Venne adorato sia nell'Oriente egizio sia nell'Occidente greco-latino, a volte come Theos, una vera e propria divinità, altre semplicemente come un eroe mortale deificatoRenberg, Gil H.: Hadrian and the Oracles of Antinous (SHA, Hadr. 14.7); with an appendix on the so-called Antinoeion at Hadrian's Villa and Rome's Monte Pincio Obelisk, Memoirs of the American Academy in Rome, Vol. 55 (2010) , 159-198; Jones, Christopher P., New Heroes in Antiquity: From Achilles to Antinoos (Cambridge, Mass. & London, 2010), 75-83; Bendlin, Andreas: Associations, Funerals, Sociality, and Roman Law: The collegium of Diana and Antinous in Lanuvium (CIL 14.2112) Reconsidered, in M. Öhler (ed.), Aposteldekret und antikes Vereinswesen: Gemeinschaft und ihre Ordnung (WUNT 280; Tübingen, 2011), 207-296..
Molto poco si sa della sua vita, anche se è noto che egli era nato a Claudiopoli (l'attuale Bolu), nella provincia romana di Bitinia in Asia Minore. Fu probabilmente introdotto alla corte imperiale nel 123, periodo in cui Adriano se ne innamorò immediatamente, poco prima di essere portato in Italia per il completamento della sua istruzione superiore. Divenne il favorito nonché amante ufficiale dell'imperatore a partire dal 128Birley, 2000, pag. 144., anno in cui fece parte del seguito personale di Adriano durante il suo giro di ispezione della provincia d'Africa; accompagnò l'imperatore anche in Grecia durante la partecipazione di Adriano agli annuali misteri eleusini svoltisi a Atene, e fu presente durante la caccia e l'uccisione del leone sacro in terra libica.
Alla fine del mese di ottobre dell'anno 130, mentre si trovava a bordo di una flottiglia che percorreva il Nilo, Antinoo morì cadendo in acqua in circostanze rimaste parzialmente oscure. Varie ipotesi sono state avanzate a proposito: annegamento accidentale, suicidio, assassinio per gelosia, intenzionale sacrificio umano.
Dopo la sua morte, Adriano divinizzò Antinoo e fondò un culto organizzato dedicato alla sua persona, che si diffuse presto a macchia d'olio in tutto l'Impero; poi, sempre per commemorare il proprio diletto, fondò la città di Antinopoli, fatta sorgere vicino al luogo dove il giovinetto aveva trovato la sua fine terrena prematura e che divenne un centro di culto per l'adorazione del "dio Antinoo" in forma di Osiride. Adriano istituì anche giochi in commemorazione del ragazzo, che si tenevano in contemporanea ad Antinopoli e ad Atene, con Antinoo divenuto simbolo dei sogni panellenici dell'imperatore.
Biografia
Lo storico Thorsten Opper del British Museum ha osservato che quasi nulla si sa della vita di Antinoo prima del suo incontro e della vita assieme ad Adriano, e il fatto che le fonti in nostro possesso divengano molto più dettagliate dopo la sua morte non ispirano fiducia al riguardoOpper, 1996, pag. 170.. Anche il biografo Royston Lambert ha espresso lo stesso punto di vista, commentando che le informazioni su di lui sono state inevitabilmente contaminate, sia a favore sia contro, da chi era un suo fedele e da chi si trovò ad avere forti pregiudizi a suo riguardo..
Infanzia È noto che Antinoo nacque da una famiglia greca abitante nella provincia romana della Bitinia, zona oggi situata nel Nord-ovest della Turchia.. L'anno di nascita non è registrato, anche se si stima che sia probabilmente tra il 110 e il 112 d.C..; le fonti disponibili concordano nel dire che il suo compleanno cadesse nel mese di novembre, e benché il giorno esatto resti sconosciuto, Lambert indica il 27 come data più probabile. Sia dal luogo di nascita sia dall'aspetto fisico di Antinoo si desume che la sua ascendenza fosse greca solo in parte..
