Educato allo shintoismo in famiglia, divenne ateo, ma si avvicinò al cattolicesimo e, anche grazie all'incontro con la futura moglie Marina Midori Moriyama e alla sua famiglia, si convertì e fu battezzato con il nome di Paolo. Fu tra i pionieri della radiologia nel suo paese, che studiò usando anche sé stesso come soggetto dopo essersi ammalato di leucemia a causa dell'esposizione prolungata alle radiazioni ionizzanti..

Nel dopoguerra, dopo lo scoppio della bomba che lo sorprese mentre era in servizio all'ospedale universitario dove era professore e in cui perse la moglie, fu una figura di riferimento per la rinascita della sua città e del Giappone. La sua vita di preghiera e di servizio alla comunità di Urakami, quartiere a nord della città di Nagasaki abitato dagli eredi dei cosiddetti "cristiani nascosti", e la diffusione dei suoi scritti, divenuti classici della letteratura giapponese, gli hanno fatto ottenere il soprannome "il santo di Urakami"... Come radiologo contribuì anche allo studio della "malattia atomica", gli effetti delle radiazioni prodotte dalla bomba sul corpo umano... Il suo testo più noto è Le campane di Nagasaki, testimonianza di quanto avvenuto durante e dopo lo scoppio dell'atomica..

Insieme alla moglie Midori (8 ottobre 1908 – 9 agosto 1945) è considerato servo di Dio dalla Chiesa cattolica.

Biografia Infanzia e studi Takashi Nagai nacque il 3 febbraio 1908 (il 2 febbraio secondo il calendario occidentale) a Matsue, capoluogo della prefettura di Shimane nella zona sud-occidentale dell'isola di Honshū, primo di cinque figli. Il padre Noboru era il medico del villaggio di Mitoya (oggi Unnan), dove viveva la famiglia Nagai, e conosceva la medicina occidentale; la madre Tsune discendeva da un'antica famiglia di samurai e aiutava il marito nell'ambulatorio. Il nonno paterno, Fumitaka, praticava la medicina tradizionale cinese a base di erbe.. In giapponese, il prenome Takashi significa "nobiltà". Takashi fu educato secondo gli insegnamenti di Confucio e dello scintoismo e imparò i valori tipici della cultura giapponese quali il dovere verso la famiglia, l'onestà, la lealtà, l'onore e la cortesia..

Nel 1920 Nagai fu mandato a studiare in un istituto superiore del capoluogo Matsue, ospite di uno zio. Durante il suo soggiorno nella città incontrò per la prima volta la cultura occidentale che iniziava a diffondersi in Giappone, in particolare fu introdotto alla filosofia della scienza... Alla conclusione degli studi superiori Nagai era diventato un ateo convinto e considerava la scienza l'unica vera forma di approccio alla realtà. Decise quindi di studiare medicina come il padre. Pur potendo iscriversi, grazie agli ottimi voti ottenuti, alle prestigiose università di Tokyo o di Kyoto, preferì quella di Nagasaki..

Nell'aprile 1928 iniziò a frequentare la facoltà di medicina di Nagasaki.. I testi di studio erano tedeschi è così il giovane studente imparò il metodo scientifico che già era utilizzato in Germania e assorbì ancor di più la mentalità positivista occidentale.. L'ospedale universitario si trovava a poche centinaia di metri dalla cattedrale di Nagasaki, inaugurata pochi anni prima e che al tempo era il più grande edificio cristiano dell'Estremo Oriente. Il suono delle campane che annunciavano lAngelus tre volte al giorno infastidiva Nagai, il quale riteneva che ormai il moderno e progressista Giappone avesse superato quella che considerava superstizione religiosa, quella scintoista tipica del suo Paese, ma anche quella cristiana che aveva oltretutto origini straniere..

Nel 1930 una lettera di suo padre gli annunciò la malattia della madre Tsune, vittima di un'emorragia cerebrale, cosciente ma incapace di parlare. Nagai tornò a casa in tempo per assisterla al capezzale fino alla fine. Fu uno dei momenti decisivi della sua vita: lo sguardo della madre in punto di morte lo segnò profondamente e contribuì a mettere in discussione la sua visione della vita e del mondo e l'approccio ideologico che si era costruito.. Nagai rimase colpito dalla lettura di Blaise Pascal, scienziato e filosofo cristiano, in particolare da una sua frase che aveva ascoltato durante una lezione di letteratura francese alle scuole superiori: «L'uomo non è che una canna, la più fragile della natura, ma una canna che pensa». I Pensieri di Pascal divennero così una delle sue letture più importanti e contribuirono a modificare la sua idea materialista della scienza e della medicina che aveva appreso durante gli studi...

La conversione

Nella primavera del 1931, continuando la lettura di Pascal, Nagai iniziò a interrogarsi sulla vita cristiana e sulla preghiera, volendo verificare l'ipotesi del Dio creatore di cui parlava il pensatore francese.. Decise quindi di andare a conoscere i cristiani di Nagasaki prendendo in affitto una camera nella casa della famiglia Moriyama i cui antenati avevano fatto parte, per sette generazioni, della comunità dei kakure kirishitan ("cristiani nascosti") di Urakami, quartiere a nord della città, da secoli quasi completamente cristiano in cui sorgeva la cattedrale di Santa Maria e in cui si trovava l'ospedale universitario dove Nagai lavorava. Sadakichi Moriyama era un mercante di bestiame e uno dei responsabili della comunità cristiana di Urakami, dove viveva con la moglie. La loro unica figlia, Marina Midori, faceva la maestra in una città vicina.. Nella convivenza con la famiglia Moriyama i pregiudizi di Nagai si trasformarono presto in stima per la comunità dei cristiani e per la storia dei loro antenati. Scoprì che la cattedrale, costruita con uno stile del tutto diverso dal quello tipico giapponese e che per questo gli era sembrata inizialmente del tutto fuori posto, era stata eretta con i risparmi dei poveri fedeli del quartiere e non con fondi stranieri..

