Un mago è una persona dedita, per attitudine o per professione, all'arte della magia.
La parola è la traslitterazione del termine greco magos (μάγος, plurale μάγοι), cioè «sapiente». Si tratta di un titolo riferito specificamente ai Magi, re-sacerdoti dello Zoroastrismo tipici dell'ultimo periodo dell'impero persiano.
La figura del mago nella storia
In Occidente la figura del magus cominciò ad essere particolarmente mitizzata durante il Rinascimento, in cui la magia, ritenuta l'applicazione pratica dei principi della filosofia naturale, tornò ad essere considerata come qualcosa di meraviglioso, capace di unire scienza, arte e sperimentazione.
In passato le persone dedite alla magia erano state guardate per lo più con sospetto dagli esponenti della cultura ufficiale, se non addirittura perseguitate. Già gli antichi Greci, dopo le guerre persiane in cui erano venuti in contatto con le pratiche oscure dei sacerdoti di Arimane, incaricati di lanciare maledizioni contro l'esercito nemico, avevano attribuito al termine màgos un significato negativo, seppure mitigato in seguito dalla diffusione del trattato astrologico di Beroso che valorizzava anche gli aspetti benefici della magia.Massimiliano Kornmüller, Magica Incantamenta, § 1, pp. 14-15, Roma, Mediterranee, 2013 ISBN 9788827223727.
Gli antichi Romani, pur non condannando inizialmente la magia, a condizione che non nuocesse alla tenuta della società e al buon andamento dell'economia, si imbatterono analogamente nei maghi persiani quando verso la fine della Repubblica Romana si trovarono a fronteggiare i Parti, i cui sacerdoti furono equiparati a stregoni, figure inquietanti contro i quali Silla cercò di difendersi ricorrendo alla consulenza dei Caldei.
In seguito le pratiche magiche, pur diffuse tra i ceti popolari, vennero considerate dai vertici dello Stato romano come «veleni del corpo e della mente».Massimiliano Kornmüller, Magica Incantamenta, § 3, pp. 28-29, op. cit. Cicerone attribuì a Vatinio opere nefande come evocazioni di spiriti inferi e infanticidi.Cicerone, Oratio in Publium Vatinium testem, 14 : «Qui tantus furor ut, cum inaudita ac nefaria sacra succeperis, cum inferorum animas elicere, cum puerorum extis deos Manis mactare soleas, auspicia quibus haec urbs condita est, quibus omnis res publica atque imperium tenetur, contempseri». Un senatoconsulto di Tiberio dell'anno 7 vietava i filtri magici, un altro del 16 stabiliva l'espulsione di tutti i maghi dall'Italia.M. Kornmüller, Magica Incantamenta, § 3, pp. 41-42, op. cit. Nella letteratura augustea compaiono figure di maghi dediti a incantesimi tipicamente latini citati da Tibullo, Properzio, Orazio, Ovidio e Virgilio. Plinio il Vecchio, pur definendo la magia «impostura», con la sua Naturalis historia fornì una fonte preziosa sui maghi della storia antica.
Tra gli scrittori più celebri a fare le spese del clima di intolleranza legislativa verso i maghi vi fu Apuleio, costretto a difendersi nel suo De Magia. La diffusione dello gnosticismo, seguito più tardi dal neoplatonismo, porterà tuttavia a distinguere gli operatori della magia goetia o volgare, di natura malvagia, dai praticanti della teurgia, positiva.M. Kornmüller, Magica Incantamenta, § 3, pag. 38, op. cit.
Col cristianesimo la magia negativa tornò ad essere fermamente condannata. Ireneo di Lione menzionò i Carpocraziani come setta di maghi.Ireneo, Adversus haereses, XV, 3. Nel Medioevo, nonostante la polemica antimagica di alcuni teologi cristiani quali Origene, Sant'Agostino, Tommaso d'Aquino, e l'ostilità dei vertici della Chiesa nei confronti delle arti occulte, la magia continuò ad essere praticata sulla base della distinzione, diversamente proposta tra gli altri da Ruggero Bacone, Guglielmo d'Alvernia e Alberto Magno, tra magia bianca o più propriamente naturale, e magia nera o demonologica.«L'impostazione dei dibattiti sulla validità della previsione astrologica e sulla connessa teoria di una magia "naturale" erano cominciati [...] con Guglielmo d'Alvernia, Ruggero Bacone, e Tommaso d'Aquino, a non voler risalire fino alla scuola di Chartres, come sarebbe opportuno» (Paola Zambelli, Teorie su astrologia, magia e alchimia, in L'ambigua natura della magia: filosofi, streghe, riti nel Rinascimento, cap. I, pag. 6, Il Saggiatore, 1991). In proposito cfr. anche Il problema della magia naturale nel Rinascimento, e
Rinascimento
La figura del mago venne in tal modo progressivamente rivalutata, tanto che il secolo compreso tra il 1550 e il 1650 è stato definito dallo storico della scienza Paolo Rossi come il «tempo dei maghi».Paolo Rossi, Il tempo dei maghi: Rinascimento e modernità, Raffaello Cortina, 2006; l'autore utilizza tuttavia questo termine in senso denigratorio.
Non a caso la prima carta degli arcani maggiori dei Tarocchi, che cominciarono a diffondersi presso le corti rinascimentali italiane, era quella del «mago», detto anche «il bagatto», simbolo dellhomo faber, ossia della persona artefice non solo del proprio destino, ma anche della realtà circostante.Silvia Scardigli, Magia bianca e magia nera nel teatro rinascimentale inglese: la figura del "magus", introduzione e cap. 1, Youcanprint, 2015. Questa concezione, in cui confluivano dottrine neoplatoniche, ermetiche e cabalistiche, attribuiva all'essere umano un potere quasi divino, demiurgico, in virtù del quale egli avrebbe potuto ricreare il mondo a partire dalle idee-archetipe.
Il mago cioè non si limitava a teorizzare dei principi filosofici, ma ne dimostrava la validità rendendoli operanti nella realtà concreta. Il suo potere derivava in particolare dal libero arbitrio donatogli da Dio, dall'essere stato creato a Sua immagine e somiglianza, e dalla centralità da lui occupata nell'intero universo: un'altra definizione dell'uomo fu infatti quella di copula mundi, ossia unificatore e mediatore tra cielo e terra, macrocosmo e microcosmo.Ubaldo Nicola, Atlante illustrato di filosofia, pag. 228, Giunti Editore, 1999.
Paragonato a un agricoltore del mondo, il mago era in definitiva per i filosofi rinascimentali un «uomo universale», esperto di tutti i rami del sapere, specialmente di astrologia, alchimia, numerologia, medicina, fisica, filosofia, occultismo, ecc. In Italia questa figura fu impersonata soprattutto da Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, sebbene resa poco esplicita per il timore di persecuzioni da parte delle autorità.
Anche per Giordano Bruno, il mago non è che «un sapiente dotato della capacità di agire»,Simonetta Bassi, La magia naturale, cit. in G. Bruno, Opere magiche, a cura di M. Ciliberto, pag. 167, Milano, Adelphi, 2000. e così Agrippa di Nettesheim, attivo in Germania, per il quale la figura del mago abbraccia quella del «sapiente, sacerdote e profeta», perché conoscitore dei segreti sia fisici che metafici della natura, sapendo metterli in pratica.
In Inghilterra la figura del magus per eccellenza fu invece quella di John Dee, che propiziò la salita al trono della regina Elisabetta.
Cronache e leggende
Possiamo ricordare fra i maghi delle cronache classiche, medioevali e rinascimentali: Ostane e Istaspe, maghi persiani citati da Erodoto che accompagnarono Serse nelle spedizioni contro la Grecia;Erodoto, Historiae, I, 102. Apollonio, filosofo greco;Flavio Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, a cura di Dario Del Corno, pp. 21-46, Adelphi, 1978. Publio Nigidio Figulo, neopitagorico romano,M. Kornmüller, Magica Incantamenta, § 3, pp. 30-33, op. cit. autore di un sortilegio riferito da Apuleio sulla base di una testimonianza di Varrone;Apuleio, Apologia, XLII, 6: Nigidio, su richiesta di un certo Fabio che aveva smarrito dei denari, tramite un incantesimo su alcuni fanciulli indovinò il luogo dove ne era sepolta una parte, e che il resto era stato distribuito, tra gli altri, al filosofo Catone, cosa che fu in effetti confermata, cfr. Virgilio, poeta e filosofo latino,Domenico Comparetti, Virgilio nella leggenda popolare, Livorno, tip. di Francesco Vigo, 1872. che ebbe fama di mago soprattutto a Napoli;Maurizio Ponticello, Napoli velata e sconosciuta, Newton Compton Editori, 2018. Simon mago, citato negli Atti degli apostoli;G.R.S. Mead, Simon Mago, Harmakis Edizioni, 2019. Merlino, personaggio della letteratura epica arturiana; Eliodoro, mago siciliano semi-leggendario;Carmine Rapisarda, Culti, miti e leggende catanesi, pag. 66, EDA, 2020. Ruggero Bacone, monaco francescano britannico, magister della scuola di Oxford;Giuseppe Gangi, Il mago bianco, pag. 25, Edizioni Clandestine, 2018. Pietro Bailardo, alchimista salernitano o milite francese;Carlo Tito Dalbono, Le tradizioni popolari spiegate dal cav. T. Dalbono, II ed., pag. 371, Tipografia del Vecchio, 1843. John Dee, mago rinascimentale alla corte della regina Elisabetta; Cagliostro, mago e alchimista dell'età dei lumi.Sibille de Roos, Io, Cagliostro mago e alchimista, Sonzogno, 2001. Philippa Faulks, Robert L. Cooper, Il mago massone: vita e morte del conte di Cagliostro e il suo Rito Egizio, Roma, Mediterranee, 2011.
In epoca contemporanea si ricorda inoltre Vittorio Scifo, soprannominato "mago di Tobruk".
Il mago come archetipo junghiano Nel Novecento, in ambito psicanalitico, Carl Gustav Jung annoverò la figura immaginifica del «mago-stregone» tra gli archetipi del numinoso che permeano in profondità l'inconscio collettivo della psiche umana. Questa figura, per Jung, si è tramutata nell'epoca contemporanea nelle sembianze dell'uomo di scienza o del tecnico esperto.Carl Gustav Jung, L'io e l'inconscio (1928), trad. it. di Arrigo Vita, Bollati Boringhieri, 1985.
Letteratura e altri media
Nella letteratura e nella narrativa popolare, influenzate dal fascino del prodigioso, il mago è una figura ricorrente. Ne citiamo i più noti: Atlante, uno dei maghi che concorrono all'alone fiabesco dellOrlando Furioso di Ariosto;Italo Calvino, Italo Calvino racconta l'Orlando furioso, pag. 165, G. Einaudi, 1988. Armida, maga musulmana nella Gerusalemme liberata di Torquato Tasso; Prospero, il mago de La tempesta di Shakespeare; Il Meraviglioso Mago di Oz, dall'omonimo romanzo di Baum; Gandalf, nel Signore degli Anelli (la sua immagine corrisponde a quella classica di un mago buono ma combattivo); Saruman, stregone malvagio nel medesimo romanzo; Dottor Faust, personaggio di una leggenda popolare tedesca tradizionalmente considerato un alchimista, ma in alcune versioni indicato invece come mago;Johann Spies, Storia del dottor Faust, ben noto mago e negromante, trad. it. di Maria Enrica D'Agostini, Garzanti, 1980. Albus Silente, personaggio delle saghe di Harry Potter creata da J. K. Rowling; Harry Potter, personaggio dell'omonima saga; Harry Dresden, investigatore privato con poteri magici protagonista dei romanzi Dresden Files; Jaina Marefiero, maga dell'universo di Warcraft e leader del Kirin Tor.
Letteratura fantasy Con la forte diffusione del genere fantasy, tramite romanzi o film (ad esempio, la saga di Harry Potter) o tramite giochi di ruolo come Dungeons & Dragons, questo termine – già noto in ambiti letterari folcloristici (un esempio per tutti: le Fiabe dei fratelli Grimm) – è divenuto molto utilizzato.