Lo sport è qualsiasi forma di attività che mira a utilizzare, mantenere o migliorare le capacità e le abilità psicofisiche, fornendo divertimento ai partecipanti e, in alcuni casi, intrattenimento agli spettatori. Lo sport è svolto talvolta come competizione sportiva, altre volte per puro diletto o per mantenere la forma fisica.
Con il termine sportivo vengono definiti sia gli atleti praticanti sia gli spettatori fruitori degli spettacoli sportivi.
Descrizione Lo sport può, attraverso la partecipazione casuale o organizzata, migliorare la salute fisica dei partecipanti, anche se non mancano incidenti, malattie professionali, sovrallenamenti e dipendenze. Esistono numerosissimi sport, da quelli tra singoli concorrenti, a quelli con centinaia di partecipanti simultanei, sia in squadra che in competizione come individui. In alcuni sport come le corse, più concorrenti possono competere, contemporaneamente o consecutivamente, con un vincitore; in altri, la gara (una partita) è tra due parti, ciascuna che tenta di superare l'altra. Alcuni sport consentono un "pareggio", in cui non esiste un unico vincitore; altri forniscono metodi di spareggio per garantire un vincitore e un perdente. Un certo numero di gare può essere organizzato in un torneo che permette un campione.
Lo sport è generalmente riconosciuto come un sistema di attività basato sull'atletismo fisico o sulla destrezza fisica, con le principali competizioni come i Giochi olimpici che ammettono solo sport che soddisfano questa definizione. In una definizione più ampia però anche discipline competitive che richiedono abilità non strettamente fisiche, come gli scacchi o il bridge, sono considerate sport. Nel caso di cui un atleta svolga una disciplina sportiva ricevendo un compenso, si parla di sport professionistico.
Lo sport è solitamente regolato da una serie di regole o costumi, che servono a garantire una concorrenza leale e consentono un giudizio coerente del vincitore. La vittoria può essere determinata da eventi fisici come segnare gol o tagliare per primo una linea di traguardo. Può anche essere determinato da giudici che valutano elementi della prestazione sportiva, comprese misure oggettive o soggettive come la prestazione tecnica o l'impressione artistica. Lo sport più accessibile e praticato al mondo è la corsa, mentre il calcio è lo sport per spettatori più popolare.
In antropologia lo sport è considerato un genere di gioco di carattere culturale, difatti a differenza del gioco che è un'attività spontanea presente anche negli animali, lo sport è tipicamente umano con notevoli differenze a seconda delle culture. Storicamente ed in parte anche oggi, lo sport è stato appannaggio di elite maschili. Attualmente vige nelle maggior parte delle discipline una separazione dei sessiEmily A. Schultz e Robert H. Lavenda, Antropologia culturale, 2021, IV edizione, pag. 144, Zanichelli, ISBN 978 88 08 62032 3 ed in alcuni casi è previsto il test del sesso.
Etimologia Il termine è un'abbreviazione dell'inglese «disport», a sua volta derivato dal francese «desport», che in antico francese significa divertimento, piacere fisico o spirituale.Hubscher Ronald (s.d.), L'histoire en mouvements, Paris, Armand Colin, 1992, p.58 In italiano sarebbe traducibile con "diporto", termine oggi riservato alla navigazione sportiva, ma che fu proposto in Italia durante il fascismo, nell'ambito della politica di italianizzazione dei termini di origine straniera.
Storia e aspetto culturale
Per le civiltà primitive, l'attività fisica — sia pur priva dei connotati agonistici che l'avrebbero caratterizzata in seguito — era un modo utile per approfondire la conoscenza della natura ed applicare una maggiore padronanza su di essa. La diffusione della pratica sportiva nella maggioranza delle società contemporanee è indice dell'importanza che lo sport assume in senso sociale, ma anche economico e politico. Può inoltre far parte della cultura di una società, legandosi ai cambiamenti che la contraddistinguono: una disciplina che contribuisca ad affermare l'identità di uno Stato è chiamata — talvolta anche con finalità legislative — sport nazionale.
