Moneglia (AFI: ; in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.

Geografia fisica

Territorio Il territorio di Moneglia è situato sulla Riviera di Levante, ad est di Genova, di cui è l'ultimo comune orientale del territorio metropolitano; si trova a circa dalla Spezia e a circa da Genova.

Il paese si trova all'interno di un'ampia baia delimitata da due promontori, entrambi ricchi di vegetazione mediterranea e pinete: a ovest si estende il promontorio di punta Moneglia e a est quello di punta Rospo. Mentre il primo è interamente selvaggio e raggiungibile solo mediante sentieri, che verso l'alto si spingono fino ai monti Comunaglia () e Moneglia (), il secondo presenta diverse zone residenziali fino all'abitato di Lemeglio. Altre vette del territorio sono il monte Incisa () e il monte Crocetta ().

Il territorio monegliese è attraversato principalmente da due corsi d'acqua a carattere torrentizio, spesso in secca o con scarsa portata nei mesi più caldi, e da numerosi ruscelli che scendono dalle colline attorno al paese. Nella parte occidentale del borgo scorre il torrente San Lorenzo, coperto nel suo tratto finale e adibito a strada e parcheggio, mentre a levante scorre il torrente Bisagno.

Clima Il clima è tipicamente mediterraneo, privo, salvo rare occasioni, di eccessi termici in estate e di episodi di gelo in inverno. Le precipitazioni possono tuttavia essere abbondanti, specialmente durante l'autunno e la primavera, a causa dell'orografia della riviera di Levante.

Dal punto di vista legislativo Moneglia ricade nella Classificazione climatica D in quanto i gradi giorno della città sono 1 547, dunque l'accensione dei riscaldamenti è consentita per 12 ore giornaliere nel periodo dal 1º novembre al 15 aprileFonte dal sito Confedilizia.it .

Storia

L'antico toponimo di Moneglia (ad Monilia) appare nella Tavola Peutingeriana, copia di una carta militare dell'Impero romano di IV secolo, conservata presso la biblioteca nazionale austriaca di Vienna, scoperto dall'antiquario di Augusta, Corrado Peutinger, nel Cinquecento.

Il borgo, già abitato dalla popolazione dei Liguri Lapicini, fu un centro molto importante in epoca romana grazie alla sua posizione strategica rispetto all'antica Via Aurelia. Menzionata in una carta dell'Impero dell'anno 14 e da vari storici antichi, tuttavia, secondo il professor Nicola Criniti dell'Università di Parma, la citazione di un Lemmelius, cioè l'attuale frazione di Lemeglio, nella "tabula alimentaria" del 117 , non è riferibile alla nostra zona. L'importanza storica del territorio monegliese viene ulteriormente testimoniata e risaltata dallo storico Agostino Giustiniani nei Castigatissimi Annali della Repubblica di Genova del 1537.

Nel corso del VII secolo, in epoca longobarda, la Liguria venne conquistata dal re Rotari.

Carlo Magno con il diploma imperiale del 5 giugno 774M.Chiappe, Il Tigulio e il suo entroterra, cit., pagg. 126-135 donò il territorio circostante all'abbazia di San Colombano di Bobbio.

Nel Medioevo subì, come altri paesi costieri del Levante ligure, le aggressioni dei saraceni che saccheggiarono la cittadina; nel particolare, una cronaca locale, afferma che l'odierno abitato collinare di Lemeglio fu preso d'assalto nell'XI secolo dai pirati con l'uccisione di quasi tutti gli abitanti e il rapimento di oltre venti bambine e donne.

Il feudo monegliese fu amministrato fino al 1153 dai conti Fieschi di Lavagna e a partire da tale periodo divenne territorio della Repubblica di Genova. La repubblica eresse, nel 1173, la fortificazione di Monleone, i cui resti sono ancora presenti; già nel 1174 o nel 1176 quest'ultima venne assediata dai circa 3 000 fanti e 150 cavalieri, inviati da Obizzo Malaspina alleato con i Fieschi e i locali conti Da Passano.

