Emblema del tennis argentino, in carriera si è aggiudicata 27 titoli in singolare, su un totale di 55 finali raggiunte, tra cui una prova del Grande Slam: gli US Open 1990. Tale successo, l'ha resa la prima tennista argentina e la prima donna sudamericana a trionfare in un torneo di questa portata dai tempi di Maria Bueno. Nel suo palmarès è presente anche una medaglia olimpica d'argento ottenuta a Seul nel 1988, nonché due vittorie nel Master di fine anno (1988 e 1994).
Ottima doppista, vanta 14 titoli a fronte di 30 finali disputate. Anche in questa specialità ha vinto un torneo del Grande Slam, il Torneo di Wimbledon 1988, in coppia con Steffi Graf.
Per quanto riguarda il ranking, in entrambe le specialità ha raggiunto la terza posizione della classifica mondiale: in singolare il 27 febbraio 1989 e in doppio il 6 novembre 1988.
Particolarmente celebre fu la sua rivalità sportiva con la tedesca Steffi Graf, una delle rivalità tennistiche più note dell'Era Open. Steffi e Gabriela, nel corso delle loro carriere, si sono scontrate ben 40 volte; 11 di queste si sono concluse a favore della Sabatini, rendendola la giocatrice che ha ottenuto il maggior numero di successi contro la tedesca.
Dal 1986 al 1996, ha trascorso 508 settimane consecutive all'interno della top 10: quarto risultato migliore di tutti i tempi. In totale, per 312 settimane ha fatto parte della top 5, terminando per sei volte consecutive la stagione tra le prime cinque posizioni del ranking. Si è spinta almeno fino alla semifinale nei tornei del Grande Slam per ben 18 volte in singolare (la prima ad appena 15 anni nell'Open di Francia 1985), mentre in doppio per 14 volte. Ciò le ha consentito di figurare tra le migliori 4 in almeno un torneo Slam per 11 anni consecutivi (1985-1995).
Nel corso della carriera, si è imposta per ben 83 volte su tenniste facenti parte della top 10 al momento dell'incontro. Di queste 83 vittorie, 10 sono state su giocatrici n° 1 del mondo: 7 contro Steffi Graf, 2 contro Monica Seles e 1 contro Martina Navrátilová.
Nel 2006, a Newport, Sabatini è stata introdotta nella International Tennis Hall of Fame.
Biografia Dopo il ritiro, nel 2003, insieme al padre e al fratello Osvaldo, Gabriela Sabatini ha acquisito la cittadinanza italiana grazie al nonno David, che emigrò anni prima da Potenza Picena insieme a sua moglie, Rosa Vivani. Suo fratello è sposato con l'attrice Catherine Fulop, mentre sua nipote è l'attrice Oriana Sabatini.
Con il suo servizio (definito "atroce" da Gianni Clerici, il giornalista italiano che comunque la preferiva alle altre per il resto del gioco) non poté impensierire atlete quali Monica Seles, Jennifer Capriati o Mary Pierce che facevano delle ribattute la propria forza. Sviluppò comunque la capacità di distinguersi per la varietà dei colpi a propria disposizione risultando temibile tanto da fondo campo quanto sotto rete.
Alla fine degli anni Ottanta, Sabatini ha lanciato una propria linea di profumi con la compagnia di profumi tedesca Muelhens. Nel 1992 le è stata dedicata una rosa arancione con sfumature rosse che dunque porta il suo nome. Due anni più tardi, la ditta Great American Doll Company crea una bambola simile a Sabatini in tenuta da tennista; nello stesso anno, la tennista argentina ha pubblicato un libro motivazionale dal titolo "My Story".
Nel 2014 viene eretta una statua di Gabriela Sabatini, esposta in centro a Buenos Aires, ma qualche settimana più tardi, dei vandali rubano la racchetta di bronzo presente sulla statua. In seguito a questo episodio, la statua è stata collocata al memoriale degli sportivi argentini, accanto ad altre figure importanti dello sport argentino quali Lionel Messi, Diego Armando Maradona, Guillermo Vilas, Hugo Porta.
