Il Partito Socialista Rivoluzionario (PSR o SR, ) fu un partito politico russo attivo all'inizio del XX secolo.
Storia Prima della Rivoluzione del 1917 Il Partito Socialista Rivoluzionario nacque nel 1902 dallUnione Settentrionale dei Socialisti Rivoluzionari (fondata nel 1896), riunendo numerosi gruppi socialisti rivoluzionari locali che si erano formati nell'ultimo decennio dell'Ottocento, in particolare il Partito dei Lavoratori per la Liberazione Politica della Russia creato da Ekaterina Breško-Breškovskaja e Grigorij Geršuni nel 1899. Viktor Černov, editore del primo organo del partito, Revoljucionnaja Rossija (Russia rivoluzionaria), emerse come il principale teorico della formazione. Tra gli altri periodici del partito si ricordano Znamia Truda (Bandiera del Lavoro), Delo Naroda (Causa del Popolo), e Volja Naroda (Volere del Popolo). Geršuni, Breškovskaja, Andrej Argunov (1866-1939), Nikolaj Avsent'ev, Michail Goc (1866-1906), Mark Natanson (1850/51-1919), Vadim Rudnev (1874-1940), Nikolaj Rusanov (1859-1939) e Boris Savinkov furono alcuni dei principali esponenti del partito.
Il programma del PSR era sia socialista democratico sia socialista agrario e conquistò grande successo tra i piccoli contadini della Russia rurale che appoggiavano in particolare il programma di socializzazione delle terre contrapposto al programma bolscevico di nazionalizzazione delle terre. La piattaforma politica del partito socialista rivoluzionario differiva da quella del Partito Operaio Socialdemocratico Russo — di obbedienza sia bolscevica sia menscevica — per il fatto che il marxismo non era considerato l'ideologia ufficiale del partito, pur costituendo un riferimento importante per molti dei suoi capi. Il PSR sosteneva che i contadini, più che i proletari industriali, avrebbero costituito in Russia la classe rivoluzionaria. Il partito era particolarmente forte in Ucraina (dove alle elezioni per la Costituente del gennaio 1918 si presentò come partito autonomo in virtù della recentemente acquisita indipendenza del paese).
Il PSR nacque direttamente dai narodniki, cioè dal movimento populista russo. Con lo sviluppo economico russo degli anni novanta dell'Ottocento, esso cercò di allargare il proprio consenso per attrarre i sempre più numerosi lavoratori urbani al loro programma tradizionalmente rivolto ai contadini. L'intenzione era quella di allargare il concetto di popolo così da comprendere tutti gli elementi della società che si opponevano al regime zarista.
Il PSR svolse un ruolo attivo nella rivoluzione russa del 1905 e nei soviet di Mosca e San Pietroburgo. Nonostante il partito avesse ufficialmente boicottato la prima Duma nel 1906, 34 socialisti rivoluzionari vennero eletti, mentre 37 lo sarebbero stati nella seconda Duma nel 1907; il partito boicottò anche la terza (1907) e la quarta Duma (1912).
Il terrorismo, sia politico sia agrario, era centrale nella strategia del PSR verso la rivoluzione. LOrganizzazione di Combattimento del SR (OCSR), responsabile di attentati contro gli ufficiali di governo, fu fondato e, in origine, guidato da Geršuni, operò separatamente dal partito per non mettere in pericolo la sua azione politica. Gli agenti dell'OCSR assassinarono: due Ministri degli Interni, Dmitrij Sipjagin e Vjačeslav Pleve, uccisi rispettivamente da Stepan Balmašëv e da Egor Sozonov, il granduca Sergej Aleksandrovič, colpito a morte da Ivan Kaljaev, il governatore di Ufa Nikolaj Bogdanovič (1856-1903), eliminato da Egor Dulebov (1883/84-1908),Bogdanovič fu ucciso perché a Zlatoust il 26 marzo 1903, nel corso di una manifestazione pacifica che chiedeva il rilascio dei minatori arrestati qualche giorno prima per aver rivendicato migliori condizioni di lavoro, aveva ordinato ai soldati di sparare sulla folla, causando un centinaio di vittime. Cfr. Valdo Zilli, La rivoluzione russa del 1905. La formazione dei partiti politici (1881-1904), Napoli, Istituto italiano per gli studi storici, 1963, p. 455. e alcuni altri ufficiali di alto grado, senza contare i numerosi tentativi falliti.
Nel 1903 Geršuni fu tradito dal suo vice, Evno Azef, un agente della polizia segreta Ochrana, arrestato e accusato di terrorismo. Azef divenne il nuovo leader dell'OCSR, e continuò a lavorare sia per l'OCSR sia per l'Ochrana, orchestrando simultaneamente attacchi terroristici e tradimenti dei suoi compagni. Boris Savinkov ordì molte delle operazioni in campo, tra cui, il 6 maggio 1906, il tentato omicidio dell'ammiraglio Fëdor Vasil'evič Dubasov (1845-1912), che sopravvisse all'attacco,Ettore Cinnella, 1905. La vera rivoluzione russa, Pisa-Cagliari, Della Porta Editori, 2008, p. 351. reo di aver prima represso le insurrezioni contadine nelle province ucraine e poi, nel dicembre 1905, la rivolta di Mosca.E. Cinnella, 1905. La vera rivoluzione russa, pp. 333-334.
