La prospettiva del conflitto (o teoria del conflitto), nell'ambito della sociologia, è uno dei tre filoni principali di pensiero attorno al quale, nel tempo, si sono agglomerati diversi autori. In ambito comunista è chiamata lotta di classe, intesa come conflitto tra la classe sociale della borghesia e quella del proletariato.
Essa indica un modo di approcciarsi ai fenomeni sociali, secondo cui la storia dell'umanità è macchiata di contrasti tra classi d'appartenenza, e non solo. Le altre due prospettive possibili sono quella funzionalista e interazionista.
Storia
Il concetto di lotta di classe nasce ben prima, con le teorie e le motivazioni degli esperimenti utopici di inizio Ottocento, ma la vulgata nasce con Karl Marx, il quale considerava la lotta tra le classi sociali come il "motore" della storia e la fonte principale del cambiamento. Secondo gli anarchici e i marxisti, il conflitto di classe mondiale tra la Classe degli Sfruttati (proletariato) e la Classe degli Sfruttatori (borghesia) è quella tensione o antagonismo che si crea nella società a causa della competizione degli interessi socio-economici tra persone di classi differentiSin dalle società pre-capitalistiche, dove le società sono divise in base a stato, ricchezza, controllo di produzione e distribuzioni sociali, per Marx il conflitto sorge. Questo conflitto è ogni giorno simile all'insistenza con cui i lord medievali si contendevano l'accesso ai mulini di grano ed ai forni di cottura, oppure può essere eccezionale, come il conflitto romano degli ordini, la rivolta di Spartaco o le varie rivolte nella recente Europa medievale. Una delle prime analisi di questo conflitto è Der Deutsche Bauernkrieg di Friedrich Engels (Frederick Engels, German Peasants War, marxists.org), mentre una delle prime analisi dello sviluppo di classe, inteso come lo sviluppo di conflitti tra classi emergenti, è riportato nell'Mutual Aid, di Pietro Kropotkin..
Per i marxisti-leninisti, il conflitto di classe può assumere diverse formeNel passato, il termine conflitto di classe ‘Conflitto di classe’ era usato principalmente dai socialisti, dai comunisti e dagli anarchici che definivano un ceto sociale dal potere sulla capacità produttiva (proprietà come fabbriche, terreni e macchinari). Da questo punto di vista, il controllo della società sulla produzione e sul lavoro, è una lotta fra classi, e la divisione di queste risorse scatena necessariamente dei conflitti e nuoce (Karl Marx, 1848). Tuttavia, in tempi più moderni, questo termine cerca una nuova definizione fra le società capitalistiche negli Stati Uniti ed altri paesi occidentalizzati. I marxisti che disputano questo conflitto, hanno un ruolo rilevante nella storia basati nei sistemi gerarchici come capitalismo e feudalesimo
Questi si riferiscono, nelle loro manifestazioni pubbliche, alla guerra di classe, come ad una lotta la cui decisione in favore della classe operaia è vista come un inevitabile sotto-capitalismo plutocratico. Società dove, più spesso che non, comandano i ricchi.: la violenza diretta esercitata dal capitalismo, come le guerre per l'accaparramento delle risorse e la manodopera a basso costo; la violenza indiretta, con cui si hanno morti per povertà, fame, malattie o condizioni di lavoro pericolose; la coercizione, quale la minaccia di perdita del lavoro o di distrarre un importante investimento, sia essa volontaria o involontaria (come la produzione del consumismo attraverso la pubblicità)Edoardo Sanguineti, in proposito, sostenne che «bisogna restaurare l´odio di classe. Bisogna promuovere la coscienza del proletariato: i padroni ci odiano e non lo nascondono, noi dobbiamo tornare ad aiutare i proletari ad avere coscienza della propria classe.
L´odio deve essere ricambiato (...) Oggi le condizioni di vita di un tranviere genovese dipendono dalle oscillazioni della Borsa di Hong Kong. Oggi la merce-uomo è la più svenduta: ai proletari la destra mostra un libro dei sogni, nostro dovere è raccogliere la bandiera»: v. RAFFAELE NIRI, Sanguineti, un versetto infuocato - La frase sull´"odio di classe" infiamma e strappa la Sinistra, La Repubblica, 6 gennaio 2007. ove si ricorda anche che "la formula "odio di classe", in campagna elettorale, non si ascoltava dai tempi di Gian Carlo Pajetta, ospite di Jader Jacobelli ad una "Tribuna Politica" dei primi Anni Sessanta.. Ulteriormente esistono forme politiche dei conflitti di classe per mezzo di lobbisti, legali o illegali, o di capi di governo che fanno sì che si facciano approvare leggi favorevoli al capitale quali: leggi sul lavoro, leggi fiscali, ingiunzioni o dazi doganali.
Nel consumo al dettaglio, quando il consumatore-massa deve pagare un prezzo superiore all'intero costo di produzione, c'è violenza sul bisogno, sfruttamento e lotta di classe parcellizzata in cui ogni rapporto di forze tra domanda e offerta è una resa condizionata reiterata fino all'assuefazione, interiorizzazione e inconsapevolezza, pianificata dagli uffici di marketing dei capitalisti.
Per la sistemica, ingegnerizzata ma non intenzionale mancanza di equità nei rapporti economici (e perciò nei prezzi), ogni rischio di monetizzazione di qualunque cosa è percepito quasi sempre come umiliante e mortificante per il proletario sotto la violenza del bisogno, e tale condizione è esasperata se l'oggetto di monetizzazione è inconsueto o attinente all'intimità individuale. La confusione su questo, in assenza di coscienza di classe, può sfociare nelle ire populiste contro i molteplici aspetti della modernità.
