Cú Chulainn ( , lett. "cane di Culann"),. scritto anche Cúchulainn, Cú Chulaind, Cúchulain, o Cuchullain o, in italiano, Cucullino,La variante italiana del nome, "Cucullino", compare nella traduzione ottocentesche de I Canti di Ossian di James MacPherson (1736-1796) a cura dell'abate Melchiorre Cesarotti (1730-1808): ed. Padova (1763), Padova (1772), Nizza (1780-81), Pisa (1801), Bassano (1789-1805), Firenze (1807), Milano (1820), ecc. è un semi-dio della mitologia irlandese, protagonista del ciclo dell'Ulster nonché del folclore di Scozia e dell'Isola di Man.
Figlio del dio Lúg e di Deichtine, sorella del re dell'Ulster, nasce col nome di Sétanta ma conquista il nome con cui è più noto da bambino, dopo aver ucciso per difendersi il feroce cane da guardia di Culann, offrendosi in sua vece finché non sarà in grado di dare un risarcimento adeguato. All'età di diciassette anni difende da solo l'Ulster dalle armate della regina Medb del Connacht nell'epico Táin Bó Cúailnge. Gli viene profetizzato che le sue grandi imprese gli garantiranno fama eterna ma che la sua vita sarà molto breve (cfr. riferimento al mito greco di Achille).
Combatte sul suo carro da guerra, guidato dal fedele auriga Láeg e trainato dai cavalli Liath Macha e Dub Sainglend. Diviene famoso per la sua frenesia in battaglia (rìastrad),Letteralmente "l'atto di contorcersi, distorsione" (Dictionary of the Irish Language, Compact Edition, Royal Irish Academy, Dublin, 1990, pag. 507). le cui modalità permettono il paragone con la figura del Berserkr della mitologia norrena.
Il mito La nascita Diverse sono le storie sulla nascita di Cú Chulainn. In una delle più antiche sua madre Deichtine è la figlia e l'auriga di Conchobar mac Nessa, re dell'Ulster, e accompagna il padre e i suoi fedeli in una caccia ad uno stormo di uccelli magici. La neve comincia a cadere e gli uomini dell'Ulster cercano riparo, trovando una casa che offre loro ospitalità. La moglie del loro ospite va in travaglio e Deichtine assiste alla nascita di un maschio; contemporaneamente una cavalla dà alla luce due puledri. La mattina dopo la compagnia si ritrova al Brug na Bóinde (il terrapieno neolitico presso Newgrange): la casa e i suoi abitanti sono scomparsi, tranne il bambino e i due cavalli: Deichtine porta a casa il neonato e lo alleva ma questo si ammala e muore. Allora le appare il dio Lúg, e le rivela che l'ospite misterioso di quella notte era proprio lui, e che ha deposto nel suo grembo un figlio, che dovrà chiamarsi Sétanta. La sua gravidanza dà scandalo e la giovane viene promessa sposa a Súaltam mac Róich, anche se nell'Ulster gira voce che lo stesso re Conchobar sia il responsabile. Deichtine abortisce e così si presenta al suo marito “completamente vergine”. Dall'unione legittima nascerà un figlio, cui sarà posto il nome Sétanta. Per questo si dice che Cú Chulainn sia stato concepito tre volte, come marchio del suo essere fuori dal normale.
In una versione più recente e meglio conosciuta della nascita di Cú Chulainn Deichtine è la sorella e non la figlia di re Conchobar. Un giorno sparisce da Emain Macha, la capitale dell'Ulster. Come nell'altro racconto gli uomini dell'Ulster vanno a caccia di uno stormo magico, sono sorpresi da una tormenta di neve e trovano ospitalità in una casa. Il loro ospite è il dio Lúg, ma la sua compagna è la stessa Deichtine. Il loro figlio si chiama Sétanta. I nobili discutono tra loro su chi di loro dovrà adottare il piccolo, finché il saggio Morann suggerisce che più di uno diventi suo tutore: lo stesso re Conchobar; Sencha mac Ailella che gli insegnerà il giudizio e l'eloquenza; il ricco Blaí Briugu che lo proteggerà e provvederà per lui; il nobile guerriero Fergus mac Róich che si occuperà di lui e gli insegnerà a proteggere i deboli; il poeta Amergin che lo educherà e sua moglie Findchóem che gli farà da balia.
