Consigliere di Stato, nel 1964 entra nel gabinetto di Georges Pompidou, allora capo del governo, e partecipa agli accordi di Grenelle nell'ambito del maggio francese. Divenuto segretario generale della Presidenza della Repubblica nel 1973, è particolarmente influente a causa della malattia del presidente Pompidou, morto l'anno successivo.
Nel 1986 viene eletto deputato a Parigi e subito nominato ministro di Stato, ministro dell'economia, delle finanze e delle privatizzazioni nel primo governo di coabitazione, guidato da Jacques Chirac fino al 1988. In un contesto mondiale di rivoluzione conservatrice, conduce una politica liberale, lanciando un programma di privatizzazioni dopo cinque anni di potere socialista.
François Mitterrand lo nomina Primo ministro dopo la grande vittoria dell'Unione per la Francia (RPR-UDF) nelle elezioni legislative del 1993, inaugurando la seconda coabitazione. Candidato alle elezioni presidenziali del 1995, sostenuto dall'UDF e da parti del RPR, per il quale si candida anche Jacques Chirac, Édouard Balladur è da tempo favorito, prima di finire al terzo posto con il 18,58% dei voti. Successivamente implicato per sospetti di finanziamento occulto della sua campagna, viene assolto dalla Corte di Giustizia della Repubblica nel 2021.
Riprende il suo seggio di deputato nel 1995, decide di guidare la destra alle elezioni municipali del 2001 a Parigi e presiede la commissione per gli affari esteri dell'Assemblea nazionale dal 2002 al 2007. Vicino a Nicolas Sarkozy, guida i lavori di due comitati consultivi sotto la presidenza di quest'ultimo (sulle istituzioni e poi sugli enti locali) e si ritira dalla vita pubblica nel 2009, pur rimanendo consigliere informale di molte personalità di destra.
Biografia Figlio del banchiere Pierre Balladur e Émilie Latour, aveva cinque fratelli. La famiglia Balladur è di origini armene, proveniente dall'Azerbaigian, precisamente della repubblica autonoma del Naxçıvan, da dove il suo antenato André nel 1737, fuggì con la famiglia per le pressioni dell'Impero ottomano, rifugiandosi a Smirne, dove cominciò una fitta rete di commerci che lo portarono in varie città del mondo, quali Livorno, Manchester e Marsiglia. La famiglia Balladur nel corso dei secoli, si imparentò con i membri di varie famiglie altolocate del mondo, soprattutto italiane e francesi.
Nato in Turchia, a sei anni si trasferisce con la famiglia a Marsiglia. Studia all'Oeuvre Jean-Joseph Allemand dei Fratelli delle scuole cristiane, e poi al Licée Thiers. Colpito da tubercolosi, è costretto a rinunciare a studiare medicina, i cui corsi sono troppo lunghi, e si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Aix-en-Provence. Rimessosi in salute, l'anno successivo si trasferisce a Parigi, e va ad abitare all'istituto dei Padri Maristi al 104 della rue de Vaugirard, lo stesso dove aveva preso alloggio François Mitterrand all'epoca dei suoi studi universitari.
Nel 1950 si diploma all'Istituto di studi politici di Parigi, sezione di diritto pubblico, quindi entra all'École nationale d'administration. Classificatosi quinto nell'ordine delle promozioni, nel 1955 entra al Consiglio di Stato.
Carriera politica Eminenza grigia di Pompidou Dal 1964 al 1968 è consigliere sociale dell'allora Primo ministro Georges Pompidou. In tale veste, in occasione dello sciopero generale del maggio 1968 affianca Pompidou nel corso delle trattative sfiancanti con i sindacati che dopo una discussione finale di 48 ore senza interruzione si concluderanno con gli "accordi di Grenelle". Quando Pompidou è eletto presidente della Repubblica nel giugno 1969, è nominato vice segretario generale dell'Eliseo,Il segretario generale dell'Eliseo è il segretario generale della Presidenza della Repubblica francese. diventando segretario generale nel 1973. Trattandosi del periodo cui il capo dello Stato è fortemente indebolito dalla malattia, dal 1973 fino alla morte di Pompidou il 2 aprile 1974 Balladur è l'uomo-chiave della Presidenza della Repubblica.Michel Jobert: Ni dieu ni diable - Albin Michel 1993, pag. 183.
Il ritiro temporaneo dalla politica Nel giugno 1974, dopo l'elezione del liberale Valéry Giscard d'Estaing alla presidenza della Repubblica, declina l'offerta di diventare ambasciatore presso la Santa Sede a Roma, e si ritira temporaneamente dall'attività politica. Rientra al Consiglio di Stato, e assume la direzione della Générale de service informatique (GSI), una filiale della Compagnie générale d'électricité (CGE, futura Alcatel). Nel 1980 diventa presidente e amministratore delegato di un'altra filiale: la Compagnie Européenne d'Accumulateurs. Inoltre, fino al [l1980 è presidente della società francese per la costruzione e la gestione del traforo del Monte Bianco, incarico assunto nel 1968.
Teorico della "coabitazione" Pochi mesi prima delle elezioni legislative del 1986 che videro l'affermazione di una maggioranza di centrodestra, egli aveva teorizzato sul quotidiano Le Monde la "cohabitation", ossia compatibilità, nel quadro delle istituzioni della Quinta Repubblica francese, di un presidente della Repubblica socialista (nella specie, François Mitterrand) con un governo espresso dallo schieramento politico opposto.
