In tutto il lungo arco della storia dell'antico Egitto lesercito ricoprì un ruolo rilevante nella struttura della società, adattandosi all'evoluzione del concetto di stato che caratterizzò quella cultura.
La civiltà egizia si concentrò lungo le regioni settentrionali del fiume Nilo (attuale Egitto, nell'Africa settentrionale orientale), coalizzandosi intorno al 3150 a.C. con l'unificazione politica dell'Alto e del Basso Egitto sotto il primo faraone e si sviluppò nei successivi tre millenni. La sua storia si è declinata in una serie di regni stabili, separati da periodi di relativa instabilità noti come "periodi intermedi". L'antico Egitto raggiunse il suo culmine durante il "Nuovo Regno", dopo di che entrò in un periodo di lento declino ("Periodo Tardo"), durante il quale fu conquistato da una successione di potenze straniere: Assiri, Babilonesi, Persiani, Greci. Il dominio dei faraoni terminò ufficialmente nel 31 a.C., quando l'Impero romano conquistò l'Egitto e ne fece una provincia (30 a.C.). - L'Egitto fu acquistato da Ottaviano Augusto alla morte di Cleopatra VII.
Anche se le forze militari egiziane erano già ben presenti in fase antica ("Antico Regno" e "Medio Regno"), fu nel Nuovo Regno che l'armata del faraone raggiunse il suo apogeo tecnologico e strutturale..
Per gran parte della sua lunga storia, l'Egitto fu unificato sotto un unico governo. La principale preoccupazione militare per la nazione era quella di tenere lontani i nemici. Le aride pianure e i deserti che lo circondavano erano infatti abitate da tribù nomadi che occasionalmente tentavano di razziare o stabilirsi nella fertile valle del Nilo. Tuttavia, le grandi distese del deserto costituivano una barriera che proteggeva la valle del fiume ed era quasi impossibile attraversarle con grandi eserciti. Gli egiziani costruirono fortezze e avamposti lungo i confini est e ovest del delta del Nilo, nel deserto orientale e nella Nubia a sud. Piccole guarnigioni potevano prevenire piccole incursioni ma se veniva rilevata una forza considerevole veniva inviato un messaggio per chiedere l'intervento dell'esercito vero e proprio. La maggior parte delle città egiziane, inoltre, mancava di mura cittadine e di altre difese.
Tatticamente, l'armata egizia ha sempre preferito bersagliare il nemico con armi a distanza, a discapito delle cariche di sfondamento. Elemento iconico dell'armata egizia (seppur frutto delle evoluzioni tecnologiche maturate nel corso del Nuovo Regno causa la contaminazione con i "barbari" hyksos) fu il carro da guerra..
La storia dell'antico Egitto è divisa in tre "Regni" e tre "Periodi intermedi": durante i Regni, l'Egitto fu unificato sotto un unico governo; durante i Periodi intermedi il controllo del governo era nelle mani dei vari Nomi ("distretti") e/o di potentati stranieri. La geografia dell'Egitto garantiva al paese un prosperoso isolamento. Questa circostanza ha posto le basi per molte delle conquiste militari dell'Egitto.
Uno dei primi documenti superstiti sulla storia dell'Egitto, la cosiddetta "Tavoletta di Narmer", descrive pittograficamente le guerre condotte dall'omonimo sovrano che portarono all'unione dell'Alto e Basso Egitto e alla fase storica conosciuta come "Antico Regno".
Esegesi delle fonti Le fonti su cui è possibile basarsi per ricostruire l'evoluzione e la struttura dell'esercito egizio, a parte oggetti come la cosiddetta "Tavoletta di Narmer" che rappresentano singole azioni belliche, sono: (i) testi biografici provenienti dalle tombe di militari o dei funzionari preposti a compiti di comando; (ii) stele confinarie poste a ricordare i punti di massima penetrazione in territorio straniero durante le fasi di espansione (ad esempio durante i regni dei faraoni "conquistaori" come Sesostris III o Thutmose III); e, nel Nuovo Regno, (iii) i rilievi posti dai sovrani nei templi recanti veri e propri bollettini di guerra (ad esempio il Merenptah di Ramesse II). Le cosiddette "Fonti Classiche", fond. lo storico greco Erodoto, sono invece scarsamente descrittive soprattutto della situazione più antica, e, comunque, scarsamente affidabili.
