Fiume (, ; , originariamente Szentvit; ; o Pflaum, desueto; nei dialetti locali croati Reka o Rika), con abitanti (2021), è la terza città della Croazia per popolazione dopo la capitale Zagabria e Spalato, numero che sale a abitanti se si considera anche la sua area urbana. Situata lungo le coste del Mare Adriatico, è la città principale del golfo del Quarnaro ed è capoluogo della regione litoraneo-montana, sede universitaria e arcivescovile. Fiume è considerata parte della regione geografica italiana, per i cui confini orientali tradizionalmente si indicano la catena delle Alpi Giulie e il golfo del Quarnaro, a cui fa riferimento anche Dante Alighieri.Sì come ad Arli, ove Rodano stagna, sì com' a Pola, presso del Carnaro, ch'Italia chiude e suoi termini bagna. Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto IX, vv. 112-114
Per secoli contesa a causa della sua posizione strategica e della presenza di un importante cantiere navale, fu porto franco dal 1719, già entità autonoma (detta anche Terra Sancti Viti ad flumen)Rita Tolomeo, "Fiume dall'autonomismo all'annessione. La figura di Antonio Grossich", in Rivista di Studi Ungheresi, Casa Editrice Università La Sapienza, IV, 2005, pp. 261-274 della corona del Regno d'Ungheria dal 1779 al 1919 nell'ambito dell'Impero austriaco e quindi di quello austro-ungarico, costituendo poi lo Stato libero di Fiume dal 1920 al 1924; fu quindi parte del Regno d'Italia dal 1924 al 1945 come capoluogo dell'omonima provincia per poi passare alla Jugoslavia nel 1947, e dopo la dissoluzione di quest'ultima, alla Croazia nel 1991. Di conseguenza, anche la composizione etnica dei suoi abitanti è cambiata nei secoli. Secondo il censimento del 2011, a Fiume erano presenti croati (corrispondenti all'82,52% degli abitanti totali), serbi (6,57%), bosniaci (2,06%), italiani (1,90%) e sloveni (0,85%).
Nella città quarnerina è presente il Teatro Nazionale Croato HNK Ivan pl. Zajc, importante teatro fondato nel 1765 dove hanno luogo rappresentazioni operistiche e balletti nonché sede del Dramma Italiano di Fiume, e l'università di Fiume, fondata nel 1973 ma dalle radici ben più antiche, visto che affondano nella scuola di teologia di Fiume, la cui origine risale al 1632. Fiume è stata scelta per essere capitale europea della cultura 2020, insieme all'irlandese Galway.
Geografia fisica
Territorio Fiume si trova a 131 chilometri a sud da Zagabria, capitale della Croazia, sul versante settentrionale dell'omonima baia. La città, schermata a monte dagli ultimi contrafforti meridionali delle Alpi Giulie, si affaccia sul golfo del Quarnaro, quasi all'apice della costa liburnica in posizione appena esterna ad est (così come lo è Trieste ad ovest) della penisola istriana e costituisce, con le isole antistanti di Cherso, Lussino, Veglia, Arbe, la parte quarnerina della Venezia Giulia storica.
Il fiume Eneo divide Fiume da Sussak, pur proseguendo lungo la corona della Alpi Giulie approssimativamente fino a Buccari. Priva di un entroterra all'interno della cornice delle Alpi Giulie, la posizione geografica della città la connette immediatamente alle isole, trasformando gli stretti canali di Morlacca, di Mezzo e di Quarnerolo in naturali vie di comunicazione anche interna.
Clima La conformazione del territorio, con montagne che crescono di altitudine dopo pochi chilometri dalla costa, dà a Fiume un clima contrastato, soprattutto considerando l'entità limitata della superficie del suo entroterra. Le coste, durante l'estate, hanno un clima mediterraneo, mentre a 10 chilometri dalla costa è situata la stazione sciistica di Platak, da cui si può vedere il mare. La città di Fiume ha un clima subtropicale umido con estati calde e inverni miti e piovosi. Le precipitazioni nevose sono rare.
Sono circa venti i giorni all'anno con una temperatura massima di o maggiore, mentre mediamente è un solo giorno all'anno in cui la temperatura non supera gli . La nebbia appare circa quattro giorni all'anno, principalmente in inverno. Il clima di Fiume è caratterizzato anche da frequenti acquazzoni. In inverno è comune la bora, vento catabatico di provenienza est/nord-est, che soffia con particolare intensità.
Quelli che seguono sono i dati climatologici salienti di Fiume:
Origini del nome
Il suo toponimo latino originario è Tarsatica (da cui il nome del vicino villaggio di Tersatto, oggi rione di Fiume), successivamente si chiamò Vitopolis e Flumen (da cui deriva un altro nome storico della città, San Vito al Fiume). La città è oggi chiamata Rijeka in croato, Fiume in italiano, Reka in sloveno Reka o Rika in dialetto ciacavo.
Il nome della città, in lingua ungherese, era originariamente Szentvit, poi diventato Fiume, mentre in lingua tedesca era chiamata Sankt Veit am Flaum o Pflaum. Tutte le denominazioni citate, antiche e moderne, significano "fiume" nelle rispettive lingue: il richiamo è al fiume Eneo, noto anche come Fiumara, Tarsia, Récina e Pflaum, che attraversa la città.
Storia Antichità
Il luogo dell'odierna città era anticamente abitato dalla popolazione illirica dei Liburni. Le tracce più antiche di insediamenti umano nella zona di Fiume risalgono invece al Neolitico. Conquistato dalle legioni della Repubblica romana nel 60 a.C., fu fondato un municipium con il nome di Tarsatica (corrispondente al moderno centro abitato di Tersatto, oggi rione di Fiume).