Ministro dell'economia, delle finanze e delle privatizzazioni (1986-1988)
Dopo la fondazione del Raggruppamento per la Repubblica (RPR) nel 1978 su iniziativa di Jacques Chirac, incomincia ad assumere un ruolo rilevante all'interno della nuova formazione. Eletto deputato all'Assemblea nazionale nel 1986, dal 20 marzo di quell'anno al 10 maggio 1988 è ministro dell'Economia, delle Finanze e delle Privatizzazioni con il rango di ministro di StatoIl ministro di Stato viene immediatamente dopo il Primo ministro nell'ordine protocollare, e ha la possibilità di riunire e presiedere i comitati interministeriali. nel governo di coabitazione di Jacques Chirac. In quel frangente, Balladur è l'uomo della situazione.Secondo Charles Pasqua, Chirac avrebbe tentato di convincere Balladur ad accettare la nomina a Primo ministro al suo posto (Charles Pasqua, Ce que je sais 1974-1988, 2007).
Primo ministro (1993-1995) Nel maggio 1988 Mitterrand, rieletto presidente della Repubblica battendo al ballottaggio il candidato dello schieramento opposto Jacques Chirac, scioglie l'Assemblea nazionale, e alle successive elezioni i partiti di centrodestra non riescono a riconquistare la maggioranza, pur conservando un numero considerevole di deputati. Balladur è rieletto deputato, e sul finire della legislatura assume un ruolo sempre più autorevole in vista di un probabile cambiamento di maggioranza.
E infatti, alle elezioni legislative del marzo 1993, in occasione delle quali Balladur è rieletto deputato di Parigi, la vittoria del centrodestra è schiacciante. Dovendo escludere la candidatura dell'ormai anziano Jacques Chaban-Delmas e quella del liberale Raymond Barre, quest'ultimo da sempre avversario della coabitazione, François Mitterrand incarica Edouard Balladur di formare il nuovo governo.Il 25 ottobre 1993, intervistato nel corso della trasmissione televisiva L'Heure de verité Mitterrand definirà Balladur 'Un uomo di Stato'. In realtà, secondo Charles Pasqua (Ce que je sais... 2. Un magnifique désastre 1988-1995, Editions du Seuil 2008) i rapporti fra i due si sarebbero incrinati il 14 agosto 1994: in occasione di una conferenza stampa sulla crisi del Kosovo, Balladur non avrebbe dato il giusto rilievo al ruolo attribuito dalla Costituzione al presidente della Repubblica in materia di politica estera e di difesa, con l'effetto di suscitare l'ira di Mitterrand. Chirac subisce la mancata nomina a Primo ministro senza manifestare pubblicamente il proprio malcontento, e si butta a capofitto nella preparazione delle elezioni presidenziali del maggio 1995 che lo vedranno nuovamente candidato.
Balladur forma un gabinetto di pochi ministri e privo di segretari di Stato, ma con la presenza di forti personalità dei partiti di centro e di centrodestra come Charles Pasqua, Simone Veil e François Léotard nel ruolo di ministri di Stato.
La "dottrina Balladur" Il metodo adottato da Balladur nel corso del biennio alla guida del governo è definito dagli osservatori politici come "dottrina Balladur", che consisterebbe in un misto di volontarismo e di prudenza, di diffidenza, se non si disprezzo nei riguardi della classe politica, e in una gestione esperta della comunicazione. La tattica del Primo ministro sarebbe consistita nell'assumere ambedue i ruoli previsti dalla coabitazione (quello del capo del governo e quello del presidente della Repubblica, essendo François Mitterrand indebolito dalla malattia), evitando accuratamente qualsiasi azione che potesse nuocere alla sua immagine di candidato in pectore alle elezioni presidenziali.
Il "prestito pubblico Balladur" e la riforma delle pensioni Due operazioni di vasta portata messe a segno dal governo Balladur sono il prestito pubblico da 40 miliardi di franchi (ne saranno raccolti 110) e la riforma del sistema previdenziale. L'anzianità contributiva per il settore privato è portata da 37,5 a 40 anni, mentre il periodo preso in considerazione per il calcolo della pensione passa da 10 a 25 anni. L'obiettivo di queste misure è il rilancio dell'economia, giacché Balladur si trova a esercitare le funzioni di Primo ministro in una situazione economica gravissima: nel 1993, il debito pubblico ammonta a 341 miliardi di franchi.
Lo Stade de France Una delle prime decisioni assunte dal governo Balladur, è di modificare la localizzazione del nuovo stadio per i Mondiali di calcio del 1998. Anziché il sito di Melun-Sénart, come stabilito da Michel Rocard, Primo ministro nel 1991, Balladur opta per la "plaine" di Saint-Denis. La posa della prima pietra avviene il 2 maggio 1995. L'impianto, battezzato Stade de France, viene costruito in trenta mesi.
Il sequestro dell'Airbus A300 Dal 24 al 26 dicembre 1994, gestisce in prima persona la vicenda del sequestro da parte di un gruppo di terroristi islamici dell'Airbus A300 del Volo Air France 8969 con a bordo 220 passeggeri all'aeroporto di Algeri. Balladur dirige da Parigi le operazioni, e si rivolge direttamente al presidente algerino, al quale impone di autorizzare il decollo il velivolo in direzione della Francia. Una volta atterrato all'aeroporto di Marsiglia, l'aereo è assaltato da una squadra del GIGN, che riesce ad abbattere i quattro dirottatori e a liberare gli ostaggi.
Il tentativo di nominare Renato Ruggiero presidente della Commissione europea Nel giugno del 1994, a causa dell'opposizione del primo ministro inglese John Major non riesce a imporre la nomina di Renato Ruggiero alla presidenza della Commissione europea, ipotesi sulla quale aveva ottenuto l'assenso di François MitterrandÉdouard Balladur, Le pouvoir ne se partage pas - Conversations avec François Mitterrand, Fayard 2009, pagine 249 e 253..
Candidato alle presidenziali del 1995