Il Partito Socialista (, PS) è un partito politico francese.

Il PS è un partito social-democratico e democratico molto legato ai valori del repubblicanesimo francese. Propone un sistema "economico misto", uno Stato aconfessionale marcatamente laico, un sistema istituzionale accentrato e poco federale.

Il PS è stato fondato nel 1969 dalla fusione tra la Sezione Francese dell'Internazionale Operaia e alcuni movimenti socialisti (quali lUnione dei Club per il Rinnovamento della Sinistra e lUnione dei Gruppi e Club Socialisti).

Ha subito diverse scissioni tra cui la più recente del Partito di Sinistra (Fronte di Sinistra, oggi La France Insoumise).

Storia Dal 1889 al 1914: L'unificazione del socialismo Il socialismo era stato presente in Francia fin dalla fine del XIX secolo. Nel 1889, infatti, si svolse a Parigi l'Internazionale Socialista. In quegli anni, del resto, erano presenti in Francia vari movimenti di ispirazione socialista: la Federazione dei lavoratori socialisti (detta Partito possibilista), il Partito Operaio (filomarxista) ed il Partito operaio socialista rivoluzionario. Questi ultimi due partiti confluiranno nel 1901 nel Partito Socialista di Francia (PRDG), i socialisti indipendenti, i brussisti e gli allemanisti diedero vita al Partito Socialista Francese (PSF). Nel 1905, spronati dall'Internazionale socialista, il PRDG ed il PSF diedero vita alla Sezione Francese dell'Internazionale Operaia (SFIO).

Dopo diversi successi elettorali all'inizio Novecento, la SFIO perse molto credito all'alba della prima guerra mondiale. Il suo leader storico Jean Jaurès, risolutamente pacifista, fu assassinato da un nazionalista, e la SFIO decise di sostenere il governo di "unità nazionale" costituito durante la guerra.

Dal 1914 al 1945: La SFIO tra le due guerre La SFIO partecipò al governo di unità nazionale prima di uscirne verso la fine della guerra. Alle elezioni politiche del 1919 la destra ottenne una maggioranza schiacciante e la SFIO fu severamente battuta.

Nel 1920, influenzata dagli eventi della Rivoluzione russa, la componente che aveva aderito all'Internazionale Comunista, quella marxista intransigente e fautrice del "Centralismo democratico", diede vita alla Sezione Francese dell'Internazionale Comunista (Section Française de l'Internationale Communiste), poi Partito Comunista Francese.

Nel 1924 la SFIO partecipò alle elezioni politiche con il "Cartello di Sinistra" (Cartel des gauches), che raccoglieva altri tre gruppi: radicali moderati, radicali socialisti, repubblicani socialisti. Il centro-destra si presentò nel Blocco nazionale, in chiave antisocialista. Il Blocco era formato da Alleanza Democratica, partito conservatore e maggior partito francese, Federazione Repubblicana, cristiano-nazionalista, Azione Liberale, cattolico-liberale, Nazionalisti e Radicali di destra. Alle elezioni, il Cartello ottenne il 48,3% dei voti, contro il 51% del Blocco, che, però, si ritrovò minoranza a causa di alcune divisioni nel collegi periferici. Il governo della sinistra, con i pochi deputati comunisti eletti all'opposizione, durò appena due anni, sostituito da un governo sostenuto dai partiti conservatori e quelli radicali (i radicali saranno per tutta la Terza Repubblica la principale formazione politica), con i socialisti ed i comunisti all'opposizione. Alle politiche del 1928, lo SFIO prese nuovamente parte al Cartello, ma questa volta il Blocco ebbe la maggioranza assoluta dei seggi. Alle elezioni del 1932, si ripropose il Cartello, ma i socialisti si videro rifiutare le proprie proposte, e decisero di dare un sostegno esterno a governi composti da radicali e "moderati".

