I Barbaro furono una delle più importanti famiglie patrizie veneziane, in origine di Trieste.

Tra i più celebri esponenti della famiglia vi furono numerosi diplomatici. Furono patriarchi di Aquileia ben quattro Barbaro fra il 1491 e il 1622.

Storia La tradizione familiare afferma che i Barbaro discendano dalla gens CatelliaEnciclopedia storico-nobiliare italiana, Volume 7, Vittorio Spreti, Arnaldo Forni, 1981Francesco Barbaro: Früh-Humanismus und Staatskunst in Venedig, Percy Gothein, Berlin, 1932 e più lontanamente dalla gens Fabia. Come altre famiglie patrizie veneziane, loro rivendicavano anche la discendenza da famiglie romane con nomi simili, in questo caso gli EnobarboVirgil and the myth of Venice, Craig Kallendorf, Oxford University Press, 1999, pg. 17Venice, Pure City, Peter Ackroyd, Doubleday, New York, 2009, p.96. La tradizione dice anche che si rifugiarono in Istria per evitare le persecuzioni durante il regno dell'imperatore Diocleziano. La ricchezza della famiglia proveniva dal commercio del sale.

I documenti mostrano che la famiglia si trasferì da Pola a Trieste nel 706 e poi a Venezia nell'868Das Schiff aus Stein: Venedig u.d. Venezianer, Hermann Schreiber, München, 1979. In questo periodo il cognome della famiglia era MagadesiThe life of Poggio Bracciolini, William Shepherd, Longman, Rees, Orme, Brown, Green & Longman, London, 1837Una famiglia veneziana nella storia: i Barbaro, Michela Marangoni, Manlio Pastore Stocchi, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 1996, (compare scritto alternativamente come Magadezzi o MaghadesiLa vie d'un patricien de Venise au seizième siècle, Charles Yriarte, Paris, 1874).

Il primo membro documentato della famiglia fu Paolo Magadesi, che era procuratore di San Marco. Lo scrittore Charles Yriarte afferma che ciò avvenne quando Pietro Tradonico era Doge di Venezia (836-864), anche se la maggior parte delle fonti afferma che la famiglia non visse a Venezia fino a dopo. Un Antonio Magadesi fu anche procuratore di San Marco nel 968Venice on foot, with the itinerary of the Grand Canal and several direct routes to useful places, Hugh A Douglas, C. Scribner's Sons, 1907 e Giovanni Magadesi fu presbitero della chiesa di San Zorzi nel 982 e anche lui è stato citato anche come il primo membro della famiglia Barbaro di cui si abbia notizia storica.

La genealogia documentata della famiglia Barbaro inizia nel 1121 con Marco, comandante navale e creatore dello stemma moderno, che cambiò il suo cognome da Magadesi a Barbaro.

La famiglia Barbaro fu riconosciuta come una delle principali famiglie della Repubblica di Venezia nell'anno 992. Nel 1297, il Maggior Consiglio riconobbe alla famiglia lo status di patrizi. Il Regno Lombardo-Veneto confermò lo status di patrizi alla famiglia nell'ambito di una serie di risoluzioni emanate tra il 1818 e il 1821. Questo status fu nuovamente registrato ufficialmente a Venezia nel 1891 per tutti i membri della famiglia.

Nel XVI secolo ci fu una divisione tra le famiglie veneziane che si opponevano o favorivano l'influenza della Santa Sede. Queste ultime si opponevano alla legge che vietava ai titolari di cariche ecclesiastiche di ricoprire anche incarichi politici a Venezia. La famiglia Barbaro faceva parte di questo gruppo filopapale, insieme alle famiglie Badoer, Corner, Emo, Foscari, Grimani e PisaniVenice and the Renaissance, Manfredo Tafuri, trans. Jessica Levine, 1989, MIT Press, . Queste famiglie furono anche mecenati di Battista Franco, Palladio, Francesco Salviati, Michele Sanmicheli, Giovanni da Udine e Federico Zuccari.

Le fortune della famiglia Barbaro diminuirono dopo la sconfitta di Venezia da parte di Napoleone e furono costretti a trasformare la maggior parte dei Palazzi Barbaro in appartamentiThe City of Falling Angels, John Berendt, Penguin Books, 2006, . Quando il critico d'arte John Ruskin visitò Venezia nel 1851, tutto ciò che rimaneva della famiglia Barbaro, un tempo potente, era una coppia di anziani fratelli che vivevano in povertà nella soffitta di Palazzo BarbaroViews of Venice, Antonio Canaletto, Antonio Visentini, J. G. Links, Dover Publications, 1971, .

Ruskin scrisse che la povertà di questi ultimi membri della famiglia Barbaro era una punizione data alla famiglia per aver ricostruito la chiesa di Santa Maria Zobenigo come monumento a loro stessi, che Ruskin definì "una manifestazione di insolente ateismo". Gli ultimi membri della famiglia morirono nella metà del XIX secolo.

