thumb|La lancia magica di Lúg in un'illustrazione di H.R. Millar (1905) Nella mitologia irlandese la Lancia di Lúg (chiamata anche Lúin, da Luisne, che significa "fiammeggiante, sfolgorante", o Slèa Bua, "lancia di vittoria") è uno dei quattro tesori d'Irlanda dei Túatha Dé Danann, assieme alla Spada di Luce, al Calderone del Dagda e alla Pietra del Destino.

Mitologia L'arma fu originariamente forgiata dal dio Lúg per essere usata contro il malvagio Balor Occhio Cattivo. In altre versioni, viene creata per Lúg dalla città di Gorias, una delle quattro capitali dei Túatha Dé Danann quando prima di giungere in Irlanda abitavano le misteriose Isole del Nord.

Fu a causa di quest'arma che Lúg venne soprannominato Lámhfhada, dalla Lunga Mano. Chiunque avesse brandito la Lancia in battaglia avrebbe trionfato sui propri nemici.Macalister, R. A. Stewart. Lebor Gabála Érenn. Part IV. Irish Texts Society, Dublin, 1941. § VII, Third Redaction, ¶ 357.

Si diceva che fosse così calda da dover essere conservata a punta in giù in un recipiente pieno d'acqua (ovvero il Calderone del Dagda) detto 'Coire Ansic' ("Non-asciutto"), così da non bruciare il luogo dove veniva custodita. Questa lancia però aveva una limitazione, cioè non era facile da utilizzare.

In altre leggende più tarde si dice questa Lancia gocciola sempre sangue.

Altre lance A.C.L. Brown e R.S. Loomis associano la lancia di Lúg con la Lúin di CeltcharLoomis, Arthurian tradition. pp. 379–82; Brown, "The Bleeding Lance.", che nel Togail Bruidne Dá Derga viene scoperta nella Battaglia di Mag Tuired. Comunque non c'è alcuna tradizione che collega le due armi, e i riferimenti medioirlandesi alla lancia di Lúg non corrispondono strettamente al Lúin di Celtchar.Carey, Ireland and the Grail. p. 169 note 6.

Nell'Oidheadh Chloinne Tuireann, la lancia di Assal è un'altra lancia che appartiene a Lúg, consegnata al dio dai figli di Tuireann come parte del guidrigildo per l'assassinio di suo padre Cian. Questa lancia, se usata in battaglia gridando 'ibar' ("Tasso!") non mancava mai il bersaglio, e anzi ritornava al suo possessore allorché questo gridava 'athibar' ("ri-tasso!").Macalister, R. A. Stewart. Lebor Gabála Érenn. Part IV. Irish Texts Society, Dublin, 1941. § VII, First Redaction, ¶ 319.. Per questo fu anche soprannominata Areadbhar (Sterminatrice).Joyce, Patrick W., The Fate of the Children of Turenn, or The Quest for the Eric Fine, Old Celtic Romances, Macmillan & Co., NY, 1894,

Note

Bibliografia Duane, Diane. A Wizard Abroad, 1993 Harcourt, Inc. Keating, Geoffrey. The History of Ireland, pp205-212

Voci correlate Gáe Bulg Lancia del Destino

Collegamenti esterni

Categoria:Armi mitologiche Categoria:Oggetti del Ciclo dell'Ulster Categoria:Mitologia celtica