Una grande coalizione (dal tedesco: Große Koalition), in Italia nota anche col nome di governo di larghe intese, è un governo di coalizione che si sviluppa in un sistema parlamentare multi-partitico in cui i due maggiori partiti politici si uniscono per costituire una coalizione.Comparative Government and Politics: An Introduction, Eighth Edition, Hague and Harrop, page 330; quoted on The Political Loop

Il termine è comunemente utilizzato nelle nazioni in cui vi sono due partiti predominanti con differenti orientamenti ideologici, più altri partiti minori che sono in grado di assicurarsi una rappresentanza in Parlamento. I due grandi partiti cercano di ottenere abbastanza seggi da poter formare un governo di maggioranza, e se tale proposito non si verifica, ognuno dei due grandi partiti cerca di entrare in coalizione con partiti minori che hanno un simile orientamento ideologico.

Cause di una grande coalizione Occasionalmente, può verificarsi la circostanza in cui i partiti che normalmente sono avversari, possono reputare conveniente formare un governo insieme; uno di questi motivi può essere una crisi nazionale come una guerra o una depressione economica, in cui la popolazione sente la necessità di unità nazionale e di stabilità che vada oltre le differenze ideologiche ordinarie. Questo è particolarmente vero ove vi sia un ampio accordo sulla miglior politica che consenta di uscire dalla crisi. In questo caso, può essere formata una grande coalizione anche quando un partito avrebbe abbastanza seggi da poter governare da solo. Un esempio di ciò sono i governi nazionali del Regno Unito tra le due guerre mondiali.

Un'altra possibilità è il fatto che i maggiori partiti potrebbero scoprire di avere più elementi ideologici in comune tra loro piuttosto che con altri partiti minori, oppure la frammentazione dei partiti più piccoli è talmente grande da rendere instabile qualsiasi altra coalizione. Tra questi esempi vi è l'Austria, in cui i principali partiti della sinistra e della destra hanno spesso formato grandi coalizioni per far rimanere i partiti di estrema sinistra o destra fuori dal governo (un esempio di cordon sanitaire), o Israele, dove in alcuni parlamenti la frammentazione e l'intransigenza di alcuni dei partiti minori ha reso più semplice l'unione tra i grandi partiti. Questa opzione è spesso scelta per necessità politica, per impedire elezioni anticipate. In alcune nazioni, la presenza di grandi coalizioni persistenti frustra spesso gli elettori ed i partiti più piccoli, che sentono di non avere nessuna rappresentanza reale nel governo: in queste nazioni è quindi più probabile il voto di protesta.

Grande coalizione in Italia Il primo governo definibile di grande coalizione è quello guidato da Enrico Letta, nonostante il Governo Ciampi abbia presentato alcune delle caratteristiche ascrivibili a tale forma. Diversamente il precedente Governo Monti, pur essendo stato sostenuto dai due partiti maggiori (Il Popolo della Libertà e Partito Democratico) e numerosi partiti minori cosiddetti "centristi", è stato definito "tecnico", essendo i suoi membri tutti indipendenti. La formazione del Governo Letta fu incoraggiata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in seguito al fallimento del tentativo di Pier Luigi Bersani di formare un governo. La grande coalizione italiana del Governo Letta era composta da:

XVII legislatura (2013)PartitoCollocazioneSeggi CameraSeggi SenatoPartito DemocraticoCentro-sinistraForza ItaliaFino al 16 novembre 2013 parte de Il Popolo della LibertàCentro-destraNuovo CentrodestraCentro-destraScelta Civica - Con Monti per l'ItaliaCentroUnione di CentroCentroTotale

Il governo, che aveva al suo interno anche membri tecnici, godeva dell'appoggio esterno di altre formazioni minori quali Partito Socialista Italiano, Südtiroler Volkspartei, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Unione Sudamericana Emigrati Italiani, Movimento Associativo Italiani all'Estero, Union Valdôtaine, Centro Democratico, Unione per il Trentino e Gruppo di Azione Partecipazione Popolare.

Il 16 novembre 2013 Il Popolo della Libertà si sciolse, dividendosi in Forza Italia e Nuovo Centrodestra. Il 26 novembre il Governo pose la fiducia sulla legge di stabilità presentando un maxi-emendamento che integrava le modifiche della commissione bilancio del Senato. Forza Italia, nella conferenza dei capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, annunciò il no alla finanziaria e l'uscita dalla maggioranza del Governo Letta, mentre NCD continuò a far parte della maggioranza.

Il secondo governo di grande coalizione è quello guidato da Mario Draghi. La formazione del Governo Draghi è stata incoraggiata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in seguito al fallimento del tentativo di Giuseppe Conte di formare un terzo governo da lui guidato. La grande coalizione italiana del Governo Draghi era composta da:

XVIII legislatura (2018)PartitoCollocazioneSeggi CameraSeggi SenatoMovimento 5 StelleTrasversalismoLega per Salvini PremierDestraPartito DemocraticoCentro-sinistraForza ItaliaCentro-destraItalia VivaCentroArticolo UnoSinistraTotale

Il governo, che aveva al suo interno anche membri tecnici, gode dell'appoggio esterno di altre formazioni minori quali Azione, +Europa, Noi con l'Italia, Cambiamo!, Partito Socialista Italiano, Centro Democratico, Unione di Centro, Alternativa Popolare, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Südtiroler Volkspartei, Union Valdôtaine, Centristi per l'Europa, Identità e Azione, Radicali Italiani, Partito Liberale Italiano, Nuovo PSI, Sicilia Futura, Moderati, Partito Pensionati, Alleanza di Centro, Partito Sardo d'Azione, MAIE e USEI.

Grande coalizione in Germania A livello nazionale Nella politica della Germania post-bellica, a livello nazionale si sono formate tre grandi coalizioni (Große Koalition). La Germania ha sempre storicamente teso a favorire le coalizioni tra partiti che presentino un'ideologia simile, come SPD-FDP (Coalizione Germania), SPD-Alleanza 90/I Verdi (Coalizione Kenya) o CDU/CSU-FDP (Coalizione Giallo-nera).

Si forma una grande coalizione solo se una di queste unioni naturali si rompe, o se la sinistra o destra più radicali si assicurano una rappresentanza significativa al Bundestag tale da non permettere di formare un governo stabile alle forze moderate.

Il governo Kiesinger (1966 - 1969)

Nel 1966 fu formato un governo composto dal Partito Socialdemocratico di Germania e dall'Unione Cristiano-Democratica, i due principali partiti politici della Germania Ovest. La grande coalizione fu costituita il 1º dicembre 1966 in seguito alla crisi tra CDU/CSU e FDP riguardo all'innalzamento delle tasse. I ministri dell'FDP si dimisero e fu pertanto formato un nuovo governo, composto anche dall'SPD, con cancelliere Kurt Georg Kiesinger della CDU. La coalizione durò fino al 1969; questo periodo fu segnato dalle proteste studentesche in tutta la Germania occidentale, spinte anche dall'approvazione delle Leggi di Emergenza del 1968.

V legislatura (1965)PartitoCollocazioneSeggiUnione Cristiano-Democratica di GermaniaCentro-destraUnione Cristiano-Sociale in BavieraCentro-destraTotale CDU/CSUPartito Socialdemocratico di GermaniaCentro-sinistraTotale

Il primo governo Merkel (2005 - 2009)

Dopo il risultato delle elezioni federali del 2005, nessuna delle coalizioni tradizionali riuscì a formare un governo di maggioranza. Esisteva, nel centro-sinistra, una coalizione ideologicamente coerente formata dall'SPD, dai Verdi e dal Partito della Sinistra; il desiderio di escludere la Linke dal governo portò però i leader di SPD e CDU/CSU ad accordarsi per formare un governo di grande coalizione diretto da Angela Merkel della CDU, con un numero di ministeri assegnato in modo equo ai due partiti. L'11 novembre 2005 fu presentato al pubblico il testo dell'accordo. Il cancelliere fu eletto il 22 novembre 2005, giorno in cui entrò in carica il governo di grande coalizione.

XVI legislatura (2005)PartitoCollocazioneSeggiUnione Cristiano-Democratica di GermaniaCentro-destraUnione Cristiano-Sociale in BavieraCentro-destraTotale CDU/CSUPartito Socialdemocratico di GermaniaCentro-sinistraTotale

Il governo terminò con le elezioni federali del 2009, che posero fine alla grande coalizione a favore di un governo di centro-destra (sempre in coalizione), costituito da CDU/CSU e Partito Liberale Democratico (FDP).

Il terzo governo Merkel (2013 - 2018)

Dopo le elezioni federali del 2013 il primo partito CDU/CSU raggiunse il 41,5% e 311 dei 631 seggi. Tra gli altri tre partiti che hanno superato il quorum dei 5% solo la SPD (il secondo partito con 25,7% e 193 deputati) e Alleanza 90/I Verdi sono stati invitati al colloquio. Dopo lunghe trattative e un voto favorevole degli associati della SPD il patto tra CDU/CSU e SPD è stato firmato il 14 dicembre 2013. La parola GroKo (abbreviazione di Große Koalition) è parola dell'anno 2013 in Germania.

XVIII legislatura (2013)PartitoCollocazioneSeggiUnione Cristiano-Democratica di GermaniaCentro-destraUnione Cristiano-Sociale in BavieraCentro-destraTotale CDU/CSUPartito Socialdemocratico di GermaniaCentro-sinistraTotale

Il quarto governo Merkel (2018 - 2021)

XIX legislatura (2017)PartitoCollocazioneSeggiUnione Cristiano-Democratica di GermaniaCentro-destraUnione Cristiano-Sociale in BavieraCentro-destraTotale CDU/CSUPartito Socialdemocratico di GermaniaCentro-sinistraTotale

Il governo Merz (dal 2025)

XXI legislatura (2025)PartitoCollocazioneSeggiUnione Cristiano-Democratica di GermaniaCentro-destraUnione Cristiano-Sociale in BavieraCentro-destraTotale CDU/CSUPartito Socialdemocratico di GermaniaCentro-sinistraTotale

A livello regionale Sono più comuni le grandi coalizioni a livello dei Land della Germania. Nel novembre 2007, Brandeburgo, Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Schleswig-Holstein erano governati da grandi coalizioni formate da CDU ed SPD.

Grande coalizione nel Regno Unito

Grande coalizione in Grecia Contemporaneamente a quanto avveniva in Italia alla nascita del Governo "tecnico" presieduto da Monti; in Grecia, dopo la caduta del premier socialista George Papandreou, i due maggiori partiti del Paese, il partito socialista di centrosinistra PASOK, partito principale della precedente maggioranza del Governo socialista Papandreou e il partito conservatore di centrodestra allora all'opposizione Nuova Democrazia si misero d'accordo per formare un Governo di "Unità Nazionale", che fosse appoggiato e rappresentativo dalle maggiori forze politiche del Paese in Parlamento per affrontare la grave crisi economica, presieduto da un premier "tecnico": l'ex Vicepresidente della BCE Lucas Papademos.

Il governo Papademos (2011 - 2012)

A differenza del Governo Monti, il Governo Papademos a parte il premier tecnico aveva al suo interno politici ed esponenti dei partiti e tecnici di area più marcata rispetto alla composizione dell'Esecutivo del Professore italiano, nel quale, a parte pochi casi, erano tutti tecnici "indipendenti" e non c'erano pertanto rappresentanti parlamentari in rapporto al peso politico; inoltre il Governo Papademos ricalcava molto l'uscente Governo Papandreu con conferme nei ruoli più importanti di ex Ministri ed ex sottosegretari che risente dei rapporti di forza parlamentari delle elezioni del 2009 vinte dai socialisti ma che rappresentava anche a ruoli di rilievo esponenti della ex opposizione.

XIII legislatura (2009)PartitoCollocazioneSeggiMovimento Socialista Panellenico (PASOK)Centro-sinistraNuova Democrazia (ND)Centro-destraRaggruppamento Popolare Ortodosso (LAOS)Estrema destraTotale

Nel 2012, dopo pressioni di ND per mettere fine al Governo Papademos e andare al voto al più presto, si svolsero nuove elezioni che però non produssero alcuna maggioranza, richiedendo una seconda tornata nello stesso anno.

Il governo Samaras (2012 - 2015)