Moglie di Erode Attico, si stabilì con il marito in Grecia e vi divenne sacerdotessa di Demetra e di Tyche. Incinta di otto mesi, fu uccisa da un liberto probabilmente su ordine di Erode, il quale, assolto grazie alla protezione dell'imperatore Marco Aurelio, fece poi costruire in suo onore un Odeon ad Atene, il tempio di Cerere e Faustina e il cenotafio di Regilla sulla via Appia a Roma.

Biografia

Appia Annia Regilla Atilia Caucidia Tertulla nacque a Roma intorno all'anno 125 da due esponenti dell'alta aristocrazia romana, Atilia Caucidia Tertulla e Appio Annio Gallo, console nel 139, appartenenti alle due antiche famiglie degli Atilii e degli Annii Regilli.M. T. Raepsaet Charlier, Prosopographie des femmes de l'ordre sénatorial, 1987, I, pp. 83-84. Regilla venne così a essere parente dell'imperatrice Annia Galeria Faustina, moglie di Antonino Pio e zia del futuro imperatore Marco Aurelio, il quale sposò la cugina Faustina.

Come tutte le giovani della sua condizione, Regilla ricevette una buona istruzione, per quanto inferiore a quella riservata all'unico fratello di cui si abbia conoscenza, Appio Annio Atilio Bradua il quale, destinato alla carriera politica, sarà console nel 160. Regilla imparò il greco, conobbe le opere dei maggiori artisti latini e greci e, frequentando la corte di Adriano, poté conoscere anche le poetesse Giulia Balbilla e Claudia Damo Synamate, due amiche greche dell'imperatrice Vibia Sabina.T. C. Brennan, The poets Julia Balbilla and Damo at the Colossus of Memnon, 1998, pp. 215-233.

Le leggi promulgate da Augusto nel 18 a.C. prescrivevano ai 12 anni l'età minima per il matrimonio e la consuetudine prevedeva che una ragazza si sposasse ben prima di raggiungere i venti anni.B. D. Shaw, The Age of Roman Girls at Marriage: Some Reconsiderations, 1987, pp. 43-44. Spettava al padre scegliere il marito e una figlia poteva rifiutare il fidanzato qualora avesse fondati dubbi sulla sua moralità.Digesta Iustiniani, 50.17.30, Ulpianus libro 36 ad Sabinum: «Nuptias non concubitus, sed consensus facit». Non brillava sotto questo aspetto la famiglia del greco Tiberio Claudio Erode Attico (101-177), il fidanzato scelto per Regilla, ma la sua favolosa ricchezza e le sue aderenze presso la corte imperiale finirono col compensare i dubbi sui trascorsi suoi e della sua famiglia.

Erode Attico

Il padre Tiberio Claudio, che si vantava di discendere da Milziade e Cimone, e risiedeva ad Atene, al tempo di Nerva giustificò la sua enorme ricchezza, che si diceva provenisse dall'esercizio dell'usura, sostenendo di aver trovato, scavando in un suo campo, un inestimabile tesoro.A. R. Birley, Hadrian, the Restless Emperor, 1997, p. 63. Pochi gli credettero ma egli aumentò ancora la consistenza dei suoi beni sposando la facoltosa Vibullia Alcia Agrippina,H. C. Rutledge, Herodes the Great: Citizen of the World, 1960, pp. 97-109. divenne pretore sotto Traiano, gran sacerdote del culto imperiale, entrò in Senato e fu console suffetto.M. Woloch, Four leading Families in Roman Athens, 1969, pp. 503-512.

Il figlio Erode Attico era venuto per la prima volta a Roma ancora bambino, con il padre, nel 108. Qui apprese il latino e ad Atene studiò sotto i sofisti Polemone, Favorino e ScopelianoFilostrato, Vite dei Sofisti, 564. e divenne un brillante retore, nello spirito della scuola filosofica allora in voga, la Seconda sofistica. Nel 126 fu eletto arconte eponimo, nel 127 ospitò l'imperatore Adriano in visita ad AteneH. C. Rutledge, cit., p. 100. e divenne senatore, nel 131 fu questore e nel 134 pretore.

