Raggiunto il grado di generale di fanteria (1818) pur militando in artiglieria, fu anche amministratore civile nell'area del Caucaso dove, ad inizio Ottocento, la Russia iniziò ad espandersi. Legato ad ambienti decabristi, subì a causa di queste frequentazioni l'esilio e la diffidenza dello zar Nicola I, ma venne nel contempo lodato per le sue grandiose capacità militari dimostrate dalle continue vittorie sul campo.

Biografia I primi anni

Nato a Mosca nel 1777, Aleksej Petrovič Ermolov nacque in una nobile famiglia. Suo padre, Pëtr Alekseevič Ermolov (1747-1832), era un proprietario terriero benestante con 150 schiavi che dimorava nel distretto di Mcensk, nella provincia di Orël. Durante il regno di Caterina II di Russia, aveva prestato servizio come membro dell'ufficio del Procuratore Generale conte Aleksandr Nikolaevič Samojlov, ma con l'ascesa al trono di Paolo I era stato destituito e congedato col rango di consigliere di stato e con la II classe dell'Ordine di San Vladimiro, ritirandosi a vita privata presso il villaggio di Lukjančikov. Sua madre era Maria Denisovna Davydova, aveva sposato in prime nozze il generale Michail Vasil'evič Kachovskij (1734-1800), dal quale aveva avuto un figlio e due figlie. Tramite la famiglia di sua madre, Ermolov era imparentato anche con le casate dei Potëmkin e degli Orlov ed era cugino del poeta Denis Davydov.

Già ad un anno di età, Ermolov venne destinato alla carriera militare nel reggimento delle guardie Preobraženskij, divenendone poco dopo sergente. La sua istruzione avvenne in casa come era in uso nelle famiglie aristocratiche russe dell'epoca, passando successivamente all'Università di Mosca con l'intento di prepararsi nelle materie militari, giudiziarie e diplomatiche. Studiò sotto Bernhard Andreas von Heim e della sua futura carriera si interessò anche il rettore, Pavel Ivanovič Fonvizin il quale gli fece dono più volte di suoi libri personali. Sin da bambino, Ermolov mostrò un particolare interesse per le opere classiche, leggendo quasi tutte le opere di Plutarco e in particolare le biografie di Giulio Cesare e di Alessandro Magno.

Il 5 gennaio 1797 venne arruolato come ufficiale nel reggimento Preobraženskij.

La carriera

Nel 1792, con il grado di capitano della guardia, il quindicenne Aleksej si trasferì a San Pietroburgo e fu arruolato nel reggimento di dragoni di Nižnij Novgorod di stanza nel Caucaso. Rimase tuttavia a San Pietroburgo come aiutante di campo sotto il procuratore generale conte Samojlov, sotto il quale suo padre aveva già prestato servizio a suo tempo. Ermolov entrò quindi nell'arma di artiglieria per la quale era necessaria una formazione accademica specifica. Nel 1793 superò l'esame con lode e venne incluso subito nel corpo d'armata del generale Derfelden che partì per una campagna in Polonia.

La campagna polacca Nel 1794 iniziò a servire sotto il comando di Aleksandr Vasil'evič Suvorov e ricevette il suo battesimo del fuoco durante la campagna militare in Polonia (rivolta di Kosciuszko), distinguendosi al comando di una batteria durante l'assedio di Varsavia, motivo per il quale venne insignito della IV classe dell'Ordine militare di San Giorgio.

La campagna in Italia Il 9 gennaio 1795, Ermolov tornò a San Pietroburgo, dove venne assegnato al 2º battaglione di artiglieria. Tuttavia, nello stesso anno, sotto il patrocinio del conte Samojlov, venne inviato in Italia con un funzionario di fiducia per gli affari finanziari, Wurst. Quest'ultimo venne inviato al seguito dell'armata russa per risolvere i problemi finanziari della Repubblica di Genova.