Anche l'origine del suo nome resta incerta. È infatti possibile che egli sia stato chiamato come il personaggio mitologico dellOdissea, Antinoo, uno dei maggiori pretendenti alla mano di Penelope e avversario di Telemaco nel poema epico di Omero, o che Antinoo sia l'equivalente maschile di Antinoe figlia di Cefeo, che (come afferma Pausania il Periegeta nella sua Descrizione della Grecia, 8-8-4) rifondò Mantinea, centro urbano che intratteneva buoni rapporti commerciali proprio con la Bitinia, dopo essere stata guidata da un serpente al sito ove essa andava ubicata.
Sebbene molti storici, dal Rinascimento in poi, abbiano dedotto che il giovane fosse stato uno schiavo, la cosa risulta essere altamente improbabile in quanto sarebbe stato assolutamente controverso divinizzare un ex schiavo nella società romana. Non sono pervenute fino a noi prove attestanti le origini della sua famiglia, anche se Lambert crede probabile ch'egli provenisse da un clan familiare di piccoli imprenditori o proprietari terrieri dediti all'agricoltura, che s'innalzavano e distinguevano quindi rispetto ai settori più poveri della società.; lo stesso Lambert, inoltre, ritiene probabile che Antinoo avesse ricevuto un'istruzione di base nella sua prima infanzia, imparando sia a leggere sia a scrivere..
La vita con Adriano
Adriano trascorse molto tempo del suo regno in visita ai vari territori dell'Impero, e arrivò a Claudiopoli nel giugno del 123; fu probabilmente in quest'occasione che incontrò per la prima volta il ragazzino.. Adriano se ne innamorò da subito, tuttavia non è certo che siano diventati amanti in quell'occasione; il giovane fu invece inviato in Italia, ove fu istruito al Paedagogium imperiale situato sul colle Palatino..
In quel momento Adriano aveva 47 anni, mentre Antinoo appena 12.
Adriano nel frattempo aveva continuato a visitare le province del suo vasto Impero, per far poi ritorno in Italia solo nel settembre del 125, quando si stabilì nella sua residenza nella cittadina laziale di Tivoli, oggi conosciuta come Villa Adriana.. Il quattordicenne Antinoo divenne quindi il suo ragazzo preferito nel corso dei tre anni successivi: lo dimostra il fatto che nel 128, al momento di partire per la Grecia, Antinoo faceva parte del seguito personale dell'imperatore.
Il biografo ha descritto Antinoo come l'unica persona che sembra esser stata intimamente vicina ad Adriano lungo tutto il corso della vita dell'imperatore.; il suo matrimonio con la cugina di secondo grado Vibia Sabina fu difatti, come oggi sappiamo bene, infelice. e non v'è alcuna prova attendibile ch'egli abbia d'altronde mai espresso un qualche interesse nei confronti delle donne; di contro, vi sono molte prove affidabili che fosse sessualmente molto attratto dai ragazzi e dai giovani uomini..
Per secoli la pederastia greca ha svolto un ruolo sociale accettato tra le classi dei cittadini agiati dell'antica Grecia; questa prescriveva che un erastès (un maschio di età compresa tra i 30 e i 50 anni) intrattenesse una relazione sentimentale (di amoroso accudimento) con un eromenos (un maschio di età compresa tra i 12 e i 18 anni), assumendo un ruolo fondamentale e attivo nella sua educazione e istruzione.. Tale istituzionalizzazione sociale della pederastia non era estranea alla cultura romana, anche se la bisessualità era di fatto la norma nelle alte sfere sociali durante i primi secoli dell'Impero..
È noto come Adriano considerasse Antinoo intelligente nonché "il più bello del mondo", e che il ragazzo contraccambiasse stimandolo e ammirandolo come un saggio; questa sintonia intellettuale potrebbe ulteriormente spiegare la forte attrazione presente tra i due. Un altro fattore era la comune passione per la caccia, che era vista come uno sport particolarmente virile all'interno della cultura romana.. Anche se non sono pervenute fino a noi, si sa che l'imperatore avrebbe scritto sia un'autobiografia sia una serie di componimenti poetici dedicati ai suoi amati ragazzi; si suppone quindi che vi fossero anche i versi in onore di Antinoo.
