Ha firmato gran parte delle sue opere come Jack Vance, ma ha anche usato il suo nome completo oltre agli pseudonimi Ellery Queen, Alan Wade, Peter Held e John van See.
Biografia Nacque il 28 agosto 1916 in California. Dopo la separazione dei genitori si trasferì con la madre e i fratelli nel ranch dei nonni materni, dove trascorse un'infanzia felice, leggendo e scrivendo poesie. Inoltre si appassionò alle riviste pulp, come Weird Tales e Amazing Stories, e ad autori come Edgar Rice Burroughs, Jules Verne, Lord Dunsany e P.G. Wodehouse.
Terminati gli studi superiori, non potendo permettersi di frequentare l'università, girò per il paese svolgendo i lavori più disparati (raccolta della frutta, operaio in una fabbrica di attrezzi minerari, minatore e addetto ai pozzi petroliferi).
Si iscrisse all'Università della California a Berkeley, frequentando prima fisica e poi giornalismo, ma non terminò gli studi. Lavorò per un certo periodo al porto di Honolulu, ritornando in America all'inizio della seconda guerra mondiale. Studiò il giapponese per poter partecipare a un programma di addestramento dei servizi segreti ma senza successo, quindi si arruolò nella Marina mercantile e si imbarcò. In questo periodo iniziò a scrivere narrativa, in particolare i primi racconti del Ciclo della Terra morente. La sua prima opera pubblicata è "Il pensatore di mondi" nel 1945 sulla rivista Thrilling Wonder Stories.
Nel periodo tra gli anni cinquanta e i settanta lavorò per un breve periodo come sceneggiatore per la 20th Century Fox. Viaggiò quindi a lungo, prima in Europa e poi per il resto del mondo, fermandosi in luoghi esotici per scrivere racconti o romanzi, prima di ripartire per altre destinazioni. Alla fine degli anni cinquanta, durante un periodo in cui si trovava a New York, scrisse sceneggiature per la serie TV di fantascienza Captain Video. In questo periodo compose i romanzi L'odissea di Glystra, Il linguaggio di Pao e Uomini e draghi, con cui vinse un Premio Hugo. Iniziò inoltre la Trilogia di Durdane e il Ciclo dei Principi demoni e ritornò ai racconti del ciclo della Terra morente, con la nuova antologia di racconti Le avventure di Cugel l'astuto.
Fino alla morte abitò con moglie e figlio a Oakland, in California. Morì il 26 maggio 2013 nella sua casa di Oakland.
Carriera letteraria
Vance ha composto oltre sessanta romanzi, la maggior parte dei quali inseriti in vari cicli: il Ciclo della Terra morente, il Ciclo dei Principi demoni, il Ciclo di Tschai, la trilogia di Durdane, quella dell'Ammasso di Alastor, i due libri del Ciclo del Grande Pianeta e la trilogia di Lyonesse. Molti dei cicli di fantascienza di Vance appartengono ad una visione del futuro chiamata Distesa Gaeana. Le connessioni non sono necessarie per la comprensione di ogni serie specifica, anche se Vance utilizza riferimenti a protagonisti di altre serie, come Navarth, il poeta pazzo, o cita libri immaginari, come l'enciclopedia in più volumi "Vita" del Baron Bodissey.
Lo stile di Vance raggiunge probabilmente la sua forma migliore nei romanzi singoli come L'ultimo castello e Maske: Thaery.
I romanzi di fantascienza e fantasy di Vance sono tipicamente satirici e possono facilmente indurre un lettore a considerarli solo space opera. Di solito il protagonista è un personaggio positivo contrapposto alle convenzioni di una società chiusa e retrograda, ma altri hanno come protagonista un antieroe (come 'Cugel l'astuto' nei romanzi della Terra morente) che, dopo essere stato castigato dalle sue vicissitudini, può alla fine trionfare.
Spesso l'attrattiva principale dei romanzi di Vance non è costituita dalla trama, ma dalla sua capacità di evocare, in pochi paragrafi, società aliene complesse e assurde, creando mondi compiutamente realizzati.