Erode, che insegnava retorica e contava tra i suoi allievi il futuro imperatore Marco Aurelio, viaggiava spesso tra la Grecia e l'Italia, e risiedeva a lungo a Roma. Nel 137 morì suo padre lasciando una grande somma a tutti i cittadini ateniesi, ma Erode fece modificare il testamento a suo favore: in compenso, egli non lesinava le proprie sostanze per spese di pubblica utilità. In gran parte con il suo denaro egli fece costruire l'acquedotto di Alessandria, nella Troade, e per le Panatenee del 139, a sue spese rivestì lo stadio interamente di marmo bianco.Filostrato, cit., 549.

L'altro precettore di Marco Aurelio e di Lucio Vero, l'africano Frontone, che allude a un caso di omicidio che avrebbe coinvolto Erode,Frontone, Opere, 1974, p. 1145. lo chiamava sprezzantemente graeculus per le sue pose e per l'eccessiva cura dedicata al suo aspetto, e si definiva suo anterastes, suo rivale nell'amore portato per il futuro «imperatore filosofo».Frontone, cit., p. 1185. In effetti, si alludeva spesso a una presunta omosessualità di Erode Attico, che si sarebbe manifestata soprattutto, ma non solo, nella sua relazione con Marco Aurelio. Erode aveva anche un carattere collerico e violentoP. Graindor, Un milliardaire antique: Hérode Atticus et sa famille, 1930, p. 99. - sembra che avesse persino picchiato Antonino Pio, nel 134, quando questi, non ancora imperatore, era governatore della provincia dell'AsiaFilostrato, cit., 554. - e non nascondeva la sua misoginia.S. B. Pomeroy, L'assassinio di Regilla, 2009, pp. 36-37.

Il matrimonio Le nozze tra Regilla ed Erode furono celebrate a Roma nel 140. Sposare uno straniero, fatto inconsueto per una donna romana di classe aristocratica, significava dover lasciare la propria città per andare a vivere nella casa del marito,M. Woloch, Roman Citizenship and the Athenian Elite, A. D. 96-161: Two Prosopographical Catalogues, 1973, p. 169. anche se quello di Regilla fu probabilmente un matrimonio sine manu, ossia Regilla continuò a essere soggetta alla patria potestas del padre. Erode possedeva comunque una casa romana e qui vissero per qualche anno.

Nel 141 Regilla ebbe il primo figlio, Claudio, che però morì dopo pochi giorni. Marco Aurelio seppe dell'accaduto e scrisse a Frontone, informandolo che «Erode non se ne dà pace» e pregandolo di scrivergli.Frontone, cit., p. 725. Nella sua lettera di condoglianze Frontone, come Marco Aurelio, non menziona nemmeno Regilla e consola Erode ricordandogli che avrebbe avuto ancora tempo di generare altri figli: «qualsiasi danno cui si accompagni la perdita della speranza è acerbo, più lieve è invece se rimane la speranza di sanarlo».Frontone, cit., p. 77.

Circa un anno dopo, nel 142, Regilla ebbe una bambina, che fu chiamata Appia Annia Claudia Atilia Regilla Elpinice Agrippina Atria Polla (142-ca 165).M. T. Raepsaet Charlier, cit., I, pp. 71-73. Elpinice è il nome che fu della sorella, e forse anche la moglie, di Cimone, il presunto antenato di Erode Attico. Non risulta che Elpinice si sia sposata e del resto morì molto giovane, verso il 165, vittima della peste o del vaiolo che flagellarono in quegli anni l'intero Impero.Filostrato, cit., 561; J. F. Gilliam, The Plague under Marcus Aurelius, 1961, p. 231; R. J. Littman, M. L. Littman, Galen and the Antonine Plague, 1973, p. 245.

La sua nascita coincise con la decisione di Erode di ristabilirsi in Grecia. Nel viaggio da Roma all'imbarco di Brindisi si fermarono a Canuvium, nei cui dintorni il padre di Regilla possedeva delle terre. Il problema della scarsità di acqua che affliggeva quella zona fu ben presto affrontato da Erode, che dispose la costruzione di un acquedotto,Filostrato, cit., 551. e lo stesso Antonino Pio s'interessò durante il suo regno del municipium di Canosa, che fu elevata a colonia.F. Grelle, Canosa romana, 1993, pp. 121-132.

