Di origine sveva, dimostrò ottime doti di comando già nella prima guerra mondiale dove guidava un plotone di fanteria con il grado di tenente, ricevette la più alta decorazione al valore dell'Impero tedesco, la Pour le Mérite, per i risultati raggiunti con il suo reparto di truppe da montagna durante la battaglia di Caporetto nel 1917.
Nel corso della seconda guerra mondiale Rommel si distinse alla guida di una Panzer-Division durante la campagna di Francia nel 1940 e quindi, godendo della piena fiducia di Adolf Hitler, assunse il comando dell'Afrikakorps tedesco in Nordafrica dove per quasi due anni dimostrò grande abilità tattica, infliggendo una serie di sconfitte alle truppe del Regno Unito grazie alla sua capacità nella conduzione di agili e spericolate manovre con i mezzi corazzati nel deserto, ma al contempo evidenziando i suoi grossi limiti strategici e operazionali che compromisero non poco la conduzione della guerra dell'Asse in Nordafrica. Promosso al grado di feldmaresciallo, stimato dai suoi soldati e temuto dai nemici, divenne un personaggio di rilievo internazionale e uno dei beniamini della propaganda tedesca, che esaltò in modo esponenziale la sua immagine e lo fece conoscere con il soprannome di "La volpe del deserto" (Wüstenfuchs).
Tornato dall'Africa nel marzo 1943, diresse, dopo l'armistizio dell'8 settembre seguente, l'occupazione dell'Italia settentrionale (operazione Achse); quindi gli venne assegnato nel 1944 il comando delle difese del Vallo Atlantico, con il compito di fermare la prevista offensiva alleata in Occidente. Nonostante il suo impegno e le sue capacità, commise il pesante errore di andare in licenza durante le settimane cruciali in previsione dello sbarco alleato - che di fatto lo sorpresero mentre era a casa dalla moglie - mentre durante la prima parte della battaglia di Normandia non riuscì a impedire l'avanzata degli Alleati; ferito seriamente da aerei nemici fu richiamato in Germania per convalescenza. Il feldmaresciallo Rommel era ormai da tempo cosciente dell'inevitabile sconfitta della Germania e, a causa di una sospetta adesione ai cospiratori del 20 luglio, cadde in disgrazia presso Hitler. In considerazione della sua popolarità, la Gestapo gli propose che se si fosse suicidato la sua famiglia sarebbe stata risparmiata. Ufficialmente fu dichiarato morto a causa delle ferite di guerra e gli fu attribuito un funerale di Stato.
Gioventù Erwin Rommel nacque a Heidenheim, a circa da Ulma, nel Regno di Württemberg. Fu il terzo di cinque figliDesmond Young, Rommel - La vita di uno stratega leggendario: la «Volpe del deserto», TEA - Edizione su licenza della Longanesi & C., 1995 - p. 34 (aveva tre fratelli, Manfred morto giovanissimo, Karl e Gerhard e una sorella, Helene). Suo padre, Erwin Rommel senior, era professore di matematica presso la scuola di Aalen; sua madre, Helene von Luz, era figlia del presidente del governo del Württemberg. Più tardi, nel rievocare la sua infanzia, Rommel la descriverà come uno dei periodi più felici della sua vita. Sua sorella Helene dirà di lui che era un bambino dolce e molto attaccato alla madre.
