Le unità militari aeree hanno una storia relativamente recente, visto che la loro origine è legata alla nascita dell'aeroplano e quindi all'inizio del Novecento. In effetti, in precedenza vi sono stati vari utilizzi di aerostati frenati, usati come osservatori volanti per dirigere il tiro dell'artiglieria e osservare la disposizione tattica degli schieramenti sul campo di battaglia, ma erano al massimo visti come una dipendenza dell'artiglieria o dello stato maggiore piuttosto che unità organiche.
I pionieri Gli aerostati sul campo di battaglia
Il primo impiego di un mezzo di osservazione aerea avvenne da parte delle forze francesi nella battaglia di Fleurus. Si trattava di una mongolfiera. L'impiego dei palloni da osservazioni divenne significativo solo a partire dalla guerra di secessione americana, in cui fecero la loro comparsa l'Union Army Balloon Corps e l'omologo Servizio aereo confederato.
Prima che si diffondesse l'uso come mezzo da osservazione, il pallone aerostatico vedeva già la nascita del suo impiego come strumento offensivo, come pallone bomba. A sperimentarlo furono le forze Impero austriaco contro la Repubblica di San Marco nel 1849. Si trattava di palloni di carta ad aria calda, provvisti di cariche a tempo. Il danno fu più psicologico che reale.
La nascita dell'aereo e le prime squadriglie sperimentali
I fratelli Wright (pur non essendo militari), creatori del primo aeroplano, il Flyer I, videro le loro ricerche finanziate dal War Department (il ministero della guerra statunitense). Questo avvenne però solo alcuni anni dopo il primo volo del 17 dicembre 1903 "1903 - Who Made the First Flight?" TheWrightBrothers.org., in quanto i fratelli Wright furono molto attenti a tutelarsi con brevetti e battaglie legali, tanto da bloccare nei fatti lo sviluppo di velivoli statunitensi; infine gli Stati Uniti entrarono nella prima guerra mondiale con macchine di produzione francese, nonostante vari voli di prova avessero consolidato la fama dei fratelli Wright come costruttori. Il primo reparto di aviazione statunitense (una compagnia provvisoria) fu comunque istituito, nell'ambito della Maneuver Division"The U.S. Army Division in the Twentieth Century" (Rand.org). operante in contrapposizione alla Rivoluzione messicana, il 5 aprile 1911Hennessy, Dr. Juliette A. (1958). The United States Army Air Arm, April 1861 to April 1917 (USAF Historical Study No. 98), Maxwell Air Force Base: Air Force Historical Research Agency, ISBN 0-912799-34-X OCLC 12553968, pag. 45..
Le squadriglie aeree nacquero come un'estensione dell'arma di cavalleria o genio o di artiglieriaI primi piloti italiani, Carlo Maria Piazza e Giulio Gavotti erano ufficiali, rispettivamente dell'artiglieria e del genio, vedi qui., da cui il nome dei reparti.
La guerra italo-turca, il primo uso congiunto di aerei, dirigibili ed aerostati Durante la guerra italo-turca, il Regio Esercito effettuò il primo impiego operativo di forze aeree, non solo aerostati, ma anche dirigibili ed aerei. I palloni da osservazione erano già stati utilizzati nel 1888, per l'osservazione del tiro dell'artiglieria nella campagna di Eritrea, primo impiego operativo da parte del Regio Esercito.
Il primo volo bellico di un aereo, guidato dal comandante Carlo Maria Piazza avvenne il 23 ottobre 1911, mentre la prima azione di bombardamento venne effettuata da Giulio Gavotti il 1º novembre dello stesso anno durante la guerra di Libia. Sempre durante questa guerra si registrò il primo pilota militare morto in azione, il sottotenente Manzini, che il 25 agosto precipitò in mare davanti a Tripoli con il suo aereo.
Nella guerra italo-turca l'Italia utilizzò tre dirigibili, due a Tripoli ed uno a Bengasi, per missioni di ricognizione e bombardamento, per un totale di 136 missioni con il lancio di 360 bombeCarlo Rinaldi, I dirigibili italiani nella campagna di Libia, Storia Militare N° 18/marzo 1995 pag. 38-49.. In effetti, mentre le missioni di bombardamento avevano un effetto per lo più psicologico, i risultati della ricognizione erano reali ed immediati, rispetto a quanto si poteva ottenere da unità a terra distaccate allo scopo.