Relativamente all'aspetto ludico, è da notare come lo sport sia diffuso soprattutto presso quelle realtà sociali i cui mezzi economici e culturali ne permettano la pratica. Talune discipline richiedono infatti specifiche attrezzature per poter essere praticate, dalle più semplici (quali i giochi con la palla) alle più complesse (come gli sport che prevedono l'utilizzo di motori). Esistono tuttavia discipline che non richiedono strumenti particolari, rendenone possibile l'accesso anche a popolazioni con minori disponibilità economiche: in tal senso, i successi sportivi possono venire visti come una forma di riscatto sociale.
Un'altra concezione è quella secondo cui lo sport possa trasmettere valori universali, tra cui la socializzazione e il rispetto sia tra compagni che tra avversari: una definizione ufficiale di quest'ultimo aspetto è ravvisabile nel cosiddetto fair play. Per contro, non mancano critiche secondo cui lo sport venga utilizzato - in determinati contesti influenzati da fattori economici o sociali - come mezzo di propaganda politica, favorendo persino l'affiorare di aspetti deleteri (non ultimo il razzismo).
Fattori che determinano il successo e la diffusione di uno sport sono — tra gli altri — la semplicità dei regolamenti (che ne determinano la comprensione e il seguito presso i tifosi) e l'attenzione riservata dai mass media. Gli appassionati possono infatti contare sull'ampia reperibilità di informazioni, sia tramite fonti cartacee (tra cui La Gazzetta dello Sport) che on-line (molti atleti e squadre dispongono infatti di siti ufficiali). Non da ultimo, i fondamenti etici dello sport e le movenze di base sono insegnate a scuola sin dalla tenera età: l'organizzazione prende il nome di educazione fisica.
Lo sport nella Preistoria
Nel corso del XIX secolo molte scoperte di esempi di arte rupestre sono state effettuate in Francia, per esempio a Lascaux, in Africa e in Australia, che dimostrano come in tempi preistorici vi fosse un interesse da parte degli uomini primitivi per attività che non fossero direttamente legate alla ricerca di cibo e alla sopravvivenza, ma che possiamo definire invece come svago o riti di buon auspicio.
Le tribù primitive africane, americane e oceaniane analizzate da etnografi dell'Ottocento hanno conservato per millenni il senso e il carattere delle esercitazioni sportive e consentirono di formulare alcune ipotesi sull'evoluzione degli esercizi, dal loro originario scopo pratico a quello successivo ritualistico nell'ambito di cerimonie religiose o festive.
Secondo molti storici dello sport, tra i quali Antonino Fugardi, questa linea evolutiva può essere applicata, a grandi linee, anche allo sviluppo dell'attività sportiva europea e asiatica.
Origini dello sport
Le esercitazioni sportive erano in un primo tempo singole, poi divennero collettive e praticate anche dalle donne sin dal Medioevo; l'esercizio più diffuso e più antico dovette essere la corsa, alla quale si aggiunsero, subito dopo, i lanci e i salti, utili per la caccia e per le guerre. Ben presto emersero altre manifestazioni indispensabili per la sopravvivenza, dalle quali derivarono il nuoto, la canoa, l'equitazione, la lotta, il pugilato, la scherma contemporanee, a cui si aggiunsero giochi con palle costituite di erba e di grossi frutti.
Inizialmente queste manifestazioni non mostrarono caratteristiche prevalentemente agonistiche, bensì, soprattutto quelle di gioco e di intrattenimento. In tempi successivi, gli esercizi assunsero un duplice aspetto: quello medico-spirituale-ginnico sviluppato maggiormente in Oriente, e quello atletico-rituale prosperante nel bacino del Mediterraneo. In Occidente prevalsero l'aspetto atletico, la cura del vigore muscolare e la resistenza alle fatiche a fini militari.