Nel 1932, a 24 anni, Nagai si laureò col massimo dei voti e la lode e, quale miglior studente, fu scelto per tenere il discorso nel giorno della consegna dei diplomi.. Non poté pronunciare il discorso perché, alcuni giorni prima, dopo una cena con i suoi compagni, si era ammalato gravemente di meningite. Scampato alla morte, perse però l'udito dall'orecchio destro.. Non potendo più esercitare come medico internista per la menomazione all'udito, anche su consiglio dei suoi professori, accettò di dedicarsi alla radiologia, una disciplina nuova poco praticata, trascurata dagli altri medici in Giappone, e molto rischiosa per gli operatori date le scarse condizioni di sicurezza dell'epoca. Divenne assistente del professor Suetsugu, pioniere della nuova specialità – da lui importata dall'Europa – e, pur consapevole dei rischi, rapidamente se ne appassionò per le possibilità che la radiologia era in grado di offrire sia nel campo clinico sia in quello della ricerca.

La sera del 24 dicembre del 1932 Nagai fu invitato per la cena di Natale dai coniugi Moriyama e conobbe la loro unica figlia Midori, rientrata a casa per le vacanze. Durante la cena fu anche invitato alla messa di mezzanotte alla cattedrale. Pur rispondendo di non essere cristiano, sollecitato dal futuro suocero che aveva chiesto anche alla moglie e alla figlia di pregare per la sua conversione, si sorprese ad accettare l'invito.. Nella cattedrale gremita fu colpito dai fedeli in preghiera, dalla fede che dimostravano, ma anche dall'atmosfera e dai canti.. La notte seguente Midori fu colpita da un attacco di appendicite acuta. Dopo una rapida diagnosi, il giovane medico avvertì il chirurgo di turno, suo amico, e trasportò la ragazza a spalla fino all'ospedale, sotto una copiosa nevicata. L'operazione in urgenza riuscì perfettamente e Midori poté salvarsi grazie al tempestivo intervento di Nagai..

Nel gennaio del 1933 Nagai iniziò il servizio militare nell'ambito dell'invasione giapponese della Manciuria. Passò un periodo di addestramento a Hiroshima e poi prestò servizio anche in Corea sulle navi che dal continente trasportavano i feriti in Giappone.. Prima della partenza incontrò per un ultimo addio Midori, che gli regalò un maglione fatto a mano come ringraziamento per averla salvata.. A Hiroshima entrò subito in contatto con l'imperante ideologia militarista che aveva investito il Giappone in quel periodo. Ricevette un pacco di Midori contente dei guanti caldi e una copia del catechismo, che lesse avidamente e che contribuì a chiarirgli molti aspetti per lui sorprendenti del cristianesimo.. Durante l'anno passato nell'esercito Nagai vide compromessa la sua fiducia nella cultura giapponese, assistendo alle atrocità e alla brutalità dei militari giapponesi nei confronti della popolazione cinese e vivendo il clima di violenza della guerra. Al ritorno, nel 1934, deluso e provato anche fisicamente, come prima cosa si recò nella cattedrale di Urakami a pregare. Proseguì la lettura del catechismo cattolico, della Bibbia e dei Pensieri di Pascal. Ripreso il lavoro all'ospedale, iniziò a frequentare la messa domenicale e il catechismo e incontrò padre Matsusaburo Moriyama, presbitero della cattedrale, che lo introdusse alla vita cristiana preparandolo per il battesimo..

Il battesimo e il matrimonio

Nel giugno del 1934 fu battezzato nella fede cattolica e scelse il nome cristiano Paolo, in memoria del gesuita giapponese san Paolo Miki, uno dei ventisei martiri crocefissi nel 1597 al culmine del periodo di persecuzione religiosa nei confronti dei cristiani..Secondo alcune fonti fu battezzato il 9 giugno (v. ) Secondo altre il giorno 12. Padrino di battesimo fu un cugino di Midori che poi fece da mediatore per il loro fidanzamento. Prima del matrimonio Nagai volle però rendere chiari a Midori i rischi connessi al suo lavoro di radiologo.

Marina Midori e Paolo Takashi si sposarono nell'agosto del 1934, un mercoledì, alle 7 della mattina, durante la prima messa nella cattedrale di Urakami.. Ebbero quattro figli: il primogenito Iacopo Makoto (4 aprile 1935 – 4 aprile 2001) e tre femmine, Maria Ikuko (1936 – 1939), Coletta Sasano (1943 – 1944), morte entrambe a pochi mesi di vita, e Gemma Kayano (1941 – 2 febbraio 2008)... Midori era all'epoca presidente dell'associazione delle donne del quartiere di Urakami, mentre Takashi divenne membro dell'organizzazione caritatevole Società di San Vincenzo de' Paoli, scoprendo gli scritti del suo fondatore, il beato Federico Ozanam. Con i membri della società iniziò a visitare i malati e i più poveri della città, portando loro conforto, assistenza medica e aiuti alimentari, riuscendo anche a convincere medici e infermieri dell'ospedale universitario a donare qualche ora del loro tempo per l'assistenza ai bisognosi.. In quel periodo Nagai ebbe modo di frequentare il frate francescano polacco Massimiliano Kolbe, dal 1931 al 1936 missionario a Nagasaki dove aveva contribuito alla fondazione di un convento.