Il Regno suebo fu il primo regno a separarsi dall'Impero romano e a battere moneta. Situato in Galizia ed in Lusitania settentrionale, venne creato nel 410 e scomparve nel 584, dopo un secolo di lento declino. Fu meno esteso del Regno ostrogoto d'Italia o di quello visigoto della Spagna romana, e non acquisì mai una forte rilevanza politica. Dopo che il regno venne conquistato dai Visigoti nel 585, Braulione di Saragozza descrisse la regione come "l'estremo occidente di uno stato illetterato dove non si sente altro che venti tempestosi".
La storiografia della Galizia sueba è stata a lungo emarginata nella cultura spagnola; venne lasciato ad uno studioso tedesco il compito di scrivere la prima relazione sui Suebi della Galizia, come ammise lo stesso storico Xoán Bernárdez Vilar.
Origini Poco è noto sugli Svevi che avevano attraversato il Reno il 31 dicembre 406 invadendo l'Impero romano. È stato speculato che questi Svevi andrebbero identificati con i Quadi, che in fonti anteriori sono menzionati come residenti a nord del medio corso del Danubio, nelle odierne Bassa Austria e Slovacchia occidentale,Thompson, Romans and Barbarians, 152 e che avevano giocato una parte importante nelle guerre marcomanniche del II secolo, quando, insieme ai Marcomanni, avevano combattuto valorosamente contro i Romani condotti dall'imperatore Marco Aurelio. La ragione principale per cui identificare gli Svevi con i Quadi è il contenuto della lettera scritta da Sofronio Eusebio Girolamo e indirizzata a Ageruchia, in cui vengono elencati gli invasori che avevano invaso la Gallia nel 406, in cui vengono menzionati i Quadi ma non gli Svevi. Questa teoria, tuttavia, è basata solamente sul fatto che nelle fonti la scomparsa di ogni riferimento dei Quadi è seguita dall'emergenza degli Svevi, e contrastano con la testimonianza di altri autori coevi, come Orosio che cita gli Svevi tra gli invasori del Reno nel 406, e che li cita insieme ai Quadi, Marcomanni, Vandali e Sarmati in un altro brano.“Numerose tribù barbare e selvagge, ovvero i Marcomanni, i Quadi, i Vandali, i Sarmati, gli Svevi, praticamente le tribù di quasi tutta la Germania, insorsero”; “Inoltre, altre nazioni irresistibili nei numeri e in potenza che stanno ora opprimendo le province della Gallia e della Spagna (ovvero, gli Alani, Svevi, e Vandali, come anche i Burgundi che si mossero con lo stesso movimento)”; “due anni prima il sacco di Roma, le nazioni sobillate da Stilicone, come ho già menzionato, ovvero, gli Alani, Svevi, Vandali come anche molte altre popolazioni, sconfissero i Franchi, attraversarono il Reno, invasero la Gallia, e proseguirono la loro avanzata fino ai Pirenei”, Paolo Orosio, Storia contro i pagani, VII.15, 38 e 40. Autori del VI secolo identificarono gli Svevi di Galizia con gli Alamanni,"Suebi, id est Alamanni", Gregorio di Tours, Storia dei Franchi, II.2 o semplicemente con Germani,Procopio, Storia delle guerre, III.3 mentre il Laterculus Veronensis del IV secolo menziona alcuni Svevi che agivano in cooperazione con Alamanni, Quadi, Marcomanni e altri popoli germanici.
Inoltre è stato notato che la mancanza di ogni menzione agli Svevi potrebbe indicare che non erano di per sé un antico gruppo etnico distinto, ma piuttosto il risultato di una recente etnogenesi, in cui molti gruppi più piccoli -tra cui anche parte dei Quadi e dei Marcomanni- si unirono nel corso della migrazione dalla valle del Danubio fino alla penisola iberica.Cambridge Ancient History, vol. 13, Late Antiquity: The Late Empire, ed. Averil Cameron and others (Cambridge, England: Cambridge University Press, 2001), s.v. "Barbarian Invasions and first Settlements", come del resto già aveva fatto notare Tacito poco più di tre secoli prima, riferendosi alle popolazioni della Germania del nordː
Altri gruppi di Svevi sono menzionati da Giordane e da altri storici come residenti nelle regioni del Danubio durante il V e il VI secolo.