Alcuni rami della famiglia sopravvissero al di fuori di Venezia. Il più importante era quello di Malta, ma ci furono anche rami in Galazia e in altre parti dell'Italia.

Stemma

Non esiste un consenso sullo stemma antico dei Barbaro. Secondo Johannes Rietstap e altri lo stemma originario sarebbe stato "D'oro, a due bande d'azzurro, accompagnate da due rose dello stesso", d'oro, a due bande d'azzurro, accompagnate da due rose dello stesso. D'Eschavannes però lo identifica come "D'azurro, a tre rose d'oro"Armorial universel, précédé d'un traité complet de la science du blason, et suivi d'un Supplément:, Jouffroy d'Eschavannes, Paris : L. Curmer, 1845–1848.

L'arma moderna della famiglia Barbaro, D'argento, al ciclamoro di rossoArmorial général: précédé d'un Dictionnaire des termes du blason, Volume 1, Johannes Baptist Rietstap, 1884, pg. 1, fu riconosciuta ufficialmente dal Senato veneziano nel 1125 in ricordo di Marco Barbaro che, durante un'azione navale nei pressi di Ascalona, tagliò la mano a un moro e utilizzò il moncone sanguinante per disegnare un cerchio su un turbante, che fece sventolare come vessillo dalla sua testa d'alberoVenice, Augustus John Cuthbert Hare, Ballantyne Press, 1896, pg. 149Delle inscrizioni veneziane, Volume 4, Emmanuele Antonio Cicogna, Fonni, 1969, pg. 520A literary companion to Venice, Ian Littlewood, Ballantyne Press, 1995, pg. 150Guida per la città di Venezia all'amico delle belle arti, Volume 1, Giannantonio Moschini, Giovanni Antonio Moschini, Tip. di Alvisopoli, 1815, pg. 468.

Fino a questo episodio era conosciuto come Marco Magadesi. I saraceni abbordarono la galea da lui comandata e strapparono la bandiera della nave, che recava lo stemma di famiglia. Marco Magadesi usò il turbante insanguinato come bandiera improvvisata per far sapere al resto della flotta che la sua nave non era stata catturata. Dopo l'azione, cambiò il nome della sua famiglia da Magadesi a Barbaro in riconoscimento dell'incidente e per onorare l'eroismo dei suoi nemici caduti, che considerava barbari.

Nel 1432, l'imperatore Sigismondo, concesse all'ambasciatore Francesco Barbaro il titolo di Cavaliere del Sacro Romano Impero e il diritto di inquartare le sue armi con l'aquila imperiale. Nel 1560, la Regina Elisabetta I d'Inghilterra concesse all'ambasciatore Daniele Barbaro il diritto di usare la Rosa dei Tudor nelle sue armi personali.

Lo stemma dei Barbaro è raffigurato sulla facciata della chiesa di Santa Maria ZobenigoThe Baroque in central Europe: places, architecture and art, Manlio Brusatin; Gilberto Pizzamiglio; Gottfried Biedermann; Mark Smith; et al., Venice, Marsillio, 1992. È presente anche sul frontone di Villa Barbaro e sulla cripta di famiglia in San Francesco della VignaThe Rough Guide to Venice & the Veneto, Jonathan Buckley, Rough Guides, 2004, pg.165.

Personalità Con il cognome Barbaro si possono individuare:

Francesco Barbaro (1390-1454), politico, diplomatico e umanista veneziano Ermolao Barbaro il Vecchio (1410-1471), vescovo di Verona e umanista Nicolò Barbaro (1420-1494), medico, autore di una cronaca dell'Assedio di Costantinopoli del 1453 Ermolao Barbaro il Giovane (1454-1493), Patriarca di Aquileia (1491 - 1493) Ermolao Barbaro (1493-1556), politico Daniele Barbaro (1513-1570), patriarca di Aquileia e trattatista, mentore di Andrea Palladio Marcantonio Barbaro (1518-1595), diplomatico della Serenissima, fratello di Daniele, mecenate di Andrea Palladio Francesco Barbaro (1546-1616), patriarca di Aquileia Ermolao II Barbaro († 1622), patriarca di Aquileia Antonio Barbaro (1627-1679), generale e politico veneziano Giosafat Barbaro (1413-1494), diplomatico, esploratore e mercante Bernardo Barbaro (1687- dopo 1779), politico e poeta Cornelia Barbaro Gritti (1719-1808), poetessa

Luoghi e architetture Palazzi di Venezia Palazzo Barbaro Wolkoff Palazzo Barbaro a San Vidal Palazzo Barbaro a Santo Stefano

Ville Villa Barbaro a Maser (Treviso) Villa Bennacchio Barbaro a Galzignano Terme (Padova) Villa Ca' Barbaro a Baone

Note

Bibliografia