Novi Sad (in serbo e ruteno Нови Сад, Novi Sad; ; ) è una città di abitanti situata nel nord della Serbia, sulle rive del Danubio. È il capoluogo della Voivodina e del distretto della Bačka Meridionale, inoltre è un importante centro culturale ed industriale.
Origini del nome
Novi Sad è stata, lungo la sua storia, un importante crocevia di popolazioni, sia per ragioni storiche sia politiche. Per questo motivo è chiamata con nomi differenti dai diversi popoli che l'hanno raggiunta o con cui la città ha avuto rapporti commerciali.
È così che se Нови Сад è il nome ufficiale in serbo scritto in cirillico, (letteralmente significa "Nuova Piantagione"), gli altri nomi utilizzati per definirla sono: Novi Sad in romeno, Nový Sad in slovacco, Újvidék in ungherese, Neusatz in tedesco, Neoplanta in latino.
La città era nota anche con il nome di una delle due municipalità che oggi la compongono: Petrovaradino o Petervaradino (in serbo: Петроварадин; in tedesco: Peterwardein; in ungherese: Pétervárad).
Geografia fisica Territorio Novi Sad si trova nella provincia della Voivodina; per metà appartiene al Distretto della Bačka Meridionale e per metà a quello di Sirmia. È attraversata dal Danubio che divide le due parti. Nella metà settentrionale è sfiorata dagli ultimi bassorilievi della Fruška Gora ed è bagnata da un segmento del canale Danubio-Tibisco-Danubio.
Clima Novi Sad ha un moderato clima continentale, con 4 stagioni. L'autunno è più lungo della primavera con lunghi periodi caldi e soleggiati. L'inverno è freddo con una media di 20 giorni in cui la temperatura scende al di sotto dello zero. Gennaio è il mese più freddo con una temperatura media di -0,9 °C. La primavera è corta e piovosa, e l'estate arriva repentinamente.
Tabella climatica di Novi Sad:
Storia Nella zona di Petrovaradino sono state ritrovate tracce di un antico insediamento umano risalente all'Età della Pietra: ciò testimonia che intorno al 4500 a.C. il territorio dell'attuale Novi Sad era già abitato. I Celti conquistarono la regione nel IV secolo a.C. e costruirono una fortezza sulla sponda destra del Danubio; i Romani nel I secolo a.C. assoggettarono le terre dell'attuale città e costruirono l'insediamento di Cusum che fu annesso alla Provincia della Pannonia. Cusum, nel V secolo, fu distrutta dagli Unni, ricostruita pochi anni dopo dai Bizantini che la chiamarono Petrikon (). Fu successivamente conquistata da Ostrogoti, Franchi, Avari, Bulgari e nuovamente dai Bizantini. Tra il X e il XII secolo appartenne al Regno d'Ungheria: in un documento ufficiale del 1237 viene menzionata come Petrovaradin (), insieme ad altri insediamenti come Mrtvaljoš o Sajlovo dai nomi tipicamente slavi a testimonianza della presenza di popoli di etnia slava in queste terre all'epoca. Tra il 1526 e il 1687 la regione rientrava nei domini dell'Impero ottomano ed era abitata da Serbi.
Alla fine del XVII secolo la zona divenne un possedimento degli Asburgo. Alla popolazione ortodossa della regione fu vietato di andare ad abitare a Petrovaradino: per questo nel 1694 venne fondato un nuovo villaggio sulla sponda sinistra del Danubio, chiamato Ratzen Stadt (Città dei Serbi) o Petrovaradinski Šanac. Nel 1718 gli abitanti della cittadina di Almaš furono trasferiti a Ratzen Stadt dove costruirono un loro quartiere Almaški Kraj. Nel 1720 risultavano vivere a Ratzen Stadt 112 famiglie serbe, 14 tedesche e 5 ungheresi; la città fu chiamata ufficialmente (Nuovo Insediamento, Novi Sad) e nel 1748 fu dichiarata città reale libera dall'Imperatrice Maria Teresa.
