Ginevra (ufficialmente , AFI: ; in arpitano Geneva; , AFI: ; ) è un comune svizzero di abitanti del Canton Ginevra; ha lo status di città ed è la capitale del cantone.
Dopo Zurigo è la seconda città più popolata del Paese e la seconda piazza finanziaria della Svizzera. È situata dove il lago di Ginevra riconfluisce nel fiume Rodano. Nel 2024, Ginevra è stata classificata terza città con la migliore qualità di vita al mondo dal Mercer Quality of Living Survey.
Geografia fisica Territorio
Ginevra si estende all'estremità sud-occidentale del lago Lemano, sulle due rive del Rodano, nel cuore di una conca chiusa e circondata da montagne, tutte in territorio francese: i Voirons, il Salève, il Mont de Sion, il Vuache e il Massiccio del Giura.
La parte storica della città, costituita dai quartieri centrali della città e da Saint-Gervais, si è formata sulla sommità e i dintorni di una collina sulla riva sinistra del lago. Questa collina costituì sin dalla preistoria un rifugio naturale protetto dal lago, dal Rodano, dall'Arve, dalle paludi e dai fossati a est. La città si espanse durante il XIX secolo, dopo la demolizione delle fortificazioni di cinta (1850-1880).
Nella baia di Ginevra sono visibili le pierres du Niton, due rocce che emergono dal lago e risalgono all'ultima glaciazione. Si tratta di due massi erratici e molto stabili; proprio per questo uno dei due fu scelto dal generale Guillaume-Henri Dufour come punto di riferimento per l'altezza media del lago, l'altitudine della città e successivamente adottato per il calcolo di tutte le altitudini in Svizzera.
Nel 2000 la città ha ottenuto il premio Wakker della Lega svizzera per il patrimonio nazionale per il suo piano di ammodernamento delle rive del Rodano e dell'ambiente urbano circostante.
Secondo l'Ufficio Federale di Statistica, Ginevra ha una superficie di 15,88 km². Il 92,1 % di questa superficie corrisponde ad aree abitate o a infrastrutture, l'1,5 % sono superfici agricole, il 3,1 % zone boschive e il 3,2 % aree improduttive.
Clima A Ginevra, l'inverno è freddo e solitamente poco soleggiato. In questa stagione, vi possono essere, a varie riprese, giornate senza che il ghiaccio si sciolga o che la temperatura salga sopra lo 0. Talvolta le minime raggiungono i -10 °C. Quando soffia la bise, il vento freddo tipico di questa città, la sensazione del freddo è ancora più accentuata e può rendere le condizioni meteorologiche proibitive. Il sole fa poche volte la sua comparsa poiché rimane nascosto da nuvole stratiformi o dalla nebbia alta, che in condizioni anticicloniche permane per molti giorni consecutivi.
Dal mese di marzo, le temperature aumentano e divengono quasi estive a fine maggio. Tuttavia, in questo periodo, le precipitazioni si intensificano, in particolare sotto forma di temporali. Questi possono essere di breve durata, ma di forte intensità.
Le estati sono spesso calde e piuttosto umide, ma la temperatura al mattino è relativamente fresca. Se a settembre il clima assomiglia ancora a quello estivo, le temperature si abbassano poi assai rapidamente per diventare quasi invernali a novembre. L'autunno è anche la stagione delle nebbie.
Origini del nome Il nome dell'antica città romana di Genava deriva dal celtico genu / genawa che significa "estuario", "golfo".
Storia Antichità I primi abitanti della zona in epoca protostorica sarebbero stati i Liguri mentre, in epoca storica, quando vi giunsero, i Romani vi trovarono i Galli Allobrogi. La sottomissione romana del paese iniziò a partire dal 121 a.C. Ginevra divenne allora un avamposto nel nord della provincia della Gallia transalpina (che prese il nome di Gallia Narbonense sotto il regno di Augusto). La realizzazione del porto avvenne tra il 123 e il 105 a.C. La città era in quel periodo costituita da un modesto agglomerato, le cui abitazioni erano costruite in legno e in un impasto di argilla e paglia.
