Esperto di problemi internazionali, propugnatore di una sorta di conservatorismo progressista, mediatore fra il liberalismo anarchico ed il dirigismo, intransigente oppositore del nazifascismo, fu amico personale di Winston Churchill e genero di Victor Cavendish, Duca di Devonshire. Dal 1957 al 1963 fu Primo ministro del Regno Unito.

Biografia Infanzia ed educazione Nato a Londra, proveniva da una famiglia di origine scozzese che sin dalla metà dell'Ottocento aveva dato avvio a un'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria creando nel 1843 l'omonima casa editrice. Macmillan studiò dapprima ad Eton e nel 1912 si iscrisse al Balliol College di Oxford.

Prima guerra mondiale Allo scoppio della prima guerra mondiale, come molti altri giovani della sua generazione e della sua condizione sociale, Macmillan si arruolò nell'esercito. Entrato dapprima nei King's royal rifles, fu poi trasferito alle Grenadier guards e, nell'agosto del 1915, il sottotenente Macmillan fu inviato sul fronte delle Fiandre, dove fu ferito in alcune azioni; l'anno successivo veniva trasferito sulla Somme, dove nel settembre restò gravemente ferito. Tornato nel Regno Unito trascorse il resto del conflitto affrontando una lunga e difficile convalescenza. Alla conclusione delle ostilità, Macmillan decise di compiere un'esperienza all'estero e, grazie alle conoscenze materne, venne nominato aiutante di campo del governatore generale del Canada.

Matrimonio Durante la permanenza nel dominion nordamericano egli fece la conoscenza di Lady Dorothy Cavendish, appartenente a una nobile famiglia della parìa britannica, che sposò nell'aprile del 1920.

Il matrimonio non fu particolarmente felice, tanto che la moglie si innamorò del collega di partito e amico, Robert Boothby.

Carriera politica Rientrato in Inghilterra, Macmillan cominciò a lavorare nell'attività editoriale di famiglia. Tuttavia, anche quale conseguenza dell'esperienza canadese e dei legami con la famiglia della moglie, nel 1923 decideva di darsi all'attività politica, presentandosi quale candidato del Partito Conservatore alle elezioni del dicembre di quell'anno per la circoscrizione di Stockton-on-Tees, un'area del nord dell'Inghilterra, tradizionalmente legata all'industria cantieristica e fortemente colpita dalle difficoltà economiche del dopoguerra. Macmillan vinse con un minimo scarto di voti, ma nelle successive elezioni del 1924 venne confermato con un ampio successo.

Intorno alla metà degli anni Trenta, Macmillan si avvicinò a un gruppo di giovani membri del Partito Conservatore, i quali auspicavano una politica di audaci riforme al fine di affrontare i gravi problemi economici che affliggevano il Regno Unito. In tale ambito significativa fu la pubblicazione da parte di Macmillan del pamphlet The middle way, che venne però accolto con sfavore dalla maggioranza del partito tory. Con il crescente manifestarsi dell'aggressività delle dittature italiana e tedesca, Macmillan si avvicinò a Winston Churchill e all'esiguo gruppo di conservatori, i quali si opponevano alla politica di avvicinamento nei confronti di questi due regimi totalitari che caratterizzava al contrario l'atteggiamento della leadership tory nella seconda metà degli anni Trenta.

Seconda guerra mondiale

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, per quanto Neville Chamberlain restasse Primo Ministro, Churchill usciva dall'isolamento politico in cui era stato tenuto a lungo dal suo stesso partito e diveniva Primo Lord dell'ammiragliato. Quanto a Seconda guerra mondiale, incoraggiato da Churchill, alla fine del 1939 entrava a far parte di un comitato governativo guidato da Leo Amery, incaricato di fornire aiuto alla Finlandia, che era stata aggredita dall'Unione Sovietica. La svolta nella carriera di Macmillan si manifestò comunque nell'estate del 1940. La caduta della Francia rappresentò la sconfitta definitiva di Chamberlain e dei suoi seguaci. Churchill venne allora nominato Primo Ministro di un governo di unione nazionale del quale entravano a far parte anche i laburisti; nell'ambito del nuovo gabinetto il premier offriva a Macmillan la responsabilità di segretario del ministero degli Approvvigionamenti, guidato dall'esponente laburista Herbert Morrison.