Per Ermolov il viaggio d'affari con Wurst era puramente formale, poiché la sua presenza era de facto inutile e le sue conoscenze in materia commerciale pressoché nulle. Nel contempo, il conte Aleksandr Andreevič Bezborodko inviò una lettera di raccomandazione a Ermolov per presentarsi al cancelliere austriaco, barone Giovanni Amadeo Francesco di Paola Thugut, con la richiesta di consentire a questo giovane ufficiale russo di prendere parte con le truppe austriache all'offensiva contro i francesi in Italia. Attendendo una risposta, Ermolov si concesse un periodo per viaggiare in Italia, visitando musei ed altri siti culturali significativi, ponendo così le basi per la propria preziosa futura collezione di stampe e per la sua biblioteca personale.

Dopo aver ricevuto il permesso di arruolarsi nell'esercito austriaco, Ermolov venne assegnato al corpo d'armata del generale Davis, nella cavalleria leggera croata.

In Persia Nel 1796, tornato in Russia, venne nuovamente arruolato nel corpo d'armata del maggiore generale S. A. Bulgakov, col quale prese parte alla campagna militare persiana diretta dal generale conte Valerian Aleksandrovič Zubov. Distintosi nell'assedio della fortezza di Derbent, venne insignito della IV classe dell'Ordine di San Vladimiro e ricevette il grado di tenente colonnello. Si ritirò quindi a Mosca per un breve periodo.

L'esilio Nel 1798, poco dopo l'arresto del suo fratellastro maggiore, il conte Aleksandr Michajlovič Kachovskij, anche Ermolov fu arrestato e dispensato dal servizio militare perché ritenuto vicino agli ambienti rivoluzionari dei futuri decabristi e sospetto di congiurare contro lo zar Paolo I. Venne quindi dapprima imprigionato nella fortezza dei santi Pietro e Paolo per un mese e poi esiliato nella sua tenuta di campagna di Kostroma dopo la conclusione del processo. Effettivamente Ermolov aveva nella propria cerchia di amici molti futuri decabristi ed erano spesso soliti esprimere pareri negativi sul malgoverno di Paolo I, ma in realtà il giovane ufficiale poco conosceva dei grandi piani intessuti dai vertici dell'organizzazione.

Durante il periodo di esilio, si legò al cosacco Matvej Ivanovič Platov col quale divenne particolarmente amico per il resto della sua vita. Ermolov colse questo periodo di pausa dall'esercito per dedicarsi allo studio, imparando la lingua latina grazie ad un sacerdote locale e leggendo quindi i classici romani in originale, in particolare il De bello gallico di Cesare. Il governatore di Kostroma gli offrì la sua intercessione presso l'imperatore, ma Ermolov rimase in esilio fino alla morte di Paolo I. Fu graziato con decreto di Alessandro I del 15 marzo 1801.

Le guerre napoleoniche Le guerre delle coalizioni antinapoleoniche

Quando venne liberato dall'esilio, Ermolov tornò in servizio nell'esercito e gli venne affidata una compagnia di artiglieria a cavallo di stanza a Vilnius. Nei suoi appunti dell'epoca scriveva: "Ho 25 anni, ma mi manca la guerra...". Con l'inizio delle guerre di coalizione antinapoleoniche riprese la via del campo di battaglia nel 1805.

Nel 1805, la compagnia di Ermolov venne assegnata come parte dell'armata del generale Kutuzov, inviato in aiuto dell'Austria contro la Francia napoleonica.

Nella battaglia di Amstetten, Ermolov ebbe modo di distinguersi fermando il nemico che avanzava e consentendo così agli squadroni di cavalleria russi di radunarsi e mantenersi in posizione di fronte all'assalto del nemico, evitando nel contempo che il nemico potesse predisporre una batteria d'artiglieria adeguata per minacciare la posizione russa. Nella medesima campagna, ad ogni modo, si attirò le ire del generale Aleksej Andreevič Arakčeev che ebbe per lui parole di immeritato disappunto e cercò di ostacolare la carriera del giovane ufficiale d'artiglieria.

Ad Austerlitz, quando la divisione dell'aiutante generale Fëdor Petrovič Uvarov venne messa in fuga dalla cavalleria pesante francese, Ermolov non cedette al panico generale e fermò la sua batteria, "suggerendo con questa azione di continuare a battagliare contro la cavalleria". Malgrado la prontezza dell'azione, Ermolov si vide uccidere il cavallo sotto la sella e venne fatto prigioniero dai francesi, venendo salvato miracolosamente nei pressi della linea francese dal provvidenziale intervento di un reggimento di ussari di Elisavetgrad. Per queste azioni e per la tenacia dimostrata, Ermolov ottenne il grado di colonnello e l'ordine di Sant'Anna di II classe.