Ginevra entrò nella storia nel 58 a.C., quando Giulio Cesare menziona il suo passaggio in questa città ("Genava") nel De bello gallico.De bello gallico, (I, 6 e 7). Volendo impedire il passaggio degli Elvezi, Cesare rese inagibile il ponte sul Rodano. Con l'insediamento provvisorio delle truppe romane, loppidum si espanse gradatamente, diventando dapprima un vicus e poi una civitas.
Tuttavia, Nyon (Colonia Julia Equestris) e Avenches (Aventicum) occupavano un posto più importante nella rete urbana regionale. Dopo un incendio, alla metà del I secolo d.C., l'urbanistica venne modificata e le costruzioni in muratura sostituirono gli edifici in materiale leggero. Due secoli più tardi, le migrazioni alemanne provocarono la distruzione di gran parte degli edifici nell'ultimo quarto del III secolo.
Il primo santuario cristiano fu eretto intorno al 350. Il complesso venne ultimato alla fine del IV secolo: era costituito da una chiesa lunga più di trenta metri, circondata da un portico che dava accesso al battistero e dai suoi annessi. Nella città alta, la chiesa di Saint-Germain rappresentò nel V secolo un secondo punto di aggregazione dei primi tempi cristiani. Nel V secolo, l'insediamento dei Burgundi nel 443 e la scelta di Ginevra come capitale rinforzarono il ruolo politico della città. Intorno al 467, il centro del regno Burgundo si spostò verso Lione e Ginevra subì le guerre fratricide tra Godegiselo e Gundobado, che incendiò la città.
Fino alla fine dell'Alto Medioevo si osserva una continuità di occupazione, il cui miglior esempio è rappresentato dal gruppo episcopale. I limiti del centro storico si mantennero all'interno della cinta muraria del Basso Impero, ma i sobborghi si svilupparono. La frana della montagna di Tauredunum nel 563 provocò una gigantesca ondata che distrusse il porto e causò numerose vittime.
All'inizio del medioevo, lo sviluppo orizzontale dell'epoca romana fu rimpiazzato da una città di tipo medioevale, costruita in altezza, a causa della riduzione dello spazio urbano imposta dalla costruzione di fortificazioni di cinta.
Medioevo La struttura del potere tra l'arrivo dei Burgundi e il trattato di Seyssel del 1124 è oggetto di dibattiti ancor oggi non conclusi.
I litigi dinastici finirono per indebolire la monarchia burgunda, che scomparve nel 534 a vantaggio dei Franchi. Ginevra divenne il centro di un pagus, la contea di Ginevra, che dipendeva dal re di Orléans o dal re di Neustria, a seconda delle ricorrenti spartizioni del regno franco. Successivamente divenne capitale del Regno di Borgogna governato dai sovrani della dinastia merovingia fino al 751, anno in cui l'ultimo re merovingio, Childerico III, venne deposto dal maggiordomo di Palazzo Pipino il Breve.
A partire dall'epoca dei Carolingi, la diocesi di Ginevra fu il centro di lotte di potere tra i sovrani della regione e l'imperatore. Anche se esercitava alcuni diritti regali come quello di coniare moneta, il vescovo non ricevette i diritti comitali sulla totalità della sua diocesi, diritti che erano esercitati dal conte di Ginevra il quale possedeva un castello che dominava Bourg-de-Four, al centro della città.
Al momento della disgregazione dell'impero carolingio, Ginevra faceva parte del secondo regno di Borgogna, che passò nel 1032 sotto il Sacro Romano Impero Germanico.
Con la riforma gregoriana, alla fine dell'XI secolo, ebbe inizio una reazione contro l'usurpazione dei beni della Chiesa da parte della signoria laica. Sostenuto dal Papa, il vescovo Humbert de Grammont impose al conte Aimone I il trattato di Seyssel che stabilì la sovranità del vescovo sulla città.
Per mezzo di un diploma imperiale del 1162, l'imperatore Federico Barbarossa confermò definitivamente l'indipendenza dei vescovi, ormai riconosciuti come principi privilegiati dell'impero.