Antico Mediterraneo e Medio Oriente Gli ebrei praticavano il tiro con fionda, il tiro con l'arco ed una gara di forza basata sul sollevamento di un macigno chiamata "gioco della pietra di paragone". Illustrazioni dell'età della pietra che ritraggono uomini nuotare e tirare con l'arco sono state ritrovate nel deserto libico.
Presso altri popoli, come i Babilonesi, gli Assiri, i Medi, i Persiani, gli Etruschi, i Cretesi, i giochi basati sulle abilità e la vigoria fisica, proprio per le loro caratteristiche espressive di forza e di vitalità, vennero utilizzati per manifestare la gratitudine per questi doni alle divinità che li concedevano e quindi furono inclusi nelle cerimonie sacre di implorazione e di propiziazione, insieme alle danze ed il canto. Successivamente, i giochi sportivi furono inseriti nelle cerimonie funebri, per onorare re e condottieri, che erano divenuti tali grazie, anche, alla loro doti fisiche e morali e alla loro maestria guerresca.
Sport nell'Antico Egitto Le iscrizioni sugli antichi monumenti egiziani indicano che già al tempo dei faraoni venivano praticate molte attività sportive a scopo essenzialmente ludico: lotta, ginnastica, pugilato, nuoto, canottaggio, pesca, atletica e vari generi di giochi con la palla. I faraoni, nonché i dignitari e gli uomini di stato dell'antico Egitto assistevano a gare sportive con assiduità e ne favorivano lo svolgimento promuovendo la costruzione delle strutture necessarie.
Dai geroglifici è stato possibile stabilire che già millenni prima dei greci, gli antichi egiziani avevano provveduto a stilare le regole di base per alcuni giochi, ad affidare il controllo della regolarità delle gare a un arbitro neutro, a dotare i giocatori di uniformi, e ad ornare i vincitori assegnando loro collari di fogge particolari. Sia al vincitore sia al perdente veniva reso omaggio, al primo per la sua superiorità ed al secondo per lo spirito sportivo.
Sport dell'Antica Grecia
Una vasta gamma di sport era già praticata ai tempi dell'antica Grecia: la corsa, il salto in lungo, la lotta, il pugilato, il tiro del giavellotto, il lancio del disco, la gara dei carri da guerra e il pentathlon erano quelli prevalenti. Questa predilezione sta a indicare l'influenza predominante che la cultura militare nell'antica Grecia ebbe sullo sviluppo degli sport ad essa più legati e viceversa.
Secondo la leggenda fu Ercole a fondare, in segno di ringraziamento a Zeus, i giochi sacri di Olimpia dopo aver superato la sua settima delle dodici fatiche previste, e la prima edizione fu omaggiata dalla partecipazione di Apollo e Marte; dopodiché caddero in oblio per alcuni secoli finché il re Ifito ripristinò i Giochi olimpici, nel 776 a.C. con l'intento di salvaguardare la neutralità della sua patria. Si tenevano in onore di Zeus ogni quattro anni ad Olimpia, un piccolo villaggio del Peloponneso.
Le Olimpiadi non erano solamente un avvenimento sportivo, ma erano la celebrazione dell'eccellenza individuale, della varietà culturale ed artistica dell'intera cultura greca e, soprattutto, erano l'occasione per onorare la massima divinità religiosa. Il vincitore delle Olimpiadi veniva considerato "l'uomo più potente del mondo" e veniva immortalato in statue o poemi. Gli atleti erano tutti maschi, mentre alle donne era proibito partecipare.
Antica Roma
La cultura romana, come quella ellenistica, celebrava l'esaltazione della competizione fisica. L'attività sportiva non competitiva veniva praticata prevalentemente nell'ambito delle terme come parte fondamentale di quella cultura del benessere che era un pilastro della società romana. Già ai tempi della fondazione della città venivano celebrate feste religiose all'interno delle quali erano previste gare sportive.
Il termine ludi, che indicava generalmente le competizioni sportive, deriva probabilmente dall'etrusco, come gran parte dell'attività sportiva romana.