Sétanta crescerà nella casa di Amergin e Findchóem nella piana di Muirthemne nell'odierno County Louth, al fianco del loro vero figlio Conall Cernach.
L'infanzia Le storie dell'infanzia di Cú Chulainn sono raccontate tramite una retrospezione all'interno del Táin Bó Cúailnge.
Ancora bambino, mentre abita nella casa dei genitori nella piana di Muirthemne, implora per avere il permesso di unirsi alla banda dei giovani di Emain Macha ma sua madre pensa che sia troppo piccolo e che dovrebbe aspettare che una compagnia di guerrieri lo accompagni lì. Parte comunque per conto suo e, arrivato a Emain, corre attraverso il campo di gioco senza chiedere - come era di prassi - la protezione degli altri ragazzi. Questi ultimi la prendono come una sfida e lo attaccano ma Sétanta ha una crisi rìastrad, e li batte tutti quanti da solo. Re Conchobar mette fine alla rissa e chiarisce il malinteso ma, poco dopo che Sétanta si mette sotto la protezione dei ragazzi, egli stesso corre dietro a questi ultimi pretendendo che a loro volta si mettano sotto la sua protezione.
Culann il Fabbro invita Conchobar ad un banchetto a casa sua. Prima di andare il re si ferma al campo di gioco per osservare i ragazzi giocare a hurling (sport nazionale irlandese, specie di hockey su prato). Impressionato dalla performance di Sétanta lo invita a venire alla festa dove è diretto. Il giovane gli promette che finita la partita lo raggiungerà; Conchobar se ne dimentica, e così Culann non lega il suo feroce cane da guardia. Quando Sétanta arriva viene quindi aggredito dall'enorme bestia ma la uccide difendendosi, in una versione schiacciandolo contro una megalite lì vicino e in un'altra ficcandogli uno sliotar, cioè una palla da hurling, giù per la gola con la sua mazza. Culann è devastato dalla perdita del suo fedele cane e così Sétanta promette di risarcirlo appena possibile e di sentirsi grande abbastanza da prendere il posto della bestia a guardia della casa del fabbro. Allora il druido Cathbad annuncia che da quel momento il nome di Sétanta sarà Cú Chulainn, il "Cane/Segugio di Culann".
A Emain Macha, Cú Chulainn ascolta Cathbad insegnare ai suoi allievi. Uno di essi chiede a che cosa fosse propizia quella giornata e il druido risponde che quel giorno qualunque guerriero avesse imbracciato le armi avrebbe avuto gloria eterna. Cú Chulainn, sebbene abbia solo sette anni, si reca da re Conchobar e chiede quindi delle armi. Nessuna delle armi che gli vengono date sopporta la sua forza, se non quelle dello stesso sovrano. Allo spettacolo Cathbad lancia un lamento perché la sua profezia non era stata completata: alla vita gloriosa si sarebbe accompagnata una morte precoce.
Poco dopo in risposta alla profezia di Cathbad, Cú Chulainn domanda un carro a Conchobar e naturalmente solo il carro del re riesce a portarlo. Prepara quindi un'imboscata e uccide i tre figli di Nechtan Scéne, che si era vantato del fatto che essi avevano ucciso più uomini dell'Ulster di quanti adesso abitassero il paese. Il piccolo Cú Chulainn fa ritorno a Emain Macha ancora nella sua frenesia guerriera e tutti temono per la propria vita. Allora la regina Mugain guida fuori dalla città le donne di Emain, che si scoprono i seni davanti al giovane furioso. Cú Chulainn distoglie lo sguardo e gli uomini dell'Ulster lo gettano in una botte di acqua fredda, che esplode per il calore del suo corpo. Quindi lo gettano in una botte di acqua bollente, e infine in una terza di acqua con una temperatura piacevole.
L'addestramento di Cú Chulainn In gioventù Cú Chulainn è così bello che gli uomini dell'Ulster temono che se rimarrà senza una moglie finirà per rubare le loro e perfino le loro figlie. Essi quindi si mettono alla ricerca per tutta l'Irlanda di una donna di suo gradimento ma Cú Chulainn non vuole che Emer, la figlia di Forgall Monach. Quest'ultimo è però contrario e suggerisce che prima Cú Chulainn sia addestrato ad Alba, cioè in Scozia, dalla famosa donna-guerriero Scáthach – certo sperando che il giovane rimanga ucciso dall'esperienza. Cú Chulainn accetta la sfida. Nel frattempo Forgall offre la figlia Emer in sposa a Lugaid mac Nóis, un re di Munster, che però rifiuta appena scopre l'amore della giovane per l'eroe.