Nel XVIII e XIX secolo, Novi Sad fu la più grande città abitata dai Serbi che, in quel tempo, non avevano una loro Patria; per la sua influenza politica e culturale fu chiamata l'Atene serba (Srpska Atina). Nel 1843 risultavano vivere a Novi Sad abitanti, tra cui i Serbi erano l'etnia predominante. Durante la rivolta del 1848-1849 (la Primavera dei popoli), la città faceva parte della Regione autonoma austriaca della Vojvodina, nel 1849 fu bombardata dagli Ungheresi asserragliati a Petrovaradin: moltissimi suoi abitanti furono uccisi o fuggirono, tanto che nel 1850 furono censiti solo cittadini. Tra il 1849 e il 1860, Novi Sad divenne parte della Provincia della Vojvodina serba e Banato di Tamiš (Војводство Србија и Тамишки Банат, Vojvodstvo Srbija i Tamiški Banat). Dopo il 1867 venne assegnata all'amministrazione magiara dell'Impero austro-ungarico e fu sottoposta ad una forte magiarizzazione, portata avanti con l'insediamento in città di numerose famiglie magiare, tanto che i Serbi divennero una minoranza.
Nel 1918 scoppiò l'insurrezione serba contro l'Austria: l'8 novembre gli Austriaci abbandonarono la città, il 9 vi fecero ingresso le truppe serbe, il 25 fu proclamata l'unione della Voivodina con lo Stato degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi, in seguito chiamato Regno di Jugoslavia. Nel 1941 Novi Sad fu invasa dalla Germania e inserita territorialmente nell'Ungheria: nel 1942 la polizia ungherese uccise abitanti della città e ne gettò i corpi nelle acque del Danubio; in tutto, durante il conflitto, morirono più di cittadini di Novi Sad. I partigiani serbi furono molto attivi durante il periodo dell'occupazione, e il 23 ottobre del '44 entrarono in città e la proclamarono unita alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.
Novi Sad, dalla fine della Seconda guerra mondiale al dissolvimento della Jugoslavia visse un periodo di forte sviluppo industriale e la sua popolazione raddoppiò. Nel 1999 fu pesantemente bombardata dalle forze militari della NATO durante la Guerra del Kosovo: i suoi ponti furono distrutti, le comunicazioni, l'acqua e l'elettricità furono interrotte. Molte bombe caddero sulle zone residenziali causando parecchi morti, altre colpirono le installazioni industriali, soprattutto le raffinerie di petrolio, causando gravi danni all'ambiente. La città è stata scelta per essere capitale europea della cultura nel 2021, insieme alla romena Timișoara e alla greca Eleusi; a seguito della pandemia di COVID-19 il programma delle capitali europee della cultura è stato modificato: Novi Sad deterrà il titolo nel 2022, insieme a Kaunas ed Esch-sur-Alzette.
Monumenti e luoghi d'interesse
Una delle attrazioni turistiche più note di Novi Sad è la Fortezza di Petrovaradino (Петроварадинска тврђава, Petrovaradinska tvrđava), nata come cittadella romana e divenuta nel XIII secolo monastero cistercense di cui i monaci rinforzarono le mura dopo l'invasione dei Tartari (1247-1252). Fu teatro di numerose battaglie tra l'Austria e gli Ottomani, nuovamente rimaneggiata nel XVIII secolo, è una delle più imponenti costruzione militari in Europa. Mete di numerosi visitatori ogni anno sono anche il parco nazionale della Fruška Gora che dista circa 20 km da Novi Sad, e il paese di Sremski Karlovci a 8 km dal centro.
La città vecchia ospita un gran numero di testimonianze storiche e artistiche mete di turismo. Sulla Piazza della Libertà (Трг Слободе, Trg Slobode) si affacciano alcuni degli edifici più significativi: il Municipio, il Palazzo della Banca della Vojvodina e quello della Novosadska štedionica, la Cassa di risparmio, l'Uomo di ferro e la parrocchia cattolica (Римокатоличка парохијска црква) costruita nel 1895 in stile neogotico, di cui spicca la torre dell'orologio alta 76 metri.
Le chiese principali nel panorama architettonico di Novi Sad sono la Nikolajevska crkva (Николајевска црква) del 1730, la più antica chiesa ortodossa in città con la sua cupola rivestita in oro, quella dell'Assunzione (Успенска црква, Upenska crkva) del 1736, lAlmaška (Алмашка црква) del 1797 e la Cattedrale ortodossa (Саборна црква, Saborna crkva) 1742; notevole è anche l'edificio della Sinagoga del 1906, che fa parte di un complesso comprendente il municipio ebraico e la ex scuola giudaica, oggi scuola di balletto.