Moneglia, così come gli altri feudi fedeli a Genova, partecipò a fianco di essa nel 1284, con proprie galee, alla celebre e vittoriosa battaglia della Meloria e a quella di Porto Pisano (1290) contro la rivale Pisa per il dominio commerciale sui mari; secondo la tradizione Genova, in gesto di riconoscenza, donò alla comunità del piccolo borgo alcuni anelli della catena che serviva a chiudere le bocche del Porto Pisano, e che ancora oggi sono incastonati nella parete esterna della chiesa di Santa Croce.

Nel 1397 l'alleanza tra le famiglie Bertolotti del borgo di Levanto, i Malaspina e i ghibellini del feudo portarono a un nuovo assalto alla fortezza di Monleone che, dopo un estenuante assedio, dovette cedere ai conquistatori. Stessa sorte subì il borgo tra assalti e incendi, nonostante una coraggiosa rivolta popolare avesse costretto gli assalitori ad asserragliarsi nel neo conquistato castello. Durante la dominazione di Genova da parte del Ducato di Milano, nel 1425, l'ex doge repubblicano Tomaso Fregoso, signore di Sarzana, assoggettò Moneglia nel proprio dominio feudale. Negli scontri che ne seguirono fu distrutto il campanile della pieve monegliese. Una presunta alleanza o patteggiamento della comunità monegliese verso la famiglia Fieschi portò, nel 1477, a una sorta di "spedizione punitiva" genovese, dominata in quel periodo dagli Sforza di Milano, con saccheggi e il versamento di un'ammenda di duemila scudi.

Con l'assestamento dei poteri autonomi della repubblica, intorno al XVI secolo, Genova elesse Moneglia come capoluogo della locale podesteria con giurisdizione sull'intero territorio circostante, sulle odierne frazioni e località del comune e sulla confinante Deiva Marina (Lemeglio, Deiva, Mezzema, Agnora, Littorno, Scaro, Stozio, Comeglio, Camposoprano, Camposottano, San Saturnino Tessi, Borghetto Bracco, Casale, Vallecalda, San Lorenzo o Chiesanuova e Crova). Risale al 1549 la richiesta al Senato genovese per la costruzione di una nuova torre di difesa e avvistamento nella fortezza di Villafranca. Nel 1637 con l'elezione di Levanto a locale capitanato della repubblica, Moneglia vi fu inclusa fino alla dominazione napoleonica di fine Settecento. Durante la guerra di successione austriaca del 1747 è testimoniata nel borgo di Moneglia la presenza degli Spagnoli: risale infatti al 1745 un atto di morte di un soldato ispanico depositato nell'archivio parrocchiale di Santa Croce; al 1748 risale invece la successiva occupazione dei Francesi.

Con la dominazione francese la municipalità di Moneglia rientrò dal 2 dicembre 1797 nel dipartimento dell'Entella, con capoluogo Chiavari, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 la municipalità di Moneglia e le frazioni di Lemeglio e San Saturnino rientrarono nel VII cantone, come capoluogo, della giurisdizione del Gromolo e Vara e dal 1803 centro principale del VII cantone del Gromolo nella giurisdizione dell'Entella. Annessa al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel dipartimento degli Appennini. L'11 luglio 1809 è documentato il passaggio per il passo del Bracco del pontefice Pio VII, prigioniero dei soldati francesi, in viaggio da Roma diretto in terra d'oltralpe.

Nel 1815 fu inglobata nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del congresso di Vienna del 1814, che sottopose la municipalità di Moneglia nella provincia di Chiavari sotto la giurisdizione di Genova. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento di Sestri Levante del circondario di Chiavari dell'allora provincia di Genova, nel Regno d'Italia.

Dopo la perdita di 37 cittadini nella Grande Guerra del 1915-1918, la comunità monegliese subì diversi e luttuosi bombardamenti aerei (14 giugno, 29 giugno e 1º novembre 1944) durante le fasi cruciali e finali della seconda guerra mondiale, mirati alla distruzione del ponte ferroviario lungo la linea Genova-La Spezia spostata, nel 1924, più a monte dell'originale tracciato a ridosso della scogliera. Furono proprio le ex gallerie della precedente linea ferrata a fare da rifugio alla popolazione.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Val Petronio.

