L'invasione luso-brasiliana, anche conosciuta come invasione portoghese del 1816, guerra contro Artigas (in Brasile) o seconda invasione portoghese del 1816,La denominazione di “seconda invasione portoghese” è dovuta al fatto che alla fine del 1811 si produsse una prima invasione portoghese nel territorio della Banda Oriental, comandata da Diego de Souza, in appoggio al viceré spagnolo Francisco Javier de Elío, nel corso del primo assedio di Montevideo. fu l'insieme delle operazioni militari succedutesi tra il 1816 e il 1820 in seguito all'invasione da parte dell'esercito allestito dal Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve del territorio della Provincia Orientale del Río de la Plata, che sarebbe divenuta in futuro la Repubblica Orientale dell'Uruguay, e di una parte della regione argentina compresa tra i fiumi Uruguay e Paraná (la cosiddetta "Mesopotamia argentina"); il conflitto fu esteso al sud del Brasile, e precisamente al Rio Grande do Sul, dal contrattacco organizzato dalle milizie orientali, che si opponevano all'invasione. La guerra ebbe come risultato l'annessione della Banda Oriental, il territorio a est del fiume Uruguay, al Regno del Brasile con il nome di Provincia Cisplatina.

I contendenti furono da un lato le milizie della Banda Oriental allestite dagli esponenti locali che si riconoscevano nella linea politica del caudillo José Gervasio Artigas, coadiuvate da alcuni capi politici e militari di altre province che componevano la Liga Federal e che scelsero di seguirlo, come Andrés Guazurary; dall'altro lato combatterono le truppe regolari luso-brasiliane, comandate da Carlos Frederico Lecor.

Sul fronte marittimo, il conflitto si allargò oltre il Río de la Plata e il litorale argentino per estendersi in maniera globale, dal momento che i corsari fedeli ad Artigas perseguirono le imbarcazioni portoghesi e spagnole in Europa, in Africa e nei Caraibi.

Riguardo all'invasione luso-brasiliana esistono poche fonti di informazione, in confronto a quelle reperibili su altri temi storici regionali. Ciò si deve principalmente al disinteresse nei confronti di questa guerra da parte dei fondatori della storiografia uruguaiana (Juan Zorrilla de San Martín, Francisco Bauzá, etc.), intenti a creare un'apoteosi della figura di Artigas, e a quello degli storici contemporanei, per la maggior parte dei quali il periodo di dominazione portoghese e brasiliana dell'Uruguay rappresenta una zona d'ombra tra l'epoca coloniale e il raggiungimento dell'indipendenza.

Cause della guerra I motivi che portarono il re del Portogallo Giovanni VI di Braganza, insediatosi dal 1808 a Rio de Janeiro, a lanciarsi alla conquista della Banda Oriental possono essere suddivisi in generali e circostanziali.

Tra i primi spicca l'antica aspirazione portoghese a portare i confini brasiliani fino al Río de la Plata, sostenendo che tale situazione fosse prevista dal trattato di Tordesillas, per mezzo del quale Spagna e Portogallo si erano divisi il mondo nel 1494. Per questa ragione il Río de la Plata fu teatro di cruenti scontri nel corso dei secoli, anche dopo che le colonie americane riuscirono a rendersi indipendenti dalle potenze europee. Lo storico argentino Liborio Justo definì “atavico” tale conflitto e Ramón José Cárcano affermò che la rivalità tra spagnoli e portoghesi si protrasse nella regione per tre secoli, dall'epoca della scoperta fino al periodo delle dittature militari. Citato da

La zona risultava strategica per essere lo sbocco di un enorme bacino idrografico, uno dei più grandi del mondo, che si spinge fino al cuore dell'America del Sud, dalle ricche miniere di Potosí, nell'attuale Bolivia, al Paraguay, al Mato Grosso e fino a San Paolo. Inoltre, la Banda Oriental tra il XVIII e gli inizi del XIX secolo era una zona di importanti risorse agricole nella quale, in quelle che erano state le antiche vaquerías,Le vaquerías erano estensioni di terra più o meno delimitate nelle quali una persona aveva il diritto esclusivo di impossessarsi delle vacche e dei tori che lì si trovavano e che si erano riprodotti come animali selvatici. Furono la prima manifestazione di diritto di proprietà sulle terre della regione rioplatense, prima della creazione delle estancias. si produceva il tasajo, un taglio di carne bovina che, salato, costituiva l'alimento base degli schiavi di origine africana che rappresentavano la base dell'economia brasiliana.

Seguendo questa linea storica conflittuale, nel 1536 Buenos Aires fu fondata con il fine di impedire che i portoghesi risalissero il Río de la Plata. Citato da Durante il periodo in cui il regno di Portogallo fu integrato nell'Unione iberica, tra il 1580 e il 1640, si allentarono le precauzioni spagnole per difendere le mal definite frontiere tra i due regni, circostanza della quale approfittò il Portogallo per estendere il territorio brasiliano a ovest e a sud.