Durante la guerra russo-prussiana-francese (1806-1807) Ermolov si distinse nella battaglia di Eylau del febbraio 1807 dove, con un bombardamento dei cannoni della sua compagnia di artiglieria a cavallo, Ermolov fermò l'offensiva francese, salvando così l'esercito russo.

Nel 1807, il ventinovenne Aleksej Ermolov tornò in Russia con la reputazione di uno dei primi cannonieri dell'esercito russo. Dal 1809 comandò le truppe di riserva nelle province di Kiev, Poltava e Černihiv.

La guerra patriottica

Prima dell'inizio della guerra patriottica del 1812 in Russia, Ermolov venne nominato capo di stato maggiore della 1ª armata impegnata sul fronte occidentale, pur avendo rapporti piuttosto freddi col comandante generale dell'armata, il generale Barclay. Il trentaquattrenne Ermolov si trovò così in una posizione scomoda e imbarazzante, soprattutto da quando Alessandro I gli diede l'incarico di stilare un rapporto sui principali generali ed ufficiali dell'esercito. Genericamente (ad eccezione per il generale Ertel), Ermolov si dimostrò corretto e propositivo. Tuttavia questi dispacci, che dovevano rimanere corrispondenza riservata tra il generale e lo zar, vennero invece lette anche dal generale Kutuzov e cambiarono l'atteggiamento di quest'ultimo nei confronti di Ermolov.

Durante la ritirata verso Smolensk, il generale Ermolov, pur sotto l'autorità del generale Barclay, guidò in modo completamente indipendente e brillante la battaglia nei pressi del villaggio di Zabolot'e (7 agosto), e venne poi impiegato nell'organizzazione della difesa della fortezza di Smolensk.

All'inizio della battaglia di Borodino, Ermolov si trovava insieme a Kutuzov il quale dispose che il suo generale si portasse nel pomeriggio con i suoi uomini nello scontro per disporre correttamente l'artiglieria della 2ª armata. Quando si trovò nello scontro, Ermolov si rese conto che la batteria era già stata catturata dal nemico e che la fanteria russa si era data alla fuga disordinatamente. Ermolov ordinò immediatamente alle compagnie di artiglieria a cavallo che erano con lui di affiancare la batteria catturata dal nemico e di aprire nel contempo il fuoco sui francesi, guidando personalmente i propri uomini. In soli 20 minuti la batteria venne riconquistata dai russi e i suoi difensori vennero perlopiù uccisi.

Per non esporre la fanteria al bombardamento delle batterie nemiche e ad un possibile attacco improvviso dei reggimenti nemici del generale di divisione Moran, Ermolov ordinò di non proseguire oltre l'offensiva. Si rese conto ad ogni modo che i suoi soldati erano stati galvanizzati dalla riuscita dell'operazione e per questo ordinò ai dragoni del generale K. A. Kreitz di controllare la fanteria russa e di "respingerla" indietro se fosse stato necessario. Ermolov rimase sul campo per tre ore sino a quando non venne ferito al collo.

Nel consiglio di Fili, il generale Ermolov predispose i preparativi per un nuovo scontro nei pressi di Mosca previsto per il 5 ottobre, dove ancora una volta riuscì a trionfare sui francesi pur avendo creduto opportuno avvisare Napoleone dell'inutilità della prosecuzione delle sue azioni. Avendo poi appreso dal suo ex sottoposto Seslavin che l'esercito di Napoleone stava marciando da Tarutin lungo la strada per Borovsk, Ermolov, per conto proprio, in nome del comandante in capo, cambiò la direzione di marcia del corpo d'armata di Dochturov, spostandolo in tutta fretta verso Malojaroslavec. Dopo la battaglia di Malojaroslavec, nella cui difesa Ermolov ebbe un ruolo importante, per conto di Kutuzov, il generale riuscì ancora una volta a guidare valorosamente i propri uomini trionfando sul nemico. Ottenne a seguito di questi eventi il grado di tenente generale.

Le campagne all'estero