In questo nuovo ruolo egli ebbe l'opportunità di sperimentare alcune delle idee di programmazione economica che egli aveva esposto in The middle way; inoltre, a partire dal 1941, il Ministero degli Approvvigionamenti, ora sotto l'energica guida di Lord Beaverbrook, si dovette confrontare con l'impegnativo compito di inviare aiuti all'Unione Sovietica, divenuta alleata di Londra a seguito dell'aggressione tedesca. Agli inizi di febbraio del 1942 Macmillan veniva nominato sottosegretario all'Ufficio coloniale. La sua permanenza a questo ministero fu comunque breve. Nel novembre del 1942 gli angloamericani lanciavano l'operazione Torch con lo sbarco di truppe statunitensi, sotto la guida del generale Dwight Eisenhower, in Marocco e in Algeria.

A causa della scarsa fiducia di Franklin Delano Roosevelt nei confronti di Charles de Gaulle e della “Francia libera”, Washington aveva riposto le proprie speranze affinché le truppe francesi fedeli a Vichy in Nord Africa non offrissero resistenza nella figura del generale Henri Giraud, un alto ufficiale di sentimenti conservatori. L'azione di quest'ultimo si era rivelata inefficace e per porre rapidamente fine ai combattimenti fra i francesi di Vichy e le truppe americane, Dwight Eisenhower aveva accettato di siglare un compromesso con l'ammiraglio François Darlan, il quale sino a quel momento si era qualificato come uno dei più stretti collaboratori di Philippe Pétain. Tale accordo, per quanto utile sul piano militare, aveva sollevato forti critiche presso la stampa americana, provocando una seria crisi politica. In tale contesto Churchill ritenne, anche al fine di salvaguardare gli interessi britannici nell'area del Mediterraneo, di affidare a Macmillan la funzione di consigliere politico presso Eisenhower. Tra il gennaio del 1943 e la metà del 1945 Macmillan avrebbe esercitato un'influenza politica crescente divenendo di fatto il “proconsole” di Londra nell'area del Mediterraneo.

Fra i primi problemi che egli dovette affrontare vi fu quello dello scontro tra de Gaulle e Giraud per la leadership nel Nord Africa francese; era evidente che chi fosse uscito vincitore da questo conflitto avrebbe posto una seria ipoteca alla guida, non solo della “Francia libera”, ma anche del paese una volta che questo fosse stato liberato. Come ricordato, nei confronti di de Gaulle si era spesso manifestata l'ostilità dell'amministrazione americana e lo stesso Churchill, che nel 1940 aveva favorito la nascita del movimento gaullista, aveva incontrato difficoltà nel trattare con il leader francese. Da parte sua Macmillan si convinse delle superiori capacità politiche di de Gaulle e, per quanto in maniera cauta, ne favorì l'affermazione rispetto a Giraud.

Successivamente Macmillan ebbe un ruolo di rilievo nelle vicende militari e politiche che condussero all'armistizio italiano del settembre 1943 e alla parziale liberazione della penisola, con le note conseguenze sul piano della politica interna italiana. In tale contesto, Macmillan ebbe modo di intrattenere stretti rapporti con i principali attori della scena italiana: da Vittorio Emanuele III a Pietro Badoglio, agli uomini politici del CLN di Napoli, a Carlo Sforza, ai responsabili angloamericani del governo militare alleato. I diari di questi mesi, pubblicati in seguito, hanno offerto una galleria di ritratti, a volte non immuni da annotazioni ironiche, sulle vicende politiche del Regno del Sud, per quanto vada notato come Macmillan non condividesse pienamente la politica punitiva nei riguardi dell'Italia, sostenuta sin da questo periodo dal segretario di Stato Anthony Eden. Alla fine del 1944 l'attenzione di Macmillan dovette concentrarsi su altri due paesi dell'area del Mediterraneo, la Iugoslavia e la Grecia.