Le prime fonti sono concordi ed esplicite nel dichiarare che il rapporto intercorrente tra l'uomo e l'adolescente fosse anche di natura fortemente sessuale.: infine, durante tutto il periodo in cui durò la loro relazione, non vi è prova alcuna che Antinoo abbia mai utilizzato a proprio favore l'influenza che aveva sull'imperatore per trarne un qualche guadagno personale..
Nel marzo 127 Adriano - probabilmente accompagnato da Antinoo - viaggiò in varie zone d'Italia, attraversando la regione abitata dai Sabini, il Regio V Picenum e la Campania.. Intanto tra il 127 e il 129 l'imperatore fu afflitto da uno strano male che i medici non furono mai in grado di spiegare (tornerà questa misteriosa malattia come ipotesi sulla causa della morte stessa di Antinoo). Nell'aprile del 128 pose la prima pietra di un tempio da dedicare a Venere nella capitale, presiedendo un rituale in cui potrebbe essere stato accompagnato proprio da Antinoo; da lì, come sempre assieme, partirono per un viaggio nell'Africa del Nord..
Alla fine del 128 sbarcarono a Corinto, procedendo poi in direzione di Atene dove rimasero fino al maggio del 129, accompagnati in quest'occasione anche dalla moglie, la sorella, la nipote e Pedanio Fusco il giovane (futuro cognato).. Nel settembre del 128 ad Atene Adriano partecipa alle celebrazioni annuali dei grandi misteri eleusini e qui l'imperatore assume il ruolo di epoptes nel telesterion: è generalmente accettato, anche non dimostrato, che Antinoo rimase al suo fianco per assisterlo e che in quest'occasione lo stesso ragazzo sia stato iniziato ai misteri sacri..
Da lì si diressero verso l'Asia minore, stabilendosi nel giugno del 129 ad Antiochia e in seguito visitarono le province di Siria, Arabia e Giudea; dopo aver introdotto forti politiche antiebraiche, con il divieto della circoncisione e la sostituzione del tempio dei giudei con un altro dedicato a Giove, l'imperatore col suo seguito passò in Egitto..
Giunti ad Alessandria d'Egitto nell'agosto del 130, fecero visita al sarcofago di Alessandro Magno custodito in un mausoleo della città. Sebbene la cerimonia fosse accolta tra le lodi pubbliche, alcuni degli atteggiamenti e delle azioni di Adriano irritarono l'élite della società ellenizzata cittadina, che cominciò a spettegolare sulle sue attività sessuali, compresi i rapporti intimi che l'imperatore intratteneva con Antinoo..
Poco dopo, probabilmente nel settembre 130, Adriano e Antinoo viaggiarono verso ovest in direzione del territorio libico, dove avevano sentito parlare di un leone che causava problemi alla popolazione locale. Si misero così a braccare la bestia feroce e, anche se gli eventi esatti non sono perfettamente chiari, risulta evidente che Adriano abbia salvato la vita di Antinoo durante quella caccia al leone, prima che la fiera venisse uccisa.. Adriano fece ampiamente pubblicizzare l'evento, tramite anche la produzione di tutta una serie di medaglioni in bronzo. In quell'occasione, secondo la versione poetica datane da Pancrate di Alessandria ne "Le cacce di Antinoo", il sangue del giovinetto rimasto ferito schizzato sulla sabbia fece germogliare l'antinóeios, un bellissimo fior di loto rosso (il nelumbo).
Un tondo raffigurante la scena di caccia è stato successivamente posto sull'Arco di Costantino: su questo tondo era chiaro che Antinoo non fosse più giovane, di una bellezza adolescente eterea e glabra, essendo diventato invece sempre più muscoloso e peloso; da questo fatto, si può ritenere come probabile che il suo rapporto con Adriano stesse cambiando di conseguenza.
I medaglioni di Antinoo nell'Arco di Costantino