I suoi studi stabilirono che ogni tumore fabbrica piccoli vasi sanguigni per nutrirsi. Da qui il nome di antiangiogenesi terapia.

Biografia Judah Folkman nato il 24 febbraio 1933 a Cleveland da padre Jerome e madre Bessie Schomer. Jerome Folkman discende da una lunga dinastia di rabbini, una famiglia originaria dell'Europa Centrale che poi nel 1800 si trasferì negli Stati Uniti d'America. Benjamin, il nonno di Judah, visse a Cleveland e come undicesimo di dodici figli decise di interrompere la successione rabbinica per seguire le sue ambizioni e diventare medico. Ben presto Benjamin, non avendo adeguate risorse economiche per poter proseguire gli studi, dovette rinunciare al suo sogno entrando così in un fruttuoso commercio di abiti da donna. Il papà di Judah, Jerome, avendo deciso di riprendere la pratica familiare, divenne rabbino di una piccola sinagoga a Jackson nel Michigan. Subito dopo nel 1930 sposò Bessie Schomer che frequentava la Shuster-Martin School of Drama e recitava nei teatri locali. Dal matrimonio nacquero tre figli, in ordine Judah, David e Joy.

Giovinezza (1933-1950) Poco dopo la nascita di Judah la famiglia si trasferì da Jackson a Grand Rapid, dove il padre venne incaricato di gestire una congregazione più ampia, di circa 200 famiglie. I genitori di Judah furono sempre molto attenti alla crescita culturale. dei figli, facendo tesoro nel vissuto quotidiano di qualsiasi esperienza che potesse risultare significativa dal punto di vista educativo: le visite alle fattorie dei membri della congregazione, le delucidazioni dei medici agli ammalati, la lettura di libri biografici di personaggi illustri come Isaac Newton o Pasteur, ecc. Inoltre ogni domenica, sin dall'età di sette anni(1940), si recava con il padre presso l'ospedale locale, nell'intento di portare conforto spirituale agli ammalati: queste visite segnarono profondamente l'adolescenza di Judah. Di qui la decisione di non voler seguire le orme paterne nella carriera rabbinica, ma di dedicare la sua vita alla cura degli ammalati e diventare medico.

Il trasferimento in Ohio Dopo un'iniziale disapprovazione, il padre finì con l'incoraggiarlo, concedendogli l'uso dello scantinato di casa per coltivare i suoi interessi. In pochissimo tempo, a soli dieci anni (1943, creò un piccolo laboratorio ove passava intere giornate.. Nonostante la giovane età, Judah mostrò subito quale fosse la sua più grande dote: la determinazione. A tredici anni rifiutò come regalo per il suo Bar mitzvah una jeep a lui offerta in dono dal nonno, esprimendo invece la volontà di possedere uno dei migliori microscopi dell'epoca. Nel suo laboratorio faceva di tutto, da esperimenti chimici a dissezioni animali. A quattordici anni vinse un premio per aver tenuto in vita per giorni un topo utilizzando del sangue di mucca preso in macelleria. Oltre alle attività di laboratorio in estate era solito partecipare attivamente alla vita dei Boy Scouts, e fare volontariato negli ospedali per respirarne l'atmosfera.

Nel 1947 la famiglia si trasferì nell'Ohio, dove il padre aveva ricevuto l'incarico di dirigere una grande sinagoga. Anche qui ben presto Judah, nell'intento di continuare a coltivare i suoi interessi in ambito medico, trovò lavoro come inserviente all'Ohio State University Hospital.. Un pomeriggio, per sua fortuna, fu notato da certo Dr. Robert Zollinger, presidente dei chirurghi delle università Americane, ed esperto in addestramento chirurgico (soprattutto su cani) che operava in un laboratorio situato vicino all'Ohio State Veterinary School. Il Dr. Robert Zollinger, da sempre attento a studenti precoci, offrì a Judah un lavoro nel suo laboratorio canino. Per tutta la durata dei suoi studi liceali Judah si recò ogni giorno al laboratorio, imparando nella pratica l'arte della chirurgia. Si narra che ogni sera si divertisse a far nodi su tutte le tovaglie di casa, nel più breve tempo possibile, per migliorare la sua destrezza e abilità manuale, diventando così ambidestro. Nel 1950, alla fine del liceo, fece domanda di ammissione alle secolari e prestigiose università di Harvard e Yale. Zollinger riteneva fosse meglio che Judah restasse all'Ohio State Universitary al fine di acquisire le basi di anatomia e migliorare le sue capacità chirurgiche in laboratorio, quasi certo del fatto che, se avesse tentato di entrare direttamente ad Harvard O Yale, sarebbe stato rifiutato. E così fu infatti. Il rifiuto subito dalle prestigiose università spinsero Judah a frequentare l'Ohio State Universitary con l'ambizione di arrivare, primo dei laureati dell'Ohio, a varcare le porte di Harvard.

Gli anni all'università (1950-1957) Una volta deciso di seguire il consiglio del Dr. Zollinger, quella stessa estate, Judah si mise all'opera. L'università richiedeva che gli studenti, oltre che studiare per gli esami, aderirissero ad attività aggiuntive interne, alle quali raramente Judah partecipava, preferendo frequentare nel tempo libero il laboratorio canino.. Tuttavia grazie alla sua media elevata non rischiò mai l'espulsione dall'università. In poco più di un anno di università acquisì una buona conoscenza delle basi di anatomia, iniziando talvolta ad effettuare operazioni chirurgiche, in genere addominali. Nel periodo trascorso all'Ohio State university collaborò con altri due chirurghi allo scopo di ridurre i danni che la chirurgia gastrica arrecava al fegato, quando cioè il flusso sanguigno rimaneva bloccato all'interno dell'organo. A seguito di accurate riflessioni riuscirono a prolungare sino a venti minuti, il tempo in cui l'organo non era irrorato. Questa intuizione fu notata dai ricercatori del New York Hospital, i quali chiesero a Judah di lavorare con loro durante l'estate, per sei settimane. Ormai vicino alla laurea con lode, fece i colloqui di ammissione ad Harward, dove fu finalmente ammesso. Dovette tuttavia aspettare un anno prima di poter frequentare, vista la sua giovane età (1952).

