Il Borgo Durbecco (a livello amministrativo comunale identificato semplicemente come “Borgo”) è un quartiere di Faenza e uno dei rioni storici della città, situato a est del centro storico, oltre il Ponte delle Grazie, lungo il fiume Lamone. L’area si sviluppa lungo il tracciato della Via Emilia, corrispondente all’attuale Corso Europa.
Origini del nome La prima attestazione del Borgo di Faenza risale al 1097, quando è indicato come suburbius Favencie in pogio S. Antonini. Il toponimo Durbecco (nelle forme latine Durbechus e Durbecchus) compare invece solo nei secoli successivi nelle fonti documentarie e cronachistiche.
In alcune cronache medievali il termine appare inizialmente senza il riferimento al “borgo”, suggerendo che potesse indicare originariamente una località sulla riva destra del fiume Lamone, successivamente estesa alla denominazione dell’insediamento, inizialmente noto come Burgus Sancti Antonini o Burgus Portae Pontis. Nel XIII secolo è attestata anche la variante Urbeccus, forse derivata da una diversa lettura grafica del nome.
L’etimologia di Durbecco non è certa e rimane oggetto di ipotesi non conclusive.
Storia Il primo nucleo abitativo del Borgo Durbecco è attestato a partire dall’XI secolo, nell’ambito del progressivo sviluppo degli insediamenti posti al di fuori delle mura di Faenza. La sua formazione è legata alla posizione lungo l’asse della Via Emilia e alla presenza del fiume Lamone, che ha storicamente condizionato l’assetto insediativo e le connessioni con il centro cittadino.
Nel corso del Medioevo il borgo assunse un ruolo di collegamento tra la città e i territori posti a est del corso fluviale. Nel 1313 Francesco Manfredi, signore di Faenza, promosse la costruzione del cosiddetto ponte delle Torri, infrastruttura che garantiva il collegamento diretto tra il centro urbano e il Borgo Durbecco attraverso il Lamone. Tale ponte, più volte soggetto a eventi alluvionali e ricostruzioni, venne infine distrutto da una piena del fiume nel 1842.
In età moderna e contemporanea il collegamento tra il borgo e il centro storico è stato progressivamente riorganizzato attraverso nuove infrastrutture viarie e ponti. L’attuale collegamento principale è rappresentato dal Ponte delle Grazie, che unisce il centro storico di Faenza con il Borgo Durbecco.
Nel tempo l’area ha mantenuto una continuità insediativa, integrandosi progressivamente nel tessuto urbano della città pur conservando la denominazione storica legata alla sua origine come borgo extraurbano.
Monumenti e luoghi d'interesse
Partendo dal centro della città, si incontra la chiesa quattrocentesca della Ss. Annunziata, oggi sconsacrata e adibita a sala espositiva. Storicamente la chiesa era sede della compagnia della SS. Annunziata. Nel 1476 la chiesa fu rinnovata. I lavori erano diretti da Raffaele Campidori e Pietro Tomba.
Appena dietro la chiesa della Santissima Annunziata si trova la chiesa di Sant'Antonino, edificata fra il 1721 e il 1723 su disegno di Giuseppe Antonio Soratini ed annessa ad un monastero di camaldolesi. La facciata realizzata in laterizio, presenta quattro lesene e due nicchie nel primo ordine e due finestre murate nel secondo. All'interno, di derivazione romana, si trova un interessante altare maggiore e cappelle laterali architravate.
Continuando si incontra l'edificio più antico del borgo, la chiesa della Commenda, fondata nella prima metà del XII secolo. Fu edificata per ospitare i pellegrini diretti o provenienti dalla Terra Santa. Nel XIII secolo la chiesa entrò in possesso dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme che la gestirono attraverso Commendatari e per questo viene detta "della Commenda". Nel 1518 fu commendatore il lombardo fra' Sabba da Castiglione che fece realizzare gli affreschi ancor oggi visibili. Il notevole affresco dell'abside è opera di Girolamo da Treviso. La chiesa è a navata unica coperta con volta; lateralmente presenta un loggiato.
La chiesa presenta un chiostro recentemente restaurato, attualmente sede associativa rionaleIl nome del rione ufficiale è "Borgo Durbecco" e identifica geograficamente l'area interna alle mura medievali. Fino al 2014 veniva denominato Rione Bianco..
Il borgo presentava una cinta muraria simile a quella della città. L'unica porta ancora visibile è la Porta delle Chiavi anche se nel corso del tempo ha subito molte modifiche. Il nome della Porta deriva dal dono delle chiavi della città a papa Pio IX nel 1857.
Note
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