LAbbazia degli uomini (in francese: Abbaye aux Hommes) è, insieme con l'Abbazia delle donne, una delle due grandi abbazie fondate da Guglielmo il Conquistatore a Caen. Sorge a ovest del centro della città, nel quartiere di Bourg-l'Abbé. Trasformata in liceo nel XIX secolo, ospita dagli anni 1960 il municipio. L'abbazia è un grande complesso architettonico costruito tra l'XI e il XVIII secolo. Dal 1840 è classificata Monumento storico di Francia..
Storia Le origini Tra il I e il III secolo, sull'attuale sede dell'abbazia sorgeva un borgo, situato in prossimità di una strada romana che collegava Augustodurum (l'attuale Bayeux) a Noviomagus Lexoviorum (l'attuale Lisieux).
Questo borgo non era che un vicus senza funzioni politiche o amministrative, tale ruolo era infatti svolto da Aregenua (l'attuale Vieux-la-Romaine), capitale dei Viducassi, ad una quindicina di chilometri a sud di Caen. Gli scavi svolti tra il 1979 e il 1981 nella cinta della vecchia École normale hanno permesso di comprendere meglio l'organizzazione del vicus gallo-romano. Il borgo aveva una vocazione essenzialmente artigiana, come mostrano i resti di un fornace con l'annessa abitazione, una conceria con i bacini per la lavorazione delle pelli e le vestigia di un laboratorio d'ebanisteria con numerose schegge d'osso.
Durante i lavori d'ispezione della Sala delle guardie, nelle vicinanze del municipio, sono state ritrovate anche le fondazioni della cella di un fanum, il tipico tempio gallo-romano. Di pianta rettangolare (6,2 m × 5,25), la cella era costituita pietre grossolanamente squadrate e rivestite verso l'esterno di intonaco dipinto. Sembra che un frammento di muro trovato a 4,5 metri dalla cella corrisponda al peribolo del tempio.Christophe Collet, Pascal Leroux, Jean-Yves Marin, Caen cité médiévale: bilan d'archéologie et d'histoire, Calvados, Service Département d'archéologie du Calvados, 1996 ISBN 2-9510175-0-2.
Dalla fondazione nell'XI secolo al declino nel XVI secolo La costruzione dell'Abbazia degli uomini, insieme a quella delle donne, fu il prezzo di una penitenza inflitta a Guglielmo il Conquistatore da papa Niccolò II. Infatti, al fine di rafforzare i legami tra i due più potenti principati del nord della Francia, Guglielmo decise di sposare la cugina Matilde delle Fiandre, figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, nonostante l'esplicito divieto, a causa dell'eccessiva consanguineità degli sposi, espressa da papa Leone IX durante il concilio di Reims del 1049. Guglielmo ruppe tuttavia il divieto papale sposando la cugina nel 1053, e in cambio del perdono fondò due monasteri benedettini a Caen: l'Abbazia degli uomini, dedicata a Santo Stefano, e l'Abbazia delle donne, dedicata alla Santa Trinità. La costruzione dell'abbazia iniziò nel 1063 sotto la direzione di Lanfranco di Pavia mentre la realizzazione della chiesa cominciò nel 1065 per essere consacrata il 13 settembre 1077. La rapidità d'esecuzione si spiega con la recente conquista dell'Inghilterra, e dunque con la conseguente disponibilità finanziaria, ma soprattutto con la presenza nelle vicinanze di cave di pietra a cielo aperto.