Alla fine del 1908 un narodnik e cacciatore di spie russo, Vladimir Burcev (1862-1942), avanzò il dubbio che Azef fosse una spia della polizia. Il Comitato Centrale del partito reagì sdegnato e preparò un tribunale per processare Burcev per diffamazione. Quando Azef fu messo di fronte all'evidenza al processo e venne accusato, fuggì e lasciò il partito nello scompiglio. Il Comitato Centrale del partito, composto soprattutto da uomini vicini ad Azef, fu costretto a dimettersi. Molte organizzazioni regionali, già indebolite dalla sconfitta della rivoluzione del 1905, collassarono o divennero inattive. Il tentativo di Savinkov di ricostruire l'OCSR fallì e terminò nel 1911.
La Rivoluzione del febbraio 1917
La Rivoluzione di febbraio permise al Partito Socialista Rivoluzionario di svolgere un ruolo politico maggiore, con la partecipazione di uno dei suoi membri, Aleksandr Kerenskij, al governo provvisorio del marzo 1917 di impronta liberale, e infine divenendo primo ministro nella coalizione socialista-liberale al governo nel luglio 1917. Il PSR si divise tra coloro che sostenevano il Governo Provvisorio e coloro che appoggiavano i bolscevichi ed erano favorevoli ad una rivoluzione comunista. I simpatizzanti dei bolscevichi divennero noti come socialisti rivoluzionari di sinistra e uscirono dal partito che mantenne il nome "SR".I socialrivoluzionari di sinistra e i bolscevichi si riferirono al partito SR principale come "Partito Socialista Rivoluzionario di Destra" laddove i socialisti rivoluzionari si riferivano al loro partito semplicemente come "SR" e riservavano il termine "SR di Destra" per la fazione di Destra del partito guidata dalla Breškovskaja e da Avksentev. Seguendo questo schema, le autorità sovietiche chiamarono il processo contro il Comitato Centrale del SR nel 1922 "Processo contro i Socialisti Rivoluzionari di Destra". Gli emigrati russi e la maggior parte degli storici occidentali usarono "SR" per descrivere il partito principale mentre gli storici sovietici usarono il termine "SR di Destra" fino alla caduta del comunismo e al crollo dell'URSS. Le principali ragioni della scissione furono la guerra e la redistribuzione delle terre. L'ala sinistra, guidata da Marija Spiridonova, riteneva che la Russia avrebbe dovuto ritirarsi immediatamente, ed era delusa dal governo provvisorio che intendeva rinviare la questione dell'assegnazione delle terre fino a dopo la convocazione dell'Assemblea Costituente, anziché confiscare immediatamente i latifondi ai grandi proprietari per redistribuirli ai piccoli contadini.
Al secondo congresso dei Soviet, il 25 ottobre 1917, quando con la rivoluzione d'ottobre i bolscevichi proclamarono la deposizione del governo provvisorio di Kerenskij, la scissione del Partito Socialista Rivoluzionario divenne irreversibile. L'ala sinistra rimase al congresso e alcuni suoi esponenti vennero eletti nell'esecutivo permanente VTsIK (anche se all'inizio rifiutarono di associarsi al governo bolscevico), mentre il resto del partito e gli alleati menscevichi abbandonarono il congresso. Alla fine di novembre, la sinistra social-rivoluzionaria si unì al governo bolscevico.
Dopo la Rivoluzione d'ottobre Il Partito Socialista Rivoluzionario perse così il potere in seguito alla Rivoluzione d'ottobre. Tuttavia, nelle elezioni per l'Assemblea costituente, originariamente indette dal Governo provvisorio, si dimostrò il partito più popolare del Paese, ottenendo il 40% dei voti contro solo il 25% dei bolscevichi"https://www.britannica.com/topic/Constituent-Assembly-Russian-government". Quando però i bolscevichi sciolsero l'assemblea, i Socialisti Rivoluzionari divennero una forza politica minoritaria. I socialisti rivoluzionari di sinistra divennero gli alleati in coalizione con i bolscevichi nel governo dei soviet, anche se rassegnarono le dimissioni in seguito alla firma del Trattato di Brest-Litovsk. Alcuni socialisti-rivoluzionari, come Jakov Bljumkin (1898-1929), si unirono al Partito Comunista. Insoddisfatti dal Trattato di Brest-Litovsk, alcuni socialisti-rivoluzionari assassinarono l'ambasciatore tedesco in URSS, il Conte Wilhelm Mirbach.
Nel 1918 tentarono una Terza Rivoluzione Russa, che fallì portando all'arresto, detenzione, esilio ed esecuzione di capi e militanti del partito. In risposta, alcuni membri del PSR tornarono di nuovo alla violenza. Un ex-PSR, Fanja Kaplan, tentò di assassinare Lenin il 30 agosto 1918. Molti socialisti rivoluzionari combatterono con i bianchi ed i verdi nella guerra civile russa a fianco di alcuni menscevichi e altri socialisti moderati. La maggiore rivolta contro i bolscevichi fu guidata da un SR, Aleksandr Antonov. Alcuni socialisti rivoluzionari di sinistra però divennero parte integrante del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Dal 1923 il partito ha aderito all'Unione dei Partiti Socialisti per l'Azione Internazionale, nota anche come Internazionale di Vienna, confluendo poi insieme ad essa, formata da varie formazioni socialdemocratiche di sinistra, nella Seconda Internazionale, dove i socialrivoluzionari russi furono attivi fino all'interruzione delle attività dell'Internazionale nel 1940.
L'esperienza di governo: il Komuč