Un altro talento di Vance consiste nel racconto di storie-nelle-storie mediante l'uso di citazioni in apertura di capitolo e di note fittizie a piè di pagina similmente a Terry Pratchett. Spesso Vance espone la natura delle società descritte per mezzo di note linguistiche riguardanti termini intraducibili. Questi termini delineano concetti centrali per la società descritta, ma che sono completamente alieni per il lettore. In effetti la capacità di Vance di "spiegare" senza diminuire l'attenzione del lettore è parte del fascino del suo lavoro.
Un elemento ricorrente nei lavori di Vance è l'ambito territoriale (villaggio o pianeta che sia) i cui abitanti praticano sistemi di credenze assurdi, ripugnanti, o entrambi. A parte il loro potenziale esotico, Vance usa questi episodi per ironizzare sul dogmatismo in generale e su quello religioso in particolare. Siccome, nel corso dei secoli, sono state seguite così tante credenze, pare implicare Vance, chi ha il diritto di imporre il suo dogma agli altri?
Questo scetticismo è legato all'individualismo di Vance, che sembra evocare l'auspicio di Thoreau che nel mondo vi sia la massima varietà di persone. I suoi valori illuminati si concretizzano nella convinzione che ognuno dovrebbe essere libero di realizzarsi secondo le proprie inclinazioni, purché questa autorealizzazione non vada a detrimento degli altri. Spesso i villain di Vance sono artisti che violano questo principio e distruggono le vite o le proprietà altrui per perseguire unicamente la propria visione.
Di conseguenza, Vance favorisce personaggi aristocratici, per le eccentricità che la classe sociale e la ricchezza possono permettere loro e si diverte a creare società iper-individualistiche e ultra-aristocratiche. Un tema ricorrente è quello della società decadente aristocratica, che il perseguimento dell'individualismo estetico ha resa incapace di affrontare sfide che richiedano cooperazione, anche se di solito i suoi protagonisti riescono ad essere sia esteti che eroi. Vance non dà per scontato che l'aristocrazia conferisca automaticamente meriti, è spietato nella sua satira di notabili pomposi, ma distingue sempre tra pretenziosità e valore reale. Uno dei molti fascini delle sue opere è il modo in cui sia furfanti che principi si esprimono con linguaggio forbito.
I valori di Vance a volte hanno la forza di pregiudizi, come la sua disapprovazione per l'omosessualità: nei suoi lavori, solo i cattivi sono omosessuali. Questo conservatorismo sessuale si manifesta anche nelle relazioni uomo-donna. Vance può creare figure femminili vivide ed eroiche ma, una volta accasate, le fa uscire di scena ed è esplicito nell'insistere sulle nature differenti degli uomini e delle donne e che ogni deviazione dal proprio genere debba essere evitata. Questo sessismo è innegabile.
Vance ha parlato del suo piacere per gli scritti di P.G. Wodehouse e una certa influenza di quest'ultimo può essere ritrovata in alcuni degli scritti di Vance, specialmente nelle sue descrizioni di zie prepotenti e dei loro nipoti facilmente intimoriti. L'influenza di Wodehouse si affianca a quella di L. Frank Baum, il creatore de Il mago di Oz, qualunque sia il peso relativo di questi modelli.
I racconti gialli di Vance oggi mantengono un valore essenzialmente per quello che rivelano della sua evoluzione come scrittore di fantascienza, fantasy e umorismo. Vance smise di frequentare il genere all'inizio degli anni settanta, se si eccettuano le storie del mistero inserite con successo nei suoi universi fantascientifici, ispirate parzialmente al Simon Templar di Leslie Charteris, a Jack London e a P.D. James.
Vance visse per la maggior parte della sua vita adulta nelle colline sopra Oakland. Iniziò la carriera di scrittore a tempo pieno alla fine degli anni quaranta, il periodo in cui la San Francisco Renaissance era agli inizi. I riferimenti alla vita bohèmienne della Bay Area, direttamente nei suoi primi gialli e in forma camuffata nei suoi racconti di fantascienza, suggeriscono affinità con questo movimento. La "Sailmaker Beach," il quartiere bohèmienne di Avente sul pianeta Alphanor, è una versione della North Beach di San Francisco, mentre sembra che il personaggio del folle poeta Navarth sia stato basato su Kenneth Rexroth. Il modo in cui descrive la Tahiti degli anni sessanta rivela alcuni degli ingredienti che Vance miscelò per presentare mondi alieni senza apparentemente alcuno sforzo.