Carriera Harvard: Prime ricerche con il Dr. Gross Grazie a Zollinger, Judah presto riuscì ad entrare nel Cutting-Edge Biomedical Laboratory diretto dal dottor Robert Gross, capo dei chirurghi al Boston Children's Hospital. Judah non ci mise molto a farsi notare, iniziando a mostrare un'attenzione sempre più grande per le ricerche realizzate in laboratorio.. Fu particolarmente preso da una ricerca alla quale Gross lavorava già da qualche mese, finalizzata alla cura delle malformazioni del muscolo del cuore nei neonati. Il problema principale da risolvere era la fuoriuscita di sangue dal petto dell'infante, cosa che complicava gli interventi chirurgici, in quanto non consentiva al medico di operare con precisione. Era dunque necessaria una pompetta che prendesse temporaneamente il posto del cuore. Nel 1953 crearono la prima pompetta utilizzabile sugli uomini, anche se questa non risolse tutti i problemi. Un altro problema che Judah affrontò insieme a Gross, fu l'individuazione dei nervi interessati al battito cardiaco in quanto, compromettere uno di quei nervi durante un intervento chirurgico, stava a significare la morte del paziente.

Le nozioni apprese all'Ohio State University e nel laboratorio di Zollinger si rivelarono fondamentali. Ad Harvard. ricevette l'attenzione di molti, e spesso accadeva che durante le prove pratiche, gli studenti di anatomia chiedessero la sua consulenza. Tuttavia, sin dall'inizio del suo percorso formativo ad Harvard, Judah non si era mai sentito pienamente a suo agio in quell'ambiente così prestigioso ed esclusivo. Acquisì una certa sicurezza dopo aver appreso l'esito degli esami fatti ad Harvard durante l'anno: era risultato solo secondo in graduatoria.

Gli ultimi anni di Università e il Pacemaker Durante il secondo anno di università venne pubblicata la sua prima scoperta: come occludere i piccoli fori che si venivano a formare nei cuori malati. Grazie a tale pubblicazione andò a Chicago, salì in cattedra sollecitando l'interesse di tutti gli intervenuti, anche se ancora la sua ricerca non aveva definitivamente risolto il problema. Con determinazione volle risolvere anche un altro grande problema tipico degli interventi al cuore: l'aritmia. Serviva uno strumento, allora ancora inesistente, il Pacemaker per regolare il battito cardiaco..Quando Gross gli affidò l'intero progetto, Judah subito si mise all'opera. Non avendo alcuna base di ingegneria biomedica si recò al Massachusetts Institute of Technology e chiese all'allora direttore Kurt Lion quale fosse il più giovane e brillante studente dell'istituto, affinché collaborasse al suo programma; fu così che conobbe Fred Vandershmidt. Dopo avergli illustrato il progetto, l'ingegnere chiese a Judah di portargli alcune informazioni, quali ad es.: frequenza, intensità, voltaggio, ecc. In soli due giorni Judah gliele fornì e così Vandershmidt, stupito per lo zelo dimostrato, iniziò subito il lavoro con grande entusiasmo. Dopo qualche mese i due crearono il primo Pacemaker al mondo, anche se ancora di dimensioni troppo grandi per poterlo impiantare nel torace di un individuo. Il caso volle che il nonno Benjamin regalò a Judah 1000 dollari, soldi che prontamente diede a Vandershmidt per comprare tutte le più sofisticate apparecchiature dell'epoca, al fine di ridurre le dimensioni dell'apparecchio. Crearono così il primo Pacemaker impiantabile, della grandezza di un pacchetto di sigarette. I due pubblicarono la scoperta, però non brevettarono l'apparecchio, a causa dell'impossibilità di utilizzarlo sui bambini per le sue dimensioni. Grazie alla loro pubblicazione, in poco tempo e senza ricevere alcun merito, i Pacemaker furono finalmente messi in commercio. Ormai alla fine dei suoi anni ad Harward, con la laurea ottenuta nel 1957, decise di tentare l'ammissione al più sofisticato ospedale di allora, il Massachusetts General, per la pratica chirurgica e il pronto intervento.

Il concorso al Massachusetts General Judah sapeva non sarebbe stato affatto facile entrare nel migliore degli ospedali per chirurghi, quale il Massachusetts General, anche se aveva buone speranze per la media alta e per le ricerche svolte con il Dr. Gross. Nel 1957. l'ospedale offriva dodici posti per internati, e solo alcuni avrebbero avuto l'occasione di svolgere sei anni di un apprendistato che avrebbe cambiato la loro vita. La selezione fu durissima; le prove di selezione, scaglionate in tre turni di interrogazioni, iniziarono alle sei del mattino. Judah non fu preciso nelle risposte nei primi due turni, e in biblioteca mentre era in attesa dell'interrogazione finale, rivide i suoi errori. Questo si rivelò cruciale, infatti nell'ultima interrogazione, nell'intento di verificare la velocità e la capacità di apprendimento degli aspiranti, gli esaminatori gli chiesero cosa avesse sbagliato in precedenza. Judah fu così ammesso al Massachusetts General.

Primi anni di internato