Il Teatro Sannazaro (soprannominato "la bomboniera di via Chiaia") è un teatro di Napoli, inaugurato nel 1874.
È uno dei luoghi simbolo della tradizione teatrale napoletana, strettamente legato alla storia culturale e sociale della città tra Otto e Novecento.
Storia Fondazione e primi anni Il Teatro Sannazaro fu costruito sull'area dell'antico chiostro dei Padri Mercedari spagnoli, adiacente alla chiesa di Sant'Orsola in via Chiaia a Napoli, per volontà e grazie al finanziamento di Giulio Mastrilli, XI duca di Marigliano. Il progetto architettonico fu affidato a Fausto Niccolini, mentre la direzione dei lavori spettò agli architetti Antonio e Pasquale Francesconi.
Fu inaugurato il 26 dicembre 1874 con grande solennità, alla presenza dello stesso Mastrilli e dell'aristocrazia cittadina, confermando l'importanza culturale e sociale dell'opera. In quell'occasione fu rappresentata la commedia La petite marquise, del drammaturgo francese Henri Meilhac, messa in scena dalla compagnia Le Roy‑Clarence. I cronisti dell'epoca descrissero il Sannazaro come un "jolie bouquet", un bel mazzo di fiori, tutto decorato in bianco e oro, con affreschi di Palliotti sul soffitto e altre decorazioni eleganti e armoniose, piacevoli alla vista. La sala, più circolare che ellittica, aveva quattro ordini di palchi, oltre a otto piccoli palchetti a livello della platea, e una prima fila in parte occupata da un grande loggione con cinquantacinque poltrone. Le altre file, oltre ai due palchi del proscenio, comprendevano quindici palchi comodi e ben decorati.
Nel 1888 fu il primo in città ad essere illuminato per mezzo di luce elettrica.
L'anno successivo vide la prima di Na santarella, commedia di Eduardo Scarpetta, che restò in scena con più di cento repliche. Scarpetta scelse il teatro anche per la chiusura della sua lunga carriera artistica, nel 1908, presentandosi per l'ultima volta al pubblico con la commedia 'O miedeco d'e pazze, per lasciare il testimone a suo figlio Vincenzo.
Tra le più note attrici a calcarne il palcoscenico vi furono Eleonora Duse, Sarah Bernhardt, Virginia Marini, Adelaide Falconi, Tina Di Lorenzo ed Emma Gramatica; mentre per gli attori si possono ricordare, tra gli altri, Ernesto Rossi, Ermete Novelli, Ermete Zacconi, Antonio Gandusio e Ruggero Ruggeri. Nell'ambito degli spettacoli del cinema-varietà, qui si esibirono, tra gli altri, Nicola Maldacea e Gabrè.
A partire dal 1932 approda al Sannazaro anche la compagnia del Teatro Umoristico "I De Filippo", di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, che qui presentò titoli, come Ditegli sempre di sì, Uomo e galantuomo, Chi è cchiu' felice 'e me!, Natale in casa Cupiello ed altri. Qui avvenne inoltre il famoso incontro tra Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello, che segnò l'inizio di una profonda stima reciproca e collaborazione. In quel periodo presentavano qui anche Maria Scarpetta (Mascaria), Ernesto Murolo e Roberto Bracco.
La rinascita Nel dopoguerra, dopo un periodo di crisi, il Sannazaro — come altre strutture simili — divenne un cinema mal frequentato e degradato.
Nella seconda metà degli anni sessanta Nino Veglia e Luisa Conte rilevarono il teatro e nel 1969 diedero il via ai lavori per la ristrutturazione, che portarono alla riapertura della "bomboniera di via Chiaia" la sera del 12 novembre 1971. La compagnia Stabile Napoletana di Nino Veglia mise in scena Annella di Portacapuana, commedia in tre atti di Gennaro D'Avino nella riduzione dello scrittore Michele Prisco, una prima per la regia di Gennaro Magliulo e con le musiche di Eduardo Alfieri.
Dopo la morte di Nino Veglia la gestione del teatro rimase a Luisa Conte, affiancata dalla figlia Brigida Veglia e dal genero Mario Sansone. Alla scomparsa di Luisa Conte, saranno questi ultimi, con Lara Sansone e il suo compagno Salvatore Vanorio, ad occuparsi della storica sala di via Chiaia, portando in scena spettacoli della tradizione popolare partenopea e non solo, riportando in auge anche un genere ormai dimenticato, il cafè chantant. Dalla stagione 1994-1995 la compagnia Stabile Napoletana, nella quale hanno militato Ugo D'Alessio, Gennarino Palumbo, Enzo Turco, Pietro De Vico, Nino e Carlo Taranto, Giacomo Rizzo, Enzo Cannavale e numerosi altri protagonisti della scena napoletana, cita nel nome la sua fondatrice, alla quale dedica ogni lavoro, cambiandosi in compagnia Stabile Napoletana "Luisa Conte", diretta dalla nipote Lara Sansone. Il Teatro Sannazaro è stato anche l'ultimo palcoscenico teatrale dove ha lavorato Nino Taranto dove, per la chiusura della carriera recitò ne Lo sposalizio di Raffaele Viviani. Durante il funerale di Nino Taranto, ci fu anche una sosta del corteo funebre davanti al teatro.
Molte le produzioni anche nel XXI secolo, con collaborazioni eccellenti, da Leopoldo Mastelloni a Gino Rivieccio, da Benedetto Casillo a Peppe Barra, da Biagio Izzo a Lina Sastri, da Matthew Lenton fino agli spettacoli per ragazzi.
Nel 2018 diviene centro di produzione teatrale riconosciuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
L'incendio Il 17 febbraio 2026 è stato colpito da un grave incendio che, secondo i vigili del fuoco, ha completamente compromesso la struttura.
L'ultima rappresentazione, prima dell'incendio, è stato lo spettacolo Cafe chantant my world di e con Lara Sansone.
Note
Voci correlate Teatro all'italiana Cafè Chantant Via Chiaia Chiaia
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