieme alle comunità locali. Nel 2026 è stato istituito nella provincia un comitato specifico per rafforzare la protezione del parco e contrastare la caccia illegale.

Storia Antichità e commercio del lapislazzuli

La storia antica del Badakhshan è strettamente legata alle sue risorse minerarie. Le miniere di Sar-e Sang, nella valle superiore del Kokcha, sono una delle più antiche e celebri fonti di lapislazzuli del mondo. Il lapislazzuli del Badakhshan raggiungeva l'Asia occidentale già nel IV e III millennio a.C. La provenienza esatta dei singoli reperti antichi non è sempre dimostrabile, ma Sar-e Sang è considerata la fonte più probabile per gran parte del materiale utilizzato nella Mesopotamia antica. Il commercio della pietra blu testimonia quindi l'esistenza di reti di scambio a lunghissima distanza attraverso l'altopiano iranico e l'Asia centrale già in epoche molto antiche. Il territorio del Badakhshan storico si trovava inoltre nella zona di contatto fra Battriana, Pamir e Hindu Kush. L'effettivo grado di controllo esercitato sulla regione montuosa dai grandi imperi dell'antichità è difficile da ricostruire e non deve essere confuso con i confini della provincia contemporanea.

Età islamica Dopo l'espansione islamica nell'Asia centrale e nel Khorasan, le vallate occidentali del Badakhshan entrarono progressivamente nella sfera politica e culturale dei regni musulmani. La regione mantenne tuttavia per lunghi periodi una forte autonomia locale, favorita dalla morfologia montuosa e dalla difficoltà delle comunicazioni. Nel Medioevo il nome Badakhshan indicava un territorio di estensione variabile. Le sue autorità esercitarono in diversi periodi influenza anche sul Wakhan e sulle vallate del Pamir. Nel corso dei secoli il territorio entrò nelle sfere d'influenza di potenze quali i Samanidi, i Ghaznavidi, i Timuridi, gli Uzbeki e i Moghul, senza che il controllo politico fosse necessariamente uniforme sull'intera regione. Il Badakhshan rimase celebre per lapislazzuli, spinelli, cristalli e altri prodotti minerari.

Nasir Khusraw e l'ismailismo

Uno degli episodi più importanti della storia culturale regionale fu l'arrivo del poeta, filosofo e missionario ismailita persiano Nasir Khusraw nell'XI secolo. Secondo la tradizione, dopo anni di persecuzioni egli trovò rifugio nella valle di Yamgan, dove morì. La sua attività contribuì profondamente alla diffusione dell'ismailismo nelle regioni montuose del Badakhshan e del Pamir. Nasir Khusraw rimane ancora oggi una delle figure religiose e letterarie più importanti per le comunità ismailite della regione.

Età moderna Tra XVI e XIX secolo il Badakhshan fu governato per lunghi periodi da dinastie locali di mir, soggette in modo variabile ai vicini poteri uzbeki, afghani e centroasiatici. La regione storica non coincideva con le attuali frontiere. Diversi principati, fra cui Darvaz, Shughnan e Roshan, occupavano territori su entrambe le rive del Panj. Nel corso del XIX secolo l'Afghanistan estese gradualmente un controllo più diretto sulla regione. La sua integrazione politica fu completata durante il processo di centralizzazione dello stato afghano.

Il Grande Gioco e la definizione delle frontiere