Biografia

È senz'altro una delle figure di spicco della storiografia romana del dissenso, tesa ad esaltare il tramontato ordine repubblicano contro il nuovo regime imperiale retto dalla dinastia Giulio-Claudia.

Cremuzio, di estrazione senatoria, fu autore di Annales, una storia degli avvenimenti recenti di Roma impostata sulla tradizionale narrazione anno per anno in cui pianse le guerre civili e con cui bandì in eterno i proscrittori.Seneca, Consolazione a Marcia, 26, 1. Quo civilia bella deflevit, quo proscribentis in aeternum ipse proscripsit. Entrato in contrasto con il prefetto al pretorio Elio Seiano, fu accusato da due clienti dello stesso, Satrio Secondo e Pinario Natta, di crimen maiestatis.Tacito, Annali, IV, 34, 2.

Tacito ci dice:

Il suo scritto fu accusato anche di aver criticato il popolo e il senato di Roma e non aver mostrato il giusto rispetto nei confronti di Cesare e di Augusto.Cassio Dione, Storia romana, LVII, 24, 3.

Cremuzio pronunciò un discorso in senato dinnanzi a Tiberio, in cui difese la sua opera e la libertà dello storico di conservare la memoria, ricordando alcuni storici di età augustea che avevano lodato i cesaricidi Bruto e Cassio, come Tito Livio, Asinio Pollione e Marco Valerio Messalla Corvino, senza subire processi.Tacito, Annali, IV, 34, 3-5 e 35, 1-4; R. Syme, La rivoluzione romana, Torino 1962, p. 490.

Cremuzio chiuse la sua difesa dicendo:

Avendo capito che sarebbe stato condannato, preferì lasciarsi morire di fame.Tacito, Annali, IV, 35, 4; Cassio Dione, LVII, 24, 2. Seneca descrive la morte di Cordo nella Consolatio ad Marciam: Cordo, per ingannare la figlia Marcia e i servi, si faceva servire in stanza il cibo, ma poi lo buttava di nascosto dalla finestra. In questo modo dopo qualche giorno, completamente debilitato, salutò la figlia, si chiuse nella sua stanza e morì.

Il Senato decretò che tutti i libri con la sua opera fossero bruciati dagli edili. In seguito i suoi Annales furono ripubblicatiTacito, Annali, IV, 35, 5; Cassio Dione, LVII, 24, 4. Cassio Dione ci dice che a nascondere delle copie fu sua figlia Marcia, la stessa a cui Seneca scrisse la Consolatio ad Marciam, esaltando la figura di suo padre Cremuzio. durante il regno di Caligola.Svetonio, Vita dei Cesari, IV, 16.

Oggi della sua opera ci rimangono solo pochi frammenti.

Note

Bibliografia Ronald Syme, La rivoluzione romana, Torino, Einaudi, 1962. Luciano Canfora, Studi di storia della storiografia romana, Bari, Edipuglia, 1993, pp. 221-240. Cremuzio Cordo, Gli Annali. Testimonianze e frammenti, a cura di M. Lentano, Milano, 2021, La Vita Felice.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Categoria:Morti per suicidio