Il Kosovo (anche Cossovo Niccolò Tommaseo, Canti popolari: Corsi illirici, p. 130. o Kossovo; AFI: o ;• • La pronuncia italiana, Còssovo, , analoga a quella serba, è variamente attestata: cfr. «La battaglia di Còssovo in cui l'impero di Serbia perì» (Giosuè Carducci); «Ti chiaman di Còssovo al piano» (Gabriele D'Annunzio).In albanese invece l'accentazione è parossitona, dal che una pronuncia moderna Cossòvo, . ; ), ufficialmente Repubblica del Kosovo (; ), è uno Stato a riconoscimento limitato dell'Europa sud-orientale nella penisola dei Balcani.
Proclamò unilateralmente l'indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008; quest'ultima dichiarò immediatamente di non riconoscerne l'indipendenza, che fu accolta, invece, da numerosi Stati, tra cui l'Italia. Al 2025 l'indipendenza è riconosciuta da 109 Stati membri dell'ONU su 193. Secondo la Corte internazionale di giustizia, appositamente investita dall'Assemblea Generale dell'ONU (parere consultivo del 22 luglio 2010), la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo non ha violato né il diritto internazionale generale né la risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza ONU. Il parere non include una presa di posizione sugli effetti della dichiarazione e cioè sull'acquisto, o no, della qualità di Stato a tutti gli effetti (paragrafo 51).
Al centro della penisola balcanica, è delimitato a nord e ad est dalla Serbia, a sud-est dalla Macedonia del Nord, a sud-ovest dall'Albania e ad ovest dal Montenegro. Ha una superficie di ed una popolazione di circa 1,8 milioni di abitantiAlmeno un milione e mezzo sono emigrati durante la guerra degli anni '90-'00 con la ex Jugoslavia, formando un nutrito gruppo della diaspora a stretto contatto con il luogo d'origine..
Abitata da popolazioni illiriche fin dall'antichità, fu parte dell'Impero romano. Invaso a più riprese da popolazioni slave venute da nord-est dall'VIII secolo, rimase abitato da una popolazione mista di origine illirica e slava. Divenuto prima parte dell'Impero bizantino e poi parte dell'impero serbo, dopo la battaglia della piana dei Merli (1389), che vide le forze militari cristiane serbe fronteggiare gli ottomani, il territorio passò sotto il controllo ottomano, rimanendo temporaneamente diviso in alcuni principati semi-autonomi (perlopiù serbi e, nella parte più occidentale, albanesi) che infine caddero completamente sotto il dominio turco. Con una seconda battaglia, nel 1445, il condottiero albanese Giorgio Castriota “Scanderbeg” riuscì a sottrarre temporaneamente parte della regione al giogo degli ottomani, che tuttavia riacquisirono il pieno dominio del Kosovo in seguito alla sua morte. Nel XIX secolo si accentuarono rivolte popolari per l'indipendenza e la lega di Prizren (1878) promosse l'idea di uno Stato nazionale albanese, anche in difesa dei confini dalle pressioni serbe e montenegrine da Nord e greche da Sud, e stabilì il moderno alfabeto albanese. Pur non rientrando nei confini decisi nella conferenza di Londra nell'autodichiarata indipendente Albania (1912), l'idea di unione nazionale fu sempre caratteristica delle popolazioni locali. Durante la seconda guerra mondiale, con l'occupazione italiana dell'Albania (1939-1943), buona parte dell'attuale Kosovo si unì allo Stato albanese. Con la conclusione della seconda guerra mondiale divenne parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, mantenendo una certa autonomia amministrativa e culturale a causa della sua diversa identità in parte non slava. Dopo i gravi fatti e la guerra che ne scaturì il Kosovo ha dichiarato la sua indipendenza ed è una repubblica parlamentare.
La capitale è Priština. La maggioranza degli abitanti è di lingua albanese e si riconosce albanese. Il secondo gruppo etnico più numeroso sono i serbi. Pur non appartenendo all'Unione europea, utilizza unilateralmente l'euro dal 2002.
Origine del nome Il nome "Kosovo" ha origine dalla località della piana dei merli (Fushë Kosovë in albanese, Kosovo polje in serbo), 8 km a Sud-Ovest di Priština, teatro della battaglia omonima del 1389. In serbo Kosovo polje (Косово поље) significa "campo/piana dei merli", poiché kosovo è l'aggettivo possessivo derivato dalla parola kos (кос), "merlo", ossia "dei merli". Il toponimo, diffuso in ambito slavo sino alla Bielorussia, è di origine serba e non ha alcun significato in albanese, che ne ha fatto un prestito, limitandosi a tradurre "campo" (fushë; "merlo" in albanese è çavë) e a mutare la vocale finale in "ë" [John Peter MAHER (Professor Emeritus of Linguistics Northeastern Illinois University Chicago) - The American Hand (And Others) in Kosovo Propaganda - Ornithology and toponomastics] (con esaustivo elenco di località del mondo slavo denominate "Kosovo") Volume V15, Pag. 916 della Enciclopedia Britannica del 1911..
Un toponimo più antico della regione (più estesa rispetto all'attuale Kosovo) è "Dardania", dal proto-albanese dardhë (pera), dove abitava la tribù illirica dei Dardani, da cui prese il nome. Esso è ancora utilizzato, seppure informalmente, da alcuni albanesi dello Stato kosovaroIl toponimo è presente nella bandiera del Kosovo indipendente proposta da Ibrahim Rugova..
Geografia
Morfologia Il Kosovo confina con la Serbia a Nord e ad Est, con il Montenegro a Nord-Ovest, con l'Albania a Sud-Ovest e con la Macedonia del Nord a Sud; è privo di sbocco al mare.
Il Kosovo ha una superficie di 10.888 km² ed è in gran parte occupato da rilievi, i principali dei quali sono il Kopaonik a Nord, i monti Sharr a Sud e Sud-Est e la Gjeravica a Sud-Ovest (con la cima più elevata, 2.656 m). Le pianure principali sono il bacino della Metochia (Metohija in serbo) ad Ovest e la piana del Kosovo ad Est, separate da una zona di colline (Golak).
Idrografia In Kosovo si incontrano gli spartiacque del bacino del mare Adriatico, del mar Nero e del mar Egeo.
I fiumi principali sono il Drin i bardh ("Fiume bianco" in italiano) a ovest, che scorre in direzione sud verso il mare Adriatico, la Sitnica e la Morava a est nel Golak, e soprattutto l'Ibar che scorre verso nord per gettarsi nella Morava occidentale e poi nel Danubio. A sud-est la valle della Binačka Morava è tributaria della Morava meridionale. La parte meridionale del Kosovo appartiene alla valle del Lepenac, affluente del Vardar.
I laghi principali sono artificiali: a Nord-Ovest il lago Ujmani/Gazivoda, sull'Ibar, ad Ovest il lago Radoniq/Radonjić e ad Est il lago Batllava/Batlava.
Clima Il clima del Kosovo è prevalentemente continentale, con estati calde e inverni freddi, essendo la regione limitata a sud dalle catene montuose delle Alpi albanesi settentrionali, e a ovest dal monte Mokra gora. Pertanto la presenza di queste due catene limita il transito sull'area dei sistemi meteorologici (perturbazioni) mediterranei, mantenendo il contenuto in umidità relativa piuttosto basso. Il Kosovo ha estati calde, con temperature massime oscillanti da 25 °C a 35 °C, e inverni freddi, da −15 °C a +5 °C.
Nelle principali città del Kosovo le temperature medie giornaliere oscillano tra −3 °C e +3 °C d'inverno. La temperatura più bassa mai registrata è stata di −25 °C. In estate, la temperatura media massima è di 27 °C, mentre la media minima è di 16 °C. La temperatura più alta registrata è stata di 43 °C.
Il vento non assume quasi mai valori di intensità notevole: la zona è caratterizzata da venti deboli di direzione variabile.
Le precipitazioni medie annuali variano tra 920 mm all'anno nell'area più occidentale e 610 mm all'anno in quella più orientale. I mesi più piovosi sono ottobre e dicembre, entrambi con circa 110 mm di precipitazione; invece i mesi meno piovosi sono luglio e agosto con circa 45 mm. I giorni di precipitazioni nevose sono mediamente cinque per ogni mese tra dicembre e marzo.
Storia
L'area dell'attuale Kosovo fece parte in età antica dell'Impero macedone e dell'Impero romano. Con l'indebolimento dell'Impero bizantino esso venne colonizzato dagli slavi e divenne parte del regno medievale di Serbia e dell'Impero serbo. Con la frammentazione di questo e la sconfitta nella battaglia della piana dei merli (1389) il Kosovo passò il sotto dominio ottomano per cinquecento anni. Con le guerre balcaniche (1912-1913) esso venne riannesso al Regno di Serbia, assieme al quale partecipò alla storia della Jugoslavia nel '900. A seguito della guerra del Kosovo (1998-1999), il territorio è stato sottratto al controllo serbo e posto sotto l'amministrazione dell'ONU. La Repubblica del Kosovo si è autoproclamata indipendente nel 2008 ed è oggi riconosciuta da circa la metà degli Stati dell'ONU.
L'area, nota come parte della Dardania, abitata dai dardaniN G Hammond, The Kingdoms of Illyria c. 400 – 167 BC. Collected Studies, Vol 2, 1993Wilkes, J. J. The Illyrians, 1992, ISBN 0-631-19807-5, p. 85, "... Whether the Dardanians were an Illyrian or a Thracian people has been much debated and one view suggests that the area was originally populated with Thracians who then exposed to direct contact with illyrians over a long period..." "the Dardanians [...] living in the frontiers of the Illyrian and the Thracian worlds retained their individuality and, alone among the peoples of that region succeeded in maintaining themselves as an ethnic unity even when they were militarily and politically subjected by the Roman arms [...] and when at the end of the ancient world, the Balkans were involved in far-reaching ethnic perturbations, the Dardanians, of all the Central Balkan tribes, played the greatest part in the genesis of the new peoples who took the place of the old", Fanula Papazoglu, "The central Balkan tribes in pre-Roman times: Triballi, Autariatae, Dardanians, Scordisci and Moesians", Amsterdam 1978, ISBN 90-256-0793-4, p. 131. e caratterizzata in epoca antica da un livello sempre molto scarso di urbanizzazione e di penetrazione della civiltà classica, fu occupata da Alessandro Magno nel IV secolo a.C.. Conquistata da Roma nel 160 a.C. e incorporata prima nella provincia romana dell'Illirico e poi nella Mesia superiore, dal IV secolo l'area del Kosovo, ormai in gran parte romanizzata, venne integrata nella provincia bizantina della Dardania.
Con l'allentarsi dell'autorità e del controllo di Bisanzio sull'entroterra balcanico la regione rimase esposta alle migrazioni slave del VI e VII secolo dall'Europa orientale. Archeologicamente il primo medioevo rappresenta uno iato nei repertiF Curta. The Making of the Slavs. p. 189 e qualunque cosa fosse rimasta delle popolazioni native della regione si fuse con le nuove popolazioni slave.
Storia medievale La successiva storia politica e demografica del Kosovo non è conosciuta con assoluta certezza fino al XIII secolo. La regione venne assorbita nel Primo Impero bulgaro attorno all'anno 850, con il consolidamento del cristianesimo e della cultura slavo-bizantina. Venne riconquistata dai bizantini dopo il 1018 e divenne parte del nuovo thema di Bulgaria. In quanto centro di resistenza slava a Costantinopoli nella penisola, la regione cambiò spesso di mano tra serbi e bulgari da una parte e Bisanzio dall'altra, fino a che il principe serbo Stefan Nemanja se ne assicurò il controllo verso l'anno 1180.Fine 1994, p. 7 Il suo successore, Stefano Prvovenčani assunse il controllo del resto del Kosovo dal 1216, creando in tal modo uno Stato che incorporò la maggior parte dell'area che costituisce oggi Serbia e Montenegro, regolato in base al Canone di San Sava (Zakonopravilo).
Nel XIII e XIV secolo, il Kosovo divenne centro politico e spirituale del regno serbo, con la sede dell'arcivescovato serbo a Pec e la corte dei Nemanjić tra Prizren e Skopje.Denis P Hupchik. The Balkans. From Constantinople to Communism. Page 93 "Dusan... established his new state primate's seat at Pec (Ipek), in Kosovo" Nello stesso periodo, centinaia di chiese, monasteri (quali quelli di Gračanica e Visoki Dečani) e roccaforti feudali vennero costruite.Bieber, Pg 12