La repubblica semipresidenziale o più correttamente, un regime/sistema semipresidenziale (o «semipresidenzialismo») è una forma di governo appartenente alle forme della democrazia rappresentativa o indiretta. In tale contesto si ha una struttura diarchica nella gestione del potere esecutivo, diviso tra il Presidente della Repubblica e il Primo Ministro.

Oltre a ciò, il governo si trova a dipendere dalla fiducia di due organi designati da due differenti consultazioni elettorali, il Presidente della repubblica e il Parlamento. Il Primo Ministro viene perciò nominato dal Presidente, ma necessita, insieme al resto del suo esecutivo, della fiducia parlamentare.

In sintesi con sistema semipresidenziale si intende un sistema nel quale: il Presidente della repubblica è eletto direttamente dal popolo e, soprattutto, ha sostanziali e reali poteri propri; il Primo Ministro e il suo Governo sono responsabili davanti al Parlamento, in quanto espressione della maggioranza di esso a seguito delle elezioni.

Diverse nazioni dell'Europa occidentale possiedono o possedevano queste caratteristiche.: la Repubblica di Weimar (1919-1933)Secondo un’altra visione, più dottrinale, la repubblica fu impropriamente definita tale, essendo i governi decisamente più ancorati alle dinamiche parlamentari per essere considerate semi-presidenziali, nonostante l’elezione diretta del capo dello Stato e dei suoi poteri, specie quelli emergenziali. Per questo motivo, il paese è stato definito da alcuni come una repubblica parlamentare con prevalenza del capo dello stato., la FinlandiaFino alla revisione costituzionale del 2000. (1919-2000), l'AustriaAnche se il presidente della Repubblica di Austria, Irlanda, Islanda e Portogallo è eletto direttamente dal popolo, egli non esercita realmente il potere e/o ha dei poteri limitati, di fatto quindi questi quattro paesi sono delle repubbliche parlamentari. (dal 1929), l'Irlanda (dal 1937), l'Islanda (dal 1945), la Francia (dal 1958/'62) e il PortogalloAnche se il presidente della Repubblica di Austria, Irlanda, Islanda e Portogallo è eletto direttamente dal popolo, egli non esercita realmente il potere e/o ha dei poteri limitati, di fatto quindi questi quattro paesi sono delle repubbliche parlamentari (dal 1976). Nell'Europa orientale questo ordinamento è in vigore ad esempio in Lituania, Ucraina , Russia e Romania.

Il termine e la nozione di semipresidenzialismo sono stati definiti per la prima volta da Maurice Duverger nel 1970; tuttavia il termine era già stato impiegato, in un senso differente, da Hubert Beuve-Méry in un articolo pubblicato su Le Monde l'; una prima ricerca sui regimi semipresidenziali è pubblicata nel 1978 e poi riassunta nel 1980.

Descrizione Questa forma di governo è generalmente caratterizzata dai seguenti punti: l'elezione del Presidente della repubblica avviene con voto popolare distinto ed autonomo rispetto a quello del ParlamentoQuesta caratteristica è probabilmente una condizione necessaria ma sicuramente non sufficiente: il sistema era semipresidenziale in Francia fin dal 1958, l'elezione del presidente al suffragio universale è una modifica nel 1962; oppure vi sono paesi come Austria, Irlanda e Islanda che eleggono il presidente al suffragio universale ma questo non ha reali poteri esecutivi.; il presidente della repubblica ha reali prerogative e poteri propri che può esercitare; il potere esecutivo è condiviso con il Primo Ministro e il Governo, che però può essere scelto ed eventualmente revocato dal Presidente della repubblica; Il primo ministro ed il governo sono espressione della maggioranza parlamentare e possono essere sfiduciati dal parlamento ed in alcuni casi revocati dal presidente; quest'ultimo non è ovviamente sfiduciabile; l'eventuale scioglimento del Parlamento da parte del Presidente della repubblica avviene nei limiti costituzionali.

