Il buono pasto è un mezzo di pagamento dal valore predeterminato, che può essere utilizzato per acquistare esclusivamente un pasto o prodotti alimentari. Esso è comunemente ritenuto un "beneficio accessorio" (fringe benefit).
Sono utilizzati dai lavoratori dipendenti o parasubordinati del settore pubblico e privato, nonché dai liberi professionisti, che ricevono i tagliandi come servizio alternativo alla mensa per il personale; possono essere spesi solo in pubblici esercizi come bar, ristoranti o nelle gastronomie di supermercati convenzionati con le società emittenti i buoni stessi. Possono essere spesi anche presso negozi di generi alimentari per acquistare alimenti.
Storia I primi buoni vennero utilizzati per la prima volta nel 1954 nel Regno Unito; in quell'anno John Hack, un uomo d'affari britannico, durante un pranzo in un ristorante notò che alcuni avventori pagavano il pasto con dei fogli di carta, utilizzati dal titolare del ristorante in virtù di un accordo coi lavoratori dipendenti che utilizzavano tale modalità di pagamento. Stimolato da questa vicenda, nel 1955 Hack fondò la “Luncheon Vouchers”, spinto dall'intuizione di creare una società in grado di emettere un buono pasto standard che venisse accettato dai ristoranti sull'intero territorio nazionale del Regno Unito, ristoranti che a loro volta lo restituivano alla società di Hack ricevendo in cambio la somma di denaro pattuita. Il sistema riscosse successo grazie anche alla defiscalizzazione dei buoni pasto da parte del governo inglese.
Nel 1957 le imprese britanniche che utilizzavano i buoni pasto della Luncheon Vouchers furono 3500, tre anni dopo erano circa 8000, più che raddoppiati.D. H. Buss, Food habits in Britain, 135° Scientific Meeting, Institute of Physiology, University of Glasgow, 24 settembre 1960. Da quel momento l'idea si diffuse in molti Stati del mondo.
Caratteristiche Il buono pasto costituisce un'agevolazione per il dipendente, essendo talvolta percepito da quest'ultimo come un servizio utile, ma anche come mezzo per salvaguardare il proprio potere d'acquisto. Inoltre per i ristoratori affiliati questi utenti rappresentano una clientela sicura e abituale.
I buoni pasto possono essere destinati al solo personale a tempo pieno o parziale, inclusi i collaboratori qualora l'orario di lavoro non preveda una pausa per il pasto a seconda della normativa in vigore. Generalmente vien erogato un buono per ciascun giorno lavorato; ove previsto, anche un lavoratore autonomo può acquistare tali buoni per sé, per dedurne il costo dall'imponibile come spesa di rappresentanza.
Dal punto di vista tecnico possono presentarsi sotto forma di libretto cartaceo in forma di tagliandi o di una tessera con microchip (smart card). Dal 2012 hanno iniziato a diffondersi i buoni pasto elettronici che si basano sulla dematerializzazione del titolo cartaceo.
Nel mondo Belgio I buoni pasto furono in Belgio non sono regolamentati a livello nazionale; furono introdotti nel 1965, e nel 2011 avvenne il passaggio del formato cartaceo a quello digitale, a partire dal 1° gennaio di quell'anno.
Francia I buoni pasto vennero introdotti in Francia negli anni sessanta: nel 1962 Jacques Borel fondò la società Ticket Restaurant, attualmente, la normativa sui buoni pasto si basa su un sistema di esenzioni fiscali che dipende da accordi aziendali e contratti collettivi, non da un obbligo legale generale per i datori di lavoro.
Germania In Germania non esiste normativa federale sulla regolamentazione dei buoni pasto, che è rimessa ad accordi aziendali. I datori di lavoro possono fornire un'indennità sostitutiva o dei benefit come: l'erogazione di una somma in busta paga ("Essenszuschuss") che è esente da tassazione fino a circa € 8 al giorno, a patto che non venga erogata in contanti, ma sotto forma di buoni (in formato elettronico, cartaceo o carte prepagate).
Italia In Italia, i buoni pasto arrivano a metà degli anni settanta, ma non ebbero una prima regolamentazione se non con l'emanazione del DPCM 18 novembre 2005, che non stabiliva limite specifico al valore nominale per i buoni, ma fissava l'importo massimo esente da tassazione sino a 5,29 euro.
La concorrenza tra le società emettitrici, ha portato ad un progressivo innalzamento delle percentuali di sconto applicate nei contratti di convenzionamento degli esercenti con le società emittenti. Per contestare questa situazione i ristoratori affiliati aderenti alla "Federazione Italiana Pubblici Esercizi" (Fipe) il 13 marzo 2007 hanno organizzato il “No ticket day”, un giorno di protesta in cui non hanno accettato i buoni pasto, a riguardo le maggiori associazioni di categoria delle parti interessate chiesero il ritorno a una maggiore regolamentazione del settore.Intervento del Presidente - Conferenza stampa No ticket day 13 marzo 2007 da fipe.it Nel 2008 è stato richiesto al governo italiano di innalzare il valore massimo defiscalizzato (5,29 euro), fermo dal 1997 e ritenuto ormai insufficiente.Ai sensi della legge 6 agosto 2008, n. 133 venne stabilito che costo del servizio fosse deducibile e l'IVA è detraibile integralmente (art. 83, comma 28 bis); dal 1º luglio 2015 la defiscalizzazione giunge a 7,00 euro per i soli buoni pasto elettronici.Erario Anna Eleonora, Buoni pasto elettronici esentasse fino a 7 euro dal 1° luglio, su fiscoetasse.com, 2 luglio 2015. URL consultato il 26 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2015). Nel giugno del 2014 a Padova si registrarono proteste sull'elevato valore delle commissioni che gli emittenti chiedono agli esercenti ed ai ristoratori, passate dal 3% del 2003 al 12% nel 2012. In data 29 luglio 2014, era stato sottoscritto per la prima volta in Italia un contratto di rete da tre Aziende protagoniste del Mercato nazionale dei servizi sostitutivi di mensa per l'introduzione del POS unico. Qui! Group, Sodexo Benefits&Rewards Services e Day Ristoservice Group Up, misero a punto un sistema ad alta tecnologia per leggere i buoni elettronici - tramite una smart card - aperto all'adesione di tutti gli emettitori operanti sul mercato, per la semplificazione della fruizione, attuando una digitalizzazione del servizio sostitutivo di mensa, in linea con la tendenza attuale di digitalizzazione dei servizi e delle politiche di welfare moderno.
Nel settore pubblico, anche la pubblica amministrazione italiana può utilizzare i buoni pasto in favore dei propri dipendenti; la "Concessionaria servizi informativi pubblici" (Consip) bandisce periodicamente una gara d'appalto suddivisa in lotti geografici aggiudicati a diversi operatori del settore; in proposito nel 2011 l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture è intervenuta emanando una specifica determina riguardante gli affidamenti della pubblica amministrazione dei servizi sostitutivi di mensa. Le gare bandite dalla predetta società pubblica hanno fatto da calmiere del fenomeno, a tutela degli esercenti; infatti la gara che annualmente viene bandita dalla Consip per circa 1 miliardo di euro prevede un tetto al 5% delle commissioni e ai concorrenti che lo ribassano vengono assegnati più punti nella gara. Per i dipendenti pubblici il decreto legge 6 luglio 2012 n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012 n. 135 ha stabilito che a decorrere dal 1º ottobre 2012 il valore dei buoni pasto attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche non possa superare il valore di 7,00 euro.art. 5, comma 7 decreto legge n. 95/2012, con modificazioni, dalla legge n. 135/2012 Nel settore pubblico la disciplina è stata dettata in modo unitario dal decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, in particolare dall'allegato allegato II.17 ("Servizi sostitutivi di mensa"), ai sensi del quale tali buoni possono essere erogati in casi di mancanza di una mensa aziendale. Essi non sono convertibili in danaro, né cedibili, e devono avere i requisiti previsti dal decreto del 2023.
Nel settore privato l'importo del valore e durata dei buoni nel privato è stabilito dal datore di lavoro nel rispetto delle leggi e della contrattazione collettiva nazionale in materia, e le agevolazioni fiscali sono le medesime del settore pubblico; tuttavia ai sensi dell'art. 37 della legge 16 dicembre 2024 n. 193 è stabilito che - a decorrere dal 1° gennaio 2025 - le commissioni che le società emettitrici di buoni pasto possono applicare agli esercenti (sia nel settore pubblico che privato) debbano avere un limite massimo del 5%.
Regno Unito I buoni furono introdotti come agevolazioni fiscali a livello statale nel secondo dopoguerra dal governo del Regno Unito intorno al 1946, come contributi esenti da tasse; la soglia iniziale fu poi innalzata nel 1948 e infine tali agevolazioni furono abolite nel 2013.
Stati Uniti d'America
Negli USA l'erogazione di tali sussidi è prevista nell'ambito del Supplemental Nutrition Assistance Program, è il programma federale statunitense per l'assistenza alle famiglie in stato di indigenza.
Il programma è gestito dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti d'America, tramite l’agenzia Food and Nutrition Service, i cui benefici economici sono distribuiti agli aventi diritto nell'ambito dei servizi sociali, o degli altri servizi ed uffici delle amministrazioni presenti nei singoli Stati federati degli Stati Uniti.
Note
Voci correlate Fringe benefit Lavoratore dipendente Mensa diffusa Pubblico esercizio Ristorazione
Collegamenti esterni
Categoria:Remunerazione del lavoro Categoria:Strumenti di pagamento