Quanto alla prima, egli dovette gestire i non facili rapporti con il leader della resistenza comunista, il futuro maresciallo Tito, le cui ambizioni cominciavano a contrastare con i piani britannici, mentre per ciò che concerneva la seconda, il ministro residente fu costretto a fronteggiare in dicembre in una nazione appena liberata l'insurrezione comunista ad Atene contro il governo monarchico conservatore sostenuto da Londra. La fase conclusiva del conflitto riservò a Macmillan una parentesi particolarmente tragica, poiché egli dovette assumere la responsabilità della consegna di migliaia di russi che avevano militato nelle truppe naziste e che erano stati catturati dalle truppe britanniche in Austria. Gran parte di loro furono giustiziati e la decisione di Macmillan, che traeva in ampia misura origine da accordi siglati dai tre grandi a Jalta, sarebbe stata soggetta a dure critiche in particolare in un volume apparso nella metà degli anni Ottanta.

Dopoguerra Con la fine delle ostilità, Macmillan fece ritorno alla vita politica, ma in occasione delle elezioni del luglio del 1945 fu sconfitto dal candidato laburista. Pochi mesi dopo morì l'esponente conservatore eletto per la circoscrizione di Bromley e Macmillan venne candidato nell'elezione suppletiva, rientrando ai Comuni con una confortevole maggioranza. Ciònonostante, con l'affermazione del partito laburista di Clement Attlee, si aprì per Macmillan un lungo periodo all'opposizione. L'interesse di Macmillan in questi anni continuò a concentrarsi sui temi di politica internazionale, sollecitato anche dalle grandi trasformazioni del secondo dopoguerra: dalla crisi dell'impero britannico all'avvio della “guerra fredda”, ai primi passi della costruzione europea. In quest'ultimo ambito fin dal 1947 Churchill si impegnò affinché si sviluppasse una qualche forma di cooperazione fra le nazioni dell'Europa occidentale, una dinamica che il leader tory vedeva inserita nel rafforzamento dell'Occidente di fronte alla minaccia rappresentata dalla politica staliniana. Churchill fu così all'origine del Movimento europeo, che avrebbe avuto tra le sue più importanti manifestazioni il Congresso dell'Aia del maggio 1948.

Per l'esponente conservatore, comunque, la costruzione europea, pur sostenuta dalla Gran Bretagna, non doveva vedere il coinvolgimento diretto di Londra, né uno sviluppo in senso federalista. Macmillan entrò a far parte del Movimento europeo, prese parte alla conferenza dell'Aia e divenne membro dopo il 1949 dell'assemblea del Consiglio d'Europa a Strasburgo. È significativo inoltre come nel 1950 egli esprimesse i suoi timori di fronte alla decisione presa dal governo Attlee di non far partecipare la Gran Bretagna al Piano Schuman per la creazione di una Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA).

Ministero della Difesa

Nell'ottobre del 1951, i laburisti subivano una sconfitta in occasione delle elezioni politiche e i conservatori ritornavano al potere con un gabinetto guidato da Churchill, che vedeva ancora una volta Anthony Eden al vertice del Foreign Office. Nel nuovo governo a Macmillan veniva affidato il ruolo di housing minister, un ruolo solo in apparenza secondario, ove si consideri come la costruzione di nuove abitazioni fosse una delle priorità che si erano imposte nel secondo dopoguerra; in tale funzione Macmillan mostrò particolare attenzione ed efficienza. Nell'ottobre del 1954, in occasione di un rimpasto ministeriale a Macmillan venne offerto il Ministero della difesa, che egli accettò nonostante la sua aspirazione fosse quella di tornare a occuparsi di questioni internazionali. Egli era rimasto d'altronde nei primi anni cinquanta uno dei pochi esponenti conservatori di spicco attento alle questioni europee e convinto che Londra dovesse giocare un qualche ruolo nel processo di costruzione di un'Europa unita.

Foreign Office