Nel 2017 ottiene, da parte dell'International Club, il prestigioso Jean Borotra Sportsmanship Award per essersi distinta in modo particolarmente positivo, nel corso della sua carriera, e per le sue opere di carità nei progetti post-ritiro. Inoltre, ha ricevuto nel 2018 il premio da parte di Rod Laver. L'anno seguente, viene insignita del Philippe Chatrier Award, per i traguardi raggiunti nel corso della sua carriera tennistica, per l'operato in collaborazione con l'Unicef, l'UNESCO e per il compito di Tedoforo ai Giochi olimpici giovanili nel 2018.
Un suo poster con la tenuta "Sergio Tacchini 1993" compare nel film Creature selvagge, e viene inoltre citata in una battuta del film comico Hot Shots! 2.
Carriera
Anni 80 Campionessa precocissima, Sabatini iniziò la sua attività sportiva a sei anni e vinse il suo primo torneo a otto. Nel 1983, a soli tredici anni, vinse il torneo di Miami categoria junior (la più giovane di sempre a riuscirci). Nel 1984 fu campionessa mondiale juniores.
1985: prima semifinale Slam e ingresso in top 10
Si fa notare a livello internazionale nel 1985, iniziando a siglare i primi successi, quelli che l'avrebbero resa la tennista più grande del suo Paese. Inizia la carriera da professionista a Miami, al Lipton International Players Championships, dove supera con agilità Amy holton, Annabel Croft e Kim Jones, prima di cedere il passo alla top 10 Carling Bassett-Seguso, la quale le infligge anche un bagel. Dopo qualche partecipazione senza successo ai tornei di categoria inferiore, si spinge in finale nel Tier II di Hilton Head, perdendo un solo set in tutto il torneo (contro Pam Shriver nei quarti di finale). Inoltre, si impone su due top 10: Zina Garrison, Shriver e Manuela Maleeva. Nell'ultimo atto, viene sopraffatta dalla potenza di Chris Evert. Prende parte al Bausch & Lomb Championships, estromettendo senza troppe complicazioni Mercedes Paz, Helen Kelesi e si vendica di Carling Bassett-Seguso, prima di venire fermata in tre parziali dalla Evert nei quarti di finale. Ancora quindicenne, Sabatini sigla una clamorosa semifinale all'Open di Francia: mai nessuno come lei. Nella prima settimana dello Slam, si aggiudica i match contro Lilian Kelaidis con un periodico 6–2, Penny Mager per 6–0 6–2, Anne White per 6–1 7–6(2) e Rosalyn Fairbank con lo score di 6–0 1–6 7–5. In seguito, affronta nuovamente Manuela Maleeva, testa di serie n° 4, con il punteggio di 6–3 1–6 7–5. Tuttavia, in semifinale incontra Evert, che si sbarazza dell'argentina lasciandole cinque game.
Ritorna in campo sull'erba di Eastbourne, ma dopo la vittoria contro Candy Reynolds, viene sconfitta in rimonta da Pascale Paradis. Nel torneo di Wimbledon estromette Amanda Brown e Camille Benjamin, ma viene sconfitta a sorpresa da Catherine Tanvier con il punteggio di 7–6(3) 4–6 1–6.
Si sposta sul cemento americano e partecipa al Canada Open, dove ottiene un bye al primo turno in qualità di settima testa di serie e nuova top 10. Nel secondo turno elimina Camille Benjamin e Andrea Temesvári, per poi venire annichilita da Hana Mandlíková (3–6 0–6) nei quarti di finale. Agli US Open viene fermata all'esordio da Barbara Potter.
Nell'ultima parte della stagione, si aggiudica il suo primo torneo maggiore, ovvero il Japan Open Tennis Championships, dove sconfigge in finale Linda Gates per 6–3 6–4. Nel corso del torneo, fino ai quarti di finale, Gabriela concede in totale tre game: Emiko Sakaguchi ne concede due, ad Andrea Holíková uno, mentre infligge un doppio bagel Kristin Kinney. In semifinale, invece, è chiamata a rimontare Lilian Kelaidis. A Tampa, si spinge fino all'ultimo atto, venendo sconfitta in un braccio di ferro dalla sedicenne Stephanie Rehe (4–6 7–6(4) 5–7).