Il termine semipresidenzialismo, coniato nel 1970 dal politologo Maurice Duverger., può trarre in inganno, in quanto tale forma di governo non è semplicemente da intendersi come un presidenzialismo attenuato: mettendo da parte i periodi di coabitazione, in questo sistema il capo dello Stato gode di alcuni poteri che non vengono invece accordati nel modello americano, come il diritto di consultazione popolare referendaria o l'iniziativa legislativa o lo scioglimento delle Camere. Gli obiettivi di questa forma di governo sono la diminuzione della rigidità del sistema presidenziale, senza i problemi legati alla partitocrazia che sovente sorgono quando non si raggiunge una maggioranza forte in un sistema parlamentarista. Questo sistema fa sì che il presidente abbia la possibilità di indirizzare politicamente il governo e di non essere solo un garante al di sopra delle parti.

Se l'attuale modello di governo semipresidenziale è quello francese (della V Repubblica), i primi casi storici di tale ordinamento possono essere considerati la Costituzione della Repubblica di Weimar (in Germania) e quella della neo-indipendente Finlandia, fra loro coeve (entrambe del 1919). A queste può aggiungersi la Costituzione d'Irlanda del 1937. In tal senso era congegnata anche la Costituzione dell'Austria. Sull'esempio francese poi, nella seconda metà e nella fine del Novecento, il sistema semipresidenziale fu adottato in Portogallo (nel 1976) ed in diversi paesi dell'Africa francofona, in numerose repubbliche ex-sovietiche e in Romania (Costituzione del 1991).

Tuttavia, col passare degli anni, la pressione dei partiti politici presenti in Parlamento, unita alla debolezza di taluni presidenti e ad una concezione imperante che vedeva in forti poteri presidenziali una minaccia alla democrazia, portò ad un indebolimento de facto delle possibilità d'intervento e dei poteri esercitabili dal Presidente in molti paesi (questo forse a causa del ricordo della tragica esperienza della repubblica di Weimar in Germania). Se a presidenti eletti con un mandato popolare viene comunque garantita voce in capitolo in politica estera, oggigiorno molti sistemi semipresidenziali vedono la privazione del Presidente di ogni potere in politica interna, tanto che numerosi autori tendono a declassare diversi Stati, quali ad esempio la Finlandia, e ad unanime consenso, l'Austria, a repubbliche parlamentari, nonostante la loro diversa origine storica.

Se in una prospettiva storica, dunque, la linea di demarcazione fra i sistemi semipresidenziali e quelli parlamentari era giuridicamente individuabile nell'elezione diretta o parlamentare del presidente, al giorno d'oggi appare più opportuno adottare un criterio politico, analizzando ad esempio a quale dei due organi, il presidente o il primo ministro, venga affidato il compito di rappresentanza dello Stato nei massimi consessi politici internazionali.

Nell'ambito dell'Unione europea, ad esempio, nonostante numerosi paesi prevedano l'elezione diretta del proprio capo di Stato (Austria, Finlandia, Francia, Irlanda, Islanda, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania e Slovacchia), solo la Francia, la Lituania e la Romania – oltre al caso puramente presidenzialista di Cipro – vengono rappresentate dal proprio capo di Stato nel Consiglio europeo, tutti gli altri paesi sono rappresentati dal proprio capo del governoL'Austria, la Finlandia, l'Irlanda, l'Islanda e la Polonia sono delle repubbliche parlamentari e come le altre repubbliche parlamentari sono rappresentate dal rispettivo capo del governo; solo il Portogallo, che è una repubblica semipresidenziale e a differenza delle altre repubbliche semipresidenziali, è rappresentato dal Primeiro-ministro e non dal Presidente da República..

Sotto-tipologie Possono essere individuate due sotto-tipologie di semipresidenzialismo: il premier-presidenzialismo e il presidente-parlamentarismo.

