L'elenco di abbreviazioni e segni convenzionali e la bibliografia si trovano in Toponimi celtici d'Italia. Poleonimi localizzati

Poleonimi di localizzazione difficile o approssimata

Ambitrebius, Pagus. Documentato solo dalla Tabula Alimentaria di Veleia (1, 3; 2, 39; 4, 40 ecc.): pago Ambitrebio (localizzabile tra Val Trebbia e Val Nure), vale a dire ʿil pago che si estende sulle rive della Trebbiaʾ, dal composto costituito dall'indoeuropeo *ambhi- ʿattorno (a) ʾ + il nome del fiume Trebia + il suffisso aggettivale -i̯o- [G. Petracco Sicardi (1981)]. A. Falileyev invece propone un non chiaro significato ʿ(L'insediamento) su entrambi i lati (di Trebius) ʾ, ove Trebius pare nome di persona. X. Delamarre interpreta Ambitrebius come nome di persona gallico con l'accezione di ʿabitante dei dintorni di Trebiaʾ (qui Trebia sembrerebbe piuttosto un poleonimo). Pagus Ambitrebius, verosimilmente, va inteso come ʿpago degli Ambitrebii (quelli che vivono sulle due rive del Trebbia) ʾ, per analogia con pago Bagienno, cioè ʿpago dei Bagienniʾ (Tabula Alimentaria di Veleia, 1, 42, 50 e 3, 36, 55). Ambi-, con tutta probabilità, è di origine celtica: è il gallico ambi- ʿintorno, sui due latiʾ; cfr. gallese, cornico, bretone am, antico irlandese imb < *m̥bi ʿattorno a, intornoʾ < indoeuropeo *h2(e)mbhi ʿattorno aʾ. [I] Aquae Bormidae. Attestato in Cassiodoro (Var. X, 20). Di incerta localizzazione. → Bòrmida. Arebrigium. Toponimo antico, indicato nella Tabula Peutingeriana (II, 4) e nellItinerario Antonino (345, 4) a 25 miglia da Aosta, verso il Piccolo San Bernardo [Arebribium nella Cosmografia ravennate (IV, 30)], ma di localizzazione incerta [per A Falileyev presso Pré-St-Didier (Ao); nella Tab. Med.Tabula Imperii Romani, Foglio L 32 Milano (Mediolanum), Roma 1966. Cfr. Tabula Imperii Romani. corrisponderebbe ad Arvier]. Da gallico are- ‘presso, davanti’ + brig- ‘altura, colle’. Potrebbe essere interpretato come ʿForte dell'Estʾ, con are- ʿdavantiʾ = ʿdi fronte all'estʾ, raffrontato al deksiuo- ʿa destra, a sudʾ del composto Desso-briga ʿForte del Sudʾ, toponimo corrispondente a Las Cuestas, Osorno (Spagna) (X. Delamarre, A. Falileyev). → Cadore. [I] Arusnatium, Pagus (Fumane, Vr). «Enclave etnico-linguistica particolare (“etruscoide”) in territorio veronese (Val Policella)» [G. B. Pellegrini (1990): p. 107], menzionata in alcune iscrizioni in lingua latina (I-II secolo d.C.) rinvenute a Fumane, probabile centro amministrativo del pagus, e, indirettamente, in una scritta votiva di Serso (Pergine, Tn) in cui compare il nome aruśnas. Per A. Falileyev Arusnates probabilmente non è celtico, si potrebbe al massimo confrontare con toponimi e antroponimi con base (ipotetica) aru(o)- ʿcampo, raccoltoʾ < indoeuropeo *h2erh3- ʿarare, rompere (il terreno) ʾ. X. Delamarre propone una incerta e incompleta formazione *aru-snā-ti- < aru- (?) + -snā- < ie *-(s)nā- ʿnuotareʾ (elemento presente nell'antico irlandese sná- ʿscorrere, nuotareʾ e rintracciato anche nel composto manisnavius < *manni-sna-vius, anch'esso però tratto da un'iscrizione di Fumane). Attestazioni: pag(i) Arusnatium, Arusnatibus. [I] Bardomagus vicus. Attestato in due epigrafi di Milano; di incerta localizzazione. Composto di bardo- + -mago- ʿcampoʾ e ʿmercatoʾ; cfr. Rigomagus. Bardo- potrebbe essere il tema del gallico bardos ʿbardo, poetaʾ, per cui il toponimo significherebbe ʿcampo del bardoʾ (o ʿcampo di Bardoʾ). [I] Bittelus. Toponimo fondiario documentato solo dalla Tabula Alimentaria di Veleia (3, 4): fund. Bittelum. G. Petracco Sicardi lo accosta ai nomi di persona Bittalius, Bitticus, Bittio, Bitto e *Bittonius [> f. Bettonianum, in Tabula Alimentaria di Veleia, 5, 62], attestati in iscrizioni dell'Italia settentrionale, e forse in relazione con il gentilizio Bittius e il celtico *bitu- ʿmondoʾ. Secondo G. Devoto, invece, andrebbe interpretato come un *Bitu̯elo- ʿterreno scivoloso, attaccaticcioʾ, da *bitu- < indoeuropeo *gʷetu- + il suffisso ligure -elo-. Tutto sommato, si possono ricondurre al celtico bitu- ʿmondo viventeʾ (< *gʷi-tu- < indoeuropeo *gʷeih3- ʿvivereʾ) sia Bittelus sia Bittius e gli antroponimi sopra indicati, assieme ai nomi di persona gallici Bitus, Bitius, Bitilus, Bitulla e diversi altri. → Bedonia. [I] Boielis. Attestato soltanto nella Tabula Alimentaria di Veleia (6, 70): saltus praediaque Boielis. È stato interpretato da G. Petracco Sicardi (1981) come ablativo plurale, in funzione di locativo indicante il nome di un vicus, dal gentilizio Boielius, documentato da un'iscrizione di Luni. In Boielius Petracco Sicardi ha riconosciuto il suffisso ligure doppio *-el-i̯o- e una base boi- da connettere all'etnonimo gallico latinizzato Boii (i ʿGalli Boiʾ). Al singolare, corrispettivo del latino Boius, è però attestato anche il nome di persona gallico Boios, coincidente con l'epiteto boios, voce dall'etimologia problematica. Tra le cinque interpretazioni riportate da X. Delamarre (2008), tre risultano le più valide: 1) ʿpercotitoreʾ < *bheiə- ʿcolpireʾ; 2) ʿterribileʾ < *bhei- ʿtemereʾ; 3) ʿattivo, vitaleʾ < *gʷoih3ós < *gʷei(ə)- ʿvivereʾ. Da non escludere del tutto un'altra ipotesi di lavoro: boi-el-io- < *bowi- < gallico *bo(u)- ʿvaccaʾ + suffisso -el-i̯o-; cfr. il nome di persona gallico Boelius < *Bowilio-. Fino a prova contraria alcune basi potrebbero essere appartenute anche al ligure indeuropeo. [I] Bredunum (Al). Attestato nel 1130, presso Cantalupo Ligure. Probabilmente da *Brigodūnum ‘rocca’ (gallico latinizzato -dūnum ‘fortezza’). → Briga Alta e Duno. [II] Budacelius. Toponimo fondiario della Tabula Alimentaria di Veleia (5, 4): fund. Budacelium. Secondo G. Petracco Sicardi, formazione in *-i̯o- dall'antroponimo *budakelo-, da raffrontare con il nome di vasaio Butcelus [e Butelus]; *budakelo- può essere scomposto in bud- e -ak-elo- (doppio suffisso) oppure in *bud(a)- (base riscontrabile solo in ambito celtico) e *-kelo- (< indoeuropeo *kʷel- ʿabitareʾ). Bud(a)- è stato accostato da Petracco Sicardi ai nomi di persona Budares e Budaracus; questi però risalgono forse al celtico *bodaro- ʿsordoʾ, con chiusura della -o-; cfr. antico irlandese bodar ʿsordoʾ e i nomi di persona Bodaro, Bodero, Boderus. Bud(a)- va piuttosto associato al gallico boudi-, boudo- ʿvittoria, vantaggio, profittoʾ (cfr. i nomi di persona Budistio e Bouda), mentre Butelus deriva dal celtico buto- < indoeuropeo *bheu(H)- ʿabitareʾ; cfr. l'antico irlandese both ʿcapannaʾ, il gallico *buta ʿcapanna, dimoraʾ, il bretone bod, Bot- ʿresidenzaʾ, e nomi di persona gallici quali Buticus, Butilla, Butrio, Buttus (X. Delamarre). Quindi non è proponibile un composto *buta-kelo- per la sinonimia dei due componenti. Su *-kelo- si veda anche quanto indicato sotto la voce Vercelli; e il termine gallico cele ʿcompagnoʾ (iscrizione su tegola di Châteaubleau), da *cēlio- o *cēli- < indoeuropeo *k̑ei- ʿgiacereʾ (cfr. l'antico irlandese céile ʿsposo, compagnoʾ, il gallese cilydd ʿcompagno, altroʾ). Butrium (Ra). Città, umbra secondo Plinio, a 6 miglia a nord di Ravenna (corrisponde alla località Casa Rossa?). Forse dal celtico boutro- ‘sporco’ < indoeuropeo *gʷeu- ʿescrementiʾ; cfr. medio irlandese búaidir ʿagitato, confusoʾ, medio gallese budyr ʿsporcoʾ (G. R. Isaac). → Budrio. Attestazioni: Umbrorum Butrium (Plinio, III, 15, 115), Βούτριον (Boútrion) (Strabone, V, 1, 7), Butrio (Tabula Peutingeriana, 4, 1). [I] Cameliomagus (Pv). È stata identificata sia con Cassino Po (Broni) che con Redavalle. Si conoscono le forme Cameli(o)magus (Tabula Peutingeriana, 3, 1) e Comillomagus (Comillomago, nellItinerario Antonino, 288, 4). Secondo A. Falileyev si tratterebbe di un ibrido latino-celtico con il gallico magos ʿmercatoʾ (cfr. Rigomagus). Il primo termine potrebbe essere il nome di persona latino Camillus (o *Comellus, *Comillus); o anche Camelus, -ius, dal latino camelus ʿcammelloʾ, forse come soprannome. Oppure un gallico latinizzato Camelus o Camelius, da *camelo-, variante (per assonanza col latino camelus?) di camulo- ʿcampione, serventeʾ (cfr. antico irlandese cumall ʿcampioneʾ). [I] Campi Raudii. ʿCampi Rossiʾ, luogo ove i Romani sconfissero i Cimbri (localizzabile nei pressi di Vercelli o tra Ferrara e Rovigo), menzionato da Velleio Patercolo (II. 12, 5: in campis quibus nomen erat Raudiis). Raudii potrebbe essere una forma latinizzata (o con scambio au / ou riscontrabile in altre voci galliche) dal gallico roudos < indoeuropeo *roudho- ʿrossoʾ; cfr. nome di persona gallico Roudus, antico irl rúad, gallese rhudd, antico bretone rud < celtico *roudo- ʿrossoʾ. [I] Carbantia (Al). L'antica Carbantia sorgeva nel territorio di Villanova Monferrato o Bàlzola. Il toponimo, indicato nellItinerario Antonino (340, 4), deriva dal gallico *carbanto- ʿcarro da guerra, cassa di carroʾ; cfr. antico irlandese carpat ʿcarro da guerraʾ. [I] Carraca. Toponimo citato in Tolomeo, III, 1, 28: Κάρρακα (Kárraka). Per A. Holder (T. I, col. 808) si tratta di un centro dei Beluni, popolo stanziato lungo l'AdigeIn Tolomeo, III, 1, 28, viene menzionato l'etnonimo dei Belounoi [Βελούνων (Beloúnōn)], nome presumibilmente da connettere al gallico belo-, bello- ʿforte, potenteʾ. → Belluno e Belluno Veronese., e corrisponderebbe ad un attuale Sarca (?). X. Delamarre ritiene che Carraca possa derivare dal gallico carros ʿcarroʾ, cfr. l'antico irlandese carr ʿcarretto, carrozzaʾ, il bretone karr ʿcarrettoʾ (tutti da *kr̥sos). Celeia. Antico poleonimo desunto dall'etnonimo dei Liguri Celeiates, menzionati in Livio, XXXII, 29: Oppida Clastidium et Litubium, utraque Ligurum, et duae gentis eiusdem ciuitates Celeiates Cerdiciatesque sese dediderunt. *Celeia (“celto-ligure”?) si confronta con l'omonima Celeia, oggi Celje (Slovenia), città del Norico; G. Petracco Sicardi ritiene possa derivare dalla base *kel- < indoeuropeo *kʷel- ʿabitareʾ (cfr. anche Budacelius e Vercelli). G. R. Isaac ipotizza per la Celeia norica un possibile elemento celtico *celo-, *cela-, connesso con l'antico irl ceilid ʿ(egli) nasconde, dissimulaʾ e con il gallese celu ʿnascondereʾ, dall'indoeuropeo k̑el- ʿnascondereʾ (A. Falileyev). Cerdicium. Antico poleonimo tratto dall'etnonimo Cerdiciates citato in Livio, XXXII, 29: ciuitates Celeiates Cerdiciatesque (cfr. Celeia). G. Petracco Sicardi propone per *Cerdicio- una base *kerdik-i̯o-, da confrontarsi con l'antroponimo Cerdubelus (in Spagna), con l'antico irlandese cerd ʿoperaʾ [ʿtecnica, mestiere artigiano, artigianoʾ], il gallese cerdd ʿcantoʾ [ʿartigianato, mestiere, poesiaʾ], il greco kérdōs ʿguadagnoʾ e il nome di persona greco Kérdōn, al quale si pensa risalga, come prestito, il latino cerdō ʿartigianoʾ. X. Delamarre ipotizza invece che il latino cerdō possa essere un prestito dal gallico della Gallia Cisalpina cerdo(n)- (*cerdū) ʿartigianoʾ e che il celtico e il greco potessero avere una voce comune *kerdo- ʿabileʾ. Dinium. Toponimo fondiario della Tabula Alimentaria di Veleia (6, 68): saltus praediaque Dinium. Si confronta con l'oppidum Dinia, oggi Digne (Basses-Alpes), citato da Plinio (N. H., III, 37) e con il teonimo Dino-mogeti-mārus, epiclesi di Marte (G. Petracco Sicardi). Dinium, Dinia, Dino-, assieme ai nomi di persona gallici Con-dinus, Dinius, Dinia, Dinuus e al toponimo Dinogetia, hanno in comune una base *dīn- (dino-, dinu-, dini-), per il cui significato ci si richiama all'antico irlandese dín ʿprotezione, riparoʾ (X. Delamarre). G. R. Isaac invece pensa a un gallico dino- significante ʿdistruzione, strageʾ (indoeuropeo *dʰgʷʰi-nó- < dʰgʷʰei- ʿperireʾ e ʿdistruggereʾ; cfr. il medio gallese dynin ʿstrageʾ) (A. Falileyev). [I]