Altri edifici di valore artistico sono quello della Matica srpska (Матица Српска), la più antica istituzione culturale della Serbia, che s'interessa del patrimonio linguistico e letterario della Serbia; il palazzo dell'Eparchia (Vescovado) di Bačka, il ginnasio Jovan Jovanović Zmaj, o il palazzo della famiglia Menrat (Менратова палата, Menratova palata) costruito nello stile della secessione ungherese.
A Novi Sad sono presenti diverse istituzioni culturali, tra cui il Teatro nazionale serbo (Српско народно позориштe, Srpsko narodno pozorište), il Museo della Voivodina, la Galleria delle Belle Arti, il Museo della città o il Tesoro della Chiesa ortodossa serba.
Un'importante manifestazione richiama a Novi Sad migliaia di turisti ogni anno: si tratta dellEXIT Music Festival. Si svolge all'interno della fortezza di Petrovaradino al mese di luglio, dall'anno 2000. Inizialmente voluto dagli studenti universitari della città e sovvenzionato da istituzioni pubbliche e da ONG, oggi è sponsorizzato da numerose imprese private e patrocinato dall'emittente MTV, e vede esibirsi gruppi musicali internazionali.
Società Religione
Sin dai tempi in cui Novi Sad fu dichiarata città libera, le diverse confessioni religiose presenti hanno cercato di convivere in maniera pacifica e le autorità si sono sforzate di eliminare ogni controversia. Nel 1747 Cattolici e Ortodossi, che sono le chiese maggioritarie, si accordarono per un'eguale partecipazione alla vita pubblica della città.
La prima parrocchia ortodossa fu fondata alla fine del XVI secolo: dai documenti risulta esistere nel 1702. Nel XVIII secolo, il vescovo di Bačka spostò la sua sede a Petrovaradino e altre importanti chiese come la Nikolajevska Crkva e la Uspenska Crkva furono costruite prima del 1735. Il clero ortodosso veniva pagato dalla Tesoreria cittadina e il consiglio parrocchiale serbo era composto dai membri ortodossi dell'Assemblea municipale i cui eletti erano per metà serbo-ortodossi e per metà cattolici (tedeschi, ungheresi o slovacchi).
Le autorità religiose serbe avevano giurisdizione anche sugli affari politici della città e rappresentavano gli interessi della popolazione serba nei confronti della politica asburgica fino alla nascita del Regno di Jugoslavia. Dopo la Seconda guerra mondiale, i beni della chiesa furono confiscati dallo Stato e lo stesso clero fu privato del potere decisionale in campo civile.
Nel 1718 fu costruita la prima chiesa cattolica presto caduta in rovina, nel 1743 ne fu eretta un'altra dopo che numerosi cittadini cattolici di Belgrado si rifugiarono a Novi Sad in seguito alla caduta della capitale nelle mani dei Turchi. Questa chiesa fu utilizzata fino agli anni venti del XX secolo, quando venne edificata quella di Santa Maria nel centro della città. Altre chiese cattoliche furono man mano costruite, come quella di Santa Elisabetta a Telef, o quella dello Spirito Santo.
Anche i Protestanti si insediarono a Novi Sad ed aprirono una scuola nel 1808 e una chiesa nel 1819, distrutta dai bombardamenti del 1849 e ricostruita nel 1885.
La prima sinagoga fu edificata nel 1717; nel XVIII secolo, vivevano a Novi Sad 1.500 Ebrei, soprattutto commercianti e artigiani che godevano di un'autonomia sia religiosa che amministrativa fino alla rivoluzione del 1848/49.
Dopo la Seconda guerra mondiale, restarono pochi Ebrei in città, e la sinagoga da allora è usata solo per manifestazioni culturali, mentre per le cerimonie religiose, la comunità fa capo al rabbino di Belgrado.
Il primo parroco greco-cattolico risiedette a Novi Sad dal 1780, ma la chiesa degli Apostoli Pietro e Paolo fu costruita solo nel 1820 e ultimata nel 1838. I cattolici armeni consacrarono la loro chiesa nel 1746: era officiata da monaci provenienti da Venezia o da Vienna; nel 1872 fu eretta un'altra chiesa armena demolita negli anni venti del XX secolo.
Molte altre comunità religiose vivono a Novi Sad oggi, come quella evangelica metodista che ha costruito l'ospedale "Betanija", quella battista, quella avventista o la comunità islamica.
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