Nel 42 a.C. la Liburnia fu inclusa, insieme all'Istria e al Carso, nei confini dell'Italia romana, il cui confine fu posto al fiume Tizio (poi ridenominato Cherca), ma nel 16 a.C., per poter insediare delle guarnigioni militari a difesa dell'Istria contro un tentativo di invasione da parte dei barbari della Pannonia e del Norico, il confine fu arretrato all'Arsa, provocando l'esclusione della Liburnia da quella che, nell'anno 7 sarebbe stata definita la regione augustea Regio X Venetia et Histriacfr. Luigi Tomaz, Il confine d'Italia in Istria e Dalmazia: duemila anni di storia, Edizioni Think, 2007., mantenendosi anche nelle terre espunte dalla Regio X il diritto romano dominium ex iure Quiritium e la cittadinanza romana, con aggregazione delle popolazioni Istre e Liburne alla Tribù ClaudiaW. Kubitscheck "de Romanorum Tribuum origine et propagatione", 1882.cfr. Theodor Mommsen "Corpus inscriptionum latinarum", vol. Vː "Inscriptiones Galliae Cisalpinae Latinae", p. Iː "Inscriptiones regionis Italiae decimae".. Tarsatica viene anche citata da Plinio il Vecchio nella sua opera Naturalis historia.
. Da Tarsatica passava la via Flavia, antica strada romana che iniziava da Tergeste (Trieste) e che passava per Pola (Pola) costeggiando il litorale istriano e giungendo infine in Dalmatia (Dalmazia). .
Dal Medioevo agli Asburgo
Nel VI secolo (580 ca.), spinte dall'avanzata degli Unni e degli Avari, arrivarono ai contrafforti orientali delle Alpi Giulie le tribù slave. In particolare, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente Fiume fu occupata dagli Ostrogoti, dall'Impero bizantino, dai Longobardi e dagli Avari.
Nel 799, in piena epoca medievale, Fiume fu attaccata e conquistata dalle truppe franche di Carlo Magno. Il primo assedio alla città, conosciuto come assedio di Tersatto e comandato da Enrico del Friuli, che morì durante i combattimenti, andò a vuoto, ma il secondo portò alla conquista di Fiume con i franchi che distrussero il castello precedente realizzato dai croati. Dopo i Franchi, dall'anno 1000, il governo della città passò al vescovo di Pola: in tale periodo la città si governò da comune autonomo raggiungendo una notevole prosperità commerciale favorendo anche l'immigrazione di mercanti da diverse parti d'Europa.
Il Ducato di Croazia passò poi sotto il controllo dell'Impero carolingio. Fiume fu una delle città appartenenti al Regno di Croazia fin dalla sua fondazione, che avvenne nel 925, seguendo la sua sorte, che fu l'unione personale con il Regno d'Ungheria, la quale avvenne nel 1102 con la trasformazione di quest'ultimo in Regno di Croazia e Dalmazia. Il castello di Tersatto fu ricostruito insieme alla città dalla famiglia Frangipani. Nel 1288 entrò in vigore anche a Fiume il codice di Vinodol, uno dei più antichi statuti cittadini approvati in Europa.
Fiume iniziò quindi a rivaleggiare con la Repubblica di Venezia. Questa fase della storia di Fiume ebbe fine nel 1466, quando la città passò all'Arciducato d'Austria di Federico III d'Asburgo. La città quarnerina rimase sotto il governo della Casa d'Asburgo per 450 anni, tranne una parentesi durata dal 1805 al 1813, quando fece parte dei domini napoleonici, e fino alla fine della prima guerra mondiale (1918), quando fu occupata dai croati a guerra finita e annessa nel 1924 al Regno d'Italia grazie al trattato di Roma con una parentesi di autonomia municipale nella forma di una città-stato chiamata "Stato libero di Fiume", esistita tra il 1920 e il 1924.
La dominazione austriaca
Dal 1471 al 1648 Fiume fece parte integrante del Ducato di Carniola, mentre successivamente divenne città direttamente inclusa nella Bassa Austria, provincia con capoluogo Graz. L'imperatrice Maria Teresa d'Austria la cedette al Regno d'Ungheria nel 1776, dapprima inserendola nell'ambito amministrativo della Croazia, ma nel 1779, in seguito alle incessanti ed energiche proteste dei fiumani, l'annetté direttamente al Regno d'Ungheria come corpus separatum, ovvero entità autonoma con autogoverno responsabile della gestione amministrativa della città e del suo contado, chiamata Città e distretto di Fiume e detta anche Terra Sancti Viti ad flumen.
Costituita come porto franco nel 1719, passò a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo da mano austriaca a quella francese, di nuovo austriaca e quindi di nuovo ungherese. Durante la rivoluzione ungherese del 1848 la città venne occupata militarmente dalle milizie croate del bano Josip Jelačić.
L'età d'oro di Fiume Nel 1867, dopo l'Ausgleich, le autorità magiare, al fine di dotarsi di un proprio porto sul mar Adriatico, decisero di scorporare il municipio di Fiume dal Regno di Croazia e sottoporre la città quarnerina, che pur avrebbe conservato una piena autonomia comunale, direttamente al governo di Budapest. I croati dal canto loro avrebbero continuato invece ad avere giurisdizione sul circostante distretto fiumano ed in particolare sul sobborgo di Sussak. Questa particolare suddivisione interna altro non fece che riconfermare lo status, già vigente prima del 1848, della città di Fiume come corpus separatum.