La prima guerra mondiale All'inizio della prima guerra mondiale l'aviazione aveva un impiego unicamente per le missioni di ricognizione, ed i piloti viaggiavano praticamente disarmati. Nel corso della guerra di Libia si era già visto che il fuoco delle truppe a terra poteva rappresentare un pericolo per gli aerei, quindi inizialmente non furono effettuate missioni di attacco. Questa situazione non durò a lungo, in quanto ben presto gli aerei furono forniti di dispositivi atti allo sgancio di bombe (per l'attacco al suolo) da quote tali da non poter essere impensieriti dalla fucileria nemica e di mitragliatrici montate in modo tale da poter impegnare veicoli similari nemici (per le operazioni di intercettazione). In questo modo l'arma aerea nel corso della guerra sviluppò le principali specialità di impiego degli aerei, ed alla fine erano presenti (più o meno fornite, ma comunque sempre ben distinte le une dalle altre) le seguenti specialità Ricognizione (terrestre e marittima, quest'ultima su idrovolanti) Attacco al suolo (tattico) Caccia Bombardamento (strategico)
Per rendersi conto del peso delle varie componenti nelle forze aeree può essere utile l'indicazione della composizione delle forze aeree italiane e austroungariche alla vigilia della battaglia del Piave (giugno 1918). Erano presenti per gli austroungarici circa 530 aerei, il 40% da ricognizione tattica, meno del 20% da ricognizione strategica, meno del 30% da caccia e 72 da bombardamento. Sul fronte dell′VIII armata e della III armata italiane erano presenti 434 aerei, il 40% da ricognizione, circa 150 da caccia e 44 da bombardamento. Gli aerei italiani erano distribuiti con 18-19 squadriglie da ricognizione e 8 squadriglie da caccia a disposizione dei comandi delle due armate, 12 velivoli da ricognizione strategica (squadriglia Serenissima), 4 squadriglie da caccia e tutti gli aerei da bombardamento a disposizione del Comando Superiore Aeronautica (organo del Comando Supremo)Amedeo Mecozzi, Gli Arditi del Cielo nelle giornate di Giugno, Le Forze armate N° 18, 20 giugno 1926, riportato da Amedeo Mecozzi, Scritti scelti sul potere aereo e l'aviazione di assalto (1920-1970), curato da Ferruccio Botti, Ufficio Storico dello Stato Maggiore Aeronautica, Roma, 2006..
Dato questo sviluppo dell'impiego già prima della fine della guerra la Gran Bretagna aveva costituito le sue unità aeree in un'arma separata (la RAF), seguita nel tempo dalle altre nazioni. Gli Stati Uniti furono fra le ultime nazioni a creare una propria arma aerea, dato che l'USAF fu costituita solo nel 1947; in questo periodo, il servizio aereo dell'esercito era l'Aviation Section, U.S. Signal Corps.
Il primo impiego strategico dell'aviazione
La prima guerra mondiale vide nascere anche l'impiego dell'aereo per il bombardamento strategico. Le prime azioni furono condotte da italiani, tedeschi, britannici e francesi (con appoggio italiano). I tedeschi con i loro dirigibili Zeppelin e i bombardieri Gotha G.IV (Operazione Türkenkreuz - I raid dei Gotha) bombardarono Londra diverse volte con effetti più psicologici che reali, i britannici con i loro Handley Page Type OMason, Francis K (1994). The British Bomber since 1914. Putnam Aeronautical Books. ISBN 0-85177-861-5. bombardarono stazioni ferroviarie ed impianti a qualche centinaio di chilometri dal fronte così come la base della Hochseeflotte a Kiel, costringendo anche a distrarre aerei ed artiglieria dalla prima linea. L'Italia impiegò i trimotori Caproni Ca.33 con azioni contro il porto di Pola, e gli stessi aerei furono impiegati sul fronte francese, arrivando anche a bombardare Friedrichshafen, sul lago di Costanza.
La nascita dei primi corpi specialistici Tra i primi, i Royal Flying Corps britannici che insieme al Royal Naval Air Service (RNAS), il 1º aprile 1918 diedero origine alla Royal Air Force. L'insieme di unità assegnate al servizio con la Royal Navy, denominato Fleet Air Arm, nel 1937 ritornò sotto la giurisdizione dell'Ammiragliato britannico come Naval Air Branch, fino al 1952 quando ha riassunto il suo nome originario.
Esperimenti sull'uso degli aerei imbarcati
I britannici già durante la prima guerra mondiale utilizzarono le portaerei come armi offensive, attraverso l'uso degli aerei imbarcati; il primo attacco compiuto da aerei lanciati da una portaerei fu il raid di Tondern, in cui nove biplani Sopwith Camel decollati in due ondate dalla portaerei Furious distrussero due hangar, uno dei quali con due dirigibili Zeppelin. Uno dei piloti morì, mentre gli altri cercarono di tornare alla portaerei, nei pressi della quale alcuni ammararono per poi essere recuperati dalle unità di scorta; infatti non esisteva la possibilità di atterraggio notturno sulle portaerei.
Dirigibili ed aerostati
La prima guerra mondiale vide un ampio uso di palloni di osservazioni su tutti i fronti, sia terrestri che marittimi. Significativo fu anche l'impiego dei dirigibili. Il più massiccio utilizzatore fu l'Impero britannico che utilizzò non meno di 211 dirigibili per pattugliamento marittimo e l'Impero tedesco, con circa 100 dirigibili. I britannici utilizzarono dirigibili flosci, e sperimentarono alcune unità rigide, mentre i tedeschi impiegarono principalmente i rigidi Zeppelin, ed in minor numero gli Schütte-Lanz, rigidi, ed i Parseval, per compiti di ricognizione e bombardamento strategico. Anche Italia e Francia impiegarono nel conflitto decine di dirigibili, ed il loro sviluppo continuò durante tutto il conflitto, mentre gli Stati Uniti d'America volarono assieme alle unità britanniche e francesi. L'Impero russo che all'inizio del conflitto disponeva di una decina di unità, utilizzò dirigibili durante la guerra, ma in modo piuttosto limitato. L'unica delle grande potenze a non impiegare dirigibili durante la guerra fu l'Impero austro-ungarico che aveva cessato ogni operazione con i dirigibili militari, dopo l'incidente del Körting M.III il 20 giugno 1914. Il dirigibile subì una collisione in volo con un biplano Farman HF.20, che stava effettuando un passaggio ravvicinato.