Nel 1680 il Regno del Portogallo fondò Colonia del Sacramento, primo insediamento nell'attuale territorio dell'Uruguay, esattamente di fronte a Buenos Aires, sulla sponda settentrionale del Río de la Plata. Da quel momento si susseguirono diversi scontri e accordi precari tra portoghesi e spagnoli nella Banda Oriental e nel territorio di Misiones, conosciuti come “guerre del Río de la Plata”.

Il Portogallo sfruttò anche a suo vantaggio le particolari circostanze politiche verificatesi a partire dall'invasione napoleonica della Spagna nel 1808, presentando la principessa Carlotta Gioacchina, moglie di Giovanni VI e sorella di Ferdinando VII, il re spagnolo prigioniero di Napoleone, come la migliore alternativa per preservare gli interessi della corona spagnola. Tuttavia la lotta comune contro il Bonaparte, che dalla Spagna voleva invadere il Portogallo a causa della mancata adesione al blocco continentale, fece rinviare per motivi di opportunità il progetto di occupazione delle colonie spagnole.

Antecedenti diretti dell'invasione furono l'occupazione della parte orientale di Misiones compiuta dalle truppe portoghesi nel 1801, sotto il comando del bandeirante José Francisco Borges do Canto e i tentativi di instaurare un protettorato durante la crisi del 1808. Quest'ultima si verificò quando il governatore di Montevideo, Francisco Javier de Elío, entrò in conflitto con il viceré del Río de la Plata, Santiago de Liniers, e arrivò alla rottura politica e alla costituzione di una nuova giunta in città il 21 settembre. La monarchia portoghese approfittò della situazione e inviò il militare e diplomatico Joaquim Xavier Curado ad offrire l'accettazione di un protettorato nella Banda Oriental, con la scusa di preservarla da un viceré visto con sospetto per le sue origini francesi. Al principio Elío rifiutò l'offerta, ma il susseguirsi degli avvenimenti, a partire dalla rivoluzione di Maggio del 1810 a Buenos Aires, permise ai portoghesi in due occasioni di tentare l'occupazione armata del territorio orientale. Le due occasioni si manifestarono nel 1811 e nel 1816.

L'invasione portoghese del 1811 fu conseguenza di una richiesta inoltrata da Francisco Javier de Elío, divenuto viceré del Río de la Plata, per intervenire contro i rivoluzionari. Questa invasione fu messa in atto nel contesto della rivoluzione di Maggio, quando Elío aveva spostato a Montevideo la capitale del vicereame. La rivoluzione era però riuscita a raggiungere la Banda Oriental: José Artigas e José Rondeau comandavano le truppe ribelli che, a seguito della vittoria nella battaglia di Las Piedras, posero d'assedio Montevideo il 21 maggio 1811. Nonostante fosse accerchiato e in difficoltà, Elío riuscì a bloccare con la flotta navale fedele alla Spagna il porto di Buenos Aires e chiamò in suo aiuto i portoghesi. Un mese dopo, in luglio, partì da Rio de Janeiro, diretta a sud, una spedizione militare di 4000 uomini al comando del generale Diego de Souza. Sconfitto in Paraguay e in Alto Perù e con i propri commerci resi impossibili dal blocco navale, il governo rivoluzionario di Buenos Aires cercò a partire da agosto un accordo con Montevideo per ottenere la fine del blocco e il ritiro dei portoghesi. Gli abitanti della Banda Oriental fedeli ad Artigas rifiutarono l'armistizio, che li consegnava nelle mani del nemico, e seguirono il loro capo politico nel corso di un vero e proprio esodo di massa. Le truppe portoghesi non abbandonarono il territorio orientale fino all'agosto del 1812, quando, con la mediazione del governo britannico, l'accordo Rademaker-Herrera pose temporaneamente fine alle ostilità.

Nel 1816, la situazione di guerra tra il movimento federale e Buenos Aires (che in pratica assicurava quanto meno la neutralità di quest'ultima in caso di occupazione della Banda Oriental, culla della rivolta) e il clima di restaurazione in Europa, che negava alle colonie il diritto di rendersi indipendenti dalle monarchie titolari (che giustificava il Portogallo ad intervenire contro i rivoluzionari anti-spagnoli), risultarono circostanze favorevoli alla realizzazione dell'antico obbiettivo portoghese.

La famiglia reale che nel 1808 era emigrata a Rio de Janeiro fuggendo dall'invasione francese non aveva più niente a che vedere con la corte orgogliosa che nel 1816 preoccupava l'Inghilterra per le sue mire espansionistiche. Le infinite possibilità del ricco territorio brasiliano, lo sviluppo economico prodotto dall'apertura dei porti della colonia al commercio internazionale, avvenuta nel 1808, e la distanza dai conflitti europei provocarono nella direzione politica portoghese un'idea audace: convertire il Brasile nel centro di decisione del regno e nella sede permanente delle sue autorità. Questa idea fu presa in seria considerazione dal re in particolar modo dopo la morte, nel 1816, della madre, la regina Maria, affetta da tempo da malattia mentale. Il principe reggente Giovanni salì formalmente al trono con il nome di Giovanni VI; il nuovo monarca fece delle vicende americane il centro della sua politica. Il Brasile sembrava promettere ai Braganza un futuro che il piccolo Portogallo non avrebbe potuto offrire.