Alessano è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel basso Salento, comprende anche la frazione di Montesardo e la località costiera di Marina di Novaglie. Fa parte dell'Unione dei comuni Terra di Leuca. Dal 2016 fa parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia

Geografia fisica Territorio Il territorio del comune di Alessano, che si estende per , sorge ai piedi dei modesti rilievi della Serra dei Cianci, nel basso Salento. Il centro abitato è situato a 134 m s.l.m.; il punto più alto raggiunge i 185 metri s.l.m.

Confina a nord con i comuni di Tricase e Specchia, a est con i comuni di Tiggiano, Corsano e con il Mar IonioMare Adriatico secondo alcune convenzioni nautiche., su cui si affaccia per con la località Marina di Novaglie, a sud con i comuni di Gagliano del Capo e Castrignano del Capo, a ovest con i comuni di Morciano di Leuca, Salve e Presicce-Acquarica.

Dall'ottobre 2006 parte del suo territorio rientra nel parco naturale regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.

Clima Dal punto di vista meteorologico Alessano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai , presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.

Origini del nome Diverse sono le ipotesi riguardanti le origini del nome. Verosimilmente il toponimo deriva dal nome greco di persona Alexis o Alexus con l'aggiunta del suffisso d'appartenenza -anos. Secondo una radicata tradizione, infatti, il fondatore della città fu l'imperatore bizantino Alessio I Comneno, ma manca la documentazione che confermi tale origine del paese.Altre ipotesi ritengono che il nome si riferisca al fiume Ales, ad Alessia di Bretagna o al termine greco alexo, che significa difendere, respingere i nemici.

Storia

Il territorio di Alessano fu abitato sin dai tempi più remoti come testimoniato da diversi rinvenimenti rupestri.Sotto il dominio normanno, la città assunse un ruolo preminente su tutto il Capo di Leuca, ruolo che conserverà per lungo tempo. Proprio in quel periodo la città divenne sede vescovile; tale rimarrà fino al 1818. Nel corso della dominazione angioina fu capoluogo di Contea che includeva i territori di Arigliano, Caprarica del Capo, Giuliano di Lecce,Miggiano, Montesardo, Patù, Presicce, Ruggiano, San Dana, Specchia.Furono i secoli XV e XVI in cui Alessano visse la sua stagione di massimo splendore. Durante la signoria di importanti famiglie nobiliari, quali i Della Ratta, i Del Balzo, i De Capua, i Gonzaga di Guastalla, i Guarini, i Trani, i Brayda, gli Ayerbo d'Aragona e gli Zunica-Sforza, che si succedettero nel corso dei secoli, la città divenne un importante centro commerciale, attraendo anche alcune famiglie di ricchi commercianti veneziani ed una piccola comunità ebraica, che possedeva una propria Sinagoga nell'odierna Via della Giudecca. Il centro urbano si arricchì così di pregevoli palazzi in puro stile rinascimentale che ancora oggi si possono ammirare. Attorno alla corte ducale fiorì un notevole movimento letterario.

Il 28 giugno 1818 la diocesi di Alessano, in seguito al Concordato tra papa Pio VII e Ferdinando I fu soppressa e aggregata alla diocesi di Ugento in forza della bolla De utiliori dominicae dello stesso Pio VII. In seguito alla soppressione della Diocesi, il centro perse gradualmente la posizione di preminenza.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 14 aprile 1994.

Blasonatura dello stemma:

Profilo araldico del gonfalone:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre di San Salvatore

La chiesa collegiata di San Salvatore risale alla seconda metà del Settecento e fu edificata in sostituzione dell'antica cattedrale romanica costruita tra il 1150 e il 1200. In tutta la prima metà del XVIII secolo l'antico edificio subì continui interventi di restauro e ripristino. Il vescovo Dionisio Latomo Massa nel 1755 decise di erigere una nuova cattedrale. Il progetto, redatto dal locale architetto Felice De Palma, prevedeva la completa demolizione della vecchia struttura ad eccezione del campanile. I lavori di costruzione della chiesa durarono più di ottanta anni e venne riaperta solo nel 1845. Nel frattempo con la soppressione della diocesi alessanese nel 1818 avvenne la conseguente declassazione al rango di chiesa collegiata.La facciata risulta incompleta ed è in stile neoclassico, opera dell'ingegnere Benedetto Torsello. Presenta tre portali d'ingresso; quello centrale è sormontato da una lapide in marmo e dallo stemma della città di Alessano. L'interno, a tre navate, è a croce latina. Conserva alcuni altari barocchi, fra cui quello maggiore finemente decorato con stucchi e intagli. L'opera di maggior rilievo e importanza è Tobiolo e l'angelo, tela di Paolo Finoglio, uno dei più noti esponenti della scuola caravaggesca.

Chiesa di Sant'Antonio La chiesa di Sant'Antonio da Padova fu costruita tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Un'epigrafe interna del 1671 la annovera tra le costruzioni più antiche di Alessano e la vuole costruita dallo stesso San Francesco d'Assisi Propriis manibus. Adiacenti alla chiesa permangono ancora alcuni ambienti del Convento dei Frati Minori Conventuali, del quale la chiesa faceva parte, soppresso nel 1809. Attualmente è sede della Congregazione del Rosario.