Intanto Scáthach insegna a Cú Chulainn tutte le arti marziali, compreso l'uso della Gáe Bulg, una terribile lancia piena di punte che solo tagliando la carne della vittima poteva essere estratta dal suo corpo. Il suo compagno di addestramento è Ferdiad, che diventa in breve il suo migliore amico e fratello adottivo. Durante questo periodo Scáthach deve affrontare Aífe, sua rivale o, in altre versioni, la sua sorella gemella. Temendo per la vita di Cú Chulainn, gli somministra una potente pozione che lo addormenterà tenendolo lontano dalla battaglia. Ma la forza dell'eroe fa sì che il sonno non duri che un'ora, dopo la quale egli si getta nella mischia. Così Cú Chulainn affronta Aífe in duello ma i due si equivalgono per forza, così per vincere Cú Chulainn la inganna distraendola con la falsa notizia che i suoi cavalli e il suo carro, ciò che essa ama di più al mondo, sono precipitati da una scogliera. Aífe viene catturata e Cú Chulainn le risparmia la vita a condizione che essa cessi il suo odio per Scáthach e gli dia un figlio.
Lasciata dunque Aífe incinta Cú Chulainn ritorna in Irlanda, dove però Forgall non si decide a concedere la mano di Emer. Allora Cú Chulainn assalta la sua fortezza, uccide ben ventiquattro dei suoi uomini, rapisce Emer e ruba il tesoro di Forgall, che muore precipitando dai suoi bastioni. A questo punto però re Conchobar reclama il suo diritto alla prima notte di nozze (c.d. ius primae noctis). Cú Chulainn reagisce male ma Conchobar non vuole cedere la sua autorità di fronte a tutti. Salva la situazione il druido Cathbad stabilendo che il re dormirà la prima notte con la sposa ma in mezzo tra i due si coricherà lo stesso Cathbad a garanzia della verginità di Emer.
Cú Chulainn uccide suo figlio Sette anni dopo Connla, il figlio di Cú Chulainn e Aífe, viene in Irlanda alla ricerca del padre, ma Cú Chulainn lo uccide quando questi, sorpreso come intruso, rifiuta di farsi identificare. L'episodio rimanda al mito persiano di Rostam, eroe leggendario invincibile come Cú Chulainn, anch'egli vincitore della sua prima battaglia in tenera età, che uccide il figlio Sohrab (cfr. anche il greco Odisseo, che invece viene ucciso inconsapevolmente da Telegono, il figlio nato dalla relazione adulterina con la maga Circe).
Lugaid e Derbforgaill Durante il suo soggiorno all'estero Cú Chulainn aveva salvato la principessa scandinava Derbforgaill, vittima sacrificale dei Fomori. Derbforgaill si innamora dell'eroe e in seguito viene in Irlanda con la sua ancella in forma di una coppia di cigni. Cú Chulainn non la riconosce e l'abbatte con la sua fionda, salvo poi salvarle la vita succhiando via dal suo fianco la pietra che aveva lanciato. Avendo però bevuto il suo sangue non gli è possibile sposarla e così la dà in moglie al suo fratello adottivo Lugaid Riab nDerg. Quest'ultimo era destinato a diventare l'Alto Re d'Irlanda, ma la Lia Fáil, la Pietra del Destino, non emise alcun suono quando Lugaid si levò sopra di essa, così Cú Chulainn la spezzò in due con la sua spada. Quando poi le donne dell'Ulster uccideranno Derbforgaill perché gelose della sua bellezza e desiderabilità, Lugaid morirà di dolore - e di nuovo interverrà Cúchulainn, abbattendo la casa dove esse si erano rifugiate e uccidendone centocinquanta.
Il furto del bestiame del Cooley (Táin Bó Cúailnge)
All'età di diciassette anni Cú Chulainn difende da solo l'Ulster dall'esercito del Connacht. Medb, regina del Connacht, organizza l'invasione per rubare Donn Cúailnge, un magnifico toro da monta. L'Ulster è preso di sorpresa, anche perché Cú Chulainn si è lasciato distrarre da una donna quando ne doveva sorvegliare i confini. Gli uomini dell'Ulster sono resi inabili da una maledizione.