Riconoscimenti e premi Si elencano solo le vittorie e non anche le candidature. 1961 Premio Edgar Allan Poe per il miglior romanzo d'esordio a The Man In The Cage. 1963 Premio Hugo per il miglior romanzo breve a Uomini e draghi (The Dragon Masters). 1966 Premio Nebula per il miglior romanzo breve a L'ultimo castello (The Last Castle). 1967 Premio Hugo per il miglior romanzo breve a L'ultimo castello (The Last Castle). 1975 Premio Jupiter per il miglior romanzo breve ad Assalto a una città (Assault on a City). 1984 Premio World Fantasy alla carriera conferito dalla World Fantasy Convention. 1990 Premio World Fantasy per il miglior romanzo a Madouc (Madouc). 1997 Premio Grand Master alla carriera conferito dalla Science Fiction and Fantasy Writers of America. 2001 Inclusione nella Science Fiction and Fantasy Hall of Fame del Museum of Pop Culture di Seattle, Washington. 2010 Premio Hugo per il miglior libro sull'argomento a Ciao, sono Jack Vance! (e questa storia sono io) (This is Me, Jack Vance! (or, More Properly, This is "I")).
Opere Per ogni testo si indica la prima edizione nell'originale inglese e l'eventuale prima traduzione in lingua italiana. Le serie di romanzi interconnessi sono elencate cronologicamente, in base alla data di pubblicazione del primo episodio di ogni ciclo. Si noti che Vance ha cambiato anche più volte i titoli di alcune sue opere; le denominazioni definitive furono fissate nella ristampa integrale in quarantaquattro volumi Vance Integral Edition (2002-2005).
Magnus Ridolph Ciclo composto da dieci racconti interconnessi. I primi sei furono riuniti per la prima volta nell'antologia The Many Worlds of Magnus Ridolph, parte del volume doppio The Brains of Earth / The Many Worlds of Magnus Ridolph, Ace Double M-141, Ace Books, 1966; il settimo e ottavo furono aggiunti alla raccolta nella ristampa in DAW Collectors 381, DAW Books, 1980; gli ultimi due confluirono in un'ulteriore ristampa re-intitolata The Complete Magnus Ridolph, Underwood-Miller, 1985; infine, l'ordine dei testi è stato modificato nell'edizione definitiva intitolata Magnus Ridolph, Vance Digital Edition 2, Spatterlight Press, 2012.
La versione Ace Books del ciclo è apparsa in italiano come Le avventure di Magnus Ridolph, trad. Gianni Montanari, Galassia 181, Casa Editrice La Tribuna, gennaio 1973; la versione Underwood-Miller è invece apparsa come Le Avventure di Magnus Ridolph (si noti la A maiuscola), trad. Gianni Montanari e Cristian Carlone, Biblioteca di Fantascienza 2ª serie n. I, Fanucci Editore, 1993. La versione DAW Books e quella Spatterlight Press non sono mai state tradotte.
I racconti sono elencati di seguito secondo l'ordine della versione Spatterlight Press.
"Scavi sfortunati" ("Hard-Luck Diggins"), in Startling Stories Luglio 1948. "Scorciatoia per Sanatoris" ("Sanatoris Short-Cut"), in Startling Stories Settembre 1948. "Sardine in scatola" ("The Sub-Standard Sardines"), in Startling Stories Gennaio 1949. "L'inafferrabile McInch" ("The Unspeakable McInch"), in Startling Stories Novembre 1948. "Spettri e grisbi" ("The King of Thieves"), in Startling Stories Novembre 1949. "Essere in B o non essere in C o in D" ("To B or Not to C or to D"), in Startling Stories Settembre 1950. "Una mente elastica" ("The Howling Bounders"), in Startling Stories Marzo 1949. "L'odore non conta" ("The Spa of the Stars"), in Startling Stories Luglio 1950. "Il gioco della guerra" ("The Kokod Warriors"), in Thriling Wonder Stories Ottobre 1952. "Un cuore d'oro" ("Coup de grace"), in Super-Science Fiction Febbraio 1958.
Ciclo della Terra morente