1986: secondo titolo; 1a finale al Roland Garros in doppio L'inizio di stagione non è dei migliori. L'argentina, tra i vari terzi turni, colleziona solamente due quarti di finale: nel VS di Florida, sconfitta dalla testa di serie n° 3 Manuela Maleeva, e a San Francisco, estromessa da Hana Mandlíková, testa di serie n° 2. Raggiunge la prima semifinale dell'anno a Ponte Vedra Beach, dove si vendica di Maleeva, prima di perdere contro la top 5 Claudia Kohde Kilsch.
Si spinge in finale a Indianapolis, dove incontra una Steffi Graf all'inizio dei suoi tempi d'oro; contro la tedesca, Sabatini si aggiudica il primo set, per poi cedere i seguenti due: 6–2 6(5)–7 4–6. Nel corso del torneo, ha la meglio in due parziali su Shawn Foltz, Debbie Spence, Robin White e Manuela Maleeva. Successivamente, esce di scena al terzo turno in Svizzera per mano di Mary Joe Fernández. Disputa il Roland Garros in qualità di semifinalista uscente, ma viene fermata nuovamente da Chris Evert, stavolta negli ottavi di finale.
Inaugura la stagione sull'erba a Eastbourne, venendo fermata ai quarti di finale da Robin White. Scesa al decimo posto in classifica, sorprende tutti con la semifinale nel torneo di Wimbledon, soprattutto perché tale superficie non rientra tra quelle che le permettono di esprimere al meglio il proprio tennis. Inizia lo Slam londinese con una vittoria difficile in tre parziali ai danni di Christiane Jolissaint, per poi eliminare facilmente Catherine Suire e Barbara Gerken. In seguito, fatica contro Raffaella Reggi (6–4 1–6 6–3) e liquida agilmente Catarina Lindqvist, staccando il pass per la semifinale. Qui, tuttavia, è opposta a una delle tenniste più grandi della storia, Martina Navrátilová, la quale le infligge un periodico 2–6.
Resta sui cementi americani e si sposta a Montreal, dove viene rimontata nel terzo turno da Rosalyn Fairbank. In California, nel VS di Los Angeles, si scontra con Pam Shriver nei quarti di finale, perdendo in due set. Agli US Open elimina Nathalie Tauziat, Pam Casale e Katerina Maleeva, venendo sconfitta nuovamente dalla Navratilova.
Il finale di stagione è costellato di quarti di finale e semifinali, ma raggiunge l'ultimo atto solamente nel torneo in patria. Accreditata della prima testa di serie, vince il primo torneo della stagione il 7 dicembre sconfiggendo Arantxa Sánchez Vicario con un doppio 6–1. Nella corsa al titolo si sbarazza di Maria Lindström, Vicki Nelson, Patricia Tarabini e Lori McNeil, concedendo non più di tre giochi a parziale.
1987: tre titoli stagionali; 2a finale al Roland Garros in doppio Nel corso della stagione raggiunge la semifinale a Florida, sconfitta dalla numero sei del mondo, Helena Suková, con lo score di 6–4 3–6 1–6. Nel Tier I di Miami, viene fermata al quarto turno da Martina Navratilova, spingendosi in semifinale nel Tier II di Charleston sconfitta da Steffi Graf (3–6 6–2 7–6(5)), superando nel turno precedente la top 10 Claudia Kohde Kilsch. Segue un'altra semifinale a Ponte Vedra Beach, dove viene sconfitta nuovamente dalla Graf, ma stavolta con un punteggio molto più netto: 2–6 2–6. Nel VS di Houston cede il passo a Hana Mandlikova, numero tre del mondo, nei quarti di finale.
Due settimane più tardi, sulla sua amata terra rossa, raggiunge la prima finale agli Internazionali d'Italia (Tier I). Durante il torneo ha la meglio su Marie-Christine Calleja per 6-2 6-1, Mary Joe Fernandez per 6–1 6–3 e su Arantxa Sanchez Vicario con un doppio 6–0; in semifinale riesce a estromettere la Navratilova, l'allora numero uno del mondo, con il punteggio di 7–6(2) 6–1. Nonostante la settimana fantastica, si schianta contro Graf, che le nega il trofeo (5–7 6–4 0–6). Disputa l'Open di Francia, dove sigla la terza semifinale Slam: qui cederà a Steffi Graf.
Sull'erba di Eastbourne e Londra, raggiunge i quarti di finale, sconfitta da Pam Shriver e Steffi Graf.