Nelle crisi economiche il capitalismo si rafforza acquistando a poco prezzo le risorse cedute dai soggetti deboli sotto la violenza del bisogno, si rafforza socialmente, assottigliando la piramide gerarchizzante, e politicamente, dirottando con facilità il conflitto e la rabbia degli sfruttati contro altri sfruttati. Una forma più silenziosa, ma massicciamente sostanziosa di lotta di classe è veicolata dalla spesa pubblica, che al riparo di una praticamente inesistente trasparenza, ogni anno in ogni Stato trasferisce somme ingenti dalle fasce di redditi bassi a quelle di reddito alto.
La risposta del proletariato a queste aggressioni del capitale può iniziare con uno sciopero, oppure in maniera occulta, con un informale rallentamento della produzione motivato dalla protesta per i salari bassi o per comportamenti aziendali anti-sindacali.
Dominante nell'Europa occidentale, la prospettiva del conflitto è stata declinata dalla cultura liberaldemocraticaLa cultura liberale classica è assai più consentanea con la versione marxista della lotta di classe, di quanto si potrebbe credere: v. Thomas Jefferson che, sebbene fosse stato presidente degli Stati Uniti dal 1801 al 1809, e sia considerato uno dei padri fondatori di questo stato, morì con molti debiti. Nella sua vita fu sia borghese e ricco, che proletario e povero. Riguardo alla guerra di classe è citato in quanto disse ‘L'esperienza insegna che l'uomo è l'unico animale che divora il suo genere. Per cui io posso applicare il non delicato termine che la preda principale dei ricchi sono i poveri': .
Duecento anni dopo, il leggendario investitore e filantropo, Warren Buffet - che si trova spesso sulla lista dei 10 uomini più ricchi al mondo - nel novembre 2006, in un'intervista al New York Times, commentava: ‘Giustamente c'è una guerra di classe ma è la mia classe, quella ricca, che la sta facendo. E noi saremo vincenti': v. "Warren Buffet Admits the Middle-Class are under Siege", in . Dopo questa pubblicazione diede via più della metà della sua fortuna per azioni caritatevoli, attraverso un programma creato da lui e dal magnate dei software per i computer Bill Gates: v. "The Giving Pledge" in . Più tardi, nel 2011 chiamò i legislatori e disse loro ‘.. basta coccolare i super ricchi': . sotto forma di lotta sociale tra ceti, mediante l'elaborazione di Max Weber (1864 - 1920): egli è d'accordo con le idee fondamentali di Karl Marx circa l'economia che causa il conflitto di classe, ma sostiene che questa battaglia possa provenire anche dal prestigio e dal potere. Weber afferma che le classi nascono dal diverso posizionamento delle proprietà. Differenti localizzazioni possono largamente colpire una classe nella loro educazione, in correlazione alle persone ad essa collegate.
Egli dichiara, inoltre, che il prestigio si evidenzia nei differenti ceti. Il prestigio è un valore attribuito e che molte volte non può essere cambiato. Weber sostiene che le differenze di potere alimentano la formazione di diverse fazioni politiche. Weber è però in disaccordo con Marx circa la formazione di queste classi. Mentre Marx credeva che i gruppi fossero costituiti in base allo stato economico, Weber sosteneva che le classi siano in gran parte costituite dallo status sociale. Quest'ultimo non credeva che le comunità fossero costituite dalla condizione economica, ma da persone di similare prestigio sociale. Weber riconosce però che esiste una relazione fra status sociale, prestigio sociale e classi. La prospettiva del conflitto è stata ignorata dalla sociologia americana fino agli anni Sessanta. A partire dai sommovimenti politici di quegli anni è divenuto più agevole analizzare il cambiamento della società mediante la prospettiva del conflitto piuttosto che con quella funzionalista.
La teoria del conflitto sviluppata da Mills e Coser, non concentra la propria attenzione, come fece Marx, sulla lotta di classe, ma considera come un fatto - che troviamo nella vita di ogni società - il conflitto tra molti gruppi e interessi (es. i vecchi contro i giovani, i produttori contro i consumatori, abitanti del centro contro quelli della periferia).
Descrizione
Oggetto
I teorici del conflitto assumono che la società si trovi in uno stato costante di cambiamento, in cui il conflitto è una caratteristica permanenteI marxisti ritengono che il conflitto esemplare è il conflitto di classe all'interno del capitalismo. Questa lotta avviene, prima di tutti, tra borghesia e proletariato e prende lo spunto dal conflitto sull'orario di lavoro, il salario corrisposto, il costo dei beni dei consumatori, la formazione lavorativa, i controlli sul parlamento e la burocrazia e l'ineguaglianza sociale. La particolare aumento dei programmi statali che possono sembrare puramente umanitari, come l'aiuto a disastri ambientali, può essere attualmente una forma di conflitto di classe: v. Greg Palast, Burn baby burn http://www.gregpalast.com/burn-baby-burnthe-california-celebrity-fires/. Alla stessa stregua v. Zinn, People's History: Oltre a queste forme quotidiane di lotta, durante i periodi di crisi o di rivoluzione, queste prendono una via violenta ed involvono in repressione, assalto, restrizione delle libertà civili e violenze feroci quali assassinii o squadroni della morte..
Come il funzionalismo, anche le teorie del conflitto propongono un modello complessivo che descrive il funzionamento della società, tuttavia respingono l'accento funzionalista sul consenso per privilegiare l'importanza delle divisioni sociali, concentrandosi sui temi del potere, della disuguaglianza e del conflitto.
Secondo questo modello complessivo la società è composta di gruppi distinti, ciascuno dedito al proprio interesse. L'esistenza di interessi distinti comporta la costante presenza di un conflitto: quelli che prevalgono nel conflitto diventano gruppi sociali dominanti, quelli che soccombono diventano gruppi sociali subordinati.
La concezione del conflitto