In Grecia

La famiglia si stabilì a Maratona, il luogo natale di Erode che qui possedeva una villa circondata da una grande tenuta agricola, una parte della quale egli donò a Regilla. La proprietà di Regilla era tutta interna al complesso della tenuta e circondata da un muro di tre miglia, come a riprodurre un gineceo, e con un ingresso denominato «Porta dell'eterna armonia».Una descrizione dei pochi resti della villa è in J. G. Frazer, Pausania's Description of Greece, I, 1913, pp. 437 e ss., e in H. R. Goette, T. M. Weber, Marathon. Siedlungskammer und Schlachtfeld-Sommerfrische und Olympische Wettkampfstätte, 2004, pp. 106-126. Si sa di altre proprietà di Erode: di una villa nel sobborgo ateniese di Cefisia e di un'altra grande tenuta agricola a Eva Dolianon, presso Loukou, nel Peloponneso.

Probabilmente a Maratona nacque, il 143 o 144, un'altra figlia, Marcia Annia Claudia Alcia Atenaide Gavidia Latiaria (ca 143-ca 160).M. T. Raepsaet Charlier, cit., I, pp. 70-71. Il nome Atenaide ricorda le feste religiose delle Panatenee, al cui successo Erode diede un contributo importante con la ricostruzione dello stadio in cui si svolsero nel 143. Nemmeno Atenaide visse a lungo: sposò un parente, Lucio Vibullio Rufo, ebbe un figlio, Lucio Vibullio Ipparco, e morì poco dopo averlo dato alla luce.

Tiberio Claudio Marco Appio Atilio Bradua Regillo Attico (ca 145-ca 210) fu il primo figlio maschio della coppia e l'unico a raggiungere la tarda età. Nacque verso il 145 e portò, tra i tanti, il nome del fratello di Regilla. Sembra che tardasse a imparare a leggere e che fosse un giovane ribelle al padre, il quale lo allontanò da sé facendolo educare a Sparta e infine non lo nominò nel testamento.Filostrato, cit., 558. Certamente il conflitto tra padre e figlio fu una conseguenza della tragica fine di Regilla, che fu uccisa quando Bradua aveva quindici anni.

Bradua ereditò la villa materna sull'Appia e seguì una carriera prestigiosa in virtù del nome che portava. Fu nominato patrizio - così che con lui la famiglia fu sottratta al rango degli homines novi - fu console nel 185, arconte di Atene nel 187S. I. Rotroff, An Athenian Archon List of the Late Second Century after Christ, 1975, pp. 402-408. e proconsole d'Africa. Nel 209 ebbe la carica di araldo della Boulé ateniese.S. B. Pomeroy, cit., pp. 56-57. L'araldo era il magistrato che convocava il consiglio.

L'ultimo figlio, Tiberio Claudio Erode Lucio Vibullio Regillo, nacque verso il 150 e morì già cinque anni dopo, intorno al 155. Erode Attico, a causa della scomparsa prematura dei suoi figli naturali maschi e dei pessimi rapporti intrattenuti con Bradua, adottò e fece suo erede Lucio Vibullio Claudio Erode, un discendente dei Vibulli, forse cugino di suo genero Lucio Vibullio Rufo.W. Ameling, Herodes Atticus, II, 1983, p. 141.

Erode Attico ebbe altri figli adottivi a cui mise nomi tratti dalla mitologia, due di origine servile, Achille e l'africano Memnone, e un terzo, Vibullio Polideuce, forse nato libero o forse un liberto di un parente di Erode. Polideuce - il cui nome corrisponde al latino Polluce - fu il suo preferito, anche al sopra dei suoi figli naturali, e morì ancora molto giovane, a meno di vent'anni.Non è però chiara la data: secondo L. Holford-Strevens, Aulus Gellius. An Antonine Scholar and his Achievement, 2003, pp. 143-144, Polideuce morì intorno al 147-154; per B. Puech, Orateurs et sophistes grecs dans les inscriptions d'époque impériale, 2002, p. 63, verso il 168; per E. Bowie, Greek Sophists and Greek Poetry in the Second Sophistic, 1989, p. 234, Polideuce morì verso il 173. Con i suoi tre trophimoi Erode intrattenne relazioni omosessuali, e particolarmente nota è quella con Polideuce, la cui morte Erode volle onorare innalzandogli statue, costruendo un santuario a Cefisia e manifestando pubblicamente il suo dolore in una misura così eccessiva da essere ripreso e deriso.Luciano lo satireggiò nella sua Vita di Demonatte, mentre Aulo Gellio, nelle Notti attiche, 19, 12, ricorda le accuse rivolte a Erode da un filosofo stoico.

Sacerdotessa di Demetra a Olimpia