Struttura ed evoluzione Origini Al termine del cosiddetto Periodo Predinastico (Neolitico-3060 a.C.) il semi-leggendario faraone Menes (quasi unanimemente identificato con il sovrano storico Narmer) unificò con le armi il Basso e l'Alto Egitto, in una data intorno al 3000 a.C.. La Tavoletta di Narmer, il «primo documento storico al mondo» raffigura appunto il faraone Narmer (I dinastia) armato della mazza/scettro "Hedj" che abbatte un nemico.
Colui che sarebbe divenuto il "faraone" era al tempo il sovrano di uno dei tanti distretti ("nòmi", da cui il titolo di "nomarca" assegnato al loro sovrano/governatore) in cui l'Antico Egitto era diviso: molto probabilmente il VII nomo, gravitante intorno alla città di Abido, capitale dell'Alto Egitto. Come gli altri nomarchi, Narmer aveva ai suoi ordini un esercito di tipo "feudale", non professionista, equipaggiato con le medesime armi che sarebbero rimaste in uso per secoli durante la prima fase storico/"dinastica" egizia (v.si nel seguito), ma seppe servirsene per sottomettere gli altri re locali e per estendere la sua autorità sino al Sinai.Y. Yadin, The Earliest record of Egypt Military Penetration into Asia?, in Israel Exploration Journal, 5 (1), 1955, pp. 1-16.M. Campagno, Ethnicity and Changing Relationships between Egyptians and South Levantines during the Early Dynastic Period, in Midant-Reynes, Y. Tristant (a cura di), Egypt at its Origins, 2, Leuven, Peeters, 2008, ISBN 978-90-429-1994-5, pp. 695-96.P. de Miroschedji, Sakan, Tell Es-, in E. Stern, H. Geva, A. Paris (a cura di), The new Encyclopedia of Archaeological Excavations in the Holy Land : Supplementary Volume, 5, 2009, pp. 2028-2029. La base del potere economico che sostenne questa spinta imperialista, chiamata dagli egittologi Periodo Protodinastico (3150-2686 a.C.), era molto probabilmente costituita dal monopolio detenuto da Narmer e successori (oltre che dai predecessori - v. Re Scorpione) sul fiorente sistema d'irrigazione che aveva permesso il sostentamento di una cultura nelle aride terre egiziane.K. M. Ciałowicz, La naissance d'un royaume : L’Egypte dès la période prédynastique à la fin de la Ière dynastie, Cracovia, Institute of Archaeology, Jagiellonian University, 2001, ISBN 83-7188-483-4, pp. 97-98.M. A. Hoffman, Egypt before the pharaohs : The prehistoric foundations of Egyptian Civilization, Londra, Routledge and Kegan Paul, 1980 ISBN 0-7100-0495-8, pp. 312-326.J. Kahl, Ober- und Unterägypten: Eine dualistische Konstruktion und ihre Anfänge, in A. Rainer (a cura di), Räume und Grenzen: Topologische Konzepte in den antiken Kulturen des östlichen Mittelmeerraums, Monaco di Baviera, Utz, 2007, ISBN 3-8316-0699-4, p. 16.