Il 1935 segna, dopo l'avanzata della destra filofascista nelle manifestazioni di piazza del 1934, la nascita del Fronte popolare che raccolse radicali, socialisti e comunisti. Alle elezioni del 1936, il Fronte ebbe la meglio sui partiti moderati e su quelli conservatori e Léon Blum, capofila dei socialisti, fu nominato primo ministro. Il governo Blum, nonostante le importanti riforme sociali dei primi anni di governo, fu costretto ad abbandonare il proprio incarico nel 1938. Non mancarono le divisioni interne allo SFIO dopo la caduta del governo Blum. Nello stesso 1938 parte della sinistra del partito diede vita al Partito Socialista Operaio e Contadino (PSOP), che si posizionò tra lo SFIO, considerato troppo riformista, ed il PCF, considerato troppo statalista. La vita della nuova formazione politica durò, però, appena due anni. Nel 1940, il PSOP, infatti, si sciolse e molti dei suoi membri passarono allo SFIO o ai comunisti. Lo SFIO nel frattempo, come un po' tutte le formazioni politiche in quegli anni, si vide diviso circa il modo di rapportarsi con la Germania nazista e l'Italia fascista dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale; alcuni, infatti, sostenevano, anche dopo l'invasione della Cecoslovacchia, una linea pacifista, altri, maggioritari e guidati da Blum, scelsero la linea della fermezza.

La seconda guerra mondiale vide durante l'occupazione nazista l'impegno dei socialisti, come di quasi tutti i partiti francesi, nella lotta di resistenza. I socialisti costituirono il secondo gruppo, dopo i comunisti, per numero di partigiani. Il partito, sciolto con la nascita del governo di Vichy, fu ricostruito nel 1943.

Dal 1945 al 1958: La quarta repubblica Alla fine del conflitto mondiale lo SFIO prese parte insieme al Movimento Repubblicano Popolare (cristiano - sociali) ed al PCF al governo di unità nazionale del conservatore moderato de Gaulle. Nel 1946 il socialista Félix Gouin succedette a de Gaulle alla guida del governo. Alle politiche del 1946, però, la SFIO venne superata dal PCF (26 contro 24%). Guy Mollet, allora, giunse alla guida del partito sostenendo una posizione di fedeltà alla tradizione marxista e di collaborazione con il PCF. Blum ed i socialisti che avevano incarichi di governo, mantennero, invece, intatta la propria politica di "medietà" tra il modello statunitense e quello sovietico, dando la propria disponibilità alla nascita di un mercato comune europeo (la futura Unione europea).

In questi anni lo SFIO preferì collaborare con le "terze forze" (radicali di sinistra e MRP) cercando di dar vita a governi che escludessero conservatori e comunisti. Nel 1956 il governo di Guy Mollet si trovò impantanato nella Guerra d'Algeria, che aprì le porte, nel 1958, alla presa del potere da parte del generale De Gaulle e alla nascita della V Repubblica.

Dal 1958 al 1969: Scissioni ed unificazioni Il decennio tra il 1958 ed il 1970 segna un periodo di profonde divisioni in seno allo SFIO. Molti socialisti, considerando l'azione di De Gaulle un colpo di Stato pretesero un'azione più incisiva del partito, che non ci fu.

Édouard Depreux abbandonò il partito fondando il Partito Socialista Autonomista, che nel 1960 si fuse con l'Unione della sinistra socialista (cristiani marxisti) e con la Tribuna del Comunismo (trotskisti) e diede vita al Partito Socialista Unificato. Il PSU manterrà la propria autonomia organizzativa fino al 1989, quando si sciolse ed i suoi militanti confluirono nelle formazioni della sinistra trotskista ed alternativa. Alain Savary, che aveva aderito al PSA, abbandonò questo prima della nascita del PSU e diede vita allUnione dei club per il rinnovamento della sinistra (UCRG). Jean Poperen, invece, inizialmente membro della Tribuna del Comunismo, pur aderendo al nuovo PSU lo abbandonò nel 1967 dando vita allUnione dei gruppi e club socialisti (UGCS). Nel 1964, François Mitterrand, membro dello SFIO, diede vita alla Convenzione delle istituzioni repubblicane (Convention des institutions républicaines, CIR), di ispirazione repubblicana e socialista.