Il 10 agosto 2012 un gruppo di subacquei genovesi, a circa 150 m di profondità, ha avvistato il relitto del piroscafo Enrichetta, un'imbarcazione carica di materiale ferroviario e che fu affondata da un sommergibile della Marina imperiale tedesca il 30 giugno del 1917. Risulta ancora non ritrovato e disperso, invece, il relitto del cacciatorpediniere Gioberti affondato il 9 agosto del 1943 dal sommergibile Simoom della Marina militare britannica nei pressi di punta Mesco.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Vi è rappresentata l'antica fortezza di Monleone, edificata dalla Repubblica di Genova nel 1173.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa parrocchiale di Santa Croce nella parte est del centro abitato. La chiesa fu ricostruita nel 1726 sui resti della preesistente e antica pieve del XII secolo. Nella parete esterna dell'edificio sono esposte alcuni anelli della catena che chiudeva l'ingresso del porto di Pisa, trofeo preso dal monegliese Trancheo Stanco dopo la vittoria genovese nella battaglia della Meloria del 1284. All'interno opere del locale pittore Luca Cambiaso e dello scultore genovese Anton Maria Maragliano. Oratorio dei Disciplinanti presso la parrocchiale di Santa Croce. Importante per i suoi cicli di antichi affreschi, l'oratorio attuale è di aspetto barocco, ma la sua costruzione risale all'XI secolo. Chiesa parrocchiale di San Giorgio nella parte ovest del centro abitato, nei pressi della sovrastante fortezza di Monleone. Risalente al 1396 con annesso chiostro francescano del XV secolo, conserva al suo interno pregiate opere pittoriche e scultoree databili tra il Seicento e il Settecento. Chiesa di San Rocco nella frazione del Bracco, del Seicento. Cappella di Sant'Anna nella frazione di Comeglio. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Lemeglio. Parrocchia dal 1413, così come afferma un atto notarile dell'epoca, conserva al suo interno un dipinto raffigurante San Carlo, attribuita al pittore bolognese Giulio Cesare Procaccini. Cappella di San Bartolomeo nella frazione di Littorno. Un'antica e originaria cappella era presente nella località di Stozio, tra le odierne frazioni di Littorno e Comeglio, che secondo i fratelli Remondini andò distrutta (così come attestato già nel 1888 in un loro volume). L'odierno edificio, semplice nelle forme e con piccolo campanile a vela, venne edificato dagli abitanti nel centro della frazione littornese intorno al XIX secolo. Chiesa di San Lorenzo nella frazione omonima. Secondo le fonti storiche è una delle più antiche del territorio monegliese e fu la chiesa parrocchiale prima di quella di San Giorgio in Moneglia. La tradizione popolare asserisce che il primo luogo di culto venne distrutto nel 641 da re Rotari e, successivamente ricostruito, danneggiato nel XII secolo da Federico Barbarossa. L'odierno luogo di culto venne riedificato dalle antiche fondamenta intorno alla prima metà del XIII secolo, come attesta la citazione del sito ("ecclesia nova de San Lorenzo") in un atto rogato l'11 luglio 1224 nella fortezza di Monleone. Esterno e interno dell’edificio di culto appaiono semplici: il paramento murario originario della chiesa rimane visibile soltanto in parte, sul campanile. Il cardinale Clemente d'Olera, che era originario di Moneglia, ed è oggi sepolto a Roma nell’Ara Coeli (con lapide che lo cita “moniliano”), si preoccupò, poco prima di morire, nel 1568, di fare ristrutturare la chiesa di San Lorenzo a sue spese. Chiesa parrocchiale di San Saturnino nella frazione omonima.

Architetture militari Fortezza e torre di Villafranca, a est dell'abitato odierno di Moneglia, fu eretta per ordine della Repubblica di Genova nel XVI secolo per la difesa contro i pirati e avvistamento dalla costa. Bombardata durante la seconda guerra mondiale, è stata recentemente messa in sicurezza dall'ente comunale che ha permesso l'apertura al pubblico dell'adiacente parco.