Premier-presidenzialismo Nel sistema premier-presidenziale (premier-presidential), il primo ministro e il suo gabinetto sono esclusivamente responsabili davanti al parlamento. Il presidente sceglie il primo ministro e il gabinetto, ma solo il parlamento può rimuoverli dal loro incarico con un voto di sfiducia. Il presidente non ha il diritto di revocare il primo ministro o il gabinetto. Tuttavia, in alcuni casi, il presidente può aggirare questa limitazione con l'esercizio del suo potere discrezionale di sciogliere il parlamento, questo forza il primo ministro e il gabinetto a cadere. Questa tipologia è usata in Burkina Faso, Francia, Georgia (dal 2013), Lituania, Madagascar, Mali, Mongolia, Niger, Portogallo, Romania, Senegal, Sri Lanka e Ucraina (dal 2014; in precedenza tra il 2006 e il 2010).

Presidente-parlamentarismo Nel sistema presidente-parlamentare (president-parliamentary), il primo ministro e il gabinetto devono dualmente rendere conto al presidente e alla maggioranza del parlamento. Il presidente sceglie il primo ministro e il gabinetto ma deve avere il supporto della maggioranza del parlamento nella sua scelta. Circa la rimozione del primo ministro o dell'intero gabinetto dalle loro funzioni, il presidente può dimetterli o l'assemblea può rimuoverli con un voto di sfiducia. Questa forma di semipresidenzialismo è molto più vicina al presidenzialismo puro. Essa è praticata in Armenia, Georgia (tra il 2004 e il 2013), Mozambico, Namibia, Russia, Taiwan e Ucraina (tra il 1996 il 2005, e poi nuovamente tra il 2010 e il 2014). Essa fu usata in Germania durante Repubblica di Weimar tra il 1919 e il 1933.

Differenze con gli altri sistemi Con la repubblica parlamentare Nella repubblica parlamentare il presidente della repubblica è spesso eletto in maniera indiretta, cioè da un collegio di grandi elettori composto generalmente dai parlamentari; mentre nella repubblica semipresidenziale egli è eletto al suffragio universale direttamente dal popolo. Nella repubblica parlamentare il presidente della repubblica ha un ruolo prevalentemente o esclusivamente cerimoniale, cioè non ha reali poteri decisionali e operativi, è il garante dell'unità nazionale e può essere il capo delle forze armate, ma non può decidere discrezionalmente di impiegarle; mentre nella repubblica semipresidenziale egli ha generalmente una serie di poteri e prerogative (soprattutto nella difesa e la diplomazia) che condivide con il governo e il capo del governo.

Con la repubblica semiparlamentareQuesto sistema non è in uso attualmente in alcun Stato del mondo; era in uso in Israele dal 1996 fino al 2001; un sistema di questo tipo è in uso in Italia nelle elezioni amministrative degli enti territoriali, a seguito della Legge 25 marzo 1993, n. 81 e del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Nella repubblica semiparlamentare il presidente della repubblica ha le medesime caratteristiche che nella repubblica parlamentare: è quasi sempre eletto in maniera indiretta – cioè da un collegio di grandi elettori –, ha un ruolo cerimoniale – cioè non ha reali poteri decisionali e operativi – ed è il garante dell'unità nazionale. Nella repubblica semiparlamentare il capo del governo è eletto al suffragio universale direttamente dal popolo contestualmente al Parlamento, il sistema elettorale fa in modo che il capo del governo abbia una maggioranza parlamentare. Il capo del governo e il Parlamento sono inseparabili per tutta la durata della legislatura: il Parlamento può sfiduciare il capo del governo o questi può dimettersi, in entrambi i casi ciò conduce ad elezioni anticipate, secondo la formula: Simul stabunt vel simul cadent.

Con la repubblica presidenziale Nella repubblica presidenziale il governo è nominato dal Presidente e non dipende dal Parlamento, non deve quindi avere la fiducia e non può essere sfiduciato; mentre nella repubblica semipresidenziale il governo è nominato dal Presidente ma deve ottenere la fiducia del Parlamento per governare e può essere oggetto di una mozione di sfiducia che può condurre alla sua caduta.