La facciata, semplice e a doppio spiovente, con un motivo a piccoli archetti ciechi, presenta un solo portale sormontato da un piccolo frontone triangolare. Al centro della facciata, campeggia una successione di quattro ampie finestre con archi a sesto acuto. Sulla destra sorge il campanile.L'interno è ad aula unica, nella quale si aprono sei cappelle laterali con altrettanti altari. Quelli dedicati a Sant'Antonio da Padova e al Crocifisso sono tipici esempi di altari barocchi con colonne tortili e formelle scolpite. È conservata una tela seicentesca raffigurante l'Annunciazione. L'attuale forma è quella assunta dall'edificio tra XVII e XVIII secolo; Della decorazione a fresco originaria permangono oggi solo pochi frammenti, tra i quali il più grande è un'icona di Sant'Antonio in prossimità del Presbiterio.

Chiesa e convento dei Frati Cappuccini

La chiesa e il convento ad essa adiacente furono edificati nel 1628, voluti dal vescovo Nicol Antonio Spinelli. Il convento fu soppresso due volte, nel 1809 e nel 1866; i Cappuccini tornarono ad abitarlo solo nel 1929.La chiesa fu consacrata dal vescovo Giovanni Granafei nel 1658, come risulta da un'incisione. L'edificio custodisce un altare monumentale in legno, finemente intarsiato e intagliato, che copre per intero la parete di fondo, eseguito nel XVIII secolo da maestranze locali. La pala è una grande tela del XVII secolo raffigurante Il perdono di Assisi, donata da Laura Guarini come si evince dallo stemma della casata riprodotto nella parte inferiore del dipinto. Nelle due tele laterali sono raffigurati il Profeta Isaia e Sant'Anna con Maria bambina. Nel tondo collocato sul fastigio dell'altare è effigiato San Giuseppe. Queste tre tele sono coeve all'altare e sono attribuibili al pittore alessanese Aniello Letizia.

Attualmente una parte del convento è occupato da una piccola comunità monastica, l'altra ospita la Casa Francescana di spiritualità dedicata a Don Tonino Bello. In passato, il convento disponeva di una ricchissima biblioteca: nel 1884, su disposizione ministeriale ed a seguito della soppressione del 1861, i libri furono trasferiti nella Biblioteca Piccinno di Maglie. Tuttavia, caso unico nei conventi cappuccini pugliesi, permane ancora l'arredo originale della sala adibita a biblioteca, con palchetti e scansie in legno intagliato.

Chiesa della Madonna Assunta La chiesa della Madonna Assunta è una piccola costruzione del centro storico risalente al Seicento. L'edificio fu radicalmente trasformato intorno al 1820 quando divenne la sede della Congregazione della Madonna Assunta.Presenta un semplice prospetto, coronato da un timpano mistilineo e da due statue alle estremità. L'interno, a navata unica terminante con un'abside semicircolare, ospita un ottocentesco altare maggiore sormontato dalla statua della titolare. Recenti interventi hanno restituito alla chiesa le cappelle laterali, una volta occupate da botteghe artigiane. Al suo interno sono conservate due tele di autore ignoto risalenti al XIX secolo, raffiguranti Storie della vita di San Carlo Borromeo e una Deposizione dalla Croce.

Chiesa della Madonna del Riposo Situata su un'altura che domina il paese (un tempo extra moenia, oggi in periferia), la piccola Chiesa della Madonna del Riposo segna insieme al Calvario il confine dell'abitato alessanese con quello di Presicce. Una leggenda vuole che intorno al XVI secolo un pellegrino diretto a Santa Maria di Leuca si fermò a riposare in una piccola grotta tufacea alle porte di Alessano; durante la notte la stessa Madonna gli venne in sogno; al risveglio l'uomo decise di trasformare il luogo del suo riposo in un tempio dedicato alla Madonna, così fece ampliare e affrescare la grotticella, che diventò ben presto un luogo di riferimento per gli alessanesi. Nel 1822 un incendio danneggiò gravemente la cappella rupestre; in seguito a tale avvenimento si decise di costruirvi sopra l'attuale edificio, che risale a quegli anni. Dell'antica grotticella rimane una piccola nicchia a metà della scalinata che sale alla cappella; vi si trova un affresco, molto danneggiato, raffigurante una Pietà e dipinto su un'immagine preesistente nel XIX secolo. La cappella è ad ambiente unico con volta a doppia stella affrescata con i simboli dei Quattro Evangelisti; all'interno sono presenti un altare in marmo policromo sovrastato da una pregevole pala raffigurante la Madonna di Leuca (XIX secolo); vi è inoltre una statua in cartapesta della Madonna di Leuca, tradizionalmente chiamata "la Madonna del Riposo". La giornata dell'8 settembre è dedicata alla Madonna del Riposo e la statua risiedente nella cappella viene portata in processione.

Cappella e oratorio dello Spirito Santo In una traversa della strada che conduce a Specchia sorge una cappella intitolata allo Spirito Santo. Essa risale alla prima metà del XVI secolo e presenta un ristretto ambiente con volta a vela, un semplice altare in pietra leccese e una statua in cartapesta raffigurante la Trinità. L'altare ha la particolarità di recare un'iscrizione con i nomi dei costruttori della cappella scritti in alfabeto greco, elemento praticamente unico di retaggi bizantini ad Alessano. Date le ristrettissime dimensioni della cappella nel 1977 fu costruito, nello spiazzo immediatamente di fronte a essa, un ampio e moderno oratorio.

Chiesa del Crocefisso