Antico Regno Durante l'Antico Regno (2700-2192 a.C.), l'esercito egizio mantenne la struttura feudale del Periodo Predinastico: i vari contingenti distrettuali erano forniti dai nomarchi, ormai formalmente sottomessi, al faraone che sarebbe stato da lì in avanti il capo supremo dell'esercito. Questi "Eserciti distrettuali" erano composti da contadini che avevano tra le loro corvée anche il servizio militare, di norma da svolgersi durante la stagione dell'inondazione, periodo in cui il lavoro nei campi era interrotto. Si trattava pertanto ancora di un esercito non professionista,. la cui affidabilità dipendeva dalla cura postavi da parte del governatore che lo comandava e ne manteneva sostanzialmente il controllo e la cui fedeltà al faraone dipendeva dal controllo che il sovrano era in grado di esercitare suoi nomarchi. Pur privi di un esercito professionista, i faraoni seppero in questo periodo costruirsi un impero. I nemici da affrontare erano a quel tempo: (i) i Libici ad ovest, di là dal Sahara; (ii) i Nubiani a sud; (iii) i Canaaniti a nord; e (iv) i nomarchi ribelli. Le operazioni consistevano primariamente nel contenimento di saccheggi perpetrati dalle popolazioni straniere e dal mantenimento di stabili confini imperiali. Fondamentale fu in tal senso la costruzione di una serie di fortilizi di presidio, per la maggior parte ubicati lungo il Nilo (seppur già al tempo di Narmer venne realizzato un fortilizio nel Sinai, a Tel el-Sakan) ed in particolare a ridosso dei confini con la Nubia, unico vero avversario della nascente potenza egizia. Queste fortezze (molte delle quali sono oggi sommerse sotto il Lago Nasser) funsero da deterrente nei confronti dei barbari meridionali, scoraggiandone gli assalti (le fonti non riportano infatti menzione di significativi attacchi ai presidi di confini).
L'equipaggiamento dei soldati dell'Antico Regno non comprendeva l'armatura (unica protezione era lo scudo) e consisteva in svariate armi (lancia, clava, mazza, daga ma non spade vere e proprie). Primeggiava poi l'arco, ampiamente diffuso in Egitto sin dalla Preistoria. Seppur al tempo si trattasse di un'arma poco evoluta, a curvatura singola, difficile da utilizzare e di scarsa gittata, l'arco ricoprì un ruolo fondamentale nella cultura egizia e i "Nove archi" erano il simbolo tradizionale dei nemici dell'Egitto sin dal tempo di Djoser (III dinastia), impegnato in guerra contro i Nubiani, i cui temibili arcieri valsero alla loro terra il nome di "Ta-Seti" (it. "La terra dell'arco").
Primo Periodo Intermedio
Non appena il potere del faraone venne meno, i nomarchi iniziarono ad usare le proprie truppe per aumentare il proprio potere, dando origine al cosiddetto Primo periodo intermedio (2192-2055 a.C.), una fase ancora ad oggi molto oscura nella storia dell'Egitto. Il collasso del potere centrale (rappresentato dalla supremazia della capitale Menfi su altri centri di potere) cominciò con la VII dinastia e si protrasse durante tutta l'VIII. Si formò un nuovo centro di potere intorno al XX nomo (capitale Ha-Ninsu, "Eracleopoli", attuale Ihnasya el-Medina) che produsse una propria lista di regnanti: IX e X dinastia egizia. I sovrani eracleopolitani non riuscirono però ad estendere il loro dominio su tutto l'antico Impero: i nomarchi di Tebe (ad esempio Intef)D. B. Darrell, The Encyclopedia of the Pharaohs: Volume I - Predynastic to the Twentieth Dynasty 3300–1069 BC, Stacey International, 2008, ISBN 978-1-905299-37-9, pp. 141-142. seppero conquistarsi abbastanza indipendenza da avviare una propria dinastia (XI dinastia egizia) che scalzò quella dei principi di Eracleopoli e riunificò l'Egitto; sussistette inoltre abbastanza spazio di manovra per capaci capi-guerra (vedasi l'esempio del nomarca Ankhtifi) che, formalmente sottomessi agli eracleopolitani, cercano di costruirsi propri regni. Il peso politico e sociale della casta militare crebbe considerevolmente durante questo secolo e mezzo di caos, portando importanti evoluzioni che si manifestarono pienamente nel corso del successivo Medio Regno.
Medio Regno Le campagne militari del faraone Mentuhotep II (XI dinastia) contro i nomarchi del Delta del Nilo, la sua pacificazione della regione del Sinai e le sue spedizioni in terra nubiana, oltre la Seconda cataratta del Nilo segnarono la definitiva riaffermazione del potere centrale in Egitto e l'avvio del Medio Regno (2055-1650 a.C.). Fu a questo punto che i faraoni avviarono una significativa modernizzazione del loro esercito, introducendo nell'ambito militare, sia la figura del militare di carriera (come fu l'egizio noto come Iker del quale è stata rinvenuta la sepoltura)Rare Egyptian "Warrior" Tomb Found, National Geographic. sia il mercenario: