La banconota da 1.000 lire è stata uno dei tagli di cartamoneta circolante in Italia prima dell'introduzione dell'euro. È stato uno dei pochi tagli emessi sia durante il Regno d'Italia sia nella Repubblica Italiana.

Precedenti La prima cartamoneta da 1.000 lire risale al Regno di Sardegna. Ufficialmente la sua nascita viene fatta risalire al 1745-1746, sotto Carlo Emanuele III. Questa cartamoneta aveva le caratteristiche sia del biglietto di banca, sia dell'obbligazione. La serie di cui faceva parte, autorizzata con Regio Editto del 26 settembre 1745 prevedeva i tagli da 100, 200, 500, 1000 e 3000 lire, molto elevati per l'epoca. Le "banconote" fruttavano l'interesse del 4% annuo per quattro anni e si erano rese necessarie per finanziare la guerra contro Francia e Spagna (che si concluse nel 1748 con i trattati di Aquisgrana). Dell'esemplare da mille lire, il 13 febbraio 2025, il numismatico Gerardo Vendemia ha donato al Museo della Moneta della Banca d'Italia il "disegno originale". Il disegno era necessario per realizzare i cliché per la stampa e riporta le firme dei due "mastri auditori" Bocca e Rambaudi, i quali firmarono anche gli esemplari destinati alla circolazione. La serie del 1746 venne particolarmente apprezzata dalla popolazione e quindi estesa ai tagli inferiori, fino a quello da 10 lire, che consentivano di utilizzarle più agevolmente nelle transazioni commerciali. Dopo qualche anno dalla prima emissione, si perse l'interesse annuo, avvicinando la cartamoneta al più moderno concetto di banconota. Durante il XIX secolo e parte del XX secolo (fino al 1945), il taglio da 1000 lire fu il più grande in circolazione.

Regno d'Italia Le prime banconote di questo valore emesse dallo Stato italiano sono quelle stampate dalla Banca Nazionale del Regno d'Italia nel 1872 e nel 1873. Erano stampate su un'unica faccia, portavano una cornice con in alto gli stemmi delle città di Genova e Torino ed in basso il busto di Colombo. Lo stemma era delle due città perché la Banca Nazionale era il nuovo nome che aveva preso la vecchia Banca Nazionale degli Stati Sardi, nata dalla fusione delle banche di Genova e Torino. La filigrana recava il valore della banconota e la scritta BANCA NAZIONALE.

Dopo questa prima serie ne fu stampata un'altra sempre della Banca Nazionale del Regno, emessa tra il 1878 ed il 1893, anno in cui la Banca Nazionale si fuse con altre dando vita alla Banca d'Italia.

Nello stesso periodo furono stampate banconote di questo valore dagli altri istituti d'emissione. Questi biglietti erano identici e recavano la dizione di BIGLIETTO CONSORZIALE e furono stampati dal 1877 al 1881.

Nel 1882 furono stampati dei biglietti con caratteristiche simili ai biglietti consorziali, ma emessi dal neonato Ministero del Tesoro. Recavano la dicitura di BIGLIETTO GIÀ CONSORZIALE ed ebbero corso legale fino al 1888.

Nel 1894 nacque la prima banconota da 1.000 lire della Banca d'Italia, che aveva lo stesso disegno e testo della seconda serie della Banca Nazionale, che nel frattempo aveva cessato di esistere.

Grande "M" La prima banconota da 1.000 lire emessa dalla Banca d'Italia con il proprio nome vide la luce nel dicembre 1897: i distintivi e i segni caratteristici dei «biglietti di nuova forma della Banca d'Italia da L. 1.000 del 1897» furono fissati con il decreto ministeriale del 6 dicembre 1897, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 dicembre 1897, n. 289. Fu disegnata da Rinaldo Barbetti, un artista senese. Banconote con questo disegno, con variazioni minime, furono stampate sino al 1950: le caratteristiche del «tipo modificato» furono stabilite con il decreto ministeriale del 13 agosto 1921 e quelle del «tipo modificato nuova emissione» furono aggiornate, da ultimo, con i decreti dell'11 dicembre 1942 e del 13 novembre 1950. Andarono fuori corso il 30 giugno 1953: la cessazione del corso legale dei biglietti da 500 e da 1.000 lire delle vecchie emissioni fu disposta con la legge 31 gennaio 1953, n. 51, e la prescrizione fu regolata con il decreto ministeriale del 5 marzo 1953. Questa banconota è comunemente denominata Grande "M".

Regine del mare Dal 1930 fu stampato, accanto alla banconota Grande "M", un nuovo tipo di banconota comunemente denominata Regine del Mare. I distintivi e i segni caratteristici del biglietto da 1.000 lire di «primo nuovo tipo» erano stati stabiliti con il decreto ministeriale del 18 maggio 1929, sostituito dal decreto del 20 giugno 1930; anche questo tipo cessò di avere corso legale in forza della legge 31 gennaio 1953, n. 51, e del decreto ministeriale del 5 marzo 1953. Al verso presenta tre figure allegoriche, simbolo, rispettivamente, dell'Industria, dell'Agricoltura e del Commercio. Si tratta della riproduzione di un'opera marmorea che, un tempo, decorava la facciata di Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia a Roma.

Amministrazione militare alleata dei territori occupati Dal 9 luglio 1943 al 3 giugno 1950 (26 ottobre 1954 per il Territorio Libero di Trieste - Zona A) in Italia circolò la Am-lira emessa dalla AMGOT. La banconota da 1.000 lire era il taglio massimo, di forma rettangolare, dello stesso formato del dollaro e di colore predominante della faccia principale d'azzurro. Ne esistono due serie, quella denominata 1943 riportante sul fronte 1000 LIRE - ISSUED IN ITALY e quella denominata 1943A riportante sul fronte MILLE 1000 ONE THOUSAND LIRE - ISSUED IN ITALY. Entrambe le serie furono stampate negli Stati Uniti e non in Italia.

Repubblica Italiana La Repubblica Italiana stampò, in otto diverse emissioni, banconote di questo valore tra il 1946 e il 2002.

Si tratta di una delle banconote di taglio più basso stampate durante il periodo repubblicano.

Grande "M" Le prime banconote stampate dalla neonata Repubblica erano simili, anche per le enormi dimensioni, ai biglietti di questo valore stampati dal precedente Regno d'Italia. Furono emesse, infatti, due varianti del tipo Barbetti modificato, con lo stesso disegno di quella del 1896, che con i suoi circa è una delle più grandi banconote italiane. Rispetto alle versioni precedenti erano diverse le tonalità dei colori. Fu stampata in due versioni con diversi toni di colore e con un diverso contrassegno di stato. L'emissione del 1946-47 aveva sul fronte il contrassegno di stato chiamato "Testina d'Italia" che risaliva al 1896,D.M. 30 luglio 1896 "Italia di profilo a sinistra, con collana di perle, un orecchino a prendente, un diadema contornato di perle ed una pezzuola a due pendagli terminanti con una perla mentre quella del 1947-48 aveva il contrassegno denominato "Medusa" creato nel 1947, primo contrassegno repubblicano.D.M. del 14 agosto 1947: "Un volto di giovane donna, di prospetto, raffigurante un'immagine mitologica, denominata 'medusa'".

Italia ornata di perle I distintivi e i segni caratteristici del biglietto, denominato «tipo 1946», furono fissati con il decreto ministeriale del 15 marzo 1947 — lo stesso che determinò le caratteristiche del biglietto da 500 lire «tipo 1946» — e successivamente modificati con i decreti del 9 febbraio 1948, del 25 agosto 1959 e del 14 settembre 1961. Questa banconota fu stampata in due versioni, con il contrassegno di stato "Testina d'Italia" nel 1947 e, l'anno, dopo con il contrassegno "Medusa". La cessazione del corso legale del «tipo 1946» fu disposta, insieme a quella degli altri biglietti di «vecchio tipo» (le 5.000 lire «tipo 1947» e le 10.000 lire «tipo 1948»), con il decreto ministeriale del 20 aprile 1968. La banconota aveva misura decisamente più contenute (146 x 63 mm) rispetto ai biglietti precedenti. Anche la grafica era più moderna. Sul fronte a sinistra, in una cornice ovale, la testa dell'Italia, ripresa da una delle tre grazie della Primavera di Botticelli. Nella filigrana la stessa testa volta a sinistra.

Giuseppe Verdi Tra gli anni 1960 e i primi anni 1980 il protagonista della banconota fu il compositore Giuseppe Verdi che venne effigiato su due diverse banconote. La prima (125 x 63 mm) è da un punto di vista grafico più semplice in quanto, se si esclude il ritratto del compositore, gli unici elementi decorativi sono ghirlande e bolli colorati che lasciano diversi spazi bianchi. Fu emessa dal 1962 al 1969: le caratteristiche del «tipo 1962» furono determinate con il decreto ministeriale del 28 giugno 1962 e la cessazione del suo corso legale fu disposta con il decreto del 14 ottobre 1972.

Il secondo tipo, emesso dal 1969 al 1981, impiega una migliore tecnica per la colorazione dello sfondo. Il ritratto del compositore è più realistico di quello stampato sulla versione precedente. A fianco si trova la celebre Arpa Estense, strumento del 1558 di scuola ferrarese conservato nella Galleria Estense di Modena. Al verso c'è un'immagine del Teatro alla Scala. Se si eccettuano le prime emissioni, la carta impiegata è di colore ocra. Di questo biglietto furono autorizzati 1.972.000.000 pezzi. I distintivi e i segni caratteristici del «tipo 1968» furono stabiliti con il decreto ministeriale del 26 febbraio 1969; il corso legale cessò in forza del decreto del 20 febbraio 1986.

Marco Polo Nel 1982 il biglietto fu sostituito da una banconota che raffigura sul recto il ritratto di Marco Polo da un dipinto conservato nella Galleria Doria Pamphilj di Roma, sul verso uno scorcio del Palazzo Ducale di Venezia rappresentato in verticale. Il bozzetto venne realizzato da Guglielmo Savini (1939-2001), riproducendo una stoffa veneziana del XVI secolo per lo sfondo di draghi e racemi del verso. Il biglietto ebbe corso legale fino al 30 giugno 1995 e venne stampato in 2.148.000.000 esemplari. I distintivi e i segni caratteristici del «tipo 1982» erano stati stabiliti con il decreto ministeriale del 6 gennaio 1982.

Maria Montessori 2.000.160.000 di questi biglietti furono stampati e diffusi in otto emissioni, dal 1990 al 1998. La banconota è dedicata a Maria Montessori, il cui ritratto appare sul recto. Il verso riproduce il dipinto Bambini allo studio di Armando Spadini. I distintivi e i segni caratteristici del «tipo 1990» furono stabiliti con il decreto ministeriale del 3 ottobre 1990, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre 1990, n. 293; fu l'ultimo tipo da 1.000 lire e rimase in corso fino alla sostituzione della lira con l'euro.

Simbolo della cartamoneta repubblicana

Le 1000 lire sono divenute, in modo non ufficiale, il simbolo della cartamoneta italiana in quanto, a differenza delle effimere banconote da 500 000 e 20 000 lire e delle più giovani 2 000, 50 000 e 100 000 lire, sono state emesse fin dalla nascita del Regno d'Italia.

All'uscita del corso legale della lira per la sostituzione con l'euro, le mille lire erano considerate banconote di piccolissimo taglio, utili per le spese quotidiane, a seguito della progressiva svalutazione a cui era andata incontro la valuta italiana a partire dagli anni settanta, invece nella prima metà del XX secolo erano tra quelle di maggior valore così come testimonia la popolare canzone Mille lire al mese di Gilberto Mazzi cantata da Umberto Melnati nel film omonimo del 1939.

Nel 1939 cominciò la corsa all'abisso di una banconota che tra il 1900 e il 1914 aveva conosciuto un periodo di straordinario splendore.