All'inizio del XIII secolo intervenne un terzo potere: quello della casa Savoia. Il conte di Savoia Amedeo IV s'impadronì nel 1250 del castello di Bourg-de-Four. Al contempo, i mercanti e gli artigiani si raggrupparono per lottare contro la potenza feudale del vescovo. Questo movimento fu favorito dalle fiere di Ginevra che, a partire dalla metà del XIII secolo, portarono ai cittadini l'esempio dei comuni liberi italiani e la prosperità che permise di imporre la loro volontà al vescovo. A partire dalla fine del secolo, il conte di Savoia si collegò al potere episcopale.
Nel 1285, i cittadini nominarono dieci procuratori (o sindaci) per essere rappresentati. La decisione fu annullata dal vescovo il 29 settembre ma, il 1º ottobre, il conte Amedeo V di Savoia concesse loro lettere patenti che garantivano la sicurezza dei mercanti che si recavano alle fiere.
Nel 1309, il vescovo riconobbe ai cittadini il diritto di nominare rappresentanti, o procuratori, per occuparsi dei loro affari comuni, a condizione che questi non usurpassero la giurisdizione episcopale. In cambio, impose la costruzione di un mercato coperto, necessario a immagazzinare le merci destinate alle fiere, e concesse loro un terzo degli incassi. A partire da quel momento, i cittadini, riuniti in assemblea all'inizio di ogni anno in seno al Consiglio Generale, elessero per un anno i rappresentanti della città.
Nel 1387, il vescovo Adhémar Fabri confermò le franchigie accordate ai cittadini e ai loro rappresentanti con un trattato che regolò per i successivi centocinquanta anni la vita politica ginevrina.
Siccome i conti di Savoia si arrogavano sempre di più il potere a detrimento del vescovo, i cittadini si unirono a quest'ultimo per far fronte comune contro il nemico ma Amedeo VIII di Savoia, che aveva acquisito la contea di Ginevra, ottenne che i principi del suo casato avessero un diritto di prelazione presso la diocesi: la sede episcopale fu occupata da membri di casa Savoia o delle famiglie vassalle.
Coinvolta dal suo vescovo al fianco del duca di Borgogna nelle guerre borgognone, Ginevra fu minacciata dagli Svizzeri in seguito alla loro vittoria e fu condannata nel 1475 a pagare una considerevole ammenda.
Il vescovo allora si alleò ai vincitori e concluse, il 14 novembre 1477, un trattato di combourgeoisie (riconoscimento della cittadinanza) della durata di cinque anni con le città di Berna e Friburgo. Nel 1519, fu la comunità dei cittadini a firmare con Friburgo un nuovo trattato di combourgeoisie, ma il duca di Savoia costrinse i ginevrini a rinunciare a questa alleanza diretta contro di lui.
Tuttavia, il trattato del 1526 tra Ginevra, Berna e Friburgo annunciò la fine del potere del vescovo e l'emergere di una signoria autonoma. Gli Eighenotti, partigiani dei Confederati, fecero approvare il trattato dal Consiglio Generale il 25 febbraio.
Riforma
A partire dal 1526, mercanti tedeschi introdussero a Ginevra le idee della Riforma Luterana tra i commercianti ginevrini e questa corrente di pensiero si diffuse tra la popolazione sotto l'influenza di predicatori come Guillaume Farel.
L'8 agosto 1535 Farel, nonostante il divieto dei magistrati, predicò per la prima volta davanti a una grande folla. Il pomeriggio dello stesso giorno, durante i vespri, alcuni iconoclasti devastarono la cattedrale di Ginevra, distruggendo le statue e strappando le immagini, considerate idolatre dal culto riformato. Il 10 agosto, la celebrazione della messa cattolica venne proibita dal Consiglio dei Duecento, per cui il 22 agosto il vescovo Pierre de la Baume lasciò Ginevra per trasferirsi con tutta la corte a Gex. Il Consiglio lo dichiarò decaduto di fatto, sostituendosi ad esso il 26 novembre nella prerogativa di battere moneta. Il Consiglio dei Duecento si attribuì il diritto di coniare moneta nel momento in cui la città era nuovamente minacciata dal Ducato di Savoia. La Riforma fu definitivamente adottata il 21 maggio 1536 e, allo stesso tempo, fu reso obbligatorio mandare i propri figli a scuola. Da questo momento Ginevra diventò il centro del calvinismo, venendo a volte chiamata la «Roma protestante».