Rommel voleva diventare ingegnere: il suo precoce ingegno si manifestò quando, all'età di quattordici anni, facendosi aiutare da un amico, costruì un aliante in dimensioni reali che riusciva a volare per brevi tratti ed è possibile che Rommel volesse seguire l'amico nel cercare lavoro presso la Luftschiffbau Zeppelin di Friedrichshafen. Invece, secondo i voleri del padre, si arruolò nel locale 124º Reggimento di Fanteria come ufficiale cadetto, nel 1910. Due anni dopo venne nominato tenente. Nel 1911, come cadetto a Danzica, Rommel conobbe la sua futura moglie, Lucia Maria Mollin, detta 'Lucie', nata a Danzica il 6 giugno 1894 da immigrati italiani di Longarone, che sposò nel 1916. Nel 1928 ebbero un unico figlio, Manfred Rommel (che sarebbe stato eletto per tre volte sindaco di Stoccarda dal 1974 al 1996). Gli studiosi Bierman e Smith sostengono che Rommel ebbe anche una relazione con Walburga Stemmer, nel 1912, e che dalla storia nacque una figlia di nome Gertrud.The Battle of Alamein: Turning Point, World War II, p. 56
Prima guerra mondiale
Con lo scoppio della prima guerra mondiale, nell'agosto del 1914 il tenente Rommel fu impiegato sul fronte occidentale nell'offensiva condotta dall'esercito tedesco contro le armate congiunte francesi e britanniche. Il 22 agosto si distinse conducendo il suo plotone alla conquista del villaggio belga di Bleid, sorprendendo le truppe nemiche che vi sostavano. Rommel si guadagnò la sua prima decorazione il 24 settembre, quando fu insignito della Croce di ferro di seconda classe a seguito di un attacco individuale contro cinque soldati francesi in un bosco nei dintorni di Varennes. In quell'occasione si procurò anche la sua prima ferita di guerra alla gamba.
Ristabilitosi e rientrato al fronte nel 1915, il 29 gennaio si distinse alla guida del suo plotone, incitandolo alla conquista di quattro casematte francesi nelle Argonne, da cui fu poi costretto a ritirarsi. L'audacia individuale dimostrata nell'occasione gli guadagnò il rispetto dei suoi uominiFra i suoi soldati prese a circolare il detto "Dove c'è Rommel, c'è Il fronte", e gli permise di ottenere la Croce di Ferro di Prima Classe, primo ufficiale del suo reggimento ad ottenere un riconoscimento tanto prestigioso..
Grazie a questi primi successi militari, fu nominato comandante di compagnia da montagna del XIII. corpo d'armata del Regio Esercito del Württemberg (XIII. Königlich Württembergisches Armee-Korps).
Con i suoi uomini fu quindi inviato sul fronte transilvano e sul fronte italiano, servendo nel corpo d'élite dell'Alpenkorps, ricevendo altre due ferite in azioni belliche.
Fu insignito della più alta onorificenza militare tedesca, l'ordine Pour le Mérite, che ricevette per le capacità di comando dimostrate, con il grado di tenente, sul fronte italiano soprattutto durante la battaglia di Caporetto nell'autunno 1917. Alla guida del reparto di punta del battaglione da montagna del Württemberg, raggiunse una serie di brillanti successi impiegando con abilità tattiche di infiltrazione lungo le montagne e facendo prigionieri molti soldati italiani, come nel corso della battaglia di Longarone. In particolare furono i soldati del tenente Rommel che sbaragliarono le brigate italiane Arno e Salerno e conquistarono il Monte Matajur il 26 ottobre 1917M. Silvestri, Caporetto, pp. 191-195..
Al termine della campagna il reparto di Rommel aveva fatto prigionieri e raccolto un bottino impressionante; per questi risultati venne insignito della prestigiosa medaglia al valore, la quale, nonostante gli fosse stata assegnata fin dal 10 dicembre 1917, venne da lui ricevuta verso i primi di gennaio assieme alla posta, fatto che suscitò la sua delusione e il suo sdegno.
Primo dopoguerra Nel primo dopoguerra fu comandante di reggimento ed istruttore alla Scuola di Fanteria di Dresda (1929-1933) e all'Accademia di Guerra di Potsdam (1935-1938): i suoi diari di guerra, Infanterie greift an (Fanteria all'attacco), divennero uno dei principali libri di testo dopo essere stati pubblicati nel 1937. Nel 1938, Rommel (ora colonnello) viene nominato comandante dell'Accademia di Guerra di Wiener Neustadt. Venne trasferito dopo poco tempo e posto al comando del battaglione di protezione personale di Adolf Hitler. Venne nuovamente promosso il 22 agosto a generale di divisione poco prima dell'invasione della Polonia, con effetto retroattivo valido sin dal 1º giugno 1939. Poteva comunicare direttamente con il Führer attraverso il generale Rudolf Schmundt, un suo amico e fedele aiutante di Hitler per la Wehrmacht: Rommel lo chiamava "l'apostolo Giovanni" e, al pari del feldmaresciallo, Schmundt disprezzava l'entourage del Führer.