In particolare il materiale usato è la cosiddetta pietra di Caen, un calcare giurassico giallo chiaro molto apprezzato come pietra da costruzione in tutta l'area normanna.Tra gli edifici realizzati in pietra di Caen è bene ricordare: l'abbazia delle donne, il memoriale di Caen e l'abbazia di Fécamp in Francia, la Torre di Londra, il Tower Bridge, l'abbazia di Westminster e la cattedrale di Canterbury in Inghilterra, il Palazzo reale di Bruxelles in Belgio e il Duomo di Colonia in Germania. Dopo la seconda guerra mondiale sono state riaperte delle vecchie cave dismesse allo scopo di restaurare gli edifici distrutti dalle bombe, tuttavia oggi la pietra viene venduta anche per il rivestimento di edifici a Parigi e negli Stati Uniti. Il cronista Guglielmo di Poitiers descrisse così la fondazione dell'abbazia da parte di Guglielmo il Conquistatore e le vicende che portarono Lanfranco a esserne il primo abate: «Per farlo abate del monastero di Caen, ci volle, per così dire, una pia costrizione; infatti Lanfranco rifiutava l'incarico più per timore di un rango troppo elevato che per amore d'umiltà. In seguito Guglielmo arricchì questo monastero di possedimenti, d'ori, d'argenti e di diversi ornamenti; lo fece costruire con poche spese, d'una grandezza e d'una bellezza ragionevole, e poco degna del santo martire Stefano, per le reliquie del quale doveva essere onorato e al quale doveva essere consacrato».
La guerra dei cent'anni mise l'abbazia sulla prima linea dei combattimenti. Dopo la conquista di Caen da parte dei francesi nel 1346, i religiosi ricevettero l'ordine di fortificare la cinta, visto che Santo Stefano si trovava al di fuori delle mura della città.
Tra il 1562 e il 1563, durante le guerre di religione francesi, la chiesa venne saccheggiata dalle truppe di Montgomery e in seguito abbandonata. Le vetrate, gli organi e il mobilio venne distrutto, e la stessa tomba di Guglielmo il Conquistatore, un magnifico mausoleo in marmo sormontato da un'ara ed edificato su richiesta di suo figlio Guglielmo il Rosso, fu profanato dalle truppe protestanti. I resti vennero affidati ad un monaco dell'abbazia, Michel de Semallé. Tuttavia nel 1563 una nuova incursione dei protestanti mette in fuga gli ultimi monaci, e i resti di Guglielmo vengono dispersi, ad eccezione di un solo osso messo in salvo da Charles Toustain de La Mazurie, poeta amico di Jean Vauquelin de La Fresnaye. Quest'unico osso venne riposizionato nella tomba nel 1642 dal priore Jean de Baillehache, in seguito al restauro del coro. Nel 1742 i monaci ottennero l'autorizzazione di Luigi XV a rimuovere la tomba dal santuario e a ridurla ad una semplice sepoltura ricoperta da una pietra tombale.
Nel 1566 avvenne il crollo del tiburio, che distrusse anche le volte del coro. Quest'ultimo, ormai in rovina, rischiò di venire abbattuto per ordine del Parlamento di Rouen, tuttavia il priore de Baillehache ottenne l'annullamento di tale decisione e anzi intraprese non solo la ricostruzione del coro, ma anche il restauro di tutto il complesso abbaziale, arrivando ad una nuova consacrazione della chiesa il 18 maggio 1626.
Il rinnovamento dell'abbazia nel XVII e XVIII secolo La ricostruzione in uno stile classico Nel 1663Philippe Lenglart, Caen, architecture et histoire, Edizioni Charles Corlet, Condé-sur-Noireau, 2008. l'abbazia passò sotto la responsabilità della congregazione di San Mauro. Quest'ultima non si limitò a ristabilire la disciplina religiosa, ma si adoperò anche materialmente ricostruendo gli edifici conventuali ormai ridotti in rovina. Del chiostro non rimanevano che le fondazioni, le cucine erano quasi completamente distrutte e la maggior parte degli edifici era privo di copertura. I lavori di rinnovamento, diretti da fra Guillaume de TremblayeGuillaume de La Tremblaye, sculpteur et architecte (1644-1715) di abbé Adolphe-André Porée, pubblicato da Le Blanc-Handel, 1884.Un grand constructeur et décorateur: Frère Guillaume de La Tremblaye (1644-1715) di André Rostand, 1955. assistito dai fratelli Bayeux,Mathieu (1692-1777) detto il vecchio, Guillaume e Jacques-Laurent detto il giovane. I primi due furono entrambi ispettore generale dei ponti e delle strade, il primo in particolare disegnò il ponte di pietra, oggi ponte Wilson, di Tours; il terzo fu invece ingegnere della generalità di Caen. incominciarono nel 1704, ma vennero interrotti nel 1706 a causa della mancanza di fondi, per riprendere una seconda volta nel 1710. Nel 1715 morì de Tremblaye, e la direzione dei lavori passò a fra MisereyFra J.-B. Miserey (1726-1786), architetto e monaco benedettino. Un moine architecte di Georges-Abel Simon, pubblicato da L. Jouan et R. Bigot, 1933. che decise di allungare l'ala degli ospiti verso sud. Nel 1727, i terreni a est dell'abbazia vennero reinterrati di 25 piediCélestin Hippeau, L'Abbaye de Saint-Étienne de Caen, 1066-1790, Hardel, Caen, 1855. e fu edificato un muro di sostegno a sud al fine di formare un'ampia spianata sulla quale allestire un giardino alla francese, formato da parterre, boschetti e labirinti.Guillaume-Stanislas Trébutien, Caen: précis de son histoire, ses monuments, son commerce et ses environs, Caen, A. Hardel, 1879. Tra il 1755 e il 1759 venne realizzato un nuovo alloggio abbaziale nel recinto del semenzaio, una parcella di terra compresa tra i bastioni del XIV secolo e il muro di separazione tra il recinto della strada e quello dell'abbazia. Questa fase dei lavori terminò definitivamente nel 1764. Successivamente venne proposta la costruzione di un'altra ala ad angolo parallela a quella del refettorio, proprio dove sorgeva la sala delle guardie, al fine di chiudere la corte a sud, ma i lavori non vennero mai terminati a causa all'espulsione dei monaci durante la rivoluzione francese..
L'integrazione dell'abbazia nel tessuto urbano
Nella seconda parte del XVIII secolo, gli urbanisti di Caen decisero di intraprendere un grande progetto di rinnovamento della città. Nel 1752 il barone de Fontette viene nominato intendente della generalità di Caen. Dotato di un forte temperamento riuscì a portare a termine molti dei suoi progetti, spesso in contrasto con quelli proposti dai responsabili all'edilizia della città. Uno dei suoi maggiori successi consistette nella creazione di un nuovo asse per deviare la circolazione della via Saint-Martin, che era lo storico punto di accesso a ovest della città (ovvero verso l'abbazia). Nel 1755. venne siglato un accordo tra comune ed abbazia al fine di aprire uno nuova via attraverso i giardini dell'abbazia, tra la piazza dei Petites Boucheries e una nuova piazza ottagonale realizzata sul sito delle vecchie fortificazioni della città e sulla quale si trovò ad avere lo sbocco la via Écuyère. La parte sud del nuovo asse, rapidamente battezzato via Saint-Benoît (oggi via Guglielmo il Conquistatore) venne assegnata ai monaci di Santo Stefano. Sulla nuova piazza, battezzata piazza Fontette, venne previsto di erigere due palazzi gemelli a mo' di ingresso della nuova via; come controparte per la costruzione del palazzo a sud, anch'esso sul terreno dell'abbazia, i monaci ottennero la proprietà dei terreni un tempo occupati dai fossati, le controscarpe e le fortificazioni della città. L'alloggio dei monaci venne terminato nel 1758 e i giardini dell'abbazia estesi fino alla nuova piazza.
La secolarizzazione dell'abbazia nel XIX e XX secolo La cacciata dei monaci e la rivoluzione Nel 1790 i religiosi vennero cacciati dall'abbazia e le amministrazioni prefettorali e municipali presero il loro posto. Nel 1793 la chiesa di Santo Stefano divenne un tempio dedicato al Culto della Ragione. Il 12 ottobre 1800, l'Accademia delle scienze, arti e lettere di Caen, ribattezzata «liceo di Caen» dopo la fine della rivoluzione, occupò i locali dell'abbazia su ordine del generale Dugua. In seguito all'entrata in vigore del concordato del 1801, venne ristabilito il culto cattolico nell'antica abbazia, declassata però a chiesa parrocchiale, così che i religiosi non potessero farvi ritorno.