Nello stesso anno nacque, però, la Federazione della Sinistra Democratica e Socialista (FGDS) (SFIO, CIR e Radicali di sinistra), che aveva lo scopo di proporre una candidatura unitaria della sinistra non comunista alle presidenziali del 1965. Mitterrand venne scelto come candidato unitario e riuscì, con il 32% dei consensi, nella sorpresa generale, a portare al ballottaggio il generale de Gaulle, anche se poi fu battuto al secondo turno con un onorevole 45% dei voti. Alle elezioni legislative del 1967, continuò l'esperienza della FGDS che, allargata all'UGCS, ottenne il 46%, superando, così, i gollisti ed i loro alleati.

Il movimento giovanile del "1968" non fu subito compreso dai partiti della FGDS, tanto che alle presidenziali del dopo-De Gaulle, il tandem socialista formato da Gaston Defferre e Pierre Mendès France ottenne appena il 5% dei voti, poco sopra Michel Rocard del PSU che ottenne il 3,6%. Jacques Duclos del PCF ottenne il 21,5% dei voti e Alain Poher del Centro democratico (MRP e radicali) il 23,4%. Le elezioni furono vinte al ballottaggio da Georges Pompidou dell'Unione dei Democratici per la Repubblica (centro-destra), che ebbe la meglio sul centrista Poher. Tutto ciò accelerò il processo di unificazione del variegato modo socialista, tanto che lo SFIO decise di fondersi con l'URCG e l'UCGS.

Dal 1969 al 1981: La rinascita del Partito Socialista

Il 1969 è comunemente considerato l'anno di fondazione del PS, anche se nel 1971 il partito cambiò il proprio nome in Partito Socialista e nel congresso di Epinay si fuse con il CIR di Mitterrand, che divenne segretario del partito ed ebbe il mandato di stabilire una strategia di collaborazione col PCF. Nel 1974 il PS sfiorò la vittoria delle presidenziali con François Mitterrand come suo candidato, che ottenne 49,2% dei voti contro il rinnovatore di centrodestra Valéry Giscard d'Estaing.

Il PCF ruppe gli accordi nel 1978. Lo stesso anno, i due partiti vennero sconfitti alle elezioni politiche dalla maggioranza conservatrice di Giscard, ma si definì la leadership del PS all'interno della sinistra francese. Nel 1979 prevalse la linea di Mitterrand, anticapitalista e unitaria nei confronti del PCF, contro quella di Michel Rocard, più riformista e moderata.

Dal 1981 al 2002: Il PS al governo Nel 1981 Mitterrand fu eletto presidente e il Ps vinse le elezioni politiche, mettendo fine a 23 anni di dominazione della destra. Segretario del Partito divenne Lionel Jospin, mentre Pierre Mauroy divenne capo di un governo con quattro ministri comunisti. Il governo socialista disegnò un ambizioso e innovativo programma economico-sociale, ma fu ostacolato dalla pesante crisi finanziaria ed economica iniziata negli anni settanta. Tuttavia il governo delle sinistre realizzò importanti riforme, come quella che aboliva definitivamente la pena di morte. A partire dal 1983 il governo Mauroy dovette cambiare completamente la sua politica per una gestione più rigorosa delle spese pubbliche, provocando le dimissioni dei ministri comunisti e la fine del sostegno del PCF al governo. In seguito, il PS subì numerose sconfitte elettorali consecutive, che provocarono nel 1984 le dimissioni di Pierre Mauroy, sostituito da Laurent Fabius, che divenne il più giovane primo ministro.

L'aggravarsi della crisi economica e della disoccupazione provocò come previsto da tempo la sconfitta del Partito Socialista e la vittoria dei partiti di centrodestra Unione per la Democrazia Francese (UDF, liberale) e Raggruppamento per la Repubblica (RPR, post-gollista), alle elezioni politiche del 1986. In conseguenza, Mitterrand nominò il presidente dell'RPR Jacques Chirac primo ministro. Tuttavia, la politica economica di Chirac (privatizzazioni, abbassamento delle tasse) non impedì l'aggravamento della situazione economica e il governo fu confrontato anche a notevoli manifestazioni contro una riforma del sistema scolastico, e anche a una grave situazione in Nuova Caledonia.