Biografia Nato a Torino nel 1884 da padre di origini sarde e madre vercellese, intraprende la carriera militare nell'Arma di Fanteria, ottenendo i gradi da sottotenente.
Il 24 dicembre 1914 è iniziato in Massoneria nella Loggia Vomere di NapoliVittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Roma, Erasmo ed., 2005, p. 231..
Successivamente promosso tenente, allo scoppio della Prima guerra mondiale è capitano.
Nell'ottobre del 1916, mentre Randaccio, nel frattempo promosso maggiore, si trova al comando del II Battaglione del 77o Reggimento Fanteria, Gabriele D'Annunzio si trova a prestare servizio come ufficiale di collegamento proprio tra la 45ª Divisione e la Brigata "Toscana", di cui il reggimento fa parte.
D'Annunzio, al comando di Randaccio, partecipa così alla Ottava e alla Nona battaglia dell'Isonzo, e tra i due si instaura una profonda amicizia, frutto della reciproca ammirazione.
Negli ultimi giorni di maggio del 1917, nel corso dei combattimenti della Decima battaglia dell'Isonzo, il 77o Reggimento Fanteria si trova ad avanzare presso le foci del Timavo.
Il 28 maggio, il maggiore Randaccio si lancia con il proprio battaglione in un arrischiato assalto all'attacco della Quota 28 (Bràtina), posta oltre il breve corso del Timavo. Conquistata, a prezzo di pesanti perdite, la quota, Randaccio viene colpito da una raffica di mitragliatrice. Trasportato presso la sezione di sanità, spira poco dopo.
Il suo corpo viene avvolto da Gabriele D'Annunzio, che aveva concepito e voluto l'azioneMark Thompson, La guerra bianca - Vita e morte sul fronte italiano 1915-1919, 2008, pp. 271-272, in una bandiera tricolore, la quale verrà in seguito utilizzata come simbolo nel corso della spedizione di Fiume, ed è oggi conservata presso il Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera.
Giovanni Randaccio è poi sepolto presso il cimitero militare di Aquileia, ove riposa tuttora.
Alla sua memoria viene conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Onorificenze
L'undicesima galleria della strada delle 52 gallerie del Monte Pasubio, scavate in occasione dei combattimenti della prima guerra mondiale, porta il suo nome.
Le città di Torino, città natale, Vercelli, Milano, Padova, Verona, Livorno, Vicenza, Brescia e Gorizia gli hanno intitolato ciascuno una via. A Brescia, inoltre, gli è stata intitolata una caserma (oggi in disuso) prima sede del 77º Reggimento Lupi di Toscana e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, di alcuni reparti della Brigata Meccanizzata "Brescia".
Note
Bibliografia Comando del Corpo di Stato Maggiore, Riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918 – Fanteria - Vol.2, Roma, Edizioni Ufficio Storico, 1928. Saverio Laredo de Mendoza, Gabriele D'Annunzio fante del Veliki e del Faiti, Milano, Impresa Editoriale Italiana, 1932. Gruppo Medaglie d'Oro al valor militare d'Italia, Le Medaglie d'Oro al valor militare, Roma, 1965.
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Categoria:Militari italiani della prima guerra mondiale Categoria:Ufficiali del Regio Esercito Randaccio, Giovanni Categoria:Massoni