Seconda guerra mondiale Francia 1940
Nel 1940, durante fall gelb, l'invasione di Francia, gli venne affidato il comando della 7. Panzer-Division e dipendente dal IV armeekorps del Gruppo d'armate A del feldmaresciallo von Rundstedt. Rommel aveva a disposizione 34 Panzer I, 68 Panzer II, 91 Panzer 38(t), 24 Panzer IV e otto carri comando.
I tedeschi sfondarono nella Francia del nord (il Blitzkrieg o guerra lampo) aggirando la Linea Maginot ed avanzando sino ad arrivare sulla Manica inducendo i francesi a una ritirata che portò alla loro resa pochi giorni più tardi. Nello specifico la Panzer-Division di Rommel fu la prima divisione tedesca a superare la Mosa presso la diga di Houx e respinse il contrattacco del BEF ad Arras. La divisione comandata da Rommel ricevette inoltre il soprannome di Gespensterdivision ("Divisione fantasma") data la difficoltà, comune sia al comando francese che a quello tedesco, di avere un'idea specifica di dove si trovasse durante l'intera guerra..
Africa Al termine di quell'operazione in Francia, Rommel, che si era distinto per la sua considerevole abilità, venne nominato personalmente da Hitler comandante delle truppe tedesche in Africa. Il Corpo di spedizione tedesco, composto dalla 5ª Leggera (poi rinominata 21. Panzer-Division) e successivamente dalla 15. Panzer-Division, venne inviato in Libia nel febbraio del 1941 in aiuto delle truppe italiane, formando così il celebre Deutsches Afrika Korps. Fu proprio in Libia che Rommel conquistò definitivamente la sua grande fama di comandante e l'appellativo di "Volpe del deserto".
Spese la maggior parte del 1941 riorganizzando le sue truppe e soprattutto quelle italiane, che avevano subito una serie di sconfitte per mano dei britannici guidati dal maggior generale Richard O'Connor. Una prima offensiva tedesca spinse le forze britanniche fuori dalla Libia ma si fermò poco oltre il confine egiziano, con l'importante porto di Tobruk ancora nelle mani delle forze del Regno Unito. Nel frattempo, il generale Claude Auchinleck succedette al generale Archibald Wavell quale comandante in capo delle forze britanniche in Medio Oriente. Auchinleck lanciò subito una grande offensiva (denominata Operazione Battleaxe, Ascia di Guerra) per alleggerire la pressione su Tobruk assediata, ma ben presto la spinta di tale iniziativa si esaurì. Dopo 5 mesi, nel corso dei quali l'Ottava Armata si rinforzò notevolmente, grazie all'Operazione Tiger, a novembre le truppe del Regno Unito attaccarono ancora (Operazione Crusader) e, dopo aver prosciugato le esigue riserve dell'Afrika Korps, Rommel si ritirò al confine tra Tripolitania e la Cirenaica. A gennaio Rommel riprese l'iniziativa e a fine maggio cominciò la Battaglia di Gazala.
L'attacco tedesco e italiano, improvviso e ben coordinato, prese alla sprovvista le truppe britanniche che, nel giro di poche settimane, furono respinte oltre il confine egiziano, sulla strada verso Alessandria. L'offensiva italo-tedesca, a causa della scarsità dei rifornimenti, finì però per esaurirsi nei pressi della piccola stazione ferroviaria di El Alamein, ad appena 150 chilometri in linea d'aria dal Cairo. Tuttavia i brillanti successi di Rommel spinsero il Führer a convincere Mussolini a rimandare l'assalto a Malta e a concentrarsi sull'offensiva verso l'Egitto e il canale di Suez.
Rientrato temporaneamente in Germania, Rommel ottenne il bastone di feldmaresciallo e chiese più volte l'invio di nuove truppe. Ma la Germania impegnata sul fronte russo non disponeva più di riserve utilizzabili e così Hitler, che considerava il Medio Oriente un fronte secondario, non accolse le richieste di Rommel (fu inviata solo la 164ª Divisione di supporto). Gli inglesi, al contrario, avevano provveduto a un notevolissimo rafforzamento delle loro truppe in Egitto, sapendo bene che un'ulteriore sconfitta avrebbe comportato la perdita dell'Egitto e di tutto il Medio Oriente.