Anche se non c'è chiaramente nessuna ragione documentata per cui essi avrebbero deciso di migrare nel 406, la teoria che ha ricevuto il maggior consenso è che l'invasione del 406 sarebbe dovuta all'espansione verso occidente degli Unni verso la fine del IV secolo, che, minacciando numerose popolazioni barbariche, li avrebbe spinti ad invadere l'Impero, pur di non finire sotto l'egemonia degli Unni.Megan Williams, Pers. Comm. San Francisco State University History Professor. 16 November 2010. Andrebbe notato che questa teoria non viene accettata da tutti gli studiosi, a causa dell'assenza di ogni sostegno documentario veramente convincente.
Che fossero stati spinti dagli Unni o no, in ogni caso, gli Svevi, insieme ai Vandali e agli Alani, attraversarono il Reno il 31 dicembre 405 o 406.Cambridge Ancient History, vol.13 s.v. "Barbarian Invasions and first Settlements" La loro entrata nell'Impero romano avvenne in un momento in cui l'Occidente romano stava subendo una serie di invasioni e di guerre civili; tra il 405 e il 406, le regioni occidentali dell'Impero ebbero esperienza dell'invasione dell'Italia da parte dei Goti di Radagaiso, come anche una serie di usurpazioni. La debolezza dell'Impero in quel frangente permise ai barbari di invadere la Gallia senza trovare grossa resistenza, devastando considerevolmente nelle province settentrionali di Germania Inferiore, Belgica Prima, e Belgica Secunda prima che l'Impero li considerasse una minaccia concreta. In risposta all'invasione barbarica della Gallia, l'usurpatore britannico Costantino III, invase la Gallia e si assunse l'incarico di difenderla da Vandali, Alani, e Svevi, che rimasero confinati dall'offensiva dell'usurpatore nelle province settentrionali della Gallia.Michael Kulikowski, Late Roman Spain and its Cities (Baltimore, MD: Johns Hopkins University Press, 2004), 156–157 Ma nella primavera del 409, Geronzio condusse una rivolta in Hispania e nominò un nuovo usurpatore, Massimo. Costantino, che era stato recentemente elevato al titolo di Augusto, partì per la Spagna per porre fine alla rivolta. Geronzio rispose sobillando i barbari in Gallia contro Costantino, spingendoli di nuovo a migrare più a sud, e, nel settembre del 409 i Vandali, gli Alani e gli Svevi attraversarono i Pirenei cominciando l'invasione della Spagna.Thompson, Romans and Barbarians, 150Kulikowski, Late Roman Spain and its Cities, 156–157
Insediamenti ed integrazione La guerra civile insorta nella penisola iberica tra le armate di Costantino e quelle di Geronzio fece sì che la difesa dei passi dei Pirenei venisse negletta, rendendo la Gallia meridionale e la penisola iberica vulnerabile a un attacco dei Barbari. Idazio attesta che il passaggio dei Vandali, Alani e Svevi nella penisola iberica avvenne o il 28 settembre o il 12 ottobre 409.Burgess, The Chronicle of Hydatius, 81 Alcuni studiosi ritengono che le due date siano rispettivamente l'inizio e la fine dell'attraversamento dei Pirenei, poiché l'attraversamento di una così formidabile barriera deve senz'altro aver impiegato almeno alcuni giorni.Thompson, Romans and Barbarians, 153 Idazio scrive che all'entrata in Spagna gli invasori barbari —e persino gli stessi soldati romani— trascorsero gli anni 409–410 nel saccheggio di cibo e beni dalle città e dalle campagne, provocando una grave carestia che, a dire di Idazio, provocò gravi atti di cannibalismo tra le popolazioni locali.Burgess, The Chronicle of Hydatius,83 Nel 411 gli invasori decisero per la pace e si spartirono tra di loro le province della Hispania per sorte, “per sorteggio”. Molti studiosi ritengono che il riferimento a sorte potrebbe alludere ai sortes, “alloggiamenti”, che i federati barbari ricevevano dal governo romano, il che suggerisce che gli Svevi e gli altri invasori avevano stretto un trattato di alleanza con il governo di Massimo. Non c'è, tuttavia, nessuna concreta evidenza di un trattato tra Romani e Barbari: Idazio non menziona mai alcun trattato, e afferma che la pace nel 411 sarebbe stata opera della compassione del Signore,Thompson, Romans and Barbarians,154Burgess, The Chronicle of Hydatius, 83 mentre Orosio asserisce che i re dei Vandali, Alani e Svevi stavano attivamente negoziando un trattato simile a quello dei Visigoti a una data ben posteriore.“Wallia ... per assicurare la sicurezza di Roma rischiò la propria vita conducendo la guerra contro le altre tribù che si erano insediate in Spagna e sottomettendole per i Romani. Tuttavia, gli altri re, quelli degli Alani, dei Vandali, e degli Svevi, avevano tentato di negoziare con noi alle stesse condizioni, inviando questo messaggio all'Imperatore Onorio: «Sarai in pace con tutti noi e riceverai ostaggi; lotteremo uno contro l'altro, periremo a nostro danno, ma conquisteremo per te, con guadagno permanente per il tuo stato, se dovessimo entrambi perire.»”, Orosio, Storia contro i pagani, VII.43 La divisione delle terre tra le quattro popolazioni barbariche andarono come segue: i Vandali Silingi si insediarono in Betica, gli Alani si stabilirono nelle province di Lusitania e Cartaginense, mentre Vandali Asdingi e Svevi condivisero la parte nord-occidentale della Galizia.
La spartizione della Galizia tra Svevi e Vandali Asdingi assegnò agli Svevi la parte occidentale della provincia, quelle costeggiate dall'Oceano Atlantico,"Calliciam Vandali occupant et Suaevi sitam in extremitate Oceani maris occidua", Hyd.41 molto probabilmente nelle terre comprese tra le città di Porto in Portogallo, nel sud, e Pontevedra in Galizia, nel nord. Presto Braga sarebbe diventata la loro capitale, e gli Svevi si sarebbero espansi impadronendosi di Astorga, della regione di Lugo e nella valle del fiume Minho, con nessuna evidenza che indichi che gli Svevi si fossero insediati in altre città della provincia anteriormente al 438.Thompson, Romans and Barbarians, 83 La relazione iniziale tra gli Svevi e la popolazione locale non era stata così calamitosa come è stato talvosta suggerito,Donini e Ford, Isidore,40 in quanto Idazio non menziona nessuna guerra o conflitto con le popolazioni locali tra il 411 e il 430. Inoltre, Orosio sosteneva che gli invasori riposero le loro spade nei foderi una volta ricevute le loro nuove terre.
Basandosi sull'analisi di alcuni toponimi, è stato propostoDomingos Maria da Silva, Os Búrios, Terras de Bouro, Câmara Municipal de Terras de Bouro, 2006. che un altro gruppo germanico accompagnò i Suebi insediandosi in Galizia, i Buri, che avrebbero occupato la regione tra i fiumi Cávado e Homem, nella zona nota come Terras de Bouro (Terra dei Buri).
Dal momento che i Suebi adottarono quasi subito la locale lingua ibero-romanza, sono rimaste poche tracce della lingua germanica parlata in precedenza. Sono rimaste alcune influenze sulla lingua galiziana e sulla lingua portoghese, come lawerka in portoghese o laverca in galiziano (sinonimi di cotovia - Alaudidi).
Regno pagano Re Ermerico