La vita Figlio del re cingalese PañcaśṅaṛgaLe fonti su Āryadeva sono reperibili nel Catuḥśatakaṭīka di Candrakīrti; nel Canone cinese al T.D. n. 2048; nel Mañjuśrīmūlakalpa; ma anche in fonti tibetane come quelle riportate nelle opere di Tāranātha Kunga Ningpo e Bu-ston rin-chen grub., Āryadeva abbandonò il mondo secolare e si fece monaco buddista di scuola Theravāda, divenendo discepolo di Hemadeva. Lasciato lo Sri Lanka, giunse in India, a Śrīparvata, un monastero nei pressi dell'attuale città di Guntur (Stato indiano dell'Andhra Pradesh), divenendo discepolo del maestro Madhyamaka, Nāgārjuna (altre fonti indicano che maestro e discepolo si incontrarono a Pataliputra). Presso Śrīparvata, Āryadeva studiò le dottrine Madhyamaka e i Prajñāpāramitā Sūtra, entrando nella corrente Mahāyāna. Secondo la tradizione narrata dallo storico tibetano Tāranātha Kunga Ningpo, durante il viaggio che lo conduceva all'università di Nālandā, a cui era stato invitato per dibattere con il brāhmana Mātṛceta, offri ad una donna un occhio (le fonti cinesi sostengono che lo offri ad una immagine dorata di Maheśvara) e per questo venne chiamato anche Kāṇadeva (deva con un solo occhio, cinese 迦那提婆 Jiānàtípó, giapp. Kanadaiba). Giunto a Nālandā, sconfisse Mātṛceta che convertì al Buddismo. Divenuto abate di Nālandā, vi eresse un ulteriore complesso monastico di ventiquattro edifici. Rientrato nell'India meridionale, morì in un luogo sconosciuto.
Āryadeva è considerato "patriarca" nelle scuole buddiste cinesi Tiāntái e Chán.
Opere attribuite ad Āryadeva Catuḥśataka, contenuto nel Canone tibetano (al numero 5246 dell'edizione di Pechino) e nel Canone cinese (廣百論本, Guǎngbǎilùn běn, giapp. Kōhyaku ron bon nel T.D. 157.029.182a-187a, ma solo la prima metà, tradotto in 1 fascicolo da Xuánzàng, ma nello stesso canone ve ne sono altre versioni tradotte da Xuánzàng o, precedentemente, da Kumārajīva). È l'opera principale di Āryadeva, si compone di sedici capitoli di cui i primi otto si occupano della preparazione per chi intraprende la "Via" buddista, mentre i secondi otto della non-sostanzialità dei dharma. Śatakaśāstra, contenuto nel Canone cinese (T.D. 1569), è la versione abbreviata del Catuḥśataka. Akṣaraśataka, contenuto nel Canone cinese (T.D. 1572) è, nel Canone tibetano, attribuito a Nāgārjuna ma gli studiosi ritengono sia più corretto attribuirlo ad Āryadeva Mimaki Katsumi Āryadeva, in Enciclopedia dalle Religioni. Diretta da Mircea Eliade. Milano, Jaca Book, 2006, pag.19.. Tutte le altre opere che tradizionalmente vengono attribuite ad Āryadeva, secondo gli studiosi Op. cit. appartengono ad un altro Āryadeva, denominato Āryadeva II, un maestro del Buddismo Vajrayāna vissuto nell'VIII secolo.
Note
Bibliografia Mimaki Katsumi Āryadeva, in Enciclopedia dalle Religioni. Diretta da Mircea Eliade. Milano, Jaca Book, 2006. Karen Lang. Aryadeva's Catuhsataka: On the Bodhisattva's Cultivation of Merit and Knowledge. Denmark, Akademisk Forlag, 1986. Tom J. F. Tillemans. Materials for the Study of Aryadeva, Dharmapala, and Candrakirti, 2 voll. Vienna, Arbeitskreis für Tibetische und Buddhistische Studien Universität Wien, 1990.
Voci correlate Mādhyamika